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autismo o difficoltà dello sviluppo? : interesse, curiosità, desiderio di conoscere

Perchè alcuni bambini mostrano interesse e curiosità e desiderio di conoscere e di entrare in contatto e comunicare e altri, alla stessa età e apparentemente con capacità simili, no? Escluse situazioni di ritardo mentale, disturbi sensoriali, epilessia, ecc non si trovano cause cerebrali per motivare queste differenze. E' possibile che siano in gioco cause ambientali? Che ci siano cioè condizioni che facilitano e stimolano curiosità e interesse e desiderio, e altre che ostacolano?

Gratificazione e successo
E' lapalissiano che desideri e curiosità sono incentivati dalla gratificazione e dalla facilità di accesso, e poi dalla motivazione, che può far superare anche ostacoli e difficoltà, come in chi non esita a lanciarsi per conquistare l'Everest. Ma questo viene dopo. All'inizio disponibilità, facilità e gratificazione sono probabilmente degli aspetti molto importanti. Chi ha successo in un tentativo tenderà ad andare avanti nell'esplorazione, chi fallisce dopo qualche tentativo abbandonerà il gioco la ricerca ecc.
Quindi la mancanza di successo nei tentativi fatti, ma anche la mancanza di occasioni, disponibilità, di possibilità di esperienza, la difficoltà di avervi accesso, e la mancata gratificazione possono essere dei fattori di ostacolo alla spinta conoscitiva. Chi non ha a disposizione una bicicletta non impara ad usarla, chi non ha un fiume o piscina ecc, non impara a nuotare. Ma anche chi ce l'ha e non ci si butta... E' noto che il grande scalatore ed esploratore Reinhold Messner non sa nuotare.
Chi non ha a disposizione un mare dove fare esperienza, non imparerà a nuotarci dentro. Se l'acqua non ci sta, la papera non galleggia, dice l'adagio.

Frustrazione e rinuncia
E' possibile che di fronte a condizioni in cui le esperienze conoscitive sono poco favorite ci possa essere a un certo punto una rinuncia, un ritiro dai tentativi, per eccesso di frustrazione? Certi bambini mostrano una, si dice, scarsa tolleranza alle frustrazioni e tendono a rinunciare ai primi ostacoli, dopo pochi tentativi. E' possibile che questa condizione, osservabile e segnalata di frequente, da famiglie e insegnanti ecc, sia non una base di partenza, ma un punto di arrivo di precedenti esperienze frustrate e frustranti, in seguito alle quali a un certo punto il bambino rinuncia a continuare a provare.

Una dicotomia: oggetti e persone
Qualcosa del genere sembra di rilevare osservando bambini che mostrano come una dicotomia: da un lato una normale o quasi curiosità e interesse per oggetti, giochi e ambienti, dall'altro quasi nessun interesse e curiosità per le persone, per entrare in contatto e comunicare. E' possibile che per questi bambini sia stato più facile avere a che fare con oggetti che con persone, perchè i primi sono di facile accesso, conoscibili, prevedibili, mentre le persone lo sono state molto meno? Può darsi che vi sia un limite, una soglia alla tolleranza della frustrazione nel rapporto con persone e che il bambino quindi sopra questa soglia desista dall'interesse per una parte del mondo, quello umano, per mantenerlo per quello delle cose, più facile da conoscere?

Quali screening per lo sviluppo?
Potrebbe essere quindi fondamentale aggiungere a quello che si fa oggi, a cura di pediatri ecc, negli screening per lo sviluppo, questo oggetto di attenzione e valutare non solo le prestazioni con i vari test di moda, ma valutare gli ambienti circostanti in modo da poter eventualmente fornire loro l''acqua' che manca per imparare a 'nuotare' nell'ambiente umano sociale.

La buona alimentazione
Ciò pone la questione di valutare la qualità delle esperienze, e non solo la quantità, messa a disposizione di un bambino per la sua crescita. Non diversamente dall'ambito alimentare, nel quale oggi sembra esserci molta sensibilità per la qualità degli alimenti - anche se una parte del mondo ha ancora il problema della quantità e della fame - anche nell'ambito della crescita psicologica dovrebbe esserci una analoga sensibilità per la qualità delle esperienze di cui un bambino può aver bisogno. L'insufficiente e la 'cattiva' alimentazione (fisica e mentale) può avere conseguenze negative per la crescita e la salute (fisica e mentale).
Nel campo della crescita e della salute psichica conosciamo ancora molto poco sulla qualità delle esperienze utili e necessarie e sui possibili aspetti tossici o sfavorevoli. Le non mai abbastanza citate osservazioni di bambini cresciuti negli orfanatrofi e poi adottati mostrano come la carenza di certe esperienza o gli aspetti tossici di quelle avute possono essere negative per lo sviluppo e la saluta delle persone.

Una scienza strabica
Una scienza dello sviluppo strabica fino ad oggi si è occupata solo di misurare prestazioni e di cercare caratteristiche biologiche cellulari, biochimiche e genetiche, dietro le difficoltà di sviluppo e di salute psichica Non si è occupata delle condizioni ambientali umane. Bisogna che venga colmata questa grave carenza.
(Aprile 2016)

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