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capitaniere

Gentile Dottore, mi auguro che questo post arrivi a buon fine. Recentemente ho qualcosa in comune con Meltzer, il nome solo che cambia la parola successiva...uguale a Donald Duck.
Solo per fare degli esempi dal salumiere chiedo del Praga crudo(inesistente),mi accorgo della gaffe e sorridendo dico che ho cambiato città,l'altro risponde che ho proprio cambiato nazione. Può essere una distrazione, non è la sola. Accompagno una amica a fare acquisti in un outlet. Prendo i suoi acquisti e li tengo piegati su un braccio e ci avviamo alla cassa. Erano solo due cose, ma ad un certo punto mi erano sembrate pesanti. E già, avevo agganciato un signore con le stampelle per i vestiti,come se fosse un acquisto mi accingevo a portarlo alla cassa. La mia amica ancora adesso ride e mi raccomanda di controllare la presenza del codice a barre.
Sarà un periodo alla Paperino...
I sogni davvero difficile ricordarli persino i frammenti.
Non so se posso fare un collegamento con gli ultimi sogni del precedente consulto.
Se è sbagliato o inoppotruno consideri queste parole come non scritte.
Il sogno dei camion che facevano manovra in una piazza ,mi ricorda un episodio quando ero bambina. Un camion faceva marcia indietro in una piazza e se non fossi salita su un gradino di un portone mi avrebbe buttato a terra sul marciapiede.
L'altro sogno, quello del treno, ha molto in comune con un episodio di cronaca. Una studentessa rimane con il piede incastrato tra le porte dell'autobus. l'autista non si accorge di niente forse perché il mezzo è pieno e riparte. La studentessa si fa così 200 metri, cercando di mantenersi aggrappata all'autobus. L'episodio di cronaca mi aveva colpito molto.

ancora di nuovo regole

Non credo di violare la regola di due post alla settimana, molto dipende da quale giorno si sceglie come inizio es domenica anziché lunedì ma se ritiene che ci sia violazione me lo faccia sapere.

Molto probabilmente l'ultima mail risente di alcuni avvenimenti:
-:0 il Suo recente chiarimento, direi opportuno, visto che avevo inteso male;
-:( le sue osservazioni riguardo pubblico/privato;
-:) L'incremento improvviso, inatteso della fobia. Da quel momento mi sembra che sia cambiato il modo di vedere le cose, quasi come il mondo fosse cambiato. Può sembrare una espressione forte, da usare in altre circostanze di ben altro spessore. Il passamano ne è uscito soccombente, attrezzo inutile rispetto al compito, per questo le scale ancora di più pericolose. Faccio una eccezione, riporto il parere della terapeuta - Quello che non doveva accadere, il venir meno del passamano!-. Forse a venir meno non è stato solo quello materiale, probabilmente se non è solo una casualità, ci torneremo su, se vuole.
L'ordine è casuale.

La supervisione è quella della terapeuta ( mi pare che venga usato questo strumento sia per difficoltà personali dei terapeuti sia se si hanno dei casi un po' particolari).
Dubbio: chissà se nella supervisione aveva ripotato anche il mio caso. Non ci sarebbero stati problemi se il supervisore non fosse stato proprio il dr della mia amica. Non è di certo la persona con cui avrei condiviso fatti personali.

A pensarci bene, nel sogno non ero proprio accanto alla mia amica, ma un pò distante, lei era più vicina all'autobus per questo era riuscita a salire. L'autobus pieno, mi anzi ci era stato impedito di prenderlo, l'autista aveva chiuso le porte.
Di fatto, rimango a piedi. Se anche in questa sede preferisco rimanere a piedi anziché salire a bordo per via di qualche dubbio, come dice Lei, non me la sento di escludere a priori questa possibilità che può essere un po' più celata rispetto ad altre, quando scrivo ad es. mi chiedo:- sto rispettando le regole? oppure porto le solite cose? mi comporto da sorda? e ancora le cose che riporto saranno subito ritenete non vere? (questo aveva maggior peso prima del chiarimento) e simili; nel dubbio cancello molte cose o le modifico e forseil risultato non è così buono, la chiarezza si perde.
Non mi è chiara l'ultima parte del suo post, relativa a mia madre e alle confusioni.

POST SCRIPTUM
a) ho tentato per un brevissimo periodo il percorso farmacologico, subito interrotto per via di una allergia. Mi pare che fosse un antidepressivo ssri. Leggendo forse su medicitalia, non ricordo bene, ora si usano anche i betabloccanti ( non venivano utilizzati per la pressione alta?) e se ci sono attacchi di panico i farmaci anti panico ( forse i triciclici).
Comunque nel mio caso respiravo male, qualche fischietto e la lingua che mi sembrava raddoppiasse.
b) mi pare di ricordare una parte delle regole:
1) non più di due post a settimana;
2)contare fino a 100 prima di inviare per evitare post doppi.
Non ricordo altre, se ci sono me lo dica.
Dunque erano state messe per la necessità di controllare certi comportamenti che possono disturbare o impedire il lavoro.

Sogno recente.
Stavo camminando in un palazzo, forse con qualche valore architettonico, anche se non antico. Piastrelle di marmo pregiato e anche le pareti, mi sto avviando verso l'uscita e incontro mia zia china sul pavimento per renderlo ancora più splendente. Mi accorgo che c'è molta acqua e sapone, le chiedo se si scivola, lei risponde di no, usa una sostanza particolare, stranamente per pulire le fessure usa il dentifricio. Il lavoro è ottimo, constato di persona che non si scivola e dopo averla salutata vado via.

La risposta non era partita,

La risposta non era partita, mi scusi.

Mi sembra sia in un periodo critico. Se è così le crisi sono anche momenti di 'scelta', come dice la parola, a volte servono a fare cambiamenti necessari per andare avanti.
Il tema del sogno sembra la paura di cadere. Questa volta non sulle scale ma sul pavimento reso scivoloso. Con la presenza /responsabilità di un familiare,... Però la sostanza usata, portentosa, non fa scivolare. Così Lei può andar via....
Mi fa pensare a qualche cosa di 'scivoloso' che – in mancanza nella realtà di sostanze miracolose - impedisce di allontanarsi da certi 'ambienti' familiari , che certo hanno valore, ma a volte ingarbugliano le cose. Forse per questo “Non mi è chiara l'ultima parte del suo post, relativa a mia madre e alle confusioni”. Probabilmente bisognerebbe anadre un po' a vedere meglio.

Qualche garbuglio c'è forse anche qui, mi sa, segnalato dalla questione delle 'regole'. Non sono leggi naturali o divine, ma solo modi di regolare il 'traffico' in modo da facilitare lo scorrimento ed evitare gli ingarbugliamenti, come i semafori o le rotatorie... Ma non riguardano i contenuti che porta: se sono veri o falsi, se Lei è sorda o 'cieca' è una cosa da scoprire insieme, magari tenendo presente che non c'è maggior sordo di chi non vuol sentire, ecc ecc.
Constato che nella mail privata mi sembrava molto più libera di esprimersi e chiara...

gentilezza

Carissimo Dottore, Lei è sempre così cortese.

Stavo controllando il nome dato al precedente thread ( la memoria fa cilecca), - la notte buia, e per caso ho riaperto la prima pagina. La prima cosa che mi è saltata all'occhio, lettura sommaria, erano i numerosi fraintendimenti, equivoci. Tra l'altro, diceva che potavo pietre dal falegname e qualcosa sulla sala operatoria; che non volevo sentire. I miei post, a volte sembravano un resoconto di borsa, tipo lunedì nero..Eppure volevo solo scusarmi.
Da allora è passato un po' di tempo, circa 2 anni. Mi sembra che le cose vanno meglio o se preferisce il traffico è più scorrevole, almeno credo.

++++Per la cronaca, mia madre la vedo di rado. Abitiamo in luoghi diversi.

Riguardo la paura di cadere, c'è quasi sempre, può cambiare l'intensità; quindi nel sogno si può dire che compare un timore che si manifesta quasi tutti i giorni. La zia del sogno è morta da tanti anni, era molto bella, elegante.
Non so, quale peso incidenza ha l'ambiente famigliare a ingarbugliare le cose,certemenente un ruolo l'ha, ma riuscire a quantificare.. In teoria, basterebbe allontanarsi, ma non sempre si può e chissà se è sufficiente a volte i problemi ci seguono, ma potrebbe aiutare, chissà.
Secondo me, un mio problema è che non so difendermi o portare avanti delle mie idee e neanche chiedere aiuto/consiglio; così se ho necessità di approfondire qualcosa, magari perché sono indecisa o più semplicemente ho bisogno di aiuto, l'altro decide per me, perché mi blocco o mi accodo e non va bene. In questo modo la scelta non è più consapevole o libera, ma è condizionata o inesistente. Questo può riguardare cose banali come la scelta di un film o più complesse che possono incidere non solo nell'immediato.
Sapere di avere un problema non significa saperlo risolvere, nel tempo mi pare si sia accentuato.
Un po' ho questo problema, un po' la persona con cui vivo insieme, lo accentua, pur senza volerlo. Parliamo sempre delle stesse cose: i suoi problemi al lavoro, il traffico... Mentre i miei sono trascurabili, quasi invisibili. Come es. la fobia. Era contento che avevo affrontato le scale di un ipermercato, sottobraccio a lui, dimenticando che prima le affrontavo da sola sia pure con l'ausilio del passamano.
A proposito di scale, sono tornata al quarto piano, non era proprio notte,ma abbastanza buio da richiedere la luce, questa volta è andata meglio sia pure con qualche perplessità. Mi è sembrato di aver fatto una cosa sensazionale. (mi scuso per l'eccesso di entusiasmo, per una cosa così banale, ma così mi sono sentita).

Non so se è un effetto della

Non so se è un effetto della 'crisi', ma sembra lasciar passare degli aspetti di sè diversi, meno duri, più morbidi... sia verso gli altri che verso se stessa... meno giudice severo e più comprensiva e tollerante... Cenni di vita di coppia, anzi di due coppie ... Lei e la persona con cui vive insieme,... Lei e Sua madre.... scambi... un po' frustrata... problemi... però...

Particolare che si scusa per esprimere queste emozioni e pensieri, quasi si vergognasse di questi aspetti più morbidi sotto la corazza dura che sembrava coprire tutto, a volte...

capitani e re

Alcuni aspetti, da Lei definiti più morbidi, possono passare anche grazie a due sue recenti mail, non successive nel tempo, che hanno chiarito alcuni aspetti, almeno a me.
Può darsi che abbia letto lo splendido romanzo che dà il nome al thread,- Capitani e Re- nel dialogo fra Mr Headly e il giovanissimo Joe, sono descritte le parti morbide, dure della personalità e chi le mostra, appropriata la similitudine con dei pesci.

Interessante: mentre Lei del sogno-zia che pulisce i pavimenti di marmo con una sostanza quasi magica- nota alcuni aspetti, tipo qualcosa di scivoloso che impedisce di allontanarmi da certi "ambienti" famigliari.
Non so se per "ambienti" famigliari si intende la casa come edificio insieme ai propria ffetti e quindi che non riesco ad allontanarmi da casa o meglio dalle case o si intende i luoghi abituali come fare le stesse cose o nel senso meltzeriano ( madre interna) Dunque una lettura polisemica la SUa, almeno questo ci ho visto, può essere che abbia inteso male. La prima interessante, chiara, le altre due di più difficile comprensione soprattutto la terza.
La terapeuta ha notato altri aspetti. Premesso che ogni tanto si informa su andamento altro ristorante e le ho detto dei recenti chiarimenti, senza entrare in dettaglio.
In base a questo la terapeuta si è espressa così, pulire il pavimento significa fare chiarezza, cosa che ha fatto Lei gentile dottore, lo ha fatto quando non me lo aspettavo e in modo diverso dal solito. Questo ha permesso il proseguimento del ns dialogo in modo più sicuro. L'idea della dr non mi pare così peregrina, se Lei ha notato qualche differenza nei post. Comunque entrambe le interpretazioni hanno degli aspetti interessanti.

