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tutori di un parente psicotico

Buonasera, ... ho bisogno di un consiglio. (Uno stretto parente) ha avuto un ictus ... e in un centro di riabilitazione hanno finalmente intuito quel che noi avevamo sempre detto, ovvero la presenza di una psicosi e di una difficoltà nel controllo della rabbia, dicono che non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni (vuole guidare pur essendo senza patente, fa finanziamenti e regala soldi in giro ma poi si fa mantenere dalla famiglia che tratta malissimo..). E' una persona che non si può contraddire, soprattutto in famiglia, ha tentato di dar fuoco alla casa ed altre cose che non sto a raccontare. Dalla clinica ci hanno consigliato di fare le pratiche per diventare tutori a seguito di una visita psichiatrica in un centro di igiene mentale, ma lo psichiatra di quel centro lo ha dichiarato sano e non ha mai chiesto di parlare con noi della famiglia.. Davanti agli estranei lui sembra un angelo, ma chiunque a lungo andare si accorge che qualcosa non va..! I medici di quel centro sono gli stessi che a seguito di un tso ci hanno comunicato che avendo sempre avuto lui scatti violenti d'ira risulta sia solo stronzo e non che abbia sempre avuto un problema.
Abbiamo bisogno che lui continui a prendere gli psicofarmaci che lo tengano tranquillo e di diventare tutori ma non sappiamo come poter pretendere visite complete e fatte seriamente.. Potete aiutarmi?
Grazie

Sono situazioni molto

Sono situazioni molto difficili. Come vi hanno detto c'è la possibilità per i parenti di chiedere l'interdizione, l'inabilitazione o come usa più spesso oggi, l'amministrazione di sostegno per una persona in difficoltà, facendosi nominare quindi suoi tutor. Occorre rivolgersi al Tribunale, quindi avere un avvocato esperto e una certificazione psichiatrica che attesti le condizioni del soggetto. Il tribunale di solito, in casi controversi, chiede una CTU (consulenza tecnica di ufficio) per appurare se ci sono le condizioni richieste per il provvedimento.
Il primo passo è rivolgersi a un avvocato esperto in materia. Lo psichiatra non deve essere per forza del servizio pubblico, ma dovrà ovviamente conoscerlo e quindi vederlo, parlare con voi, fare una valutazione diagnostica mediante colloqui e quanto riterrà opportuno, eventualmente assistervi nella CTU come consulente di parte.
Non è una strada facile, ma se necessario bisogna percorrerla.
Cordialmente
drGBenedetti

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