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capitaniere

Gentile Dottore, mi auguro che questo post arrivi a buon fine. Recentemente ho qualcosa in comune con Meltzer, il nome solo che cambia la parola successiva...uguale a Donald Duck.
Solo per fare degli esempi dal salumiere chiedo del Praga crudo(inesistente),mi accorgo della gaffe e sorridendo dico che ho cambiato città,l'altro risponde che ho proprio cambiato nazione. Può essere una distrazione, non è la sola. Accompagno una amica a fare acquisti in un outlet. Prendo i suoi acquisti e li tengo piegati su un braccio e ci avviamo alla cassa. Erano solo due cose, ma ad un certo punto mi erano sembrate pesanti. E già, avevo agganciato un signore con le stampelle per i vestiti,come se fosse un acquisto mi accingevo a portarlo alla cassa. La mia amica ancora adesso ride e mi raccomanda di controllare la presenza del codice a barre.
Sarà un periodo alla Paperino...
I sogni davvero difficile ricordarli persino i frammenti.
Non so se posso fare un collegamento con gli ultimi sogni del precedente consulto.
Se è sbagliato o inoppotruno consideri queste parole come non scritte.
Il sogno dei camion che facevano manovra in una piazza ,mi ricorda un episodio quando ero bambina. Un camion faceva marcia indietro in una piazza e se non fossi salita su un gradino di un portone mi avrebbe buttato a terra sul marciapiede.
L'altro sogno, quello del treno, ha molto in comune con un episodio di cronaca. Una studentessa rimane con il piede incastrato tra le porte dell'autobus. l'autista non si accorge di niente forse perché il mezzo è pieno e riparte. La studentessa si fa così 200 metri, cercando di mantenersi aggrappata all'autobus. L'episodio di cronaca mi aveva colpito molto.

Wc e bidet otturati, la loro

Wc e bidet otturati, la loro funzione è impedita. La notazione che l'acqua è 'chiara, pulita' forse allude appunto che la loro funzione, di permettere l'eliminazione, lo scarico di cose 'scure e sporche' è bloccata. Sua madre vorrebbe liberare gli scarichi, ma lo strumento che usa fa pensare a una confusione fra ambiti alimentari, cibo, e escrementi. Giustamente la signora bionda suggerisce di chiamare l'idraulico, cioè qualcuno che sa fare quanto dovuto. Ma anche lei ha uno strano strumento e l'uso che ne fa sembra mostrare anche qui una confusione e mescolamento fra scarti e cose da mangiare. Ma sono i tempi, dice Lei...
I 'momenti di blocco' forse sono appunto descritti nel sogno, 'l'apparato per lo scarico' non funziona, si accumulano pensieri e scarti, non si possono distinguere e rischiano di traboccare, non si distingue il cibo dai rifiuti, la vita ne è condizionata, senza sicurezza e fiducia.
Chissà se le due figure che si propongono di aiutarla rappresentano i due 'ristoranti', che usano diversi strumenti ma sembrano aumentare la confusione, nel sogno. Viene evocato l'idraulico, quasi una figura mitica risolutrice che però non appare e resta pertanto la confusione.
Fra le due figure che aiutano con strani strumenti, e l'idraulico che però non arriva, sembra esserci come un impasse, e la situazione non si sblocca...

freni e..

Il freno a mano tirato di un'auto egli scarichi ostruiti hanno qualcosa in comune in entrambi i casi il movimento è rallentato se non impedito. La signora bionda del sogno è troppo intenta nel mangiare gli insetti minuscoli ( in alcuni paesi già li degustano, mi pare fritti. A quanto pare, presto toccherà anche a noi. Ma come si "puliscono" gli insetti per renderli edibili?), ma dà un consiglio, non so se venisse attuato o meno, risveglio precoce, come una pellicola tagliata, non si può sapere il finale del film.
Pensieri e scarti da togliere, forse bisognerebbe prima individuarli e poi cancellarli come nel computer.
Chissà quale strumento potrebbe togliere la confusione.....forse idraulico liquido.
Comunque sia quando i pensieri corrono così veloci da non lasciare traccia o da poterli seguire congruamente sia quando c'è il vuoto in entrambi i casi manca il fluire.

NUOVO SOGNO
Sono a casa dei miei genitori e sento in un'altra stanza mia madre che brontola con mio padre ( lei ha una voce possente che non occorre stare nella stessa stanza per sentirla). Dice che non ha fatto niente, pur avendo le competenze per farlo, per rendere antisismica la casa, mettendo a repentaglio le ns vite. Allora mio padre mi accompagna in un'altra stanza e mi fa vedere il soffitto, dove ha messo una serie di travi di legno tinte con vernice trasparente in modo da esaltare il colore naturale del legno, marrone scuro. Sono messe in modo da rendere l'edificio stabile, non solo, sono anche molto estetiche.

Forse quella sensazione di "blocco dei pensieri" è simile alla sensazione di vuoto che provo davanti alle scale. Il blocco dei pensieri avviene sempre o quasi sempre quando non dovrebbe accadere perché mi impedisce di fare o dire cose necessarie, in pratica è come se cadessi.

Più che cancellare pensieri

Più che cancellare pensieri ricordi ecc si tratta forse di trovare loro un posto perchè non ingombrino e non ostruiscano il flusso, come far ordine in una stanza per poterci passare e stare.

Sentire i genitori in un'altra stanza è ovviamente un'immagine evocativa. La madre con voce possente che brontola il padre, le critiche all'architettura della casa (cioè della famiglia?), l'idea che possa non reggere a certi 'terremoti', il padre che la porta in un'altra stanza e le fa vedere le travi scure sono immagini evocative di vicende e situazioni in cui una bimba può venire coinvolta nei rapporti e nei conflitti degli adulti e può esserne disturbata, e magari venire indotta a coinvolgersi anche attivamente, prendendo posizione dalla parte di uno dei due, ammirando l'aspetto estetico e funzionale delle travi...

La bambina non ha gli strumenti per barcamenarsi in quei frangenti e può trovarsi 'bloccata', nel muoversi e anche nel parlare, presa in un clima di 'non vedo, non sento, non parlo' che blocca anche i pensieri, oltre che i movimenti.

campo delle possibilità, illazioni---

Non mi pare di ricordare particolare conflitti tra i miei genitori, ma la memoria può essere lacunosa. Può essere che ci siano stati, ma essendo pochi, non li ricordo oppure erano dei semplici diverbi visti in altro modo da una bambina, magari coinvolta perché erano dei piccoli screzi. Mi pare, che a volte, faccio un esempio banale e che può rendere l'idea anche se fortemente impreciso, mia madre e mio padre si comportassero come il poliziotto buono (mio padre) e quello cattivo(mio madre) rispetto a qualche "marachella" che avevo fatto ( di solito niente di grave, solite cose di bambini). Però ricordo relativamente bene alcuni episodi, i dettagli possono essere imprecisi, in cui il "poliziotto buono era assente". Alle elementari ero già miope, poca cosa, ma che mi impediva di leggere la lavagna. Ricordo che l'insegnante voleva che trascrivessi sul quaderno delle frasi sulla lavagna e non le copiassi dal libro che l'insegnante affidava alla mia compagna di banco. Non c'era differenza tra trascrivere dal libro o dalla lavagna, ma lui voleva la seconda possibilità. Non riuscivo a leggere figurarsi a trascrivere, allora iniziavo a piangere così forte che l'insegnate mi faceva accompagnare a casa da una signora che per ordine dell'insegnante doveva dire a mia madre che dovevo riposare.
Mia madre mi accompagnava al letto e mai ha chiesto qualcosa...Allora avrei voluto che ci fosse stato il poliziotto buono chissà forse qualche domanda se la sarebbe posta...Davvero una brutta sensazione di incapacità e di impossibilità di andare avanti.
Forse questa cosa già l'avevo accennata in qualche precedente thread.
Se è così la riprendo per indicare una situazione quasi di impasse in cui mi trovavo, niente altro.
Dopo che era successo (oppure erano successi, non saprei dirlo) l'episodio in cui precocemente scoprivo il sesso, e che alcuni coetanei, soprattutto uno, non perdeva occasione per ricordarmelo o di parlarne con i suoi amici; avrei voluto parlare almeno con mia madre, ma non sapevo come fare, i ricordi erano scarni e poi come affrontare una tematica simile? Così mi mettevo mezzo nuda nel loro letto, sempre di giorno, così mi potevano fare delle domande, non è mai successo. Ricordo che a volte saliva mio padre, che mi vedeva e subito dopo chiamava mia madre, che diceva quattro parole e poi andava via. Da un lato ero sollevato perché non sapevo come affrontare la cosa dall'altra dispiaciuta. Ricordo che la mamma dopo aver detto poche parole scendeva di corsa le scale, come se avers cambiato con me quelle poche parole le avesse fatto perdere tempo. Ho dovuto imparare a vivere con il dubbio, la paura, la rimozione... Più passava il tempo e più diventava difficile parlarne. Eppure c'erano dei segni o segnali che qualcosa non era andato per il verso giusto ( carattere difficile, ribelle, molto introverso, fastidio nell'essere toccata soprattutto se alle spalle, un tentato suicidio, ecc.). In questi casi non è solo la parte emotiva a venirne fuori un po' malconcia (forse vergogna, sentirsi minus habens perché altri ricordano meglio ed altro ancora), ma è anche il corpo ad uscirne malconcio, se è ancora acerbo non è pronto per certe cose, gli ormoni hanno un ruolo importante, mancano le secrezioni e le proporzioni. Vedendo u film della Bellucci "irreversible" ho notato che anche per gli "adulti" può essere terri
bile, - la scena del sotterraneo, dove l'attrice viene prima sodomizzata e poi picchiata. Descrizione notevole anche nel libro" i boss del dollaro" dove un carcerato è ripetutamente violentato. Praticamente descrivono sia il dolore emotivo che quello fisico.
Il succo è che allora una parte di me voleva che mia madre si fermasse e chiedesse e l'altra voleva che andasse via risparmiandomi parole che non avrei saputo dire.
Altre volte mia madre, almeno così mi pareva, forse capivo male, mi faceva sentire "colpevole" per le scelte di lavoro di mio padre, che evidentemente a le i non garbavano. Ricordo che diceva tante parole, ma non riuscivo a capire, avrei voluto aiutarla, ma non ne ero in grado, anzi mi sentivo in colpa. Un adulto le avrebbe detto di parlare con l'interessato, ma ero troppo bambina e non sapevo cosa fare allora fuggivo, forse andavo al piano superiore? Dopo tanti anni ho chiesto a mia madre perché mi diceva quelle cose e lei mi aveva risposto candidamente perché non sapeva a chi altro dirle.
Mi verrebbe da dire che ero una bambina che non sapeva aiutare sua madre, che non sapeva neanche chiedere aiuto o ricordare ( altri si che ricordavano bene,mentre io ricordavo un peso su di me, la difficoltà a respirare, il desiderio di sparire e un bambino messo in piedi in un bidet e forse poco altro) che non riusciva neppure a leggere la lavagna.
Mi è rimasta impressa una parte di un sogno, non recente, in cui mi trovavo in una casa (proprio quella in cui abitava quel bambino) e mi ritrovo a scendere di corsa delle scale. Nel sogno ero bambina, stessa pettinatura che portavo allora e indossavo pantaloni alla pescatora bianchi. Cosa che mi aveva stupito ricordo dei pantaloni alla pescatora ma rossi e molto più avanti nel tempo. Parlandone con mia sorella mi avevadetto che effettivamente tra i 7/8 anni di età portavo quei pantaloni. Lei se li ricordava perché le piaceva il modello.

