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Terrore della nanna

Egregio dott. Benedetti, fin dalla nascita la mia bambina ha seguito una routine pappa-gioco-nanna che è risultata estremamemte efficace e l'ha portata nel giro di un mese e mezzo a dormire, la notte, prima quattro e poi sei ore. Alla soglia dei tre mesi già faceva dieci ore di sonno filate.
L'ho abituata fin da subito a non addormentarsi in braccio, ma da sola nella sua cameretta, dopo aver seguito il "rituale della nanna", ossia cambio del pannolino, coccole e ninna nanna, ciuccio e poi via nel letto.
Rimanevo nella stanza giusto per assicurarmi che fosse tranquilla e poi andavo via.
Verso i quattro mesi ha cominciato a rifiutare il ciuccio a favore del dito. Il pediatra ha detto di non preoccuparmi e che non si poteva paragonare il caldo e confortevole seno con un freddo oggetto di silicone.
La bimba è allattata esclusivamente al seno.
Andando avanti però le cose sono peggiorate.
A quattro mesi e mezzo ha iniziato ad avere crisi di pianto della durata a volte di due ore appena entravamo nella cameretta, sia per i pisolini che per il sonno notturno.
Pianto che mi dà l'idea che qualcosa la terrorizzi, perché urla fino a togliersi il fiato, a vomitare a volte, artigliandosi il volto e irrigidendo spalle e collo.
Più che un pianto è davvero una sequenza di urla sempre più gutturali.
All'inzio non si calmava neanche prendendola in braccio e cercando di rassicurarla, rifiutava qualsiasi cosa, seno compreso.
Adesso che ha cinque mesi e mezzo, le crisi continuano e sono di durata variabile, a volte mezz'ora, altre volte due ore. Le modalità sono le stesse, che sia più o meno assonnata, tenta disperatamente di restare sveglia e alterna momenti in cui si ciuccia il pollice (cronometrati da mio marito, massimo 20 secondi ) a momenti in cui urla disperata e si agita.
Non sono riuscita a capire come aiutarla o cosa fare per farla calmare.
Gli scenari sono stati diversi:
- ad un certo punto crolla esausta e si addormenta.
- altre volte resiste fino allo spuntino delle 10.30 e alla merenda delle 16 prima di addormentarsi dopo aver poppato, riducendo così i pisolini a 2 nelle giornata
- altre volte ancora dopo aver pianto un' ora o giù di lì, si calma,e, messa nel lettino, tutta sorrisi e pigolii, si prende suo benedetto dito e si addormenta
- infine, alcuni momenti sono io talmente stanca che piuttosto che stare con lei con tutta la negatività che mi pervade mi allontano e torno per calmarla dopo un po'.
Entrambi i pediatri che ho consultato mi hanno detto di lasciarla piangere, tanto dorme comunque tutta la notte e se si risveglia sembra in grado di riaddormentarsi da sé, dato che non chiama fino al mattino.
Non mi sembra una strategia vincente.
Anzi è uno stillicidio. Sia io che mio marito ci sentiamo logorati e queste sue crisi non fanno pena a nessuno dei due, anzi ci causano fastidio e rabbia, non certo i sentimenti migliori per trattare con un neonato.
Inoltre non mi voglio arrendere al "la lasci piangere ", perché mi sembra una risposta priva di senso per una bimba attiva e solare la maggior parte del tempo.
I pianti che possono esserci durante la giornata sono riconducibili a fame, necessità di essere