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Sarà pronto per le elementari?

Buonasera dottore, si ricorda di noi?
È un po' che non le scrivo e vorrei aggiornarla sul mio bimbo che alla fine di novembre ha compiuto 5 anni.
Frequenta l'ultimo anno di scuola materna. Finalmente ci va volentieri e mi parla dei compagni come suoi amici! Lo vedo cambiato, la mattina quando lo lascio è sereno e corre subito in cerca dei suoi compagni preferiti.
Anche nel linguaggio è migliorato. La disfluenza va ad alti e bassi. I maggiori problemi li incontra quando deve articolare un lungo discorso. Tipo un racconto. Ma non è un vero e proprio balbettare. Più che altro ripete più volte la stessa parola e fa fatica ad arrivare in fondo al discorso. Ma ci arriva, ci arriva eccome. Mette tutte le parole al posto giusto e parla un italiano corretto per avere appena 5 anni. Le frasi le costruisce bene, coniuga correttamente i verbi. Non sbaglia mai un plurale con un singolare oppure un maschile con un femminile.
Esprime tanti concetti e sa un sacco di cose.
Il gioco è ancora un po' povero, più che altro adora i libri e ne sfoglia a decine ogni giorno. Gli piacciono le storie che gli leggiamo e che sa a memoria. E poi adora gli atlanti ed i libri sugli animali. Li conosce tutti anche quelli più impensabili è li colloca correttamente nei vari continenti e luoghi. Del tipo "No mamma il lemure non sta in Africa ma nel Madagascar che è questa isola davanti l'africa".
A seguito della valutazione con la psicomotricista abbiamo fatto una valutazione completa con la Neuropsicologa dell'età evolutiva che lo segue.
Facendola breve è emerso che il bimbo ha un QI nella media per l'età e nessun problema cognitivo o comportamentale. Solo un "immenso" impaccio motorio che oggi viene definito disprassia.
Noi che si chiamava disprassia non lo sapevamo ma siamo concordi che il problema sia questo.
Adesso finalmente è diventato autonomo nell'andare in bagno per la pipì. Si spoglia tutto da solo e da pochi giorni (con sua immensa gioia) riesce a metttersi mutandine e pigiama da solo.
Fa ancora molta fatica ad organizzarsi in queste attività e spesso va spronato più volte.
Riconosco la sua difficoltà nelle abilità motorie ma spesso non capisco il confine tra la sua disprassia e l'esser bambino pigro (ed anche un po' troppo viziato per certe cose...)
Del tipo che se gli dico "dai fammi vedere come sei bravo a spogliarti che ti do un premio", beh lui traccheggia meno e procede... pur permanendo le difficoltà motorie.
Ci
Comunque ad ora il problema maggiore sono nella manualità fine ovvero pennarelli e matite.
A casa non chiede mai di disegnare. A scuola almeno quest'anno ci prova. Ma siamo fermi al testone con occhi, bocca, naso ed abbozzo di gambe e braccia. Se lo si segue e gli si suggerisce arriva ad abbozzare delle righe azzurre per il cielo, un sole, il prato.
Il paragone con i compagni è schiacciante e lui ne è consapevole.
Con la psicomotricista è bravissimo. La adora ed è felicissimo di andare da lei! Lì ha imparato ad usare le forbici, incollare. Fare piccoli percorsi alla lavagna. Insomma lavora tanto e volentieri. Sta ad ascoltare, ci prova a fare le cose e si impegna. È migliorato molto anche per quel che riguarda la concentrazione ed il livello attentivo. Con lei ha imparato a tenere la penna in mano. Cosa che le maestre non erano riuscite a fare. È ben lontano dai suoi compagni e da quelli che sono i requisiti per la scuola elementare. La pre-scrittura soprattutto.
Per questo la Neuropsicologa dell'età evolutiva che lo segue (dopo un confronto con le maestre) ci ha consigliato di valutare la possibilità di trattenerlo un anno alla materna. Più che altro per la componente emotiva del bimbo che soffrirebbe con un salto simile nel non saper fare alle elementari.
Le maestre sono concordi in tal senso poiché secondo loro a giugno non sarà pronto. Noi siamo molto promessi poiché riconosciamo si le difficoltà ma anche il periodo di continua evoluzione che sta attraversando e prendere adesso una decisione così mi sembra un non dare fiducia al bimbo ed a tutto quello che potrà ancora fare da qui a giugno.
A febbraio si chiudono le iscrizioni per la primaria ed io a questo punto sono nel panico. Oltre al fatto che se rimanesse alla materna perderebbe tutti i compagni ed il prossimo anno avrebbe maestre diverse.
Gentile dottore lei cosa ne pensa in merito?
Se pur a distanza e non conoscendo il bimbo, in casi simili dove i problemi non sono cognitivi ma dovuti alla così detta disprassia motoria, cosa consiglia?
Scusi per il poema e grazie per quanto vorrà dirmi.