Nuovo sogno.
C'è una bambina bionda con i capelli a caschetto, vestito chiaro ma dal colore indefinito, che si rivolge puntando il dito con fare deciso, contro un gruppetto di uomini, che non vedo, forse sono in divisa, forse no. La bambina dice loro senza paura:- Dio tutto questo non lo permette- Si riferiva alla Shoah.
Riflessioni.
Leggendo qualcosa sulla neutralità dello psicoanalista o degli spy in generale, fino a che punto può spingersi, se può andare oltre la "posizione non giudicante", così come la regola delle riservatezza, si può spingere fino all'assoluto silenzio...
Mi vengono in mente queste cose e in automatico le associo alla mia amica, proprio nel mese di ottobre l'avevo vista l'ultima volta. A distanza di tempo posso dire che tra lei e il dr non c'era proprio dialogo. Forse non le ho mai detto che alla figlia di una mia conoscente stava per capitare la stessa cosa, medico che dà farmaci e consiglia di smettere di studiare, ma in questo caso, cambiando medico, le cose sono andate molto meglio.
Quanto a me sono di nuovo salita al quarto piano anche se di giorno, scesa anche con qualche ingombro portato con la mano opposta al passamano. Ma non so, se riuscirò a superare la fobia, forse ormai si è "cronicizzata"--

La bimba senza paura che

La bimba senza paura che tiene a bada degli uomini (fuori campo): quasi una scena biblica, leggendaria... sogno, fantasia, mito, miracolo... Che pensieri le evoca? Le 'partimorbide' che tengono a bada le 'partidure'? Lei che tiene a bada gli uomini/psicoanalisti/psichiatri ecc? e 'supera la fobia'?

bambina già vista

La bimba che non ha paura... quali pensieri.
Lei fa due ipotesi, entrambe possibili, ma non sono tra i pensieri che mi sono venuti in mente.
Tenere a bada psicoanalisti, psichiatri...ma sono così pericolosi? Inoltre non conosco psicoanalisti e non vedo psichiatri da anni. Lei, Carissimo Dottore, la vedo più come terapeuta che altro, forse sono in errore, magari si sente più psichiatra o psicoanalista, se è così per favore mi corregga.
Le "partimorbide" che tengono a bada quelle dure...nel sogno più che la durezza c'era la cattiveria. SS o Gestapo come simbolo del male. Non so se ho tratti così fortemente pronunciati, quasi come Heydrich (molti si sono chiesti come facessero a convivere in lui parti così decisamente opposte).
Più che l'azione della bimba, ho notato la bambina in sé, mi pare di ricordare che in alcuni sogni più o meno recenti e forse, come dire, anche in un sogno ad occhi aperti(allora si era espressa abbastanza chiaramente,ma forse non aveva detto tutto e poi come erastata "accolta"), però meno recente, c'era la stessa bambina con le stesse sembianze, ma non ricordo l contenuto dei sogni. Forse vuole attirare l'attenzione e lo ha fatto in modo che non dimenticassi come le altre volte, insomma con un sogno che attirasse l'attenzione. Forse vuole dire qualcosa. Trovo interessante la Germania di Weimar e il suo post con il nazismo.
Comunque una bella bambina con un forte senso della giustizia, non quella dei tribunali, luogo in cui si verifica se si è rispettata o meno la legge; si può rispettarla ma essere ingiusti.

POST SCRIPTUM
-Mi pare di rispettare la regola dei due post (limite che mi è stato messo), così il traffico è fluido.
-Forse non porto più pietre che il falegname deve lavorare o in altri termini di non decidere più quale materiale portare. Come avrà notato di alcune cose non parlo più.
--superare la fobia ovvero affrontare le scale come gli altri...questo si che è un sogno, un miracolo..

"Forse vuole attirare

"Forse vuole attirare l'attenzione e lo ha fatto in modo che non dimenticassi come le altre volte, insomma con un sogno che attirasse l'attenzione. Forse vuole dire qualcosa. "
Potrebbe riferirsi a aspetti si sè che cercano di esprimersi e finora non hanno avuto attenzione e sono stati dimenticati.
Riguardo alle 'regole': quelle per 'controllare il traffico' sono in effetti limiti, segnali di divieto, semafori, ecc. che limitano tempi e spazi.
Altre 'regole' sono più come degli 'inviti': ad esprimersi liberamente, ad esempio, lasciando venire fuori i contenuti mentali senza selezionarli... Cioè la regola delle 'associazioni libere', che però è più che altro un obiettivo, una meta cui si tende. Quando l'espressione è veramente 'libera', non c'è più bisogno di 'terapia'...
Chissà che anche gli aspetti di sè dimenticati e che non trovano facile espressione siano impegnati ad affrontare delle 'scale' che non permettono di passare...

Forse quella bambina voleva

Forse quella bambina voleva dire qualche altra cosa nel sogno, ma probabilmente l'improvviso risveglio (un rumore? una luce accesa?, non ricordo ) aveva impedito il proseguimento del sogno.
Nonostante fosse una bambina,  potrebbe lasciare pensare ad aspetti infantili, era molto decisa  e matura per la sua età.
...

---Scale, scalette....scendendo c'è un aiuto implicito: il gradino che impedisce il ruzzolare, ostacolo al vuoto. Una caduta libera senza ostacoli, senza fine. Scale, scalette...un continuo scendere risalire su uno stesso argomento, perché si è accesa una nuova lucina e poi iniziare altre scale......
Sensazione di cadere nel vuoto anche un attimo prima di addormentarmi.
......
Di nuovo le regole.
Non mi è chiaro se le regole che Lei ha messo sono quelle che di solito sono messe  al setting ( frequenza, durata, ecc. Anche nell'altro ristorante ci sono, ma tra un incontro e l'altro posso usufruire di sms. Tra l'altro ci diamo de "tu" non so se di solito è così o è più usato il "lei") quindi, come dire, "oggettive" e che permettono l'incontro tra due o più parti o se sono regole che riguardano la singola persona ( ad personam). Per alcune caratteristiche mi sembrano appartenere al primo tipo, per altre al secondo, tra l'altro, mi pare di ricordare alcune sue parole dette in precedenti thread -... ma forse deve avere ulteriori limiti..- e in un'altra risposta diceva che dovevo essere ulteriormente frustrata...per il primo le parole sono testuali mentre la seconda espressione è un più affidata alla memoria, di sicuro c'è, la parola frustrare..
Mi pare che ci sia differenza tra i due tipi di regole, sebbene entrambe utili.

SOGNO
Sono in fila davanti ad uno sportello, devo ritirare dei documenti e  pagare qualcosa. Mi volto dietro e vedo che ho lasciato la borsa su una sedia, non ci sono soldi, il portamonete è con me, ma tutti i documenti personali. Una donna giovane ruba la borsa, la inseguo. Cerca di fuggire con una smart, guarda un po' di colore grigio, il finestrino è aperto, ci metto un braccio e blocco la macchina. Penso tra me ci sarà pure qualcuno che mi aiuti a bloccare queste ladre (accanto alla guidatrice c'era un'altra persona), da sola non riesco a bloccare per tanto tempo la macchina. C'erano delle persone per strada che facevano dei pic nic  e mostravano indifferenza.

Cordialmente
                   ....

La mail privata oggi è

La mail privata oggi è servita mi sembra ad aggiungere alcuni elementi personali, il nome, l'inizio della 'fobia', e di altri aspetti, l'inibizione...”come bloccata nel pensiero e nelle azioni”. Non so se c'è un riferimento alla sua situazione di vita attuale...

Poi ancora il tema delle regole, su cui mi sembra abbia dei dubbi, che riguardano penso il rapporto che abbiamo.
Le 'regole' fanno parte degli accordi fra due persone che vogliono collaborare, per il buon fine del lavoro. Per ridurre un po' il rischio 'torre di Babele', che però si manifesta lo stesso come ha visto anche lei nei fraintendimenti, incomprensioni, ecc. Utilizzando Bion, che da un po' non cito, sono un tentativo di ridurre l'influenza sul 'gruppo di lavoro' dei 'gruppi di Assunti di Base'... Più semplicemente: “patti chiari, amicizia ( o meglio 'collaborazione') lunga....”
Alcune regole sono comuni, tipiche, altre sono più soggettive, di 'cultura', di 'scuola', individuali. Possono quindi essere diverse in ristoranti diversi. Il dare del tu forse è una questione generazionale, se ne è occupato anche Umberto Eco di recente. Come molti della mia età io do del tu solo a parenti, amici e colleghi e a bambini e adolescenti. D'altronde una volta si dava del 'Voi' anche ai genitori, le cose cambiano...
Sul dover essere frustrata non saprei che dire, se non che la realtà è di per sé frustrante – rispetto ai desideri infantili e non – quindi sopportare la frustrazione è un elemento di resistenza e maturazione. Non per questo uno deve indossare il cilicio...

Nel sogno c'è la minaccia di venir derubata dei 'documenti personali', cui Lei si oppone con tutte le forse. Le persone intorno sembrano indifferenti e Lei non riceve aiuto
Forse il sogno esprime la sua ritrosia a svelare elementi personali, ma ora sta provando un modo di superare questo blocco, con le email.

identità rubata

Identità rubata. Nel sogno non c'è la minaccia sono effettivamente derubata, cerco di sventare il furto, ma non è detto che riesca, non si sa bene come finisce. Anche nel sogno c'è un equivoco, i ladri credevano di rubare del contante e non altro. La propria identità è certificata attraverso documenti, ma se sono rubati. Forse la propria identità può essere persa, rubata...Penso che possa accadere.

Ritrosia, mah!.... Forse questo aspetto può essere favorito dal timore di riportare la "biografia", di dire cose inutili, ecc. Allora meglio evitare, così entrambi ci risparmiamo qualcosa. E' solo una eventualità.

Dunque le regole per evitare la "torre di Babele", possono anche dirsi "oggettive" e permettono alle persone di incontrarsi. Altre regole, come dire, "soggettive", sono poste al pz singolo, regole su misura., usando una similitudine come la museruola o quella specie di cono messo al cane ordente oppure ai pz difficili legati al letto( mi vengono in mente Boris un pz di Basaglia o Mancini del film "qualcuno volò.."). Regole che impediscono di nuocere agli altri. Non so se ad es. con i pz con disturbi di personalità si usano particolari regole.

Non ricordo bene in quale contesto era stata usata la parola frustrata o che dovevo essere ...

Sopportare la frustrazione forse è solo un modo di dire con altre parole che ci adattiamo alle circostanze, non tuti i desideri possono essere soddisfatti, ma è l'ammissione di limiti che sono propri della specie.

Nel sogno facevo una cosa impossibile: con un braccio inserito nel finestrino di una automobile in corsa riuscivo a bloccarla, nei sogni non è così strano, ma nella realtà è impossibile, tra le cose impossibili c'è una in particolare eppure non dovrebbe essere tale.
Fobia da sempre presente, anche se con intensità diverse, forse se "curata" da bambina ci sarebbero state più possibilità, come è successo a dei miei conoscenti.

Identità rubata e identità

Identità rubata e identità 'svelata'... La sua ritrosia a farlo per "timore di riportare la "biografia", di dire cose inutili, ecc "
Chissà se facendo un puzzle ci sono delle tessere 'inutili'... Eppure forse il lavoro qui ha aspetti simili, solo dopo aver messo insieme un po' di elementi combacianti si riesce a intravedere qualche figura, qualche significato... Scartare degli elementi può rallentare il lavoro, ostacolarlo, come se uno nascondesse delle tessere.
Però se le tessere vengono 'forzate' danno immagini sbagliate, non vere... è importante invece che le tessere siano rispettate per disporsi liberamente aspettando che il significato emerga da sè, a volte inaspettatamente

A volte sembra di vedere la figura di qualche dottore sadico o comunque traumatizzante, e mi sembra che a volte Lei percepisca me così, per le mie 'regole' che Le sembrano museruole o camicie di forza... Sembra quasi rimasta traumatizzata

Alla fine c'è il rimpianto di qualcosa che non è avvenuto 'da bambina'... chissà che immagine verrebbe se trovassimo le tessere intorno...

ritrosia o essere discreti...

Alla fine dell'ultimo post, mi pare, di aver scritto una cosa quasi scontata: qualsiasi disturbo, sintomo ecc., se preso agli esordi ha maggiori probabilità di essere curato, che non si cronicizzi; ciò non vale solo per le patologie, ma anche per la crescita corretta delle piante o per le macchie sugli abiti. Invece guarda quanti altri aspetti... forse chissà queste tessere si mostreranno subito.