Lei sembra aver scavato molto

Lei sembra aver scavato molto in quest'ultimo periodo, e porta qui quello che ha trovato

"sotterraneo... carcere", in cui la sessualità è violenta, anale, terribile, terrorizzante ( Lei ricordava qualche volta fa gli spazi del claustrum...)
La bambina seminuda nel letto dei genitori, che aspetta.... Sembra quasi la scena di un sacrificio, una vittima sacrificale... L'effetto della sessualità precoce, traumatica, che la bambina non può verbalizzare nè tantomeno superare forse ma solo mettere in mostra, e i genitori non sanno affrontare, se non con la fuga, nascondendo tutto
La mamma che non fa domande, che fa il minimo necessario per soccorrere, ma non chiede... poliziotto buono, poliziotto cattivo... e anche il desiderio (che si fermasse o che uscisse...) diventa bifronte e la personalità si divide in 'parti'... ( da cui forse i nomi doppi fusi insieme che usa per il titolo, per il nome utente)
Anche la scena alle elementari contiene una violenza quasi sadica, e l'allontanamento è l'unica conseguenza del pianto della bambina, quasi una minaccia di quel che capita a chi si ribella... Il senso di colpa che spesso è tipico delle vittime di violenza, incolpate dalla società per la loro stessa esistenza e natura, e i conflitti chiusi dentro...
La scena rimasta impressa del sogno del scendere le scale di corsa... e nel sintomo sembra rimasta 'impressa' la stessa cosa, bloccando la via di fuga
Lei poi identifica nei 7/8 anni di età l'epoca

Forse questo è appunto il materiale, o parte del materiale, che ingombra il cammino perchè non è stato trovato un posto dove metterlo, forse perchè è ancora terrorizzante, 'acceso' per così dire, e non può essere riposto senza il rischio che si sviluppi un incendio. Bisognerebbe per così dire 'spegnerlo', in modo che non sia più pericoloso riporlo in qualche cassetto - non si può semplicemente 'buttarlo via', eliminarlo, perchè verrebbe verosimilmente eliminata anche una parte di personalità, con l'effetto di ritrovarsi 'minus habens', cioè 'avente di meno', mancante di una parte...

La mamma dice che non poteva fare diversamente...
Anche le guerre finiscono, in qualche modo, e dopo c'è una specie di amnistia che copre tutto, chi ha dato ha dato... Probabilmente solo con la ricerca storica si trova se non un senso, almeno una verità storica che permette di andare avanti, forse come hanno fatto alcuni paesi dopo la seconda guerra mondiale, ma molto tempo dopo.

memoria fragile e dintorni

Per fortuna qualche cassetto della memoria è rimasto aperto, mentre alcuni sono chiusi o sigillati da chissà che cosa, forse la rimozione, forse il trascorrere del tempo o forse non si erano potuti formare correttamente.
Tra i cassetti della memoria che stranamente non sono stati cancellati malgrado il trascorre del tempo.
Uno risalente a molto tempo fa era ambientato nel cortile di casa. Nel sogno c'erano dei serpenti, che non strisciavano a terra, ma nel loro incidere formavano come una sinusoide verticale. Particolarità la coda veniva usata come una racchetta da tennis, giocavano tra loro, ma se una di queste palline bianche colpiva per sbaglio una persona, questa moriva avvelenata. I serpenti non volevano nuocere a nessuno, ma solo giocare. Forse anch'io ero stata colpita.(sogno più o meno infanzia)
Altro sogno fatto dopo ( più o meno adolescenza). Stavo dormendo, era il periodo estivo e indossavo qualcosa di leggero, quando sentì qualcosa sulla mia pancia, era come un tubo color rosso scuro. Di notte non vedevo altro. Mi ero svegliata di colpo. L'oscurità era tipica della casa del bambino. Comunque considerando l'età era una immagine che mi doveva essere
ignota visto anche le modalità.
Questi sono sogni che stranamente sono sopravvissuti e chissà se non sia solo un caso...

Come pure stranamente o forse per volontà di mia madre che voleva che conservassi qualche ricordo scolastico dell'infanzia, sono sopravvissuti alcuni quaderni dei 7/8 anni.
Uno di loro me lo aveva regalato mia sorella maggiore, lo trovavo bellissimo.
Proprio su quel quaderno c'era un disegno molto esplicito, c'era poco da interpretare e anche un nome e cognome, sia pure blandamente modificato. Forse non era una denuncia da fare in tribunale, ma un tentativo di dire qualcosa da parte di una bambina che non riusciva a farlo, non c'era riuscita neppure mettendosi nel "lettone". M a quei quaderni non furono notati da nessuno. Non so se per questo mi ero sentita un'incapace.
Entrando nel campo delle illazioni o possibilità, forse per un certo periodo alcuni ricordi erano rimasti in parte vivi ( come può succedere all'ubriaco, durante e appena la sbrona ricorda qualcosa, poi niente),per questo ero riuscita a fare quel disegno particolarmente esplicito. Dopo è rimasta la nebbia, spazi vuoti di memoria, di cui nulla posso dire, se non attivando la fantasia, ed altri invece...
Un fatto strano accaduto anche durante i ns dialoghi e che per fortuna non si è ripetuto.
In queste sede tempo fa lo menzionavo come il lun. nero, ma mai ero entrata in dettagli. Forse per il disagio che provavo...
Comunque Lei può sorridere, ridere o prendermi in giro per questa cosa strana che non mi era mai capitata, almeno non ricordo niente di simile.

In un pomeriggio mi stavo appisolando, quando tra veglia e sonno, mi pareva di tornare bambina quando portavo i capelli lunghi legati ( sempre 7/8 anni). Non ero molto vestita, quasi nuda( non saprei dire se per libera scelta o meno), ero alquanto disperata (non saprei dire il motivo). Andavo di corsa verso una persona ( un maschio), forse era Lei, non so, di certo non era un mio famigliare e li raccontavo qualcosa ( non so cosa). Questa persona non solo non mi credeva, mi prendeva in giro e mi maltrattava, allora iniziavo a piangere, il pianto senza consolazione tipico dei bimbi e dicevo:- perché non mi credi?...ma cosa ti ho fatto per essere trattata così?..- frasi ripetute più di una volta.
Forse, siamo di nuovo nel campo delle illazioni, appena successo ne avevo parlato con un parente del bambino, ma non so sembrerebbe. Dalla parzialericostruzione storica ( se avviene qualcosa di nuovo può essere modificata)sembrerebbe che in quei fatti fossero coinvolti i parenti del bambino, che avevano la max fiducia da parte dei miei genitori, uno di loro era unsuo amico.
Sarebbe bellissimo ( una parte dice meglio di, non ti è bastato?), ma non sempre è possibile, come riporta la storia italiana di metà secolo scorso, tante stragi, tanti sospetti e poche certezze se non il numero delle vittime: Forse c'era stato depistaggio. Non so se anche nel mio caso ci sia stato depistaggio ( rimozione) da parte mia o se siano stati altri ad impedire la formazione di un ricordo duraturo ( tranquillanti, alcoolici, stordimento, svenimenti ecc.)

La ringrazio come sempre e le auguro Buone Festività

Perchè "non era una denuncia

Perchè "non era una denuncia da fare in Tribunale?"
Lei dice che il disegno era molto esplicito, i sogni anche sembrano espliciti, ma ovviamente sia disegni che sogni vanno 'interpretati', di per sè non sono 'prove'.
Ma qui non siamo in tribunale, non cerchiamo prove e colpevoli, ma ostacoli allo sviluppo e strade di uscita da circoli viziosi o labirinti...
L'episodio del 'lunedì nero' quindi era una specie di sogno ad occhi più o meno aperti, durante l'appisolamento, in cui forse si mescolavano ricordi passati e fantasie attuali, legate anche ai nostri scambi di post. Il suo significato non è forse così chiaro, ma per Lei sembra aver avuto una notevole importanza, direi come 'ostacolo' forse...Qualcosa che ora è diminuito, visto che può parlarne più apertamente. Forse con qualche timore in meno...
Certo forse viene da domandarsi se come a me in quel caso, anche ai suoi genitori non fossero così comprensibili i suoi tentativi di comunicazione che per Lei dovevano essere così chiari ( come per me avrebbero dovuto essere i suoi riferimenti al 'lunedì nero'...)
Sulla 'verità storica', un altro aspetto che disturba la 'ricostruzione' è forse una specie di conflitto di interessi: chi dovrebbe cercare e ricostruire gli eventi spesso è anche la stessa persona o gruppo che invece ha interesse che non si conoscano le cose.
Spesso solo dopo un congruo numero di anni, quando i portatori di interessi non ci sono più, certi documenti storici secretati vengono rimessi in circolazione.
Nell'ambito di una personalità, come nell'ambito di una famiglia, certe 'parti' forse hanno interesse che le cose restino segrete, per non perdere qualcosa cui tengono... Così forse si mantiene una confusione, un'incertezza, un'impedimento alla vista che impedisce di trovare la strada e di muoversi evitando gli ostacoli.
Sembra che negli ultimi post Lei abbia trovato la strada per esprimersi più che altre volte, con meno ostacoli.
La ringrazio anch'io per gli auguri e contraccambio Buone feste anche a Lei.

prima di tutto

Prima di tutto, mi scuso perché scrivo questa mail in un periodo di feste... ora sono riuscita a trattenere un po' di coraggio e vincere la titubanza, non so se arriverò alla fine.

Per fare una denuncia in tribunale occorreva una condizione minima di base, che qualcuno sfogliasse i quaderni in particolare uno, per quanto esplicito il disegno (una mia amica anni dopo, vedendolo gli era sfuggito, ma è ..)se non visto... Per me bambina forse mi sarebbe bastata un po' di attenzione.
Al momento non consiglierei a nessuno di percorrere la via del tribunale ( anche se di un reato si tratta), processi lunghi, interrogatori estenuanti, visite mediche intrusive, spesso tacciati per visionari. Cercherei piuttosto aiuto da parte di uno specialista che si occupa della materia e naturalmente il supporto della famiglia. Questo se avessi figli o se una mia amica si trovasse in trovasse con un bambino/a traumatizzato/a.
Comunque qui non siamo in tribunale, meglio così.

