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pietanze verdi

Gentile dottore,
mi piacerebbe capire meglio questo sogno molto vivido che ho fatto.
Ho sognato di andare da Eataly, si tratta di una catena che è insieme un supermercato di lusso dove vendono prodotti italiani tipici e un insieme di ristoranti. Con mio marito ogni tanto andiamo. Nel sogno abbiamo finito il giro e stiamo uscendo quando vediamo una lunga tavola imbandita con una serie di piatti dal contenuto verde (ogni tipo di verdura verde cucinata e molto invitante) sistemati su una tovaglia bianca. Vengo a sapere che i cuochi si sono dovuti adattare a cucinare questi piatti perché non era rimasto altro. In ogni caso l’effetto è molto invitante. Non resisto e mi avvento su un piatto, lo mangio senza averlo ordinato e senza intenzione di pagarlo e poi faccio sparire il cucchiaio, la prova di quello che ho fatto. Alla cassa paghiamo quello che abbiamo preso ma veniamo fermati; sanno quello che è successo, vengo invitata da una donna, in modo gentile, a salire dalla direzione, mi vergogno profondamente. Una volta salita vengo portata da un grosso cuoco giapponese che sta cucinando e mangiando pesce su un balcone (in una grossa pentola bolle il pesce). Aspetto di essere ricevuta da lui, mi discolpo dicendo di avere agito in modo non premeditato ma sotto la forza di un impulso. Potrei essere stata influenzata dalla lettura di un libro in cui due partigiani costringono i contadini a rifornirli di cibo senza pagarli.
La sera prima del sogno sono venuti a trovarci amici che conducono insieme ai loro bambini una vita per me austera, li ammiro e allo stesso tempo mi spaventa una vita così. In questa atmosfera di crisi economica che sembra stia per spazzare via tutto mi sembra che anche noi dovremmo iniziare a fare come loro.
In quella occasione nostro figlio si è comportato piuttosto male, agendo sotto un impulso che a volte lo prende ha rovesciato tutte le ceste dei giochi della sua camera sul pavimento, come ha detto lui, non per giocare ma per fare “baccano”. Sempre sotto l’impulso dell’agitazione ha colpito e fatto piangere il bambino dei nostri amici che ha un anno meno di lui. Prima di mandarlo a letto l’ho sgridato e punito pur sentendomi in colpa. Anche noi genitori agiamo sotto un impulso che ci porta a spendere a non essere abbastanza austeri. La camera di nostro figlio è traboccante di giochi mentre i loro quasi non ne hanno.

La ringrazio perché nel sito ho trovato molti spunti educativi interessanti.
Saluti cordiali

Direi che occuparsi di un

Direi che occuparsi di un sogno è come guardare un quadro o un film, ci sono vari aspetti , l'ambientazione, la trama, i personaggi, la 'fotografia', la realizzazione estetica, i riferimenti storici, personali, ecc ecc.
Chissà se si potrebbe istituire dei concorsi, premi Oscar, ecc.
Alcuni sogni si sa sono entrati nella storia (il sogno di Giacobbe, di Costantino...)

Il suo sogno, con le associazioni e osservazioni che vi ha aggiunto, è molto interessante e complesso. Quasi un condensato di un "trattato" socio politico psicologico sulla civiltà e i suoi rischi. (Penso a Freud e al suo libro "Il disagio della Civiltà")

Eataly (pron italy) fa pensare al nostro paese visto (nel sogno) come cibo da derubare, divorare, ridotto al verde ( forse riferimento alle vicende politiche e al comportamento di certi politici...)
Aleggia la crisi economica, la penuria, la prospettiva di vita austera, la paura di cambiamenti
Per converso dilagano impulsi a trasgredire leggi sociali e 'morali' quasi come in situazioni in cui i limiti e le regole sociali della civiltà sono o stanno per cadere.
Di fronte alle autorità (genitoriali, sociali) che ci sono ancora ma un po' strane (il grosso cuoco giapponese che cucina e mangia pesce sul bancone...?!?) la discolpa è aver agito per impulso..... Che è il contrario di “controllare gli impulsi”, capacità che dovrebbe essere espressione dell'educazione e della maturità personale. La mancanza di questa capacità è appunto tipica dei bambini molto piccoli, o 'viziati', o negli adulti dei disturbi di personalità cosiddetti 'borderline'.
Forse l'educazione dei bambini negli ultimi decenni ha un po' messo in secondo piano questa capacità, e dilagano i problemi comportamentali. Anche fra gli adulti, almeno da qualche parte, è diventata socialmente ben accetta come indice di "successo" la soddisfazione dei desideri anche se talvolta sconfinano in 'sintomi' psichiatrici cosiddetti 'compulsivi', cioè derivanti da impulsi irrefrenabili: a possedere, a comprare, a mangiare, ecc. Mentre limiti e regole vengono visti come ostacoli da abbattere per la soddisfazione dei desideri.
Il fatto che invece che agiti nella realtà si possano esprimere nei sogni è una gran buona cosa, ed è forse è la differenza fra salute mentale e malattia!
C'è il senso forse che senza una buona educazione dei bambini e dei cittadini a comportamenti sociali responsabili la vita sociale può diventare una jungla in cui prevalgono impulsi primitivi / infantili.