La parola "biografia" l'aveva usata Lei insieme a "predigerito". Sicuramente degli elementi "autobiografici" c'erano stati, nel senso che qualcosa del passato l'avevo riportata. Il presente può davvero prescindere dal passato o piuttosto è un continuum?
C'era stato un periodo in cui qualsiasi cosa era frequentemente etichettata come "biografia" o come "predigerita". Anche quando avevo cercato di riportare una cosa sgradevole che mi era da poco successa. Non era stato un bel momento, da qui la difficoltà anche ad esprimermi. Forse non ce l'avrei fatta senza l'aiuto della terapeuta o altro ristorante. Comunque è passato e poco importa come è stato superato ( che non si ripresenti più).

Un aspetto mi era sfuggito della "ritrosia": impedisce di dare tanti tasselli per cui si riduce il rischio di metterne qualcuna a forza, se invece mancano si può ricorrere alla fantasia, ma solo se sono già presenti un discreto numero di tasselli.

Dunque, mi pare di capire, che a volte si forma un'immagine di dr sadico, e a volte può essere Lei, recentemente per le regole... Forse questa immagine già si era formata in passato, non ricordo in quali circostanze.

SOGNO
Ho in mano una lettera, sto cercando di leggerla, ma la scrittura anche se a caratteri piuttosto grandi è di difficile comprensione. Le lettere sono molto angolate, le parole poco distaccate. La lettera è della terapeuta, ma non è indirizzata a me forse al Dr XX, ( penso forse sia lo psichiatra kk ), le poche cose che riesco a decifrare è che era contraria ai farmaci. Stranamente la lettera era in mano mia, di sicuro non l'avevo rubato o presa di nascosto, probabilmente me l'aveva data la stessa terapeuta per favorire la trasparenza.

Nel sogno, sembra che Lei

Nel sogno, sembra che Lei abbia accesso a una lettera fra la terapeuta e lo psichiatra. Li ho messi in corsivo perchè potrebbero essere 'personaggi' sulla sua 'scena', magari solo presi in prestito dalla realtà esterna e impiegati secondo un 'copione' interno. Lei stessa dice che è strano che la lettera fosse in mano sua, e (excusatio non petita) si difende in anticipo da possibili accuse ( che forse vengono esse stesse dal copione...) con ipotesi politicamente corrette...
Ricordo male o in passato aveva citato la famosa 'lettera rubata'?
Lo scenario potrebbe riguardare Lei che assiste a una 'corrispondenza' fra due personaggi importanti, nel bene o nel male. Forse in qualche modo qualcosa della scena si riproduce anche qui...
Chissa cos'è che potrebbe essere 'rubato' o 'preso di nascosto'?....

sogni che svaniscono

Riporto subito questo recente sogno prima che svanisca come altri. Anche in passato mi era successo di non ricordare i sogni, ora è un pochino diverso, per un po' mi pare di ricordarli anche abbastanza bene, senza lacune, dopo qualche ora svaniscono totalmente, neanche l'argomento ricordo.
Sono con la mia amica( quella che non è più), sono a casa sua. Ha lo stesso taglio di capelli dell'altro sogno e mi pare anche gli stessi abiti. Parliamo del più e del meno. Poi mi presenta sua madre, una donna giovane e un po' strana, dà l'impressione di seguire molo la moda e argomenta in modo frivolo. Indossa una gonna corta che mostra delle belle gambe ma eccessivamente magre, come per seguire le modelle. La mia amica si avvicina di più a me e
dice qualcosa come ora puoi capire il mio gesto..
Disturbo bipolare.... solo farmaci. Meglio un pietoso velo

§§§-§§§
Ho eliminato qualche tassello di troppo nell'altro post. Come avrà immaginato il sogno l'ho raccontato anche alla terapeuta, tra l'altro in qualche modo presente nel sogno, anche se non visibile, ma non lo sono neppure io, solo una mano che tiene la lettera e la lettera.
Una cosa le avevo detto che trovavo strano che avessi in mano una sua lettera indirizzata ad altri, è stata lei ad ipotizzare il furto (perché dice di - difesa in anticipo?-è solo esclusione di eventuali ipotesi) e poi mi ha chiesto cosa ti viene in mente? Di getto ho risposto che me l'aveva data lei per trasparenza e chiarezza, ma con il senno di poi, mi sembra che sia più un riportare un dato della "realtà" al sogno, che una visione sotto vari aspetti del sogno, dove può succedere di tutto anche che affronto le scale senza problemi o che rubi le lettere!?

Se non sbaglio il senso del racconto di Poe, più che il furto in sé, è il cercare cose in posti remoti mentre sono sotto al naso. Mi pare che il racconto fosse già stato citato.

In un precedente sogno mi rubavano i documenti in questo mi ritrovo a leggere una lettera indirizzata ad altri. Caratteristiche dei sogni:
-) equivoci (i ladri credevano di rubare denaro mentre erano documenti di identità)
-)possibile o furto certo a seconda dei sogni
-)leggere corrispondenza altrui
-)difficile comprensione ( scrittura indecifrabile).

Questi sono gli elementi dei sogni più recenti, dell'ultimo noto che ero a casa della mia amica,in realtà non ci sono mai stata e neanche ho conosciuto sua madre, non so se hanno un significato particolare o sono interconnessi o c'è un copione interno ( parola molto usata in analisi transazionale, mi viene in mente Eric Berne, uno dei punti di riferimento della terapeuta).
Lei pone una domanda alla fine, cosa può essere rubato, penso proprio di tutto. Preso di nascosto è qualcosa che si ha disposizione, non c'è furto, ma non si vuol far sapere che si è presa.... forse come il parmigiano (lo mangiavo di nascosto, non so neppure il perché) o le sigarette...

Nel sogno e subito dopo ci

Nel sogno e subito dopo ci sono dei giudizi su genitori e psichiatri. Sembra come se fosse sempre aperto un Giudizio, cioè una causa tipo in tribunale, che non si risolve ed occupa la sua mente con uno spazio forse eccessivo. Può darsi che ci sia un collegamento ( anche se non facile da trovare come i 'link' moderni) fra il contenuto esplicito del sogno e il Giudizio in corso...

"...perché dice di - difesa in anticipo?-è solo esclusione di eventuali ipotesi..."

Data la sua cultura nel campo dovrebbe sapere che nominare una cosa è significativo qualsiasi 'segno' abbia, sia + che - . Nominando non si esclude niente, quindi, ma si presenta qualcosa all'osservazione. Un po' come il detto: parlino pure male di me, purchè ne parlino... Al massimo definisce il quadrante cartesiano mentale in cui un 'oggetto' è collocato, in base ai 'segni' (valori?) e ai 'numeri' (quantità?) che lo caratterizzano...
Mi sembra in realtà che nelle righe successive se ne renda conto

Particolare come analizza i suoi sogni cercandone le caratteristiche comuni... Un po' come guardasse dei quadri cercandone degli aspetti tecnici in comune. O un pezzo musicale in base al tipo e numero di note... Mi sembra una procedura meccanica da contabilità, che perde il significato dell'opera. Magari può essere utile per altre informazioni sulle tecniche usate, poco però penso per la comprensione del significato 'artistico'...
Un altro spazio forse eccessivo perchè ne porta via ad altri contenuti, è occupato forse dalle sue competenze di psicoterapie, tecniche, ecc. Come diceva qualcuno bisogna a volte rinunciare a quello che si sa per vedere oltre, come abbassare la luce per vedere oggetti che altrimenti vengono nascosti , come le stelle nelle città illuminate artificalmente...

Mangiava di nascosto il parmigiano, dice, o le sigarette (?)... ecco uno spunto che sembra essere emerso dal fondo, come una tessera che viene a galla perchè magari un'onda ha smosso le acque dove era insabbiata... Chissà dove si può mettere?

Michelangelo

Quale giudizio in corso? Almeno che sia preso in considerazione l'habeas corpus a meno che non l'opera di Michelangelo.. Mi sfugge un po' di più di qualcosa. Se si tratta di causa nel tribunale chi è il PM, chi il giudice, chi l'accusato, chi la difesa....
Nel contenuto esplicito del sogno ci sono oltre a me, la mia amica nella sua casa e sua madre. Cerca di dare una spiegazione al suo ultimo gesto, non nomina i suoi medici curanti. Alla fine del racconto c'erano state due chiose personali: solo farmaci e ... stendiamo un pietoso velo. Dice che ci sono dei giudizi su genitori e psichiatri (al plurale), mah!
Lei sa meglio di me che alcuni suoi colleghi curano i "disturbi" con la terapia farmacologica e nient'altro, magari a volte con ottimi risultati e a volte no. Non mi sembra un giudizio. Inoltre Lei in un recente post accennava alla possibilità di cambiare opinioni, di poter sbagliare. Allora perché escludere la possibilità che ci siano stati degli errori anche da parte dello psichiatra? Capita anche in altri ambiti della medicina (e non solo) nche se possono usufruire di esami di laboratorio e/o strumentali. Non so, se anche la psichiatria possa avvalersene. A mia madre ad es. avevano sbagliato diagnosi, alla persona che vive con me diagnosticata con ritardo l'otosclerosi, per fortuna non è mortale, ma è progressiva. Erano e sono degli specialisti bravi, secondo esperti e pz, ma essere esperti non esonera dalla possibilità di sbagliare. Errore inteso come limite umano e non come reato o illecito ( in questi casi si parla di dolo, colpa). Anche noi p facciamo degli errori tipo proseguire una cura farmacologica anche in assenza di risultati, a meno che non trattasi di malattia incurabile. In proposito mi vengono in mente due specialisti e quando chiedo loro qualcosa, esprimo dei dubbi, uno mi dice _ hai fatto la terza elementare? sai leggere?- e l'altro- i pz non devono dimenticare che hanno una testa per pensare.- A volte meglio cambiare strada o chiedere un altro parere.
A me sembra più che un giudizio su psichiatri, un parlare dell'acqua calda.
Un giudizio su altra categoria, nel sogno dicevo che la madre della mia amica argomentava in modo frivolo e seguiva la moda.. forse ci poteva essere un giudizio se avessi scritto era frivola.
Interessante: se Lei dice che non penso, non sono razionale; non sono giudizi, ma osservazioni mentre se scrivo che un personaggio di un sogno argomenta in modo frivolo diventa un giudizio addirittura su una categoria.

---Ovviamente non mangio le sigarette... ma forse in un altro therad avevo accennato al parmigiano mangiato di nascosto e forse anche delle penne mangiucchiate mentre facevo i compito. Vezzo disgustoso.

post scriptum
---Gentile nel dire che ho delle " competenze", temo che siano molto limitate
SOGNO. Sono a New York sto dormendo di traverso sul letto. Qualcuno mi sveglia dicendo che è ora e che dobbiamo prendere la metro per andare al lavoro. Le rispondo che un giorno mi assento, non ricordo se con certificato o proprio perché un giorno bastava chiederlo: ho un brutto mal di schiena. Mi sveglio .. con il mal di schiena.
L'espansione del sogno con la "lettera" era stata iniziata dalla terapeuta con l'ipotesi del furto, ho seguito l'ipotesi senza darvi attribuzioni di segno. Per dare segno + o - occorre fare delle valutazioni, se proprio necessarie ed eventualmente... Ma troppa fatica per me.
Ora da sola con questo sogno non so che pesci prendere.. Lo stesso per l'incipit del suo post in cui accenna ad un Giudizio in corso, non so cosa dire, quali associazioni fare. Non mi è chiaro neanche se questo Giudizio è riferibile, assimilabile ad un processo in tribunale.

Ora stravolgo le sue parole, diciamo che le uso liberamente allontanandomi dal loro significato originario.
Finalmente mi è chiaro perché non so difendermi, a volte rimango come paralizzata e non so più argomentare; non faccio bene le cose, mi distraggo, non so fare le scale ecc. il motivo è che ho una mente limitata, come dire, con scarso volume, quindi tante cose proprio non riesce a farle.

Forse a volte è il mio

Forse a volte è il mio linguaggio che non le va...

...parmigiano mangiato di nascosto e forse anche delle penne mangiucchiate mentre facevo i compito. Vezzo disgustoso.... Ecco queste ultime due parole sono un giudizio su se stessa, come di un Tribunale interno in seduta permanente

---Gentile nel dire che ho delle " competenze", temo che siano molto limitate
idem
SOGNO. Sono a New York sto dormendo di traverso sul letto. Qualcuno mi sveglia dicendo che è ora e che dobbiamo prendere la metro per andare al lavoro. Le rispondo che un giorno mi assento, non ricordo se con certificato o proprio perché un giorno bastava chiederlo: ho un brutto mal di schiena. Mi sveglio .. con il mal di schiena.