La domanda che a proposito del lun. nero è appropriata, anche se accomuna fatti che hanno qualcosa in comune, ma anche delle differenze.
Mentre per il "lun. nero", mi pare che era stato detto che era oscuro, solo in un post di un altro thread avevo cercato maldestramente di descriverlo meglio; dopo ho asciato perdere, valutazione forse fatta in base alle sue risposte, forse perché preferivo no entrare in dettagli, forse perché lo vedevo come una regressione sia pure temporanea e allora la riteneva cosa orribile, ignobile.
In ogni caso il lun nero è limitato a un solo giorno, mentre con i miei genitori è stato diverso, sia per il numero delle circostanze sia per il tipo di rapporto.
Alcuni esempi già fatti (farmi trovare nel, lettone, i pianti a scuola), nessuna domanda sulla fobia o sul tentato suicidio, vero che ero stato da uno psichiatra ma le visite erano state in tutto 3-4e per pochi minuti, nessuno sguardo ai "quaderni", o nel periodo dell'adolescenza...Sono solo alcuni esempi.
Dunque nessuna domanda, probabilmente erano presi da altro o troppo fiduciosi verso gli altri.
Un punto di contatto tra il lun. nero e quanto successe allora potrebbe essere questo:
appena successo il fattaccio ancora impaurita, esterrefatta con un lessico limitato, mi ero rivolta a mia madre, che verosimilmente aveva capito poco e niente e non poteva essere diversamente (tra l'altro andava sempre di corsa), questo l'avevo inteso come se non mi avesse creduto. Ma sono delle supposizioni sia pure plausibili.
Chissà se non è proprio l'impossibilità a ricordare un po' più ampiamente il fattaccio ad essere un problema. Riguardo a questa impossibilità finora ci sono due possibili spiegazioni, una la sua- una parte della personalità ha interesse che certe cose rimangono segrete e forse un interesse della famiglia. Mi sento di escluderla perché possono essere stati distratti, eccessivamente fiduciosi, ma non sono omertosi o collusivi o peggio criminali)e l'altra spiegazione proposta dalla terapeuta, per lei per avere un ricordo occorre che ci sia la possibilità che si formi e che si consolidi, ma se si è assunto delle sostanze o si ha una botta in testa ciò non può accader. Secondo lei la mia mente non ha avuto la possibilità di registrare l'accaduto mentre il corpo si.
Ho qualche flash del periodo, piccoli episodi.
Ero seduta su una panchina davanti casa, quando arriva un ragazzino, di qualche anno più grande di me (lui circa10/11 anni), si avvicina e dopo un po' dice se volevo ripetere l'esperienza ( quello che ho sempre chiamato episodio xy, la presenza delle incognite proprio perché non ricordo) con M. ( Domanda come faceva a sapere dell'episodio, io di certo non ne avevo parlato, non ricordavo quasi niente, forse dallo stesso M? considerato che erano amici. M a quello che so ha dato almeno due versioni della cosa. Una in mia presenza c'era stato un gruppo di ragazzi più grandi che ci avevano fatto un agguato e l'altra in mia assenza e in questa versione sarei stata io l'artefice di tutto. Considerato l'atteggiamento del ragazzino nell'episodio della panchina, la prima versione di M regge poco). Qui c'è
qualcosa che non riesco a spigarmi come allora, anche se non avevo alcuna intenzione di ripetere l'esperienza. era come se non potessi dire no ( forse sensazione simile quando oggi mi capitano quei blocchi. Recentemente ne abbiamo parlato),allora avevo trovato un espediente che doveva servire a guadagnare tempo invece si era rivelato vincente, nessuna ripetizione del famigerato episodio. Come mai non mi ero rivolta ai miei genitori, timore di non essere creduta o mi avevano intimato di tacere?
Altro episodio
Qualche anno dopo sempre sulla panchina.
C'eravamo un compagno di scuola il solito bambino ed io. Durante la conversazione M stava accennando ad un agguato subito da un bambino. Allora il compagno di classe chiese ad M ma non ti è capitato pure a te? E M rispose che nell'agguato c'era una femmina (io). M non ha mai fatto i nomi d i quei ragazzini forse perché inesistenti, ma piuttosto direi che si trattava di persone adulte molto vicine a lui. L'ultima frase non è casuale, ma grazie all'aiuto di mia sorella e di un medico ( aiuto per la parte, come dire, fisiologica, della questione). Del resto nel disegno esplicito del quaderno c'era un maschio adulto con tanto di nome e cognome. Ma non è solo questo.

Lei scrive: "...due possibili

Lei scrive: "...due possibili spiegazioni (dell'impossibilità a ricordare), una la sua- una parte della personalità ha interesse che certe cose rimangono segrete e forse un interesse della famiglia. Mi sento di escluderla perché possono essere stati distratti, eccessivamente fiduciosi, ma non sono omertosi o collusivi o peggio criminali..."
Commento: Lei parla dei suoi familiari, escludendo la 'spiegazione' , ma non delle parti della sua personalità... e non esplora quindi se qualcuna di queste potrebbe avere interesse a non ricordare...

Che poi non credo si tratti di una questione di ricordare in sè, come per poterlo sapere esattamente o dirlo ad altri - tanto più se è caduta l'ipotesi del Tribunale, dove occorre provare i fatti. Probabilmente si tratta di ricostruire, restaurare, meglio, qualche parte della personalità che è rimasta lesionata, in qualche modo, come danneggiata da eventi non ben ricordati, ma di cui sono visibili gli effetti, che impediscono un buon funzionamento. E' quindi esplorando questi aspetti di sè che forse si può andare avanti.

Si resta un po' stupiti di come potesse continuare a frequentare persone che avevano avuto con Lei questi trascorsi, ma in effetti è quello che succede spesso, e che forse rende conto delle difficoltà, e fa sì che delle verità non digerite restano nascoste sotto una facciata che va avanti. Forse c'è qualcosa tipo 'sindrome di Stoccolma' che si crea fra i protagonisti in gioco, nei due ruoli opposti che a volte possono anche invertirsi, come sembra essere avvenuto nella storia di quel personaggio, che da vittima si strasforma in perpetratore.

Non è un campo in cui abbia molta esperienza diretta, ma le persone professionisti e associazioni che si occupano delle violenze e dei loro effetti sostengono che è importante portare i fatti alla luce, farli conoscere, per poter migliorare le condizione psichiche delle vittime.
Può darsi che 'dimenticare' - come consigliano di solito i perpetratori delle violenze, e spesso anche certe 'autorità' ( "chi ha avuto a avuto, scordiamoci il passato"...) - esprima il dubbio su che fare se i fatti portati alla luce potessero scombinare equilibri consolidati. Mi viene in mente che un presidente di stato (Austria), e anche pregresso segretario ONU, fu scoperto e denunciato come complice di crimini nazisti, dopo molto tempo. Anche nella personalità si potrebbero scoprire fatti nascosti e scomodi e forse 'dimenticare' è una difesa da possibili squilibri temuti...
D'altronde mi sembra evidente che Lei teme di turbare qualche equilibrio ed è molto restia a esplicitare molte cose: penso che non sia solo per i rischi di essere (qui) in uno spazio visibile a tutti, ma forse anche per timore di quello che può trovare esplorando, o forse ancora imbrigliata in una specie di sindrome di Stoccolma.

ricordare ....vari motivi

Forse ricordare non è solo per poterlo dire esattamente ad altri quanto piuttosto a me stessa, in modo da potermi riappropriare di una porzione della mia vita ( che altri conoscono), con il passare del tempo questo desiderio si è praticamente annullato, visto che è diventato una mission impossible. Quanto a far luce su episodio (i) xy, molto tempo della terapia è stato dedicato a questo dedicato, ma è davvero notte, secondo la terapeuta certi episodi sono avvenuti in uno stato di ottundimento, del resto ero solo una bambina e per offuscarne la mente basta poco, mentre il corpo aveva registrato gli avvenimenti.
---La terapeuta ha sempre escluso disturbi di personalità, non so se c'è e quale sia la differenza con parti di personalità lesionate. Forse la lesione può avvenire a prescindere dalla consapevolezza.
Riguardo a quel periodo dell'infanzia posso dire:
:-( l'abuso era stato extra- familiare (intra lascia più segni, mi pare);
:-(non so dire come quando e perché avevo smesso di frequentare la casa del bambino, ma lui sia pure all'aperto ed insieme ad altri lo avevo visto. Ora che mi ci fa pensare è singolare la casa;
:-( dopo qualche lui e la sua famiglia si trasferirono.
Lei dice che temo di turbare qualche equilibrio, parlando di certi argomenti, mi pare che nel primo thread esplicavo più spesso certe tematiche, poi c'erano stati degli equivoci, che dopo Lei aveva dissipato. Ciò non toglie che ci sia una certa difficoltà anche perché trattasi di episodi molto nebulosi.

---Secondo il ricordo di un'altra persona, proprio intorno ai 7 anni il mio c
carattere era cambiato, prima ero più solare.
----)) Una breve frase di D. Meltzer può essermi d'aiuto:_... Un bambino esperisce se stesso come un giocattolo smontato..-, quindi non è solo possibile vergogna,senso d'impotenza, fragilità, fiducia tradita, ma anche sentirsi prima come un essere inanimato e poi gettato via. Molto simile ai momenti di blocco sia pure con con qualche adattamento.
Qualche flash del passato:
il bambino in piedi nudo nel bidet che mi dava le spalle mentre la madre lo lavava, Teneva la porta del bagno spalancata e la luce accesa. Ricordo che la madre indossava dei pantaloni e un maglioncino grigio scuro non ricordo se di lana o cotone. Non saprei dire se questo flash è collegato o meno con l'episodio xy. Certo è un flash un po' particolare, perché fare certi lavaggi in pubblico? Non saprei dire se la luce era accesa perché era sera inoltrata o se il bagno non aveva finestre. Comunque per parecchio tempo avevo una certa paura per i bagni non illuminati Lavandini killer?).
Prima se qualcuno mi toccava alla spalle, avevo una strana reazione, per fortuna sempre riuscita a controllare, ora mi pare non mi capita più.

Le auguro uno splendido anno nuovo.

