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psicoanalisi: pro o contro

Riceviamo un mail sull'articolo omonimo

"Gent.mo Dr. Benedetti,

ho letto con interesse il Suo articolo e mi permetto di informarLa circa l'aspetto Istituzionale della materia psicoanalitica.
Alla voce " L'Istituzione" noto carenze determinanti, anche per chi non è addetto ai lavori.
Infatti Lei non fa alcun accenno sul fatto che la materia NON E' LEGALIZZATA, parla solo di "...diverse scuole.." e " ....su un aspetto critico e ancora insoluto, quello dell'istituzione della psicoanalisi...".

Giusto dire che la materia non è legalizzata, ma sarebbe bene anche spiegare che La Corte di Cassazione annovera la Psicoanalisi tra le Specializzazioni che fanno parte dell'Albo degli Psicologi. Sbaglia la Corte di Cassazione perchè in realtà
la Legge Ossicini - n. 56/89 non menziona la parola Psicoanalisi e tantomeno Psicoanalista.

Quella che Lei definisce "L'Istituzione" non può non menzionare un particolare così importante. E non si può limitare ad accennare a "...pericolo di disgregazione insito nella psicoanalisi stessa..." .

Esiste una sentenza del Tribunale di Pistoia n. 429/05 Reg. Sen. (n. 395/04 R.G. - n. 129/03 N.R.) Giudice Relatore Dr. Alessio Scarcella (Attualmente Giudice della Corte di Cassazione a Roma), che così recita testualmente:

"...il legislatore (Sen. Ossicini n.d.r.), consapevole della specificità della psicoa nalisi, dopo un approfondito dibattito Parlamentare, ha correttamente eliminato dal testo definitivo il richiamo alle psicoterapie ad orientamento analitico
contenuto nel progetto di legge: la psicoanalisi non viene neppure menzionata nella legge 18 febbraio 1989, n. 56.
Ciò significa che , gli psicoanalisti e le loro associazioni e scuole fuoriescono dalla'ambito di applicazione della Legge Ossicini....".

Attualmente il Dr. Scarcella si trova nella Suprema Corte di Cassazione che contraddice quanto da Lui letteralmente scritto nella citata sentenza nel Tribunale di Pistoia.

A parte i dettagli del Relatore e della Corte di Cassazione, che evidentemente vuole a tutti i costi "regolamentare la Professione" - forse per evitare una inflazione di psicoanalisti (ma non è questo il modo!), ogni altra considerazione
esula dai veri dettagli che riguardano l'Istituzione.

Per concludere la verità è che S. Freud definì Psicoanalista chiunque avesse seguito un training personale, ne avesse tratto vantaggi e fosse in grado di seguire alcuni principi filosofici determinanti per colloqui psicoanalitici.
Se ne deduce pertanto che la psicoanalisi non ha nulla a che vedere con la psicologia, semmai con la filosofia........

Un breve riassunto delle considerazioni da me citate avrebbe sicuramente dato un senso appropriato all' Istituzione, senza entrare in sterili polemiche sul "....moltiplicarsi di scuole diverse ....e modello originario...."

Questa mia e-mail rappresenta una parziale approvazione di quanto da Lei descritto, ma anche la carenza grave di elementi essenziali sulla psicoanalisi come " Istituzione".

Nella citata sentenza del Tribunale di Pistoia io rappresentavo l'Imputato (assolto del reato commesso in tutti i gradi di giudizio).

Gradirei tanto una risposta a questa mia e-mail, anche se forse esula dai Forum del sito Medicitalia.it. Cordiali saluti R C "

Gentile signor R C,la

Gentile signor R C,
la ringrazio per l'attenzione che ha dedicato al mio scritto e per il suo commento.
Mi sembra che Lei sia attento agli aspetti legali del riconoscimento o meno della psicoanalisi come forma di psicoterapia controllata dalla Legge italiana, e fa riferimento anche a una sentenza di Tribunale.
Potrebbe essere interessante se ci dà qualche elemento in più della materia del dibattimento, ma per parte mia mi riferivo all'Istituzione psicoanalitica come modalità organizzata di curare per così dire 'ufficialmente' le questioni pratiche e teoriche della psicoanalisi, come la formazione di nuovi analisti e la fissazione di norme di partecipazione alle diverse associazioni che vanno sotto l'aggettivo "psicoanalitiche". E' una questione più interna ed anche più internazionale, da Freud e dal suo 'Comitato Segreto' in giù, con tutte le crisi, le scissioni e le diaspore che hanno segnato il movimento psicoanalitico che oggi è come una miriade di grandi e piccole associazioni. Accanto all'Istituzione Freudiana ortodossa, costituita a livello internazionale dall'IPA che riconosce due Società italiane derivate dalla scissione dell'unica esistente fino a circa dieci anni fa, esistono una quantità di associazioni diverse di psicoanalisi e psicoterapia psicoanalitica, ognuna con sue regole e comitati e organizzazioni talora centrate su singoli personaggi carismatici, come fu qualche tempo fa con Lacan in Francia.
La questione istituzionale occupa molti anche all'interno delle associazioni psicoanalitiche e verosimilmente non ha trovato finora una soluzione soddisfacente, visto il pullulare di associazioni simili. Molti psicoanalisti si sono staccati da qualsiasi organizzazione istituzionale e si limitano a svolgere la loro professione nel rispetto delle leggi, sia per la terapia di pazienti che per il lavoro di ricerca ed elaborazione concettuale clinica e teorica.

Nella medicina nulla di tutto ciò esiste: ci possono essere pareri discordi e associazioni diverse ma la formazione è garantita dallo stato, con laurea e specializzazioni, nonchè l' abilitazione ad esercitare la professione. Per la psicologia e le psicoterapie forse le cose non hanno ancora raggiunto un assetto soddisfacente.

Quanto al fatto che la psicoanalisi sia una forma di psicologia o di filosofia, io credo che partecipi sia dell'una che dell'altra ( ma anche della medicina) in quanto forma di terapia di condizioni psicopatologiche, praticata da medici e psicologi, da una parte - e insieme di teorie sullo sviluppo psichico e sulle relazioni umane, dall'altra, nonchè metodo conoscitivo della particolare realtà del mondo psichico e dei fenomeni psichici individuali e di gruppo.
Cordialmente

GBenedetti

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