Non so cosa evoca a Lei New York, però sembra proprio una rinuncia a possibili occasioni...

troppa fatica per me. tanto più col mal di schiena (che da molti è sospettato essere spesso psicosomatico...)

Ora da sola con questo sogno non so che pesci prendere.. Lo stesso per l'incipit del suo post in cui accenna ad un Giudizio in corso, non so cosa dire, quali associazioni fare.
a volte rimango come paralizzata e non so più argomentare; non faccio bene le cose, mi distraggo, non so fare le scale ecc. il motivo è che ho una mente limitata, come dire, con scarso volume, quindi tante cose proprio non riesce a farle.
( altro 'giudizio negativo')

Non sarà che a forza di giudizi negativi Lei resta senza nemmeno un po' di fiducia in se stessa?

grigio

A passeggio lungo un viale. Cielo grigio cupo, foglie gialle per terra. Le cose hanno un aspetto mortifero, di caducità. Mi viene in mente "Anonimo veneziano" di Berto. Il protagonista trovava adatto morire a Venezia, nessuna città, almeno secondo l'autore, ricorda la morte così bene...anche questo viale.

Chissà se è proprio un tribunale come dice Lei o è semplice osservazione di fatti.
Per le penne rosicchiate forse era più adatto dire che era un comportamento poco igienico, anche se è un oggetto piccolo può portare colonie di batteri.

Prima l'uovo o la gallina? non ho fiducia in me perché non ho paura di cadere oppure ho paura di cadere perché ho paura di cadere? magari per via del tribunale..
Chissà se si nasce già con un trinale interno o si acquisisce.
Mi sfugge come mai se dice Lei delle cose sono "osservazioni" mentre se le dico io sono "giudizi".

New York, non saprei, troppi grattacieli o troppe scale. Paese in cui le differenze sono molto marcate, alla faccia del discorso delle 4 libertà. Oltre ai grattacieli pensando a New York mi vengono in mente la metro a tratti sopraelevata e "Yellow cab".

Fatto un test su un giornale, un po' per gioco, ha dato questo esito:
- sei una persona tranquilla che ha paura dei cambiamenti ( per me è vago, cambiamento indica tante cose) e tende a volare più in basso di quello che potrebbe per timore di cadere o di non essere all'altezza. Di fronte alle sfide ti tiri indietro, hai molti interessi e curiosità, ma raramente coltivi le tue passioni.-
Mi pare che si possono trovare una parte delle parole, magari non proprio tutte.

non è che

Non è che non so contare fino a 100, ma il pc pare abbia una sua anima e ha inviato prima che la terminassi la mail.

Una piccola aggiunta riguardo il sogno con la mia amica, definito dalla terapeuta "quasi profetico". Da quando è morta non ho sognato spesso la mia amica e mai nei le ho chiesto spiegazioni del suo gesto, come nell'ultimo. Avevo associato il sogno al periodo, infatti tra fine ottobre e inizio novembre ci eravamo viste.
Il "quasi profetico" della terapeuta è riferito alle recenti notizie di cronaca locale, che gettano un'altra luce su quel disperato gesto.
Le coincidenze, a volte lasciano per davvero a bocca aperta.

A periodi Lei sembra iniziare

A periodi Lei sembra iniziare su queste pagine dei dibattiti interminabili che forse sono il riflesso di analoghi dibattiti dentro di Lei...
Mi sembra altresì che a volte si rischia di perdere il filo oltre che di oscurare il tutto come se calasse una nebbia densa che impedisce di vedere alcunchè.

dream

SOGNO_ DREAM
Il sogno si svolge in un'aula universitaria, forse l'aula magna, si affaccia su un corridoio non molto largo, la porta d'ingresso è a vetro come la parte superiore. La parte vetrata è molto alta, i profili sono di metallo nero. All'interno dell'aula ci sono molti studenti tra cui un mio conoscente ed io, non parliamo tra noi due un po' per la distanza, un po' per il brusio di sottofondo, un po' perché siamo in gruppi diversi. Dopo un po' va via. Di sicuro non c'è lezione, ma gli studenti aspettano, forse c'è un seminario, nel frattempo scattano selfie tra di loro.

I periodi del precedente post erano scollegati tra loro, forse un lega me era la morte o i sogni precedenti. Lei vede un dibattito interminabile, di solito hanno un filo conduttore un pochino più forte.
Molte facile che nel penultimo post ci fosse una malcelata curiosità riguardo il "tribunale interno", ( un tribunale di uno stato assoluto o di diritto e se quest'ultimo chi sono i vari attori del processo?) ma non ho voluto manifestarla attraverso domande dirette. C'era anche un vago tentativo di collegare il tribunale alla mancanza di fiducia. A quanto pare è stato un disastro, quindi meglio lasciar perdere.

Facile che il post aggiuntivo fosse oscuro o nebbioso, Lei non ha conosciuto la mia amica, se non attraverso le mie parole, e non so dei recenti avvenimenti. Davvero singolare la coincidenza del sogno e subito dopo una parziale risposta dalla cronaca alla domanda che aleggiava nel sogno.
°§°§ç°ç°ç°ç°ç§°ç
- non si sa come, ma le mie parole diventano giudizi, le sue invece "osservazioni".
--Il suo punto di vista o osservazioni, cosa ne pensa di questo percorso?

Forse il sogno rappresenta la

Forse il sogno rappresenta la situazione qui... 'distanza, brusio e essere in gruppi diversi ' ostacolano la comunicazione. E anche l'ambiente, trasparente come una grande porta a vetri (listata a lutto?), affollato e con poca privacy. Finisce che facciamo monologhi solipsistici, come selfie....

Cos'è che le da noia nel termine 'giudizio'? che lei mette a contrasto di 'osservazione'? mettendo quindi a contrasto Lei e me, sembrerebbe? Provi ad esplicitare di più, in fondo siamo qui per questo

La sua domanda finale sembra chiedere a me un 'Giudizio', quasi per spostarmi dalle 'osservazioni' e farmi diventare giudice che assolve o condanna o professore che promuove o boccia. Ma in effetti la mia funzione è solo di fare 'osservazioni' che magari potranno servire a lei per qualche cosa, ad esempio sospendere il giudizio che si dà, che spesso è negativo, di condanna, senza speranza..., condannandosi e bocciandosi da sè.

andy

"Giudizio" è una parola come un'altra, non mi pare di averla messa in contrasto con "osservazione", tantomeno un contrasto tra Lei e me. Notavo che se Lei che - non è razionale, non pensa, sbaglia sempre strada, porta cose inutili, ecc.- sono delle osservazioni mentre se divo che non so fare delle cose tra cui le scale o che mi lascio trascinare ecc. diventano dei giudizi e non più osservazioni.
Il significato delle due parole è diverso, anche se comunemente sono usate indifferentemente.
L'osservazione è guardare attentamente, notare delle caratteristiche, se sono uniche o se si ripetono. Può essere la base di altro. Il giudizio, presume l'esistenza di regole di solito stabilite da altri possono essere morali, estetiche, religiose, statali. Il giudizio non è altro che la valutazione se certe regole sono state applicate in caso di violazione il giudice applica le sanzioni o se si preferisce altre regole, sempre stabilite da altri non dal giudice. Le regole morali non hanno sanzioni statali.
Nella parte finale del suo post, riporta la differenza: mentre Lei osserva io giudico; non mi è chiaro perché le mie parole sono giudizi, in base a quali riferimenti, con quale "diritto" ( in tribunale si dice in nome del popolo italiano, per es.), in questo tribunale interpreterei forse tutti i ruoli? un po' nebbioso" come direbbe Lei.
Equiparando le parole giudizio ed osservazione, come sovente capita, spesso ho scritto che non so fare alcune cose tra cui le scale, che a volte mi blocco, che non so difendermi ecc.- -a prescindere se sono giudizi o osservazioni (equiparate inizio periodo le parole), mi pare che l'oggetto dovrebbe essere l'azione in sé non tutta la persona, per esse un imprenditore fallisce, il fallimento riguarda l'attività non la persona--, se a tutto questo ci aggiungo che non so pensare, che non son razionale, ecc. Cose che Lei diceva fino a poco fa, su questo siamo in accordo, nessun contrasto tra Lei e me, anzi mi pare che diano maggiore vigore alle mie parole, o in altri termini rafforzano il trend o ciclo, ma con un trend simile diventa difficile poter sperare. Troppe "azioni" non riuscite, poche cose andate a buon fine, ecc. alla fine rischiano di trascinarsi anche la persona.
l'ultima domanda non voleva essere una richiesta di giudizio, ma come se fossimo in un viaggio e le chiedessi -cosa vedi dal finestrino? trovi il paesaggio cambiato rispetto all'inizio?- oppure come se stessimo facendo un percorso e le chiedessi - in questo tratto noti flora, fauna, pietre diverse?-

Riguardo la speranza ( vorrei tanto incontrarla), riprendo le parole di Andy:-.... La speranza è una cosa buona se si è preparati al peggio.-
Bellissimi i dialoghi tra Andy e Red sulla speranza.
Red aveva imparato a sperare grazie a Andy e Andy aveva "costruito" la sua speranza.

Mi sembra di capire che in

Mi sembra di capire che in questo periodo nulla di quello che scrivo va bene... sembra che io non capisca nulla e straparli... Se indico qualcosa, il mio dito che indica è brutto, storto ecc ecc... Forse il succo del discorso è che purtroppo non sono Andy...

Se la frase finale del suo

Se la frase finale del suo post (purtroppo non sono Andy) è un modo di dire che finisce qui il dialogo o un saluto, anch'io vorrei salutarla: Se è così consideri questa mail un affettuoso saluto unito a dei ringraziamenti.. Oltre ad un saluto è sicuramente una violazione delle regole, ma non è come le altre volte.

---:) Mi pare che guardiamo la stessa porzione della luna, fatta di no e non.( ci sarà anche per me una porzione di luna fatta di si, è nelle tue possibilità?) Forse si è un pochino allargata la fetta. Ora se Lei dice o meglio diceva che non penso......e così via sono osservazioni mentre se dico qualcosa di simile diventano giudizi. La differenza forse non solo lessicale aveva fatto scattare in automatico la curiosità. Ora chiamiamoli come ci pare, ma come posso affrontare tutti questi no e non? elenco così formato lascia poco spazio a possibili soluzioni, su cosa posso fare affidamento, c'è forse qualche risorsa interna? L'aiuto esterno è importante, ma ha bisogno, come dire, di una "base", Vede, gentile Dott, neppure le scale dopo tanto tempo. Per fortuna che chi mi sta accanto ha avuto un cedimento di memoria altrimenti avrebbe ricordato che prima della terapia certe scale le affrontavo un po' meglio, poi c'è stato un momento in cui sembrava che avesse avuto un boom, ora pare stia lentamente retrocedendo,ma dpop tanto tempo non doveva essere sparita? Non mi pare che la fobia o il suo andamento favoriscano la speranza o credere in me stessa. Neppure il fatto che spesso devo sentire i problemi di lavoro per quasi tutto il tempo che stiamo insieme o di persone che non conosco mentre se accenno qualcosa che mi riguarda diventa o bazzecola o mi dice " guarda che servizio c'è in tv..." Quando telefono a mia madre inizia inevitabilmente con ...mi fa male questo o quest'altro...

Forse sarà per via della settimana decisamente no ( con te non ci si può parlare, mi hanno detto nel senso che rispondo a monosillabi), forse per altro, ma ho ripreso nell'ultimo post delle sue frasi meno recenti a scapito di quelle più recenti. . Difficoltà a tenerle a mente nonostante abbia riletto le sue osservazioni, forse riguardavano "parti nascoste", ma se si sono celate per tanto tempo avranno le loro ragioni o c'è un'altra parte che ostacola la loro emersione o visibilità. Non ricordo neanche come erano venute fuori, forse da un sogno? Penso che sia tardi per chiedere un Suo aiuto in tal senso.