"Lei dice che temo di turbare

"Lei dice che temo di turbare qualche equilibrio, parlando di certi argomenti "
Le parole dopo la virgola 'parlando di certi argomenti' ce le aggiunge Lei... Puo essere un buon esempio di distorsione e fraintendimento, da parte di 'pensieri fissi' che attirano e improntano qualsiasi altro pensiero.
Anche fissarsi su una 'missione impossibile' può essere un modo per bloccarsi in un punto e non fare altro, evitando così di fare esperienze diverse che potrebbero cambiare certi equilibri. Magari una parte della personalità è così bloccata, un'altra parte qualcosa ha fatto, in fondo mi sembra che non sia rimasta completamente ferma, dalle poche notizie di sè che ha lasciato trapelare.
Forse rischia di procedere camminando rivolta all'indietro, con l'attenzione fissa al passato, rischiando quindi di non vedere la strada davanti a sè ma solo quella dietro. Io credo che in realtà ci occupiamo sempre del presente, cioè di quello che abbiamo nella mente, solo che certe cose ci stanno davanti come dei prosciutti sugli occhi, come si dice, e se non le spostiamo o non ci spostiamo non vediamo niente altro o quasi. Se ci mettiamo a cercare di vederle e descriverle con precisione, e dedichiamo tutto il tempo a ciò, magari non ci accorgiamo che 'dietro', o 'a lato' passano e succedono un sacco di cose che ci interessano magari, ma che non vediamo perchè fissati su qualche missione impossibile che uno sente, che se la sia affidata lui stesso o senta che gliel'abbia affidata qualcun altro.
Riguardo ai 'ricordi' - questo forse in passato ha creato dei fraintesi - in realtà anche i cognitivisti sono d'accordo credo che sono ricostruzioni parziali in parte deformati da nostre costruzioni aggiunte, interpretazioni, ecc. Questo dicevo anche i primi tempi, che Lei pensava che io le dessi della 'bugiarda', se non sbaglio, con tutte le complicazioni connesse.
Per questo forse non ha molto senso sforzarsi di 'ricordare il passato', a mio avviso, bensìcercare di liberarsi di quello che 'il passato' ci può aver lasciato addosso, paraocchi, bende sugli occhi, palle ai piedi, ecc ecc. I ricordi, come i sogni e ogni altro contenuto mentale possono essere molto utili, ma direi se arrivano spontaneamente, se emergono liberamente, come tutti gli altri pensieri spinti da una specie di 'ispirazione' che i vari momenti ci suggeriscono.
Magari i 'paraocchi' sono anche tenuti su da quegli 'interessi' che dicevo, che mirano a non cambiare gli equilibri e i rapporti di forza esistenti nella personalità, che cerchiamo di mettere a fuoco per magari diminuire un po' la loro influenza sulla nostra vita. Per questo, come avrà visto, mi occupo poco di diagnosi di 'disturbi' o di 'personalità' ecc ecc. che oggi vanno per la maggiore, che magari rischiano di diventare altri 'paraocchi'...
Grazie per gli auguri, auguri anche a Lei.

quale sarà mai il confine tra polemica ed esprimersi al meglio..

Nel precedente post ho riportato male - errore- un virgolettato, Lei non sa in quali condizioni avevo scritto la mail, c'erano diverse persone che parlavano e interloquivano anche con me. Non è una scusa, ma un dato oggettivo, avrei dovuto attendere un attimo di maggiore tranquillità, fare più cose in contemporanea non mi riesce.

---Per me, missione impossibile sta a indicare qualcosa che avevo tentato di fare e che non faccio più, per mancanza di risultati utili, insistere non ha senso. Nessuno mi aveva costretto a tentare quella strada, volevo riprendermi. Tentativo non andato a buon fine, un pezzetto della mia vita, tentativo non andato a buon fine, pazienza. Ora posso dire, pazienza, in passato no, perché era importante, farlo. Allora per l'amnesia ero insultata. Evidentemente Lei è stato più fortunato di me ( o più intelligente, non si sarebbe mai cacciato in certe situazioni e tantomeno avrebbe continuato a vedere certe persone), nessuno l'ha insultata per cose di cui ricorda poco o niente. Comunque questi tentativi ci sono stati e fanno parte della mia vita.

Sarò limitata, ma non trovo "ricostruzioni deformate" almeno per certi episodi perché manca la materia prima: un minimo di ricordo.
Ho qualche flash dell'infanzia, la visione era di quell'età e il ricordo ne risente.
Nel riportare qui qualche breve flash, nessun momento di ispirazione, forse ne avevo già parlato in precedenti post. Anche loro fanno parte della mia vita e non vedo perché far finta che non ci sono.
Nessuno può riportare con esattezza lo svolgimento dei fatti inevitabilmente risentono dei ns gusti, della ns cultura e stato d'animo..., mi pare che un giornalista sosteneva che era impossibile fare un tg totalmente oggettivo, già dalla scaletta delle notizie, si dà un'impronta soggettiva, ciò non toglie che i fatti riportati siano accaduti. L'essenza o essenziale della notizia, tornando sul personale, quando ero caduta dalla giostra all'asilo, poco importa se a fermarla era stata l'insegnante o altra persona o chi mi avevo aiutato a mettermi in piedi. Qualsiasi cosa abbia potuto togliere o aggiungere al fatto è poco rilevante, l'essenza della notizia che conta: la caduta e il naso malconcio. Può ritenere anche questo fatto deformato, ma non è di certo Lei a ritrovarsi con un naso poco funzionante.
Non sono d'accordo con Lei, non ci occupiamo solo del presente ( va bene che siamo italiani, specialisti nel farlo. Il giorno dopo, meglio un minuto dopo la caduta del fascismo, nessuno era più fascista , nessuno aveva avuto rapporti con il Duce eppure sono state ritrovate molte lettere che persone comuni scrivevano al Duce o per chiedergli dei favori o per esprimere la loro ammirazione),quel che abbiamo fatto ieri incede sull'oggi e quello che facciamo oggi incide sul domani; i Suoi studi la Sua esperienza le permettono oggi di esercitare una certa professione e di rispondere in questo sito. Come pure se trascuriamo una malattia ci darà maggiori problemi nel tempo-La vita come continuum. Questo per il micro per il macro ancora di più, se l'esperienza del '29 non fosse stata accantonata così rapidamente...
Mi pare di aver già sentito la parola "paraocchi" in questi post...

POST SCRIPTUM
1) Tra i numerosi casi di cui si è occupato ci sono stati anche dei reduci di guerra o dei superstiti a delle catastrofi naturali?

2) Fette di prosciutto e paraocchi. Mi pare che, come dire tra questi, ci metta anche i flash, gli episodi avvenuti in passato. Nell'infanzia mi avevano fatto del male con l'aggravante di non riuscire a chiedere aiuto alle persone a me vicine perché raccontare i fatti era molto più difficile di quanto non sia nella norma, perché i ricordi erano scarsi. Ho dovuto fare da sola, altri più fortunati nella sfortuna hanno avuto il supporto dei famigliari e/o degli esperti. Ho cercato risposte, spiegazioni dove non ci possono essere. Il male ricevuto ( o fatto) nel tempo non diventa bene; nel tempo si impara ad accettarlo. Come se no bastasse ora pure i paraocchi...ci manca solo che propongo gli altri soggetti per la beatificazione. Comunque ora almeno riesco a parlarne di certi avvenimenti del passato,( pur sapendo di correre il rischio di essere presa per visionaria o calunniatrice a seconda dell'esperienza di chi legge) prima no. Sarà questo un passo avanti? o è del prosciutto/ paraocchi? forse anche questa risposta dipende dall'esperienza di chi legge.

3) Ho riportato una breve frase attribuita a Meltzer per cercare di esprimere alcuni stati d'animo che a volte si presentano. Penso di aver sbagliato nel riportarli, erano sensazioni molto personali, difficilmente descrivibili, come dire racconto certi fatti e stati d'animo non perché ne veniate a conoscenza ma perché non li saprete mai.
Scrittori autorevoli hanno cercato di esprimerli e secondo loro non ci sono riusciti, figurarsi io.

Capisco che è rimasta delusa

Capisco che è rimasta delusa dalla mia risposta, ma forse capisco male... o può darsi che il mio modo di esprimermi sia troppo duro, se è così me ne dispiace, o ancora che io non sia abbastanza preparato e capace. Non le posso garantire il contrario.

Però temo che Lei sia rimasta intrappolata in una specie di 'sindrome del povero bambino', in cui uno si vive appunto come povero-bambino-che-ha-tanto-sofferto e cerca di essere riconoscuto dagli altri come tale. A mio parere se uno non si libera di questo stato ( che sia questo uno degli 'interessi' che confliggono e che impediscono il cambiamento che si diceva?), non riesce a "fare un pianto e un lamento e poi andare avanti". Si può essere anche reduci di guerra e aver vissuto esperienze tremende: per continuare a vivere è necessario, credo, potersi distaccare da quelle esperienze che altrimenti diventano parte della propria identità e non si possono più lasciare andare. Forse è l'arma a doppio taglio del riconoscimento pubblico di esperienze di questo tipo: uno rischia di diventare un monumento e di non poter vivere più come persona; "fu coperto di onori e affondò senza lasciare traccia", dice un autore che è passato attraverso esperienze forse simili.

risposta solo apparentemente distante dalle sue osservazioni

E chissà se per potermi distaccare da quelle esperienze non sia stato necessario parlarne al di fuori di certi contesti? Finora ne avevo perlato, con notevole ritardo rispetto agli eventi, con pochissime persone in un contesto famigliare (e neanche tutti i miei famigliari) e con la terapeuta. Sempre in ambiti "protetti". Chissà se l'atteggiamento omertoso a volte persino negazionista, non erano proprio i paraocchi? Un po' come per gli alcoolisti anonimi per prendere distanza dalla bottiglia occorre prima riconoscere con se stessi di avere un problema, loro nelle riunioni di gruppo, mi pare che facciano così, uno si alza in piedi dice il suo nome e poi aggiunge ho un problema... Dirli ad alta voce non serve tanto per un riconoscimento pubblico quanto piuttosto per dirlo a loro stessi. Come gli alcoolisti, se mi passa la similitudine, anch'io non solo non ne parlavo con altre persone, evitavo di affrontare la questione con me stessa, per respingere qualche accenno di sensazione legata a quel periodo usavo tanti modi compresa la distrazione e tanti se e ma, tipo e se avessi immaginato tutto? in fondo non ricordo niente, quindi nulla è accaduto oppure se avessi avuto un atteggiamento...ma se Tizio ricorda... In qualche post di un thread passato, Lei senza volerlo, stava rinforzando la parte di me, che per brevità chiamerò "negazionista". Bellissimo, non era successo niente, solo immaginazione....,ma qualcosa non tornava, come sempre se qualcosa non torna si riversa sulla fobia.
Probabile che o far luce su certi eventi o ricordarli sia pure in modo parziale sarebbe stato d'aiuto nel prendere le distanze.
Quindi ho sempre evitato di affrontare la questione, la fuga era la via scelta. Dubito che questo sia l'atteggiamento di chi cerca un riconoscimento pubblico.
Forse l'aspetto più oscuro, difficile da affrontare per certi tipi di violenza è proprio l'omertà, il silenzio assordante e non solo da parte di chi compie l'atto ma anche chi subisce tace mentre per i reduci di guerra e i superstiti di catastrofi naturali forse non hanno questo ulteriore problema.
Dopo aver scritto uno degli ultimi post e letto la Sua risposta ho provato come una sensazione e mi è sembrato che il passamano virtuale fosse molto più solido che in passato, non solo avevo affrontato meglio alcune scale, con questo non voglio dire che la fobia sia scomparsa, ma per qualche istante ho visto la scale come mezzo per affrontare dislivelli e non come occasione per cadere. Forse sarà stata una coincidenza forse no.

il portatile ha deciso per me

Il portatile ha deciso per me quando inviare la mail. Termino il post.
Per la serie meglio tardi che mai: ora capisco cosa voleva dire la Natilla quando nel suo libro parlava della necessità di sconfiggere l'omertà e l'utilità di avere un "testimone che dava aiuto, non ricordo esattamente le sue parole, ma il senso era questo. Prima d'ora non avrei mai ammesso che facevo di tutto per evitare qualsiasi cosa avesse a che fare con certi avvenimenti e che avevo una certa propensione a negarli.
Parlarne qui al di fuori dei soliti contesti è stato un tentativo di superare la barriera fatta di no, se e ma.
Rimasta delusa dalla Sua risposta? forse, o forse visto la possibilità che, chiamiamola pure così, che finalmente era uscita allo scoperto, si ritirasse ancora una volta lasciando spazio al resto. Per qualche minuto leggendo la Sua risposta ho avuto l'impressione che lei colpevolizzasse la bambina, i paraocchi in fondo se li era messi lei, certamente non povero bambino... ma neanche colpevole, ero solo una bambina possibilmente senza aggettivi e come tale mi comportavo. Almeno per una volta si è sentita libera di esprimersi, il riconoscimento pubblico non è poi così rilevante.
Comunque grazie per avermi dato la possibilità di esprimere quello che fino a poco fa non avrei mai detto. Parlare come occasione per prendere le distanze e iniziare a voler bene alla bambina di allora, che aveva il torto di essere bambina .