Il sogno sembra quindi esprimere il conflitto fra i pensieri e comportamenti della veglia, 'adulti, responsabili', e gli 'impulsi' primitivi, infantili che riemergono (per fortuna il sogno permette di trovargli un posto) che da una parte sembra di non saper controllare, come i bambini o nelle situazioni di guerra o perdita di condizioni civili, dall'altra vengono addotti come giustificazione, che però non è ovviamente accettata dall'autorità sociale, se non come espressione di disturbo mentale, che forse è appunto simile a una situazione sociale in cui norme e limiti non sono rispettati e l'autorità non è più capace o è corrotta..

Mi sembra che il sogno, e le associazione che lo accompagnano, esprima in maniera molto vivida pensieri e dubbi sulla situazione attuale politica economica sociale riflessi anche nei comportamenti individuali di adulti e bambini e famiglie...

Potrebbe essere un discorso molto lungo e interessante.

Grazie della bella

Grazie della bella analisi.
E’ vero che insieme a mio marito sto provando in modo sempre più intenso le ansie che la situazione di questo paese provoca a chi non è protetto dal fatto di svolgere un lavoro indispensabile o dal fatto di appartenere a una classe d’età più al sicuro rispetto alla nostra. Tra i nostri amici, trenta e quarantenni, la perdita del lavoro spesso è qualcosa che si avverte come imminente, se non è ancora avvenuto nella realtà.
Ho letto da poco una mail di un’amica: “pensavo di essere una giovane di belle speranze, sarò una cinquantenne precaria”.
Forse come associazione è eccessiva ma mi vengono in mente gli episodi della storia in cui le persone si rendevano conto che la situazione era davvero così grave solo quando ormai era troppo tardi per salvare la propria famiglia emigrando.
Leggendo la risposta ho pensato che forse il cuoco del sogno è in balcone (fuori da Eataly) ed è cinese perché ho il timore che a un certo punto in questa situazione di caos l’Italia finisca per dipendere da altri paesi o forze che detteranno le condizioni e a cui dovremo rispondere.
Per quanto riguarda la parte relativa al controllo dei propri istinti mi viene in mente che proprio in una situazione di crisi è richiesto alle persone un gran controllo di se stesse per riuscire a cambiare il proprio stile di vita, per iniziare ad adottare certi comportamenti più consoni richiesti dalla nuova situazione.
Forse per le persone cresciute con una certa educazione e un certo stile di vita, come i nostri amici, è più facile adattarsi. Molti di noi sono figli del boom economico, oppure figli di famiglie agiate che adesso sono più poveri o comunque meno ricchi di quanto fossero i loro genitori. Penso alla mia famiglia, che è sempre stata consumista, per nulla attenta al risparmio ma propensa a togliersi ogni sfizio. E’ difficile cambiare habitus. Io sogno una me stessa molto controllata ma poi non resisto e mi getto sulle pietanze rimaste.
Per quanto riguarda l’educazione credo che ci sia una tendenza da parte delle famiglie a fornire supporto più che ad esercitare controllo. Un po’ come se l’esercizio del controllo non venisse più spontaneo ma dovesse essere reimparato dai genitori. Penso all’effetto pratico che ha avuto su di me la lettura di un suo articolo in cui metteva in relazione la capacità di rispettare le regole con la capacità di inserirsi in un contesto sociale, di socializzare.
Grazie.

Già, c'era anche del pesce,

Già, c'era anche del pesce, ma non per tutti, solo per il grasso cuoco cinese sul bancone, autorità 'eatalica' certo molto distante dalle altre persone . Fra l'altro viene in mente l'espressione "fuori come terrazze", che forse potrebbe adattarsi a una certa classe politica e dirigente accusata di essere diventata una 'casta', non proprio molto 'casta' (aggettivo), poi, se mi passa il gioco di parole.
Le ansie per la situazione attuale, fuori da tutti i precedenti almeno degli ultimi 60 anni, sembrano dilagare in tanti ambienti, come di fronte a una perdita di punti di riferimento abituali... Ma tutti i cambiamenti fanno paura, come si vede anche nei cambiamenti evolutivi dei bambini e delle persone nella loro crescita e evoluzione. Anche le società in fondo sono degli organismi sociali in evoluzione, con caratteristiche psicologiche proprie. Speriamo quindi di essere in una fase di cambiamento positivo, anche se un po' ansiogeno.
Grazie per gli spunti interessanti, oltre che per le gentili parole.
Cordialmente
drGBenedetti

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