Forse sono "fobica", perchè ci sarà una parte del cervello che non funziona o una base genetica... Da bambina avevo paura delle scale e dell'altezza, ma non in modo così marcato, avevo paura soprattutto dei ragni. C'era un edificio abbandonato con libero ingresso, ricordo che ogni ci andavo sia con le amiche per giocare che da sola, e allora osservavo quelle tele grandi appesantite dalla polvere, a tratti facevano come un tunnel, lì c'erano i ragni, quasi sempre nero con le zampe grandi, ogni si affacciavano, sembravano volessero fare dei balzi per aggredire. Allora mi ero imposta di andare a vederli un po' per volta, così alla fine mi sarei abituata. Con i ragni aveva funzionato, con le scale...... Sembrerebbe che sia nata con la "fobia"

Un carissimo saluto da Claila, AndyandRed. Con questi nomi è iniziato il dialogo/percorso

Ogni tanto Lei interpreta le

Ogni tanto Lei interpreta le mie parole come un commiato implicito... Forse come se io mi fossi stufato!
Forse è meglio chiarire, o ricordare: Lei è libera ovviamente di interrompere come e quando vuole, magari avvisandomi per cortesia. Da parte mia quando penserò che sarà opportuno finire non mancherò di esplicitarlo e di dire anche le motivazioni, e se possibile con un certo anticipo e non da un post all'altro.
Mi sa quindi che è un suo timore, quello di essere piantata da un giorno all'altro, per un motivo o per l'altro.
Lei nomina in questo post sua madre e "chi le sta accanto", fa riferimento forse ad altri (che dice che con lei non si può parlare), e parla di Lei bambina alle prese con la paura dei ragni... Degli squarci sulla sua vita attuale e passata, filtrati fra le maglie che di solito trattengono tutto dentro...
E' stata una settimana no, dice. Si intuiva anche dai post, mi sembra. E allora l'idea di essere lasciata qui, con un commiato implicito, era la conclusione della settimana no, forse. Come non si aspettasse niente di buono, quando entra in quello stato d'animo.
Anche nei post qui sembra di vedere talvolta alternarsi periodi diversi, come espressioni di stati d'animo diversi, fra cui lei passa a volte. Nei momenti neri forse si sente a rischio di essere abbandonata, e magari anche di meritarselo, come se non si meritasse altro, quasi fosse solo una persona negativa, cui non può arrivare niente di buono e che non può dare niente di buono...
Deve essere duro passare quei momenti...

scale,altezza e ragni

Già le fobie, almeno ora quella dei ragni non c'è più, come lo dimostra Mr. Spider, un ragno che ha costruito la sua tela, molto simile ad una piramide tenuta molto bene, intorno al palo della tenda esterna e la sua dimora è proprio in un incavo del palo. La fobia delle scale e dell'altezza, forse una implica l'altra, continuano a persistere con andamento sinusoidale.
Settima no, quando si vedono solo dei no e dei non, niente è possibile sia per situazioni oggettive( periodo di crisi economica e non) che soggettive ( non penso, guardo il dito e non la luna,non so fare le scale, non so difendermi, ecc. tanto per fare un mix). Sono una persona con tanti limiti, oltre la media, almeno così sembra, e forse persino negativa.

ABBANDONO. Certo non è piacevole essere abbandonati, ma neanche si può costringere l'altro a rimanere o imporre la propria presenza. Se poi si è come me con tanti limiti e con una % di negatività, forse uno se lo merita, non so.

Non sapevo come leggere l'ultima frase del suo penultimo post, non conoscendola non potevo escludere che si fosse stufato, poi come giustamente ha osservato in una settimana nera la chiave di lettura delle cose è particolare. In sintesi grazie per il chiarimento.
Essere abbandonata, essere lasciata o non essere "scelta" mi ricorda altri periodi come l'adolescenza, quando si formavano dei gruppi e non riuscivo a farne parte, non so, forse un po' per via del mio carattere, non ero una adolescente semplice, un po' perché una volta formato un gruppo ha sue caratteristiche. Mi ricorda anche l'infanzia e il Piccolo Principe, il figlio di un amico di mio padre.
Ora si è aggiunto anche il timore di dare fastidio, di essere di troppo, di essere poco "interessante" ecc. Anche per questi timori ad es. ho telefonato molto di rado, quasi mai alla terapeuta, ho usato gli sms strumento meno invasivo, almeno secondo me.
A proposito della terapeuta recentemente le ho chiesto se anche per lei è difficile, come per me, continuare ad osservare il persistere della fobia, e ha risposto così tramite sms - non è semplice neanche per me, certo ho visto dei cambiamenti venire dopo anni di frustrazioni. E questa esperienza mi aiuta.- In altri termini avrei capito se la terapeuta avesse detto stop. Comunque lei ha osservato dei cambiamenti, penso in meglio, a me sfuggono, non so a cosa si riferisca la terapeuta, ma almeno c'è un inizio di segno più, forse.

FRAMMENTO DI SOGNO
Sono in bagno, seduta sul wc, per espletare necessità fisiologica solida, ma ne scappa talmente tanta che il wc si riempie e allora mi chiedo basterà uno scarico d'acqua? e la carta dove la metto?

POST SCRIPTUM
Non è facile passare certi momenti, a volte vorrei avere il mitico Nembutal.... ma secondo Lei una "pelandrona" come me ( questo si che è un giudizio e neppure negativo) se lo avesse a portata di mano riuscirebbe a prenderlo? direi proprio di no.

Il sogno mi sembra che

Il sogno mi sembra che chiarisca la sua necessità in settimane come quella che ha passato, e il suo timore che non esistano 'wc' abbastanza capienti e solidi e 'funzionanti'...
Visto così, il suo P.S. sembra esagerato, suicidarsi per i propri bisogni fisiologici.... o per la paura di 'puzzare' ed essere perciò respinta dagli altri... (non è una presa in giro, ma solo un possibile modo di vedere la cosa)
Mi domando come avrà vissuto da piccola queste funzioni e i possibili 'incidenti di percorso'...

esagerazione e/o superficialità

Facile che sia esagerato ( forse anche superficiale?!?. Ma se si è in un cronicario probabilmente non è né l'uno né l'altro. Quando si è immobilizzati in un letto per tanto tempo, forse la prospettiva cambia) suicidarsi per timore di puzzare o per i propri bisogni fisiologi, forse per i secondi non tanto, se intesi in senso più ampio.
Il sogno non era completo, parte dimenticato, ma mi pare che il wc fosse funzionante, il problema è che ne avevo fatta davvero tanta. Forse è un dettaglio poco significativo che non aggiunge né toglie alla sua lettura.

Da piccola non mi pare di aver avuto problemi con queste funzioni o incidenti di percorso. Per dirlo non mi baso solo sulla mia memoria, ma anche sulle parole di mia madre e mia sorella, secondo loro ero diventata presto autonoma e non c'erano stati incidenti di percorso.
Forse c'era stato il problema opposto, qualche volta si presentava la stipsi, magari durante o dopo l'influenza, qualche malattia tipo morbillo o dopo l'intervento alle tonsille. Mia madre non usava blandi lassativi, ma l'orribile "peretta", credo si chiami così quell'attrezzo infernale. Quanti pianti prima di farla! Ricordo che una volta pur di evitarla avevo ingerito un discreto numero di pasticche lassative. Ero stata male per diversi giorni, ma avevo taciuto, stoicamente avevo tollerato i disturbi.
Proprio vero: tenere i bambini lontano dai farmaci.

:-0 Mi hanno fatto notare che settimana no si può dire anche settimana di m... ecco che torna il sogno.

non ho contato

Non ho contato fino a 100 (una mia compagna, di certo non lo può fare più.Venuta a mancare da poco. Che strana la vita c'è chi vuole porvi termine e non accade a meno non faccia da solo e chi invece ha tanti motivi per vivere eppure no è più), a pensarci bene, anche se con altro segno i fastidi e/o dolori provocati dalla peretta sono collegati alla stessa cosa la m...

Nella vita si producono anche

Nella vita si producono anche rifiuti e il loro smaltimento è uno dei problemi della civiltà. Sia in famiglia che in contesti più ampi. Gli animali non hanno di questi problemi, mentre nella 'civiltà' questi sono uno dei problemi principali, come si vede a volte in certe città poco organizzate. La fase dell'educazione sfinterica è un momento importante nel passaggio dallo stato naturale a quello civilizzato, tanto che spesso a scuola materna non prendono bambini non ancora autonomi e educati al controllo sfinterico.
La stipsi d'altronde è solo l'altra faccia della medaglia, tutto o niente, libertà assoluta (pannolino) o totale rifiuto.
E lassativi, clisteri ecc sono spesso strumenti di tortura, per così dire, applicati ai soggetti renitenti alle regole sociali...
Fra vittime e 'carnefici', come spesso possono apparire 'bambini' e 'educatori', c'è l'imbarazzo della scelta di con chi identificarsi, nella crescita
A volte succede che uno si identifica sia con gli uni che con gli altri, aggrovigliandosi ... Una piccola immagine di ciò forse c'è in quello che dice, da una parte raccontando il sogno dall'altra cercando di 'imbrigliarlo' con interpretazioni civilizzatrici.
Tutti, più o meno, abbiamo il problema di come gestire i nostri rifiuti, non solo quelli fisici ma anche quelli 'mentali' per così dire, e a volte i meccanismi si intoppano per qualche motivo e come mucchi di immondizia sulle strade si creando disturbi al flusso del traffico dei nostri pensieri e attività, ecc.

Lei dice che invece non erano i meccanismi intoppati, ma che 'era proprio tanta'... Potrebbe esserci dietro una fantasia che continua anche oltre il sogno, di una capacità di 'produzione' incommensurabile, molto superiore alla norma. Fa capolino forse un senso di essere 'superiori agli altri', almeno in quello.
In certe periodi forse Lei 'produce' troppo, e poi teme di violare limiti e di essere abbandonata. Poi magari passa allora a una fase di 'stipsi', trattenendo tutto... E così via

cose intorno un sogno

La specie animale uomo, forse anche grazie alla posizione del pollice ( garantisce la presa ), è riuscito a sviluppare un cervello in modo diverso da altri animali, per alcuni è stato un bene notando il progresso, il miglioramento stile vita, per altri no, notando la sperequazione, i rifiuti. Diamo importanza ai mucchi di spazzatura che si possono trovare per strada in città poco organizzate, un po' meno ai gas di scarico di auto,alle scorie di centrali atomiche, all'impatto di bombe più o meno intelligenti, ai rifiuti ospedalieri, ecc.

Da bambina nei periodi in cui ero malata, influenza, tonsille e simili, mi capitava di soffrir di stipsi, forse perché stavo aletto o per un cambio di alimentazione. Ma essere malata non era così frequente come potrebbe sembrare leggendo il suo post.

Giusto, il clistere strumento di tortura, forse l'olio di ricino lo era per i dissidenti.
Ricordo che quell'attrezzo volevo distruggerlo.

Davvero ho cercato di imbrigliare il sogno in regole civilizzatrici? Se è successo, non me ne sono accorta. Mi sfugge il passaggio in cui dice che mi sarei identificata sia con la vittima che con il carnefice. Lei parla di identificazione e non di vittime e carnefici. La differenza è notevole.

Produzione superiore alla norma.... o forse più semplicemente una risposta alla sua constatazione (wc incapiente o ritenuto tale) Il wc era efficiente come il resto, oggettivamente la q.tà era molta, non so se questo possa far pensare a un senso di superiorità almeno in un campo oppure può essere letto con la solita chiave di lettura: neanche quello so fare.
Parlando con la terapeuta, lei si chiesta in quali occasioni si produce più m... del solito? Fatte seguente ipotesi aperte: - mangiato più fibra, un virus intestinale, presi lassativi, malattia tipo celiachia, sesso da dietro o come avrebbe detto Dante - sodomia-, e altri forse sfuggiti.
Non so cosa sono i " rifiuti mentali" ( forse ricordi? pensieri ripetitivi? pensieri sciocchi?...non so, trovo difficile però metterli tra i rifiuti.), in ogni caso per averli occorre che ci sia una "produzione" di pensieri o altra cosa che può produrre la mente, ma la mia mente non produce o usando le sue parole un po' datate o poco recenti, la mia mente non pensa.
In concreto cosa sono i rifiuti mentali?
In certi periodi produrrei troppo, ma cosa? in altri sarei stitica.....

Interessanti le riflessioni

In effetti non so se ci sono altri animali che si ciucciano il dito per consolarsi, qualche scimmia forse?