Non si offenda, ma queste sue

Non si offenda, ma queste sue mi sembrano, come altre volte, dichiarazioni un po' teoriche, 'politicamente corrette', magari aggiornate al consenso della comunità scientifica, per così dire, espressioni come di un portavoce ufficiale del governo della personalità.
Non tutte le sue comunicazioni sono così: certe volte sono spontanee, descrizione di qualcosa che vede e cerca di cogliere per vedere meglio, e lì si crea una collaborazione fra noi; altre volte sono discussioni e contrapposizioni teoriche o come di 'linee guida' che è meglio seguire, e allora la collaborazione per così dire sembra intopparsi.
Forse questi due aspetti sono in conflitto fra loro, per esprimersi e occupare questo spazio, fra gli altri, e sono espressioni di quel conflitto di interessi che dicevo, fra spinte al cambiamento e spinte a mantenere lo status quo.
Ipotizzerei che c'è una parte della personalità che non vuole il cambiamento, una specie di 'establishment' che vuole mantenere il potere, e una parte invece che cerca di cambiare, di liberarsi e uscire da quello che abbiamo chiamato labirinto o prigione o , Lei, 'claustrum', riferendosi a Meltzer. Magari si potrebbe pensare alla fiaba di Raperonzolo, o Rapunzel, che già un'altra volta è stata nominata. forse. Sarà quella 'la bambina'che Lei dice che io colpevolizzavo.... Ogni tanto forse compare una parte simile... Per qualche motivo poi il posto è stato occupato dalle truppe dell'establishment, del governo,(della 'matrigna' in Rapunzel, mi sembra,) che sono intervenute forse quando c'è stato il 'rischio' di un eccessivo avvicinamento fra le sue parti spontanee e me, vissuto forse come una specie di pericolo esterno che deve essere tenuto a distanza.

molto bene

Egregio Dottor Benedetti,
prendo nota della Sua erudita risposta (claustrum, labirinto, parti della personalità, establishment.... Meltzer in estrema sintesi?),e va bene sono in un claustrum, non voglio il cambiamento o meglio una parte di me, compreso paraocchi e altro ancora.
Momenti di collaborazione? quelli che ha notato Lei, altri solo dichiarazioni politicamente corrette.
P:S.
Non ha letto il libro della Natilla, si vede perché non l'aveva scritto per la comunità scientifica, ma per le famiglie che si sono trovate ad affrontare difficili situazioni e per adulti che hanno avuto un'infanzia difficile. Non avendo le Sue capacità intellettuali ( detto senza ironia, ma come dato oggettivo) ho capito tardi il messaggio del libro nonostante fosse scritto in modo chiaro, proprio perché scritto per non addetti i lavori.
Nessuna offesa, ma non sono io ad aver fatto ricorso a teorie.
Non colpevolizzava la bambina? se Lei dice di no è così.
Ancora una volta non citi le favole, non le conosco e non capisco cosa voglia dire e dove vuole arrivare.
Ho sbagliato, ancora una volta, si vede che i miei tempi di comprensione sono molto lunghi,
a parlare in questa sede di un certo periodo della mia vita, a me sembra di fare dei passi avanti, per Lei no, anzi forse tenta persino di annullarli. Avevo deciso di non parlarne più perché tornare su i miei passi? Nessuna offesa, forse peggio e siccome non sono così masochista allora più opportuno cambiare tema e sicuramente andrà meglio, se Lei è d'accordo.

Anche questa volta mi pare

Anche questa volta mi pare che la crisi nasca apparentemente da 'distorsioni e fraintendimenti' che io ho nominato qualche post fa. Più probabilmente dall'aver forse messo a fuoco un po' di più, questa volta, aspetti di sè che si oppongono al cambiamento e cercano di mantenere lo status quo della situazione. Le 'truppe' che difendono l'establishment intervengono contro i 'sobillatori' (accusati di ogni nefandezza), speriamo però che non riescano a sopprimere le idee e i pensieri e gli aspetti di sè che cercano di trovare spazio.
"Ancora una volta non citi le favole, non le conosco e non capisco cosa voglia dire e dove vuole arrivare." Forse può colmare questa lacuna, non è impossibile trovarle anche in buone edizioni 'da adulti'. C'è un libro che a suo tempo fu molto apprezzato, sulle fiabe e il loro significato, ma il suo autore cadde in disgrazia ( alla fortuna e agli occhi degli uomini, direbbe il poeta) accusato di varie nefandezze... Era 'il mondo incantato' di Bruno Bettelheim.

mah!

Egregio Dottor Benedetti,
La ringrazio per il Suo Prezioso consiglio.

Personalmente nei precedenti post non trovato alcun equivoco o fraintendimento di nessun genere, neppure di copertura per altro.
Non mi è chiaro se il riferimento ai sobillatori nel Suo post è di carattere generale oppure se si è sentito accusato da m di qualche nefandezza, se è così non mi pare di averlo fatto.
Per quanto riguarda A. Natilla è una terapeuta che per anni si è occupata di violenze e abusi soprattutto su bambini. Il libro destinato a non addetti ai lavori è scritto in un linguaggio chiaro e fa trasparire l'umanità dell'autrice, che non giudica o qualifica le "vittime".
Non vedo cosa ci sia di tanto orribile, "politicamente corretto" o altro ancora nel momento in cui dico che ho capito tardi il messaggio del libro e che mi è stato d'aiuto, perché queste parole devono essere espressioni di un governo ufficiale della personalità che si oppone a non so quale cambiamento?
Negli ultimi due post, uno in particolare, mi pareva di aver fatto dei passi avanti, di aver avuto un attimo di chiarezza, di aver notato qualche mia capacità ( cosa che capita troppo spesso, meglio spegnerla sul nascere..), e poi la Sua risposta.... ora torno come prima - anzi forse di più- ( frase polisemica,anche Lei avrà un Suo modo di intenderla, ma l'intenzione è di darle un significato specifico)....ma lasciamo perdere.
Non capisco quali sono gli aspetti di me, idee, pensieri che cercano spazio qui; evidentemente non sono così chiari altrimenti sarebbe stato più esplicito, almeno spero.
Lei dice che c'è stato ( non se intende che c'è stato effettivamente o è stato solo un tentativo)nu avvicinamento tra le parti più spontanee di me e Lei, mah!, non so di cosa parla, personalmente ho vissuto gli ultimi 5-6 post in altro modo.
Nomina anche non ben definite truppe e di difesa di un non ben definito status quo.
A lume di naso sembrerebbe stia descrivendo una persona molto dissociata.

Mi prendo qualche giorno (una settimana o un po' di più) per cercare di riprendermi, se mi riesce ( in questo momento ho forti dubbi, sono così avvilita da non riuscire neppure ad immaginare una tale evenienza), un po' di autostima e far si che altre cose non vengano trascinate, forse già successo, ma che non sia una valanga. Non che è questo era nelle Sue intenzioni, ma è quello che è successo. Sono consapevole che questa mail potrà essere lette come una conferma dell'esistenza di truppe e altro ancora, ma forse ci può essere un'altra lettura
In attesa di una Sua risposta cordialmente la saluto.

Riprenderei l'immagine del

Riprenderei l'immagine del labirinto, magari fatto di vetri e specchi. Forse quanto Le è successo recentemente e altre volte fa venire in mente chi è nel labirinto e sta cercando l'uscita e ha avuto l'impressione di vederla finalmente e abbandonando la prudenza ci si è buttato di corsa, cozzando contro una barriera invisibile e restando quindi dolorante e confuso e deluso. Purtroppo ci sono questi momenti, bisogna cercare di superarli e riprendere la ricerca, sempre però con la necessaria prudenza.

con un pò di anticipo

Torno con un po' di anticipo (5 giorni anziché 7).
Non la commistione tra i due ristoranti è negativa o porta confusione, equivoci, questa volta non è stato così, almeno per me.
Non si offenda se mi sono rivolta alla terapeuta, qualche volta capita, anche se di solito i "ristoranti" rimangono distinti. Sono bastati pochi sms.
Gli ultimi post, in questa sede hanno segnato dei passi avanti ( non solo per il contenuto, anche per la modalità o forma), non solo la terapeuta mi ha fatto notare altri aspetti che mi erano sfuggiti tipo :"...sembra che anche tu sia tornata indietro...". Tornare indietro ha un significato molto particolare, diverso da quello comune o dal tentare uscite da labirinti sia pure metaforici. Non mi dilungo su questi argomenti, richiederebbe la sintesi di anni terapia.
L'importante è che ci sono stati dei passi avanti, alcuni visibili subito altri un po' più complessi da identificare; forse a Lei erano sfuggiti ( per Lei avrei sbattuto contro uno specchio scambiandolo per l'uscita),avrei voluto condividerli con Lei, forse ci saranno altre occasioni. C'è stato qualche attimo in cui tutto questo poteva andare perso, forse dopo la lettura di una Sua mail, ma non è successo, anche grazie agli sms.
Dunque recuperata un po' di autostima.
Alcuni sogni.
Sogno a Torino
Mi trovo con mia sorella e un amico a Torino -Valdocco-. Ci troviamo alla sede dei Salesiani. Il ns amico ci vuol mostrare come hanno organizzato una specie di centro commerciale per poter finanziare.le loro missioni. Ci sono molte scale, mia sorella mi chiede se voglia visitarlo malgrado le scale, dico di. Mi interessano molto i Santi "sociali" in particolare Don Bosco (perché lo chiamavano per cognome?). Entriamo e ci sono diversi settori quello per la scuola e altri ancora. Ci dividiamo e ognuno va nel settore che più gli interessa. Mi ritrovo a scendere una scala lunghissima, molto ripida e stretta, passa un sola persona per volta, il passamano sembra come uno schienale di poltrona in metallo. Inizio a scendere, senza paura, alla fine della scala, c'è la spiaggia ed il mare azzurro. Ci sono dei ragazzi che giocano a pallone. Decido di raggiungere gli altri passando per la spiaggia. Vedo mia sorella e le racconto della scala che avevo appena affrontato con successo.

