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disturbo specifico del linguaggio espressivo

Una mamma mi informa sull'evoluzione della figlia, ora di quasi 4 anni, dopo alcuni scambi per email. Premetto che la bimba è stata a suo tempo valutata in un centro clinico e sono state escluse anomalie di ordine medico o psicologico, ma è stata formulata la diagnosi di "disturbo specifico del linguaggio espressivo".

"Gentile Dottore, le scrivo a distanza di 9 mesi per aggiornarla sulla situazione di A. In passato le ho scritto diverse email a cui Lei gentilmente ha sempre risposto. Pur valutando la situazione a distanza devo dire che è riuscito ad inquadrare il caso di nostra figlia meglio dei medici che abbiamo consultato qui in loco i quali si sono dimostrati sempre abbastanza "allarmisti". Al contrario il suo atteggiamento "attendista", se così lo posso definire, ci ha sempre confortato e fatto ben sperare. Le ricordo brevemente il caso della bimba. All'età di 2 anni a A è stato diagnosticato un disturbo specifico del linguaggio espressivo (dopo una paio di osservazioni di circa mezz’ora da parte di una logopedista); un'altra logopedista che l'aveva valutata addirittura aveva concluso la bimba presentava una lieve disfasia da trattare subito... Ebbene la bambina che a
circa 36 mesi pronunciava effettivamente solo poche parole adesso, a quasi 4 anni (li compirà il prossimo 25 febbraio) formula frasi spontanee (le riporto alcuni esempi estrapolati da conversazioni per dare una indicazione del livello raggiunto:

"ho sete, mamma",
"il rosso non amo (per abbiamo) disegnato",
"questo è il mio preferito, io ADORO il gelato",
"perchè niente coniglio?",
"quando io ero piccola mandavo giù, papà diceva non mangiare la gomma...",
"non sono cattiva, sono brava" etc...).

Forse non ha raggiunto lo stesso livello degli altri amichetti (obiettivamente ha ancora un modo un pò infantile di esprimersi) ma è in grado di formulare domande, usare articoli, verbi, singolare e plurale. Conta fino a 10 e riconosce le quantità da 1 a 10.
Sia adulti che bambini la capiscono quando parla pertanto la bambina è serena sia in casa che in asilo.
A livello comportamentale quasi d'incanto si è calmata (chi non la vedeva da tempo si è stupito). Da sola ha cominciato a fare puzzle (30 pezzi), chiede di colorare e lo fa anche abbastanza bene mantenendosi nei margini. Adesso gioca anche da sola, si inventa delle storie con le bambole, le piace giocare a memo, al gioco dell'oca etc.
Ho notato che in questi ultimi giorni cerca di cantare sia da sola che quando sente le canzoni. Certo non le riesce proprio bene, è come se le canzoni fossero troppo "veloci" per lei ma la bimba ci prova.
Per stare tranquilla (dopo i colloqui di cui sopra mi sono un pò agitata) sto facendo seguire da maggio dello scorso anno 1 volta a settimana Lavinia da una logopedista privata.
Inizialmente lavoravano sulle parole singole e sui suoni ma adesso anche la logopedista dice che la bambina si comprende abbastanza bene e vuole prepararla alla lettoscrittura per evitare problemi futuri di apprendimento che potrebbero insorgere in questi casi. Infatti vedo che col gioco le sta insegnando le vocali, costruiscono delle storie con sequenze di immagini.
La bambina a volte si annoia un pò e tenta di "evadere" ma alla fine si impegna per un'ora di seguito.
Ebbene volevo chiederLe: è possibile che un bambino con un ritardo del linguaggio espressivo o una lieve disfasia possa evolversi in questo modo? Lei aveva ipotizzato solo un ritardo in evoluzione positiva e a me pare proprio che Lei abbia avuto ragione.
Prima di salutarLa, comprendendo che si tratta di una valutazione a distanza, volevo chiederLe dei consigli per seguire la bambina nel modo opportuno, se si può fare qualcosa per accelerare il suo recupero, se il suo ritardo nell'espressione è ancora significativo.
La ringrazio ancora una volta per l’attenzione che vorrà dedicarmi."

Gentile signora, Le notizie

Gentile signora,
Le notizie positive che mi dà mi fanno molto piacere. I progressi mi sembrano evidenti, sia sul piano di linguaggio che comportamentale e globale, per cui mi sembra che l'intervento fatto non abbia creato problemi. La prima regola in medicina deve essere sempre 'Primo non nuocere': E' sempre difficile dire quanto i progressi dipendano dall'intervento o invece dallo sviluppo naturale, quando le cose vanno bene si può dire che almeno l'intervento non è stato di ostacolo
Il mio 'attendismo' è un po' come quello del giardiniere che cura le piantine controllando che abbiano quello che necessitano e che non ci siano fattori dannosi o ostacolanti e poi aspetta e segue lo sviluppo. Può fare poco, anzi nulla, per modificare la costituzione interna della piantina, e se si mette a 'tirarla' può danneggiarle le radici...
Per questo sono contrario di solito a interventi che 'tirino' i bambini e preferisco aspettare che si manifestino eventualmente le difficoltà per intervenire, valutando bene i possibili fattori in causa.
In particolare non è detto che bambini con difficoltà di linguaggio, senza altre difficoltà, abbiano problemi di apprendimento. Non vorrei che interventi 'didattici' dessero alle attività dei bambini una valenza 'obbligata' che toglierebbe loro la spontaneità e il piacere dell'esplorazione e della scoperta.
Stando attenti a questi aspetti, mi sembra comunque che lo sviluppo di sua figlia prosegua bene e la lascerei fare le sue esperienze e scoperte spontaneamente, in casa, all'asilo, con gli altri bambini, ecc badando a mettere i limiti e le regole e i tempi necessari a vivere insieme agli altri e negli ambienti adeguati all'età. E questo non spiegando ma semplicemente per autorità degli adulti, che sanno cosa è bene per i bambini, mentre i bambini non possono saperlo nè capirlo: lo capiranno quando crescono.
Per ora si può quindi continuare a seguire lo sviluppo della bimba senza particolari interventi. Se la bambina 'gioca' volentieri con la 'compagna adulta' (logopedista) non vedo problemi nel continuare, al massimo è inutile. Non sarei però favorevole a fare attività didattiche o predidattiche, ma la lascerei libera di esplorare ogni ambito, giochi, disegni, colori, ecc senza la preoccupazione delle prestazioni.
Mi informi pure dell'evoluzione
Cordialmente

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