Lieto di avere vostre

Lieto di avere vostre notizie, positive per lo sviluppo del bimbo che è proseguito.
Direi che si va a scuola a sei anni anche se si hanno malattie neurologiche ed handicap motori, se le competenze cognitive sono normali. E comunque per non andarci ci vuole un certificato di handicap come da Legge 104/92, solitamente.
Suo figlio non mi sembra essere in una condizione simile, la disprassia è una costruzione teorica senza base neurologica dimostrata, altrimenti avrebbe un nome più specifico, come dico in alcune pagine su questo sito. Una condizione nell'ambito della norma, visto che non tutti siamo atleti o ballerini classici. Mi sembra che suo figlio sia consapevole della sua imbranataggine motoria, probabilmente, e che possa ovviarla con le sue capacità negli altri campi, che rimarrebbero invece fortemente frustrate dal non proseguire il normale iter scolastico. Le eventuali difficoltà future si affronteranno, a mio avviso, come tutte le normali difficoltà della vita, nel momento in cui si presentano. La 'prevenzione' in questo campo spesso è un rimedio peggiore del male.
Cordialmente

La ringrazio dottore per la

La ringrazio dottore per la veloce risposta. Precisa come sempre. Si è quello che pensiamo anche io e mio marito in effetti.Aggiungo che abbiamo parlato con il preside della scuola, il quale, leggendo la relazione della Neuropsicologa dell'età evolutiva ha detto chiaro e tondo che non vede i requisiti per un trattenimento alla scuola dell'infanzia e neppure per un'insegnante di sostegno al momento.
Semmai servirà un piano didattico personalizzato che possa mettere il bimbo nella condizione di imparare rispettando i suoi tempi e le sue difficoltà. Questo per gli alunni è un diritto e per la scuola un dovere. È stato molto chiaro.
Lei sa se anche per avere un piano didattico personalizzato servono certificati particolari?
Condivido la sua idea sulla prevenzione. Anche noi genitori stiamo puntando sul presente affinché il bimbo venga seguito nel giusto modo in questi ultimi mesi di asilo.
Un'ultima domanda, se può chiarirmi più precisante cos'è la disprassia. Che sia impaccio motorio, ok, è chiaro. Ma come mai, per esempio, il mio bimbo tanto sveglio e cognitivamente a posto non sa disegnare e trova difficoltà anche a ricopiare semplici righe dritte?

Grazie come sempre per tutto soprattutto per le parole di incoraggiamento!

Saluti

Difficile rispondere ai

Difficile rispondere ai 'perché', meglio direi occuparsi dei 'come'... Potrebbe essere il caso comunque ( escludendo problemi di natura visiva...) di fare una valutazione neuromotoria, se non è stata fatta, cioè un esame neurologico approfondito, per vedere se ci sono sintomi e segni clinici più precisi di una alterazione neurologica, che magari indichi l'utilità di accertamenti specifici del sistema nervoso centrale e periferico.
Riguardo ai pdp o pei o pep come vengono chiamati, fino a qualche anno fa erano legati a una certificazione ex lege 104/92, ma non sono molto al corrente dell'evoluzione della normativa scolastica negli ultimi cinque sei anni, con l'introduzione di categorie diverse , disturbi specifici di apprendimento, bisogni speciali, ecc.
Cordialmente

Ha ragione, ma per un

Ha ragione, ma per un genitore è impossibile non chiedersi perché. Lo so che è del tutto inutile e bisogna pensare al come è meglio fare ma spesso penso al mio parto. Ai tre giorni di induzione fallita, alla inutile giornata intera in sala parto per poi arrivare al cesareo. Al fatto che il bimbo è nato quasi 20 giorni prima. Al mio rialzo pressorio dell'ultima settimana che mi ha portato al pronto soccorso per i lampi visivi che poi hanno rilevato la pressione alta. E mi chiedo se anche in uno solo di questo momenti, se anche per brevi secondi il mio bimbo ha sofferto. Se gli è mancato l'ossigeno. Se qualcosa anche se per un breve attimo è andato storto portando a tutto questo.
Comunque sì la valutazione neuromotoria è stata fatta e non ha rilevato niente di più preciso o di fortemente anomalo. Nè ora nè quando era più piccolo durante le varie fasi dello sviluppo.
Crescerà mi dico, imparerà, rimarrà un po' imbrabato magari ma imparerà a gestirsi. Saprà scrivere, leggere. Imparerà e diventerà un adulto consapevole. Questa è la mia speranza. Questo è quello che mi da la forza ogni giorno di aiutarlo, di divertirtirmi con lui, che mi spinge a stare serena nel vederlo crescere. A volte mi scoraggio e vedo solo il negativo, le difficoltà ma è il mio ometto e voglio credere che ce la farà!
Grazie ancora a lei per le sue considerazioni precise come sempre.
Buona serata.

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