Sogno in una cittadina vicino casa
Sto osservando come demoliscono le case (demolizione controllata), lavoro rapido e sicuro. Una volta demolite il comune le vuole ricostruire antisismiche ed ecosostenibili. Nel frattempo chi non ha più casa, come me si ritrova in un centro raccolta, una specie di max tendone. Sono a letto, accanto c'è un giovane forse stanco, depresso o con un po' di influenza. E' molto giovane, circa 20 anni. Le altre persone commentano la differenza di età. Dico alcune parole( non ricordo bene cosa, forse che per ora stiamo bene e poi si vedrà e che l'affetto è un bene prezioso). Mi giro su un fianco e guardo il mio compagno, allora gli bacio più volte la guancia con tenerezza e affetto. Non gli dispiaceva.

Sogno con un'amica
E' sera, sul tardi, forse c'è una festa all'aperto. Sono con una mia amica e un chirurgo, secondo quest'ultimo avrei preso qualche chilo. La mia amica, rivolgendosi al chirurgo, - sai ultimante ho incontrato KK (amico e collega del chirurgo) e gli ho chiesto quale biancheria intima indossasse, non mi ha voluto rispondere- e il chirurgo - ad un uomo non si chiede quale biancheria intima indossa.-

Sogni interessanti, ma forse

Sogni interessanti, ma forse un po' strumentalizzati, qui, ora...
Avere un 'navigatore satellitare' che indica la strada da lontano è certo utile, in auto-mobile, ma penso che sia importante anche imparare a usare le proprie facoltà di orientamento e ricerca della strada. Altrimenti se il navigatore cessa di funzionare si rimane a terra.
Dov'è che avrebbe perso la sua 'auto-stima'? e perchè?

navigatore satellitare

Non so se il "navigatore satellitare" a cui Lei fa riferimento è la terapeuta. Se è così (sottolineando il se), meglio ricorrere ad un po' di cronologia, se sbaglio allora come non detto.
La terapeuta è come una "compagna di viaggio" a volte segnala cose che mi sfuggono come è successo recentemente. In altre parole, i passi in avanti non sono stati fatti grazie al "navigatore satellitare-terapeuta", sono acquisizioni personali. La dottoressa mi ha fatto notare altri particolari che erano,come dire, "derivati" dei passi avanti. A volte anche Lei mi fa notare cose che mi sfuggono.
Per il navigatore satellitare delle auto-mobili, penso sia una utilità, ma mai usata. Quando, faccio un viaggio più lungo insieme a chi mi sta vicino, sono io che faccio da navigatore, nel senso che studio un percorso insieme ad altri alternativi da usare in caso di errori o impedimenti. La macchina non è mia, il proprietario decide quali accessori deve avere il mezzo. Magari ad averlo sia fisico che metaforico...

Le domande che pone alla fine della mail sono precise, puntuali, non credo che la risposta possa essere altrettanto. Forse sono più cose accadute nel tempo, motivi più svariati, magari piccole cose, non escluderei tra queste la fobia, il tremore delle mani, l'incapacità a reagire . Forse non si può escludere la mancanza o pochezza ( poche di numero e di qualità) che già di per sé povere se poi non sviluppate o nnon avendo l'opportunità di svilupparsi si atrofizzano ancora di più; le scarse attitudine sportive, che dovrebbero essere sviluppate, preferibilmente da bambini, forse anche "l'essere invisibile" a chi mi è (era) vicino. La mancanza di punti di riferimento solidi sia interni che esterni, quelli interni nonsi formano nel tempo anche grazie alla presenza di quelli estrni?Potrebbero essere i proverbiali cento niente che uccisero l'asino.
Potrei anche adeguarmi alla moda del momento ( in senso statistico) e dire che si tratta di uno squilibrio biochimico del cervello magari su base genetica.
Mi sta venendo un dubbio le domande alla fine della sua mail erano in generale o si riferiva ano a qualcosa di più particolare?
P.S.
Piacevole la sensazione provata in uno dei sogni descritti nell'altro post, quando raccontavo di aver affrontato senza paura una scala impegnativa.

Le mie domande si riferivano

Le mie domande si riferivano solo agli ultimi post ...

sue domande

Lei chiedeva dove avrei perso la mia autostima e perché riferendosi ai post relativamente più recenti.
La mia autostima è qualcosa di debole, evanescente, basta poco per abbassarla, canne al vento.
In particolare, in questa sede si era creato un clima particolare, come Lei stesso avevo detto (".. qualcosa che ora è diminuito, visto che ora può parlarne più apertamente.." post del22/12/2015. In effetti qualcosa era cambiato, per la prima volta parlavo in modo esplicito di episodi del passato, in un ambiente diverso dal solito ( terapeuta, qualche parente..). Insomma in ambienti protetti. Invece se mi passa la similitudine, ho fatto come una imbarcazione che lascia il porto sicuro (solito ambito) e va in mare aperto, come tutte le imbarcazioni in mare aperto sono esposte a più rischi ( in questo caso di essere vista come una persona fantasiosa, di pensare al passato e altro ancora). La cosa mi ha fatto star meglio.
Ma questa è una sensazione soggettiva, che aveva contribuito a un leggero rialzo dell'autostima, prima fuggivo sempre. Non solo, leggendo un Suo post non so come mai mi è tornato in mente un libro, letto qualche anno fa, quello della Natilla, e ho messo insieme alcune cose del libro e dette da Lei, e mi è scappato di dire di aver capito alcuni dei messaggi del libro. A prescindere dal contenuto, una delle rare volte in cui mi è capitato di aver capito o in altre parole di riconoscermi una capacità. Sarà cosa di poco conto per gli altri, per me importante, anche perché segnava se non proprio un cambiamento del trend almeno un inizio. Per quanto invece riguarda il contenuto del libro in alcuni casi clinici descritti ho trovato delle affinità, nn uguaglianza, ogni caso ha proprie caratteristiche.
Più che il contenuto era importante il trend diverso.
Dopo aver letto alcune Sue risposte, sembrava che fosse tutto perso ( accennava a labirinti, sindromi, -bambino che ha tanto sofferto......ecc...)invece forse non è proprio così, tra l'altro c'è anche la possibilità che vediamo, percepiamo in modo diverso alcuni delle mail più o meno recenti; per me senza dubbio positivi, non solo per questi motivi, ma per un altro aggiuntivo, dopo aver letto alcune Sue mail avevo pensato che forse avevo sopravalutato alcune cose, che forse non c'erano mai state, anzi che sbattuto contro una parete di specchi,.. interrotto non so cosa, ma questa il trend diverso ha avuto la meglio. Quindi può essere che abbiamo idee diverse su quanto successo ultimamente, ma non per questo divento un minus habens. ... Per la prima volta ho detto in modo esplicito i miei pensieri e non solo (cosa che Lei aveva notato in alcuni post dello scorso dicembre).

Già, aveva osato lasciare il

Già, aveva osato lasciare il porto sicuro e avventurarsi nel mare aperto... (mi sembra che il tema si ponesse, con immagini diverse, fin dai primissimi post: osare avventurarsi a esplorare oltre certi limiti...)
E poi 'sembrava che tutto fosse perso' 'dopo alcune mie risposte (labirinti, ecc), sbagliate o fraintese che fossero. Sembra quasi una crisi di panico, come se sulla barca uscita dal porto la prima ventata non protetta scatenasse il panico e convincesse a rientrare subito sui propri passi. Il panico viene forse quando si passano dei limiti, si 'osa' uscire dal 'porto sicuro', si fa qualcosa appunto di 'proibito' . Il panico in fondo è solo paura, sentita all'estremo, forse la percezione più o meno devastante dipende anche dall'abitudine, dall'allenamento a sopportarla come una 'fatica'...Altrimenti per evitarla uno rinuncia a osare di superare le proprie colonne d'ercole, e torna in un porto che forse sarà sicuro, ma assomiglia a una prigione.
Certe volte vengono usati dei rimorchiatori... forse a usarne due c'è il rischio che vadano in direzioni diverse e la barca venga strattonata di quà e di là, e ai passeggeri viene anche il mal di mare. Tanto più se il pilota della barca vuole andare in una direzione ancora diversa

almeno per questa volta

Almeno per questa volta non sono rientrata subito nel " porto sicuro" o tornata sui i miei passi, ma soprattutto non c'è stato "effetto domino". C'è stato qualche istante in cui l'effetto domino sembrava essere dietro l'angolo, quasi una crisi di panico.
L'immagine della nave che lascia il porto sicuro riguarda una parte dei recenti post, c'è stato anche un inizio di cambiamento di trend .
Usando la Sua metafora dei rimorchiatori, mi pare che si possa escludere la possibilità che ne abbia due, la terapeuta su una cosa ha insistito e ripetuto varie volte, non vuole che faccia niente di cui non sono convinta o scelto liberamente, lei dice che si deve formare una specie di scala interna e forse si incominciano a vedere degli scalini un po' più solidi.
Pare che anche le scale fisiche un po' meglio ma meglio essere prudenti su questo, considerando che la fobia è variabile, sembra che stia rallentando e poi all'improvviso più forte di prima.
Mah! prima della terapia la fobia era molto meno variabile..
Oggi sono sola in casa e c'è uno strano silenzio, gli altri sono andati ad un funerale. Forse quello è l'ultimo gradino di scala più o meno lunga a seconda del destino di una persona.
A volte mi capita di essere avvilita e mi pare che non si possa fare niente, che tutto è inutile, soprattutto se manca o è carente la materia prima. Chissà forse perché oggi un'altra persona è accompagnata al cimitero o risento delle parole di mia madre, per lei se tutto va bene saremo rovinati, però lei nonostante questo pensiero di base cupo, ha straordinaria capacità di reagire. cosa in cui differiamo.
Io speriamo che me la cavo, almeno questa volta......

In questo post sembra uscita

In questo post sembra uscita dallo stato d'animo dei precedenti, che forse era motivato dalla paura dell'effetto domino: mi sembra un'efficace immagine della sua ansia, se cade un tassello Lei si aspetta che trascini giù tutti gli altri che aveva faticosamente rialzato. Bisognerebbe provare a disporli diversamente, per così dire, in modo che se uno cade, cioè se c'è una frustrazione di un desiderio o speranza o aspettativa ecc,, questa non scateni subito una valanga...
Sembra di intravedere alcuni di questi tasselli (rimessi in piedi)...una persona accompagnata al funerale... le parole di Sua madre...
Lei ha preferito restare a casa...

può essere

Ci può essere anche la frustrazione di un qualche desiderio, l'effetto domino riguarda soprattutto il considerarmi una "minus habens" o donna senza qualità, basta poco che quel poco che riesco a intravedere sparisca e senza di loro rinuncio persino a tentare. Forse in un telefilm avevo sentito questa frase: " l'unica volta che ho fallito è stato quando non ho tentato" ed io tante volte non ho tentato, rinunciando a priori. Come se mi dicessi non so fare questo o quest'altro, manca la materia prima, (incapacità cronica) e tra l'altro neppure le scale riesci ad affrontare pur non avendo handicap. Tutto questo impediva qualsiasi tentativo. Bastava poco per rinforzare l'idea di minus habens o assecondare il trend. Va bene che il periodo è quello che è, la crisi non solo economica si fa sentire sulle persone e non sono l'eccezione. Forse con questi presupposti è difficile anche avere desideri, speranze, aspettative. Ma forse qualcosa sta cambiando, sto facendo alcuni tentativi, spero bene, almeno questa volta ho tentato e finora ho trovato persone molto disponibili. Ho fatto dei passi per ottenere un risultato utile ( sistemare la parte burocratica per terminare gli studi, da tempo trascurati).
Comunque a prescindere dal risultato, che spero sia buono, almeno ho tentato.