Interessanti le riflessioni sulla produzione di rifiuti. Magari potrebbe rivolgerle anche verso quelli 'mentali', appunto. In effetti più che la quantità in sè è il rapporto con le capacità di smaltimento che conta. Se prova a rifletterci forse non si stupirà che questo riguardi anche i contenuti mentali, che a volte si digeriscono, altre volte si ributtano ( o si rifiutano come per un'anoressia 'mentale' veramente), altre ancora si accumulano ostacolando le funzioni, ecc. Il linguaggio quotidiano è pieno di espressioni che associano attività e contenuti mentali con attività e contenuti fisici a diversi livelli, 'cibo per la mente', o viceversa 'veleno', e le metafore sessuali sono ampiamente usate... Particolare l'associazione fra 'attrezzo che voleva distruggere' e 'sesso da dietro'. Chissà quale potrebbe essere un equivalente mentale...

Lei sembra voler negare di avere una produzione mentale, eppure tutto sembra contraddirla. (scrive qui, riflette con la terapeuta, ecc ecc.) Chissà perchè? Quasi come si difendesse dall'accusa di produrre troppi rifiuti mentali dicendo che non produce niente. Come se ci fosse un'accusa di usare la mente in modo anomalo...
Qualche altro ricordo di analoghe accuse rivolte allo stare in gabinetto?

Riguardo al 'non accorgersi' di quello che potrebbe avvenire dentro di sè, non mi sembra un fatto strano. Gran parte delle cose che riguardano la nostra fisiologia fisica e mentale sono al di là del nostro 'accorgersi'. Forse se lasciassimo fare alla nostra 'fisiologia' senza interferire troppo, le cose potrebbero funzionare meglio.

contenuti mnetali

In natura, escludendo le attività dell'uomo, non esistono rifiuti, ma tutto si trasforma o si ricicla, secondo un delicato equilibrio che l'homo sapiens ha rotto.
Non so se per contenuti mentali si intendono pensieri, emozioni, sentimenti, sogni, aspettative, conoscenza, azioni d'istinto ecc.
immagino, non so se è così, che digerire un contenuto mentale equivale ad apprendere. Mentre se si accumulano può riguardare i pensieri "ossessivi" che si ripetono lasciando poco spazio al resto come ad es. può capitare al giocatore d'azzardo i suoi pensieri possono limitarsi alle vincite, perdite, probabilità... Come recentemente ho appreso. Più difficile mi riesce immaginare il rifiuto, forse riguarda aspetti ns o di persone che ci circondano o alcuni avvenimenti che si preferisce ignorare.

Piccolo passo indietro.
Non è che dico che non produco niente, ma nell'altro post ho ripreso alcune sue parole del 13/06/2012(13) . Parole che mi sono rimaste impresse per una serie di motivi.

No, nessun ricordo di accuse riguardo lo stare in gabinetto. Ci stavo il tempo necessario per espletare funzioni fisiologiche e per lavarmi.
Però una cosa la ricordo, quando si rompeva lo scarico dell'acqua e la buttava in continuazione nel wc e la vaschetta nel riempirsi faceva un gran baccano, che mi pareva assordante, avevo paura di andare in bagno ad espletare funzioni fisiologiche, quasi che da quel rumore e forse anche da quell'acqua (un pò meno) potesse uscire qualcosa di malefico. Ma allora avevo paura dei rumori forti, anche alzare un pochino la voce in una discussione mi spaventava, come se temessi che si poteva arrivare alle mani.

SOGNI RECENTI
Sogno breve.
Rispondo al telefono rosso e sento una voce contraffatta, senza inflessioni ,senza un particolare accento che dice in modo amorfo, senza alcuna emozione o qualcosa che indicasse che fosse un essere umano-.... i bambini di x anni...).Non so perché ma mi sgomenta, aggancio e subito dopo risollevo la cornetta e sembra che quella voce sia stata assorbita dall'apparecchio e infatti ripete la stessa frase.

Sogno con mia madre
Sono con mia madre in camera mia. Mi sembra che sia diventata più bassa e magra. Le dico che per l'inverno prossimo staremo insieme, invece lei risponde che sta per partire, per il lungo viaggio. Allora mi inginocchio poggio la testa sul letto ( c'è lo stesso copriletto di quando ero ragazzina, uno verde con fasce bianche) e inizio a piangere. Allora mamma mi accarezza la testa e dice - stellina, non ti lascio e passeremo l'inverno insieme.-
Proprio un sogno, mia madre che mi chiama così, mai successo neanche da bambina, diceva altre cose.

POST SCRIPTUM

Forse sono una delle poche persone che da bimba non si ciucciava il pollice per consolarsi. Naturalmente non è un mio ricordo, ma di mio fratello e mia sorella che mi osservavano allora nella culla e avevo uno strano vezzo - mettevo il pollice tra il medio e l'indice- quando facevo così ero particolarmente quieta. Vezzo che ho tenuto fino a poco fa, loro non mancavano di farmelo notare- guarda come tieni il pollice!- .Non mene accorgevo neanche, forse un gesto automatico.

Beh, mi sembra che sta

Beh, mi sembra che sta cercando di far funzionare la mente, riflettendo, ragionando, ricordando, sognando, scrivendo, osservandosi, descrivendosi, esplorando la comunicazione, forse...
Poi c'è una specie di dibattito interminabile e puntualizzazioni di quello che dico o ho detto 3 anni fa... (?!) Sarà proprio utile?... Non sarà un esempio di materiale mentale che ingombra lo spazio e disturba i movimenti?

Qualche paura da bambina, sciacquone, qualcosa che esce dal WC, discussioni, arrivare alle mani....
Un incubo o quasi e un sogno gratificante... A un estremo una voce quasi non umana, all'altro la voce di sua madre che fa e dice cose che Lei avrebbe sognato..., quasi un desiderio realizzato...

I due sogni sembrano come Lei che si muove nello spazio della sua mente e va in regioni inesplorate o quasi. In effetti come in un territorio è utile esplorarlo per conoscerlo e conoscerne pregi e difetti, pericoli, ecc. E quello che succede nella realtà... Anche la comunicazione e i suoi strumenti e il suo spazio vanno esplorati...

possibile o no?

:-/ Non so se si può generalizzare o se l'osservazione ha qualche fondamento: ciascuna persona ha delle emozioni che prevalgono eccessivamente da diventare quasi degli handicap ad es. nel mio caso la paura e fobia. Chissà se si ricorre all'EST possono diventare più gestibile o la cura è peggiore del male. Chissà da cosa dipende questa prevalenza...

:--0 Altro sogno.
ERo a casa di un parente, che in realtà è morto, mi offriva un cappuccino e dopo voleva regalarmi un paio di occhiali della mia gradazione, molto particolari nel modello e molto costosi, in un primo momento rifiuto perché mi sembra un regalo eccessivamente oneroso. POi mi recavo in un'altra stanza dove c'era la moglie, anche lei morta, ma nel sogno viva, mi sembrava contenta che avessi accettato il, regalo. Dico al marito che prendo gli occhiali. Ero all'aperto con mia sorella che dice che ho fatto ad accettare il dono sia perché bello sia perché dato con il cuore.

:---) altro sogno con defunti

Sto facendo un picnic all'aperto con due conoscenti. Abbiamo steso un tovaglia sull'erba
verde e da piatti di plastica mangiamo qualcosa che doveva essere vegetale condita con una salsa rosso pallido ma non rosa. Non ci sono bicchieri o posate neppure tovaglioli o acqua da bere. Mangiando mi accorgo che quella salsa macchia solo le mie mani e mi ritrovavo tra le dita come un filo lungo sottile non edibile, decido di poggiarlo sull'erba, gli altri, che stanno mangiando qualcosa di simile a fette di polenta arrostita condita con la stessa salsa, dicono che non va bene e mi accorgo che ho poggiato quella specie di filo su una tomba con tanto di lapide. Sulla lastra di marmo c'era una foto di una donna anziana dal viso austero, il viso segnato da rughe, nonostante l'apparente durezza emanava un profonda umanità. Non c'era scritto la data di nascita, di morte, ma le malattie di cui soffriva, non ricordo bene, forse sindrome di Gill o Hill ed ipotiroidismo.
Uno di loro spasta il filo dalla tomba o la poggia su un muretto molto basso e dico che ha fatto bene così anche le formiche potranno mangiare.
POST SCRIPTUM
Come si possono evitare i luoghi comuni?
Incontro breve con uno sconosciuto. In attesa che mi venissero a prendere, ho scambiato due parole con questa persona su una panchina, era molto triste, e mi ha detto che aveva sbagliato molto e a stento tratteneva le lacrime. Ed io ho detto che tutti sbagliamo...viva i luoghi comuni. Poi sono andata via, mi aspettavano in un altro posto vicino.

___§§§Non ricordo tutte le sue parole e/o post, ma quelle si, perché, come dire,avevano una plusvalenza e indirettamente coinvolgevano anche l'altro ristorante. Ma è un po' lungo da dire e forse aggiungerebbe poco, ora.

Non afferro l'ultimo

Non afferro l'ultimo paragrafo...."quelle sì"... (?) I 'luoghi comuni'? Alla lettera sono i luoghi non privati, ma 'comuni', aperti a tutti...

Il primo sogno sembra quasi che Lei risusciti i morti, forse è la realizzazione di un suo desiderio...

Il secondo sembra un pic nic al cimitero... e forse si domanda come ci si comporta con i defunti?
Una volta, o forse anche ora da certe parti, dopo il funerale c'era un pranzo... far mangiare anche le formiche forse è un pensiero infantile, cioè tipico dei bambini... Tipico dei bambini è spesso anche la paura che i loro desideri (di morte di qualcuno) si avverino, e cercano allora modi per evitarlo ...

Forse in effetti non ha ancora trovato un posto sicuro per le persone morte che ogni tanto nomina. Qualche credenza pensa che i morti non trovino pace, se non hanno il loro posto, forse in effetti è così nella mente di chi rimane... I 'luoghi comuni' in questo caso non andrebbero bene, ci vogliono luoghi più appartati, più protetti, in effetti come per parlare di aspetti privati...

La paura è un'emozione, la 'fobia' forse no, è la reazione a qualche emozione, probabilmente, che non è detto che sia la paura... Magari può essere 'paura di perdere il controllo' e magari di commettere qualcosa di male. Forse quindi la fobia è il sostituto di un'emozione collegata a qualche 'azione' che la fobia blocca...

modi diversi di vedere fobia e company

L'ultimo paragrafo del post riguardava alcune sue parole dette in precedenza riportavo anche una data) che ricordo, non le rammento tutte, ma che - non penso, non sono razionale ecc., almeno così diceva, le ricordo perché dette in un particolare momento e per questo avevano una valenza diversa.

Non trova anche Lei che rispondere - sbagliamo tutti..- ad una persona amareggiata che sostiene di aver sbagliato molto, sia un luogo comune? Parole già pronte all'occorrenza, frasi fatte, che non tengono conto delle specificità, come i luoghi comuni in senso letterale per es.
Come vuole il luogo comune sugli svizzeri? sono precisi.

Mi capita di sognare i defunti, ma più di rado quelli del primo sogno soprattutto in coppia.
Dalla SUa risposta si potrebbe dedurre che sia ateo o quantomeno agnostico.
Il secondo sogno non mi pare fosse ambientato in un cimitero, inteso come luogo dove si seppelliscono i morti del paese, ma c'era solo una lapide che non avevo neppure visto, con una iscrizione particolare oltre al nome e cognome, le patologie d cui aveva sofferto ( ho controllato esistono veramente, una con una correzione. Non le conoscevo a parte l'ipotiroidismo). Le coincidenze a volte sono strane come quando avevo sognato delle crittografie da leggere con il codice Enigma. Mi è rimasta impressa una parte di questo sogno, perché dopo ho scoperto che l'asse durante la seconda guerra mondiale comunicava attraverso Enigma. Ancora una volta le coincidenze. O forse in un'altra vita ero una spia? qui entro nel fantastico.

Beh! collegando al precedente post sui rifiuti, in fondo le formiche sono degli spazzini altamente ecologici.

Non vorrei dirla grossa, la Sua risposta sembrerebbe di stampo freudiano ( Bowlby, mi pare, abbia un approccio un po' diverso- avevo letto un riassunto sebbene carente di tale approccio, mi aveva colpito molto, come se potessi rispecchiarmi. La terapeuta disse che era una cosa buona il rispecchiamento. Ma non avevo capito che cosa c'era di buono).
Questo in generale andando nello specifico, al mio caso, potrebbe essere interessante sapere come mai la necessità di bloccare una o più azioni si presenta "solo" davanti a determinate scale e non sempre. Potrebbero essere alcune scale ad evocare determinate emozioni?
Le scale comunque rappresentano una criticità dell'edificio, occorre più energia per salirle e un pò di equilibrio, vista buona nello scendere e sopratutto sono la parte più fragile in caso di sisma. Ma particolari emozioni collegate alle scale non saprei dire, forse perché oscurate dalla fobia, ma poi comunicano emozioni?
SOGNO CON IL DOTTORE
Sono in fila in attesa di essere visitata, c'è tanta gente, la fila non è ordinata. Non voglio essere scortese e scavalcare qualcuno, mi accorgo che sto rispettando la precedenza. In lontananza si vede il Dr. ( si può vedere proprio perché è molto alto quasi due metri) sta dietro un bancone molto lungo e sopra ci tiene due strudel ben conservati nell'apposito contenitore trasparente. Forse li offre ai suoi pazienti.
PS
Mangiare vicino a una lapide poggiarci sopra i residui organici è quantomeno di cattivo gusto ( non so come nel sogno non avevo visto la lapide), ma ricorda una frase che dice mia madre:-.... mangia che sarai mangiato...- questo è il ciclo.

cerco di

Lei potrebbe essere Andy, ma soprattutto James Meyer, lo psichiatra descritto in: "Vivido scorre il fiume".
Ogni tanto uso lo slang dei manicomi tipo il nido del cuculo, fare l'insalata, i pz dell'EST, i pz all'alga. Chissà se in una vita passata avevo conosciuto certi ambienti...

E così mi riprendo i post pari e a Lei tornano i dispari.
Mi scuso per la preferenza.

E se Andy e Red fossero due

E se Andy e Red fossero due aspetti suoi? che vengono fuori su questi post che a volte sembrano scritti da persone diverse: non so se uno dei due è disperato, deluso, perso, e l'altro speranzoso, vitale, e quali sono i nomi corrispondenti.
Per dire che questi post sembrano venire da una parte delusa, disperata, persa, mentre alcuni in precedenza sembravano venire da una parte più speranzosa, vitale.
Come la sua curiosità e interesse per certi argomenti, anche questa sembra mostrare due facce: una per così dire da entomologo, che raccoglie in un album le farfalle che per forza di cose sono morte, l'altro da bird watching, che guarda invece cose vive, cercando di non disturbarle...
Anche verso la mente umana ci possono essere le due disposizioni, una che seziona, analizza, classifica; l'altra che osserva cercando di non disturbare la vita che vi si svolge.

Andy, Red, Meyer

I post addirittura sembrano scritti da due (solo 2?) persone diverse, forse ci sono aspetti o parti che a volte soverchiano gli altri. A ben leggere la sua ultima mail compaiono almeno 3 parti. All'appello manca una parte notata dall'altro ristorante quella che insiste e torna sulle cose fino a che non le "tornano", dove tornare ha un significato molto personale.
La curiosità verso certi argomenti si è notevolmente affievolita, forse oscurata dalla parte disperata e con scarsi interessi.
Sembrerebbe impossibile mettere insieme nella stessa persona Andy e REd, ma forse no, in fondo erano complementari con tratti in comune.
Lei, invece è più simile J. Meyer, sia per il lavoro svolto, sia perché è "esterno" all'ambiente di Jerry.
Più per intuito che per deduzione logica, mi viene da pensare che Meltzer parlando del claustrum ( mi pare di ricordare che non lo avesse mai descritto o definito. Trattasi reminiscenze)avesse in mente qualcosa di simile alla situazione di Jerry. Libro che prende il titolo dalle parole dello psichiatra scritto in un telegramma: -....Nella notte buia dell'anima vivido scorre il fiume di Dio.-
Ancora una volta la scrittrice riesce a dare vita ai suoi personaggi da renderli quasi reali.

Persa...in che senso?

ALTRI SOGNI

Sono in una piazza con altre persone che conosco ( questa volta vive) stiamo seduti per terra su un telo colorata, si parla del più e del meno. Rientro a casa e c'è un conoscente che suona il violino, ogni tanto smette per dire qualcosa che non ricordo, forse di attualità o di cultura.

--L'autobus salta la fermata o sono io in ritardo, così vado via e passo davanti a casa di mia zia, mia cugina mi dice che mi accompagna lei e la figlia. Ci mettiamo in viaggio in macchina e prende la scorrimento veloce. Guardo l'orologio e penso che mi è andata bene al max avrò 5 minuti di ritardo per l'appuntamento.

Magari fossi come Andy e Red, forse posso avere qualche aspetto "residuale" in comune con loro. Loro erano intelligenti, empatici, uno( Andy molto colto, vice presidente di una importante banca, seppur giovanissimo) molto colto, l'altro non aveva potuto studiare, ma aveva buonsenso da vendere, non credeva più nella speranza, ma non era disperato piuttosto adattato all'ambiente e anche bene (sono i magazzini generali di SHawshank).
Mentre io,sono alquanto ignorante, e a volte è come se mi bloccassi, non sapessi portare avanti un'idea e persino una richiesta d'aiuto o un consiglio; proprio come diceva Lei..-.come se fosse una persona negativa cui non può arrivare niente di buono..-.
Non so se è per questo probabile motivo, ma di fatto, mi blocco. O a che fare con qualcosa tipo: tanto è inutile, oppurenon meriti tanta attenzione, oppure ma se neanche ti credono...
Francamente non so, e quei "blocchi" a volte portano conseguenze anche durature.

A volte una macchina non

A volte una macchina non parte perchè c'è il freno a mano tirato. Basta allentarlo che si può partire. Magari a volte Lei si dimentica di toglierlo e così si trova "bloccata". Forse è più difficile da trovare la leva del freno..., ma certo sembra vicino a dove c'è quella parte che dice che è inutile, ecc...
I sogni sembrano molto tranquili, 'sereni', quasi come se qualcuno avesse sbloccato il freno e le cose scorressero normalmente.
Mi spiace di non poter condividere i riferimenti a Red o Andy o Jerry ( se non è quello di 'Tom e Jerry, non mi pare...), così come quelli dell'altro ristorante, perchè appunto sono esperienze sue, non mie, e non posso afferrarle bene, se non me le descrive di più. Forse è delusa per questo, e allora la soccorrono le riminiscenze che cita, un po' mistiche, o mitiche, dove uno fantastica di poter essere capito senza la difficoltà di comunicare con uno strumento limitato come il linguaggio.

mi scuso

Riguardo ai riferimenti (Andy, Red--- Meyer, Jerry) mi scuso.
In sintesi due parole su loro.
Andy e Red sono i protagonisti di un film che aveva ottenuto numerose nomination agli oscar, messo tra i 100 film più belli, tratto da un romanzo di S. King.
Andy e red sono due detenuti, in carcere per omicidio. Il primo è innocente il secondo no- l'unico colpevole di Shawshank, direbbe lui. Il direttore e il capo delle guardie non proprio delle educande. Il film descrive la vita in un carcere fatta anche di soprusi e non sempre da parte dei detenuti, in questo ambiente nasce una amicizia che riuscirà a salvare i due protagonisti. Bellissimi e intensi i colloqui tra i due sulla speranza.

Jerry, nonè il topo (divertente), ma uno dei protagonisti di un romanzo " Vivido scorre il fiume" scritto da T. Caldwell, poco nota in Italia, ma molto famosa in Usa.
In breve, Jerry dopo una carriera fulminante e con tanto di famiglia decide di schiantarsi contro un albero, ma si salva. Si riduce in stato catatonico, il medico curante propende per un attacco apoplettico o qualcosa di simile, ma arriva un amico di Jerry, uno psichiatra che è di altro avviso- pensa che il suo amico si sia trovato senza via d'uscita e non sa cosa decidere-
La scrittrice, la stessa che ha scritto "Capitani e re", è molto brava, riesce a rendere vivi i personaggi.
Trattasi, dunque, di un film e di un libro, non propriamente esperienze personali mentre la chiave di lettura può esserlo, così ad es la terapeuta dopo aver letto "Capitani e re" aveva notato che i personaggi erano psicologicamente ben rappresentati.

Comunque non sono delusa, avrei dovuto evitare di ricorrere a tali personaggi come aiuto nell'esprimermi.
Ma chissà dove si trova questo freno a mano?
mi pare che in quei momenti ci sia come assenza di pensiero, anche se non rende bene l'idea, di certo faccio un passo indietro, ma a forza di far passi indietro posso aver negato o fatto scomparire la possibilità di scegliere, di esistere come persona.
Per fortuna almeno i sogni sono ok. Se i sogni sono espressione delle parti più nascoste si potrebbe dire che queste sono tranquille? allora....

P.S.
Meltzer è un Suo punto di riferimento. A Lei risulta che questo illustre psicoanalista avesse dato una definizione del claustrum?

C'è un libro di Meltzer che

C'è un libro di Meltzer che è intitolato appunto 'claustrum'.
La ringrazio per la descrizione dei personaggi cui fa riferimento. ( forse in effetti qualcosa aveva già descritto, un'altra volta)
Mi viene da notare che si tratta di situazioni appunto di incarceramento, o entro le mura di un carcere vero e proprio, o entro uno stato non so se di coma o di ritiro completo, catatonico, appunto. Quindi il riferimento al claustrum sembra venire a proposito. Sembra esserci un finale positivo, nei testi citati, almeno per Red e Andy, non ho capito per Jerry.

Mi viene da pensare che con questi riferimenti, più volte ripetuti, Lei mi inviti (da tempo: mi sa che se è così sono stato un po' lento a comprendere...) in qualche modo a entrare in un mondo in cui anche Lei è entrata e non so se poi non sia più riuscita ad uscire: "faccio un passo indietro, ma a forza di far passi indietro posso aver negato o fatto scomparire la possibilità di scegliere, di esistere come persona." Particolare che sembra descrivere di esserci entrata a ritroso, per così dire, retrocedendo..., come senza vedere, quasi come nella biblica fuga da Sodoma o Gomorra, dove la conseguenza di vedere era il restare pietrificati, di sale, (catatonici?)
Mi sembra anche che stia cercando di descrivere quello che vede dentro quello spazio ("assenza di pensiero, anche se non rende bene l'idea").

Le parti nascoste (nei sogni) sono tranquille? Già, particolare. Come se fossero in uno spazio protetto? O è un'illusione, una trappola, "un sogno", appunto?

....area del dissenso...

Gentile Dottore, consideri questa mail come un anticipo, reso necessario da una serie di motivi sia oggettivi che soggettivi, tra cui non so se alla prossima settima continua a persistere il debole lumicino che c'è oggi. Come giustamente notava gli ultimi post sono molto meno vitali e speranzosi di altri in passato. Se qualora invece ci ravvisasse una violazione della "regola", allora per cortesia, me lo faccia sapere, può anche cancellare questo post o farmi saltare entrambi i post della prossima settimana, faccia come meglio crede.

Questa volta forse si arrabbia, non solo per la violazione della regola, o mi metterà di nuovo l'etichetta di bastian contrario ( non conoscendola tutte le ipotesi sono ugualmente probabili).

---( Il fatto che Meltzer abbia scritto un libri intitolato "Claustrum" non implica che ne abbi dato una definizione, così ad es. posso trovare un libro che parla di concorrenza perfetta, oligopolio, duopolio, monopolio legale o naturale, di curve di offerta e di domanda, ma che dà la definizione di economia.

____/ Finale positivo per Andy e Red? Non direi, il "positivo" già nel carcere. A pensarci bene il film oltre ad esaltare l'amicizia e la speranza, ha un altro aspetto di sottofondo,meno visibile, ma non per questo meno importante, che può essere sintetizzato con - mai giudicare dall'apparenza- Nel carcere di Shawshank apparentemente è semplice ci sono i detenuti o persone che hanno violato la legge e le guardie compreso il direttore che cercano di farla rispettare. La realtà è un po' più complessa nella categoria dei detenuti ci sono anche gli innocenti, persone pentite ecc. e nell'altro schieramento ci sono anche persone senza scrupoli, che violano la legge. Lo stesso carcere ha più sfaccettature da luogo di chiusura a luogo che può dare delle possibilità a seconda delle persone che incroci. Nel film, Andy con il suo lavoro di prof. aveva aiutato molti giovani detenuti. Questo al banchiere ammazza- moglie già bastava, maun giorno il direttore uccide un suo giovane allievo e allora fugge anche per farla pagare al perfido Norton.
Andy era riuscito a redimere persino Shawshank, come dice il titolo del romanzo.
Forse è riduttivo riportare i messaggi del film a mero incarceramento, sebbene ci sia anche questo aspetto.

----0 Quanto a Jerry, non se la prenda per questo, forse più o meno consapevolmente lo ho usato come un test per Lei, avrebbe usato la parola claustrum o simili?
Jerry si era schiantato contro un albero, perché doveva prendere una decisione e non era ancora pronto. Era a un bivio, per decidersi aveva bisogno di tempo e di spazio.
Il periodo in clinica lontano dagli affari, dalla famiglia, dall'amante, gli aveva permesso di maturare una decisione e di rileggere con altra ottica il suo passato, comprese le persone. Questo facilitato dalla presenza dell'amico psichiatra. Alla fine Jerry prenderà na decisione, la migliore per lui, in questo senso si può dire di un finale positivo non altrettanto sarà per il suo amico dottore.
Questi personaggi hanno una tale potenza, una vitalità prorompente da sembrare reali.

Mi piacerebbe di avere almeno delle caratteristiche in comune con loro, temo che non sia così.

__))))Non so se è una sua osservazione o piuttosto un timore ( ho controllato alcune sue risposte del passato in cui veniva introdotto il labirinto/ claustrum e simili e diceva- ...forse si aspettava che io finalmente accettassi di entrare nel labirinto?- Ho controllato per verificare il livello della mia memoria o il grado di rincoglionimento.Da come si esprimeva allora sembrerebbe un invito che non vuole cogliere. Oggi do una lettura di queste sue parole che risente della mancanza di vitalità)ovvero che la starei invitando ad entrare in un mondo (in passato chiamato labirinto?) in cui io sarei entrata, ma non è sicuro che ne sia uscita. Difficile che entri in qualche parte tanto più a ritroso senza vedere dove mettere i piedi, e se ci fossero delle scale o altri ostacoli?
Se fosse così, difficilmente la inviterei sia per il suo rifiuto già espresso,inoltre non la conosco, non solo, se ho capito bene questo claustrum o mondo ( credo siano sinonimi) è davvero un brutto posto (costituito da compartimenti o zone), dove la capacità di pensare vacilla, le immagini del mondo falsate, dove ad es la generosità diventa scambio utilitaristico. Secondo uno studioso del pensiero meltzeriano chi vive nel claustrum spesso ha patologie di un certo rilievo. Qui mi trovo in difficoltà non tanto per la patologia in sé ma perché la cosa contrasta con l'altro ristorante e questa volta non è semplice questione di ottica diversa.

--- Dice di riferimenti ripetuti, c'è uno più di tutti, non per nulla compare nel titolo del thread. Anche " Capitani e Re" è un libro, il protagonista non ha niente in comune con gli altri se non qualche dettaglio marginale con Jerry.
Forse con questi riferimenti avrei voluto che confermasse che la Speranza esiste ed è una cosa buona, oppre che mi vedesse come persone e non come occasione per confermare teorie, forse avrei voluto che indicasse una porzione di luna fatta di possibilità e no quella che già di solito vedo da me. Le coincidenze sono strane, la sua conferma della parte della luna arrivava proprio quando la terapeuta cercava con fatica di farmi vedere l'altra faccia. La coincidenza poteva farmi vedere entrambi gli aspetti invece è prevalso uno.

---) Tempo che non cerco più articol di psicoanalisi neppure in rete, eppure recentemente ho digitato alcune parole che mi hanno portato su un sito spiweb ( lei sa se attendile o meno) e ho trovato delle espressioni attribuite ad un famoso psicoanalista che descrivono molto bene gli istanti ( istanti in senso temporale mentre per Lei diventan spazi) che a volte vivo. Non avrei saputo esprimermi meglio, in quelle parole ci sono quei precisi istanti.

Trasgressioni e punizioni,

Trasgressioni e punizioni, potrebbe intitolarsi il suo post... evidentemente aveva un'urgenza di inviarlo subito, senza aspettare il suo turno.
Solo ora capisco il titolo misterioso del thread, non è una sola parola! (meglio tardi che mai)...
Capitani, re, famosi psicoanalisti... e la gente comune che potrà fare? Sfortunato il paese che ha bisogno di eroi, diceva il poeta.
Dice che io mi sarei già rifiutato di aderire al suo invito a entrare nel suo mondo...
In effetti nel Labirinto c'è il Minotauro e bisogna essere Teseo ( re di Atene...) per affrontarlo e poterne riuscire, con l'aiuto del filo di Arianna... Ma con un sacco di conseguenze tragiche successive. (Nel mondo greco gli dei puniscono la hybris degli uomini che vogliono innalzarsi troppo...) Nelle fiabe infantili, come ad esempio La casetta di cioccolata (Hansel e Gretel) tutto è più chiaro e più facile, da grandi le cose sono più difficili, complicate...

E allora forse è delusa perchè così non confermo la speranza...
Quasi come se sopra la porta di ingresso ci fosse scritto "lasciate ogni speranza, voi ch'entrate..."
Gli adolescenti completavano la frase "...che prima di stasera non uscite." Sdrammatizzando.

no eroi

Il titolo "Capitani e Re" può essere fuorviante, non si tratta di eroi, ma è un romanzo a sfondo storico- politico, anche se i personaggi sono inventati o ispirati da persone/famiglie realmente esistite. Lo scopo dichiarato nell'introduzione del libro dalla stessa autrice è di far conoscere il potere eccessivo della finanza e delle sue relazioni con il potere cd politico ( la scrittrice dà una sua lettura della guerra di secessione, della prima guerra mondiale, del comunismo ecc.). La forma di romanzo rende più gradevole ed agevole la lettura.

:-D Avevo omesso il nome dello psicoanalista, S. Ferenczi, secondo la terapeuta un gigante, ( non era forse l'allievo preferito da Freud, fino a volerlo come genero? era statolui ad incoraggiare M. Klein, e senza di lei il pensiero di Bion e Meltzer forse sarebbe stato diverso).
La frase attribuita a S. Ferenczi è:- I bambini si sento indifesi fisicamente e moralmente, la loro personalità è ancore troppo debole per poter protestare, sia pure mentalmente; la forza prepotente e l'autorità degli adulti li ammutolisce, spesso toglie loro la capacità di pensare. Ma questa stessa paura (questa parte riguarda più il periodo passato, da ragazzina, ora non più, o forse semplicemente non ci sono le condizioni,ma se ci fossero..) quando raggiunge il culmine, li costringe automaticamente a sottomettersi alla volontà dell'aggressore ( allora, per me, degli adulti) a indovinare tutti i loro desideri...-.
Più omeno così sono i momenti di "blocco" con qualche adattamento. Apparentemente scollegati tra loro o almeno non riesco a trovare elementi comuni, così potrebbero risultare più chiari.
La cosa mi lascia perplessa, può una persona adulta ritrovarsi, sia pure con degli adattamenti, in espressione pensate per bambini? sarà grave?

§§) In un precedente post avevo ripreso alla lettera(copiato) una Sua domanda:- ... forse si aspettava che io finalmente accettassi di entrare nel labirinto? ( ...siamo entrati..)..-
Su questo avevo fatto delle congetture, ma solo Lei sa se vuole entrare in questo ipotetico "claustrum" o osservarlo dall'esterno....
Solo come osservazione e nulla di più, la terapeuta non ha mai usato la parola "clastrum", forse perché tra i suoi teorici di riferimento non ci sono i post-kleiniani; sembrerebbe come perle religioni, il loro gran numero fa dire agli atei che è un motivo in più per dire che non esiste Dio, ma per chi crede come Gandi , è la prova dell'esistenza di unessere superiore ( l'orchestra sinfonica e i vari strumenti).
Tornando al claustrum ( senon sbaglio è diviso in 3 zone: testa-seno, genitali, ano), potrebbe, per cortesia, descriverlo?
Una parte o più parti della personalità possono trovarsi nel claustrum, se tutta la personalità la faccenda si complica. Chi vive nel claustrum ha patologie più o meno severe.
Non solo chi vive li, vede in modo distorto le cose, almeno così ho trovato in un libro scritto da Gazzillo, propone anche uno schema come sono le cose al di fuori del claustrum ealsuo interno così ad es.fuori 'è la generosità all'interno diventa scambio utilitarisco; oppure fuori c'è l'amore per lagiustizia all'interno la legge de taglione. Probabilmente è uno schema semplificativo perché nella vita quotidiana ci sono rapporti utilitaristici (contratti do ut des) e chi li pone in essere non necessariamente perché è in un claustrum. La legge del taglione secondo aluni esegeti biblici è un passaggio necessario.
Questi sono dettagli, lo schema serve per indicare, almeno mi pare, quanto cambi la visione delle cose stando nel claustrum. ..... Mi sta dicendo che a volte dico cose campate in aria?

-----------/// Non sono delusa perchè non ha confermato la speranza, quella era una flebile aspettativa e in quanto tale è prevedile che venga disattesa, direi piuttosto quanto confermava il trend, anche se in un primo momento ne ero forse "contenta", ma dopo quando ho realizzato le conseguenze, non tanto.

"...li ammutolisce, spesso

"...li ammutolisce, spesso toglie loro la capacità di pensare...
la stessa paura...costringe automaticamente a sottomettersi alla volontà dell'aggressore ( allora, per me, degli adulti) a indovinare tutti i loro desideri...-.
Più o meno così sono i momenti di "blocco" con qualche adattamento...
La cosa mi lascia perplessa, può una persona adulta ritrovarsi, sia pure con degli adattamenti, in espressione pensate per bambini? "

Mi sembra che stia cercando di "lavorare" su certi aspetti che intravede., "esplorare" aspetti forse nuovi., pur se un po' nascosti da quelli vecchi.. Così come mi sembra interessata al concetto del claustrum, che può essere un modo di vedere le cose, a volte, magari non l'unico.

Anche le fiabe sono pensate per bambini, eppure sono state tramandate attraverso epoche che non erano certo molto attente ai bisogni dei bambini.
E mi ritrovo non raramente a citare fiabe e miti, anche con adulti e anche su queste pagine. Probabilmente perchè parlano anche agli adulti.

come le rocce

Forse anche le persone sono come le rocce, che attraverso l'azione congiunta dei fattori atmosferici e del tempo si modificano, senza trascurare il materiale di cui sono fatte: rocce che resistono di più altre meno- così le varie azioni del passato condizionano le forme del presente, in modo più o meno pesante a seconda della natura delle rocce, anche le azioni del presente condizionano non solo il presente ma anche il futuro; per le persone si può dire che anche quello che non è stato può condizionare sia il presene che il futuro. Insomma come per la geologia vale l'azione congiunta della pressione esercitata da vari elementi e il fattore tempo.
Ora quei "momenti di blocco" mi pare che siano e siano stati molto onerosi, hanno condizionato scelte di vita, modi di fare e soprattutto mi hanno resa insicura, sfiduciata.
Eppure non riesco a riempire di contenuti quei momenti di blocco, non so forse c'è un freno a mano tirato come Lei accennava o altro, non saprei dire cosa impedisca il fluire del pensiero oppure, a volte, è così rapido, tanti pensieri che si accavallano nell'unità di tempo da risultare come fermi. Chissà se questo sogno può essere di aiuto.
SOGNO. Mi avvicino in un bagno (forse quello di quando ero ragazzina, con qualche differenza). Noto che sia il wc che il bidet sono otturati, l'acqua chiara, pulita è livello del bordo. Mia madre si avvicina con un attrezzo, tipo quello che si usa per fare il frappè o il cappuccino in casa, per liberare gli scarichi. Una signora bionda molto gradevole d'aspetto le dice che non basta, meglio chiamare l'idraulico. La stessa signora ha in mano una strana pipetta di acciaio inox con un pomello morbido di gomma. Lo usa per farci uscire degli insetti molto piccoli insieme ai loro scarti e li mangia. Dice che quell'attrezzo o li cuoce o li rende più croccanti.
Forse non tanto strano come sogno, considerato che ci prepariamo a mangiare insetti.

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