Bene, forse qualcosa sta

Bene, forse qualcosa sta ripartendo...

a breve si saprò

A breve saprò l'esito dell'iter burocratico. Forse anche la scelta o meglio la "non" scelta degli studi è stata influenzata non poco da quello che pochi post fa era chiamato come blocco del pensiero o lasciarsi trascinare come se non potessi esprimere una mia libera scelta.

--Riguardo la fobia sembra un trend positivo eccetto una piccola ricaduta, ma avevo le braccia ingombrate, c'era poca luce e avevo una certa fretta. Ma alla fine scale scese sia pure con un po' di titubanza anche per timore di perdere le cose che dovevo scendere.

---- NUOVO SOGNO
Di nuovo con la mia amica sempre alla fermata dell'autobus. Contrariamente al suo solito portava pantaloni chiari. Intravedo un autobus, corsa aggiunta, molto particolare d'epoca. Mi avvicino per poter salire e penso tra me che con questo autobus posso arrivare prima a casa perché è una corsa eccezionale. L'autista però mi chiude la porta in faccia, cerco di farmi aprire, ma niente. Ma in fondo cambia poco era solo un tentativo per arrivare un po' prima, posso attendere la corsa ordinaria. La mia amica però non aveva fatto il tentativo di salire sull'autobus, forse perché lei prende un'altra linea-

PS
Ho partecipato a due incontri. Uno c'era un neurologo e si parlava del decadimento delle facoltà mentali ( vari tipi demenza) e tra l'altro ha detto che la depressione si cura con la dopamina, come per il Parkinson. Ma questi farmaci non si usavano per rendere più fluido il movimento?
L'altro era di psicologia ambientale, c'era una psicoterapeuta e un architetto, molto interessante. La dottoressa ha anche accennato al ruolo dei colori sul benessere della persona. Diceva che le persone depresse di solito vestono di scuro e non dovrebbero. Ha anche accennato che la depressione maggiore rientrava nelle psicosi. So che le piacciono le classificazioni, ma questa è una delle prime ( forse i vari dsm ne hanno fatte tante) fin dai tempi di Freud, mi pare, ci fosse la distinzione tra disturbi nevrotici e psicotici, ma la dep. maggiore possibile che rientri tra i secondi? allora il bipolare? mi pare di ricordare anche un'altra distinzione tra disturbi psicotici, nevrotici e dell'umore, ma forse faccio confusione.
Ogni tanto mi capita di partecipare a questi incontri, gli argomenti sono molto diversi tra loro e danno una occasione per imparare qualcosa.

Passi avanti... e passi

Passi avanti... e passi indietro... Forse per paura di osare allontanarsi troppo?
Forse anche dalla sua amica, che come dice, prende un'altra linea...

Chissà come mai Lei, nel seguire la Sua linea, invece, sembra continuamente esitare e fermarsi e fare passi indietro, ecc ecc

Mi compiaccio con Lei che comunque si muova un po' meglio sulle sue scale.

amicizia

La mia amica avrà sempre uno spazio nel mio cuore, può sembrare una frase fatte, ma è così. Lei mi aveva dato molto, forse non altrettanto avevo io, ma mi voleva bene lo stesso nonostante tutto. Scrivendo questo mi torna in mente una frase di uno psichiatra, mi ero rivolta a lui per il solito problema, mi disse più o meno così, nessuno avrebbe potuto dirmi cosa fare della mia vita....Invece nel caso della mia amica c'erano state eccome delle ingerenze--- Stesso tentativo con un'altra mia amica, ma sostenuta anche dai genitori, ha cambiato strada (dopo aver cambiato diversi specialisti ha trovato qualcuno che aveva capito il problema) e ora va molto meglio. Comunque questo è il passato, la mia amica si trova, come direbbe un mio conoscente nel mondo della verità mentre noi ci troviamo in quello della bugia.

Anche la terapeuta dice che ho la tendenza ad andare avanti e indietro (si riferisce a scale virtuali) non solo che ho la tendenza a scendere più scale in contemporanea e questo implica il timore a scendere, le scale hanno gradini diversi e può dare l'impressione di stare fermi mentre non è così.
Non so perché ho la sensazione che lei e la terapeuta usate queste parole con significati diversi, mentre quello della terapeuta mi è chiaro, quello che gli attribuisce lei non tanto.

Secondo una risposta trovata su un sito molto noto, la dopamina po' essere usata per curare la depressione, ma solo se altri farmaci non vanno bene. Il neurologo che aveva tenuto la lezione mi aveva incuriosita.
--Nell'altro post avevo "eliminato" un non. Non capisco da dove viene questa tendenza a mangiarmi lettere, parole se non addirittura periodi interi. Avuto due spiegazioni
- da bambina avevo saltato la fase del gattonamento e quindi non ho imparato a coordinare i movimenti; l'altra invece sostiene che avrei una specie di ansia da prestazione.
Mi avevano detto che al computer o scrivendo stampatello non ci dovrebbero essere di questi problemi, a parte i refusi e invece.... Almeno riesco a pronunciare bene le consonanti, prima anche in questo c'erano delle difficoltà e non ero propriamente una bambina.

L'ultimo post mi fa venire in

L'ultimo post mi fa venire in mente una vecchia storia in cui qualcuno è in una casa che sta bruciando o minaccia di crollare, e viene invitato a uscire, per salvarsi; ma quello senza scomporsi chiede com'è il tempo fuori e se c'è un'altra casa dove andare e non si decide a muoversi.
Così anche Lei ( o una parte di Lei...) mi sembra affezionata alla sua vecchia 'casa' con tutte le cose che contiene e da cui non si vuole staccare, e continua a guardare e riguardare vecchie e nuove fotografie e documenti ecc che ingombrano tutto lo spazio tanto che è difficile muoversi. Ma non vuole uscirne per andare a conoscere il mondo di fuori e riprendere la sua crescita ( o almeno la crescita di quelle parti che non vogliono crescere e frenano tutta la personalità...)

alla Dario Argento..

Personalmente trovo il suo ultimo post, o parte di esso, un pochino "ansiogeno". Cosa vuol dire con il suo paragone o similitudine della casa che brucia o che minaccia di crollare, forse che sono tanto " malata" o malmessa ? e forse ancora più grave che non ne sono consapevole?
Comunque se c'era una casa che bruciava, era quella della mia amica e l'incendio non l'aveva appiccato lei. Non sempre è facile trovare dei professionisti competenti e non solo tra i medici. Questo avevo tentato di dire. Il tempo non ha trasformato il suicidio della mia amica in infarto.
Non dovrei essere io a dire che la memoria è una funzione importante del cervello, quando non c'è ci possono essere cause molto gravi. Non molto tempo fa ho provato di persona cosa vuol dire amnesia. La memoria non è importante solo per la salute del singolo individuo, ha importanza anche a livello macro o in generale; perché si studia la storia? che senso ha il giorno della memoria? Mia impressione fondata sulla lettura della sua ultima mail, quindi debole e facilmente modificabile, sembrerebbe che se lei sta vicino ad un suo amico tutto ok, ma se si allontana e vi perdete di vista per qualsiasi motivi...., come dire, lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Anche questa volta ha cercato di annullare un passo avanti ovvero ero soddisfatta di non fare più alcune cose che facevo prima (difetto di pronuncia), anche se altre persistono.
Personalmente trovo la cosa buona, anche se a lei sembra quasi darle fastidio che rovi qualcosa di positivo, almeno così mi sembra.

--Altro motivo per cui la sua mail o parte di essa mi è parsa "ansiogena"-- pare che nei post ho scritto solo sciocchezze ( nel senso più negativo del termine ) o "bambinate" (sempre in accezione negativa). Speravo/credevo di scrivere cose che una persona comune, senza particolari qualità, può scrivere. Niente di eccezionale ma neppure infantile o sciocco.
Comunque ora sto aspettando gli esiti dell'iter burocratico e al max 10 giorni saprò se posso terminare o meno.
Finire gli studi, chissà..., forse per lei dovrei tornare all'asilo...., ma anche li burocrazia.... (solo delle battute).

Non risentita o offesa per la sua risposta, sono un po' preoccupata per l'iter burocratico e un po' di preoccupazione anche la sua mail.
Ma speriamo bene.

sembra che..

Buona parte della preoccupazione sembra stia svanendo. L'iter burocratico sembra concludersi per il meglio. La preoccupazione era notevole perché rischiavo di perdere buona parte del lavoro fatto. Oggi si intravede una sfera di sole.
Grazie ancora per la sua infinita pazienza.

Vediamo gli sviluppi...

Vediamo gli sviluppi...

x il meglio

Sembra che l'iter burocratico stia andando bene, il dubitativo è una forma di scaramanzia.

DELUCIDAZIONI
Anche i sogni hanno una scadenza? ovvero hanno senso solo quelli molto recenti o anche quelli di un mese fa possono essere d'aiuto? il 12/01/2016 avevo raccontato dei sogni, che lei aveva definito interessanti, ma non aveva commentato o interpretato, preferendo dedicare l'attenzione su altro, gentile dottore, quei sogni sono ancora interessanti o hanno perso il loro vigore? Il fatto che li avesse definiti interessanti o qualcosa di simile, un po' mi ha incuriosito. E poi chissà se possono essere d'aiuto a capire un po' meglio.

--- I motivi d'ansia accennati qualche post fa permangono: domanda che mi è venuta in mente leggendo un suo recente post - davvero scrivo cose tanto infantili?-

Non mi pare di violare la sua privacy se le chiedo se fuma la pipa, neppure Freud nascondeva il fatto che fumava i sigari. Era così riservato che, mi pare, molti dei suoi documenti sono stati secretati.

--Sto leggendo "qualcuno volò sul nido del cuculo" libro ancora più bello del film. Il nido del cuculo cioè il manicomio e la "cricca" che ci vuole tutti conformi ad un certo ordine

Dice che gli sviluppi vanno

Dice che gli sviluppi vanno "x il meglio", con qualche formula scaramantica di accompagnamento comprensibile.

Continuiamo a vedere...

iter concluso

L'iter burocratico si è concluso ....ora non resta che riprendere i tomi.

Non so se i sogni sono come i quotidiani o il formaggio fresco oppure se su qualcuno di loro si può parlare a lungo perché hanno molto da dire,

SOGNO Recente

Mi trovo insieme ad altre persone a visitare un posto, sembra un museo religioso o almeno c'è molta arte sacra. Le statue o suppellettili non sono in bacheche, masi possono prendere in mano. Discorrendo con le altre persone dico di essere contenta di essere tornata a rivedere quel posto d'arte, che nel frattempo si è arricchito. Anche il borgo che ospita tanti tesori artistici è molo bello. Un improvviso temporale minaccia di allagare tutto. Propongo di spostarci nella parte più alta del paese in modo da evitare l'allagamento. Le altre persone concordano. Mi sono svegliata per via del rumore del temporale.

P.S.
---scrivo cose tanto infantili?
-----spero di non aver violato la sua privacy con qualche domanda, sebbene a me non sembrava così "personale" , ma dipende dai punti di vista

Anche in sogno sembra essere

Anche in sogno sembra essere tornata in un posto dove era già stata e non era più tornata, sembrerebbe. Ne apprezza la bellezza. Ci sono inconvenienti anche lì, come dappertutto, ma sembra potervi far fronte.

Anche qui sembra trovarsi di fronte a qualche cosa di 'strano' per Lei, per cui vorrebbe risposte alle sue domande... Un po' alla volta imparerà che le risposte uno deve trovarsele da sè, che non ci sono 'esperti' con le risposte già fatte. O almeno così pare a me.

bicicletta

Vero,sono tornata in un posto, non ci andavo da tempo. Ho trovato molta disponibilità e come si dice - ho volto la bicicletta...

--Forse ad alcune domande non è possibile rispondere, si possono fare dei tentativi, delle ipotesi. Come dice mio padre - se il giovane sapesse e il vecchio potesse si potrebbe rivoluzionare il mondo..-

Forse riuscirò ad imparare a trovare risposte da, come dice Lei. Se ho capito bene, queste eventuali risposte riguardano la mia persona, la mia esperienza di vita, il mio modo di essere.
Per altri tipi di risposta, credo che occorra l'esperto. Se non sbaglio Freud ritornava su uno stesso sogno di un suo caso clinico, mi pare che l'oggetto del sogno fosse un vaso di fiori. Uno psicoanalista ( l'esperto) avrebbe molto da dire in proposito, a prescindere dal suo indirizzo.

mi permetta una battuta difficilmente scoprirò da me se fuma la pipa o meno, forse con un aiuto di Holmes....comunque comprensibile il Suo silenzio
Non so se scrivo cose "infantili" (potrebbe essere anche una scarsa propensione al comunicare)o se ho parti infantili prevalenti e che vogliono rimanere tali.. Non so se la parte adulta di una persona sia necessariamente la migliore.

Sopportare di non sapere è la

Sopportare di non sapere è la precondizione per poter imparare. Non è così facile come può sembrare.

ok

Vista la mia profonda ignoranza (forse lo Stato ha buttato via un bel po' di risorse permettendomi di studiare) non posso che sopportare di non sapere... dunque sembrerebbe che la precondizione ci sia. Per quanto riguarda l'autoconoscenza, proprio in alto mare, a parte qualcosa di cronologia, di fatti accaduti acclarati, tipo percorso scolastico, altro non so, forse una certa dose di senso della giustizia (riporto questa cosa perché notata anche dalla terapeuta). Comunque giustizia può essere intesa in vari modi.

NUOVI SOGNI
**** Sono in automobile, al volante c'è il mio compagno, guida con prudenza, svolta a destra, sempre andando piano. Un bambino sbuca all'improvviso, non è possibile evitarlo, cade a terra, supino, non c'è sangue, sembrerebbe morto. Particolarità indossa una magli molto simile alla mia.

**** Sono con mia sorella che seduta dietro ad un tavolo sta presentando il suo ultimo libro, che è poggiato sul tavolo ( libro con doppia copertina nera lucida e qualcosa scritto bianco).
Il libro è un mix di autobiografia, pensieri personali e storie di fantasia. Non ricordo se ero seduta su un letto o su un divano, assisto alla presentazione. Penso tra me che il titolo l'avevo suggerito io. Dopo un po' arriva un prof. con il libro in mano e chiede a mia sorella di fare una dedica alla moglie, le è piaciuto tanto il libro. Mi dico che se il libro è piaciuto anche al prof. e a sua moglie ha buone possibilità di avere successo.

Hmm, forse nel sogno lei

Hmm, forse nel sogno lei cerca di cavarsela facendo guidare il suo compagno, ma è Lei che 'guidando in maniera imprudente' ( come fa a volte, ad esempio nella prima parte del post ) rischia di fare danni, anche al bambino o bambina di cui parlava nei post precedenti, chiedendosi se veramente scriveva cose infantili...
Sua sorella, eh... E se invece fosse Lei che dice che non ha bisogno di 'sopportare di non sapere', visto il successo che ha il suo libro, anche con professore e moglie. Il titolo poi era proprio suo...

prossima settimana

Prossima settimana alquanto incerta quindi anticipo un post.
Trovo alquanto oscuro il suo ultimo post. Inizio con qualche piccola osservazione:

__] Perché ha cambiato la "sceneggiatura" del sogno, non guidavo io, ma il mio compagno e anche se fossi stata io la guida era estremamente prudente. Il bambino era sbucato all'improvviso, non era possibile vederlo. Gli incidenti non avvengono solo a causa della imprudenza dell'autista, ci può essere anche il fortuito. l'imprevisto.

--Mi sfugge la "guida imprudente della prima parte del post, chi danneggerei e cosa Lei intenda dire.
Mi pare di aver accennato che mi conosco poco e forse se ho aggiunto qualcosa a questa conoscenza è grazie alla terapia (ultima parte è di questo post nn dell'altro). Inoltre accenno alle spese dello Stato per la mia istruzione.
Prendo come esempio gli studi universitari (stesso discorso per quelli precedenti, eccetto se ci rivolgiamo a scuole/università private). La spesa complessiva di tali studi è solo in parte pagata dalle tasse dello studente (non per nulla si chiamano tasse e nn imposte)il resto è a carico dello Stato. Se uno studente impara, porta avanti gli studi con un certo risultato diventa alquanto competente e si avvia un ciclo virtuoso (i moltiplicatori economici e non)se lo studente non impara, si avviano ugualmente dei moltiplicatori, ma di segno negativo, ( vedi Keynes, Cosciani). Il debito pubblico italiano forse è tanto alto perché ci manca il rispetto per le risorse pubbliche.

---nn capisco il nesso tra scrivere un romanzo di narrativa che diventa un best seller ( nel sogno) e il sapere o il sopportare di non sapere. Non necessariamente un romanzo è colto, può incontrare semplicemente i gusti del pubblico. Può consistere anche in pensieri in libertà dell'autore non necessariamente di alto profilo.
In estrema sintesi ho capito poco, meglio niente del suo ultimo post. Forse è la parte infantile che prevale e legge i post....

Forse lo spunto finale è di

Forse lo spunto finale è di buon auspicio. Altrimenti non le resta che pensare che io straparlo e non capisco niente e spiegarmi (pazientemente, questa volta, altre volte meno) come stanno le cose...

ancora io

Ancora io.... La settimana scorsa una persona molto vicina non è stata bene, ringraziando Dio sta meglio. Dopo aver fatto degli accertamenti, visite mediche è risultata una forma molto pronunciata di artrosi cervicale, non sapevo che questo disturbo potesse portare tante conseguenze. tra breve tornerà al controllo, spero bene.

----)INTERPRETAZIONE DEI SOGNI.

I miei punti di riferimento siete in ordine cronologico, la terapeuta e lei gentile dottore, nessuna lettura su tecniche (se ci sono) da usare.
Non so se l'interpretazione può spingersi fino a cambiare la "trama" del sogno, come è successo nel sogno dell'automobile, per lei la guidavo io in modo imprudente, nel sogno c'era un'altra persona alla guida che procedeva prudentemente. Ho controllato l'esistenza di eventuali refusi nella mail dei sogni, non c'erano. Quindi sembrerebbe che per lei l'interpretazione può arrivare a cambiare la "trama", forse la domanda le può sembrare ingenua, da incompetente ( cosa che effettivamente sono), facendo così il sogno rimane del sognatore? Seguendo la sua interpretazione sarei proprio una bella tipa: do le mie responsabilità ad altri, non so distinguere tra una guida prudente e una imprudente. Questo in prima lettura. Inoltre bisogna sempre considerare la "situazione", in certe situazioni ancora mi trovo e non saprei dire in anticipo il mio eventuale comportamento, ma neppure altri. Entriamo nell'ambito delle supposizioni.
-Questo sogno non l'ho ancora raccontato alla terapeuta mentre quello della presentazione del libro si. Senza entrare in dettaglio la vs lettura è stata alquanto diverse, come è capitato altre volte. In questi casi ( se il sogno lo racconto ad entrambi e date interpretazioni diverse), la terapeuta chiede quale interpretazione senti più vicino? In pratica dice - qualsiasi interpretazione sia di Tizio,Caio omia conta poco se non rappresenta un'immagine in cui tu ti ritrovi.- Se la divergenza riguarda altro allora dice che questa "diversità" può essere fonte di arricchimento ( avere più prospettive a disposizione). Forse è questione di punti di vista diversi, di modelli di riferimento diversi, di diverso livello di conoscenza della persona o altro ancora.
Tutto questo per dire che sinora non mi è mai capitato di avere una interpretazione di un sogno che si distaccasse così dalla "trama" originale tanto da non sembrare più un mio sogno.

Le chiedo una cortesia può tornare, se è possibile, sulla sua penultima mail e renderla un pochino più esplicita, grazie.

stessi sogni

STESSI SOGNI
Del sogno dell'automobile considerati gli autisti e la modalità di guida e il bambino? più o meno doveva avere 6/7 anni, indossava un maglioncino uguale sia per forma che colore al mio. Ma cosa ci faceva in mezzo alla strada? nessuno si curava di lui? solo ipotesi: voleva morire? farsi notare? fuggiva da qualcosa o qualcuno? forse verranno altri sogni per chiarire o qualche associazione..

Mi pare che qualche post fa lei aveva nominato le "parti infantili", siccome ci conosciamo attraverso la "scrittura" mi è venuta l'idea che lei si riferisse al mio modo di scrivere e/o argomentare. un luogo comune vuole che se si adopera la parola "infantile" con un adulto, non è mai una cosa buona... Mi distacco un pochino dal luogo comune: scrivere in modo infantile, persino cose infantile o non rispettare l'ortografia, conta poco, la cosa principale è comunicare in modo chiaro. Questo in generale poi occorre vedere caso per caso.

Fa l'ipotesi che sia io a non aver bisogno di "sopportare di non sapere".
Posso vagliare tre eventualità:
---1) sono così "sapiente" che non ho bisogno di sopportare...
---2)ipotesi nettamente opposta...
--3)ormai ho rinunciato e mi pare tutto inutile.

Al suo post precedente avevo

Al suo post precedente avevo risposto dal cellulare, ma la risposta evidentemente s'è persa fra le onde gravitazionali...non me n'ero accorto.

Ho l'impressione che siamo entrati in una zona di incomunicabilità, ma forse - come per il mio post perso - stiamo scrivendo ma i significati non vengono trasmessi e si perdono. non so se internet può separare le parole dai loro significati, come se non ci fosse abbastanza campo, per così dire... a volte va perduto tutto il testo, a volte il suo significato
L'effetto è come che parliamo senza accorgersi lingue diverse - quasi come una nuova torre di Babele - e ognuno non capisce più l'altro.

Non credo che debba darsi ( o sentirsi dare) 'colpe' per questo, ( come a volte fa, apparentemente...); forse appunto possiamo solo aspettare che passi questa ondata e di uscire da questa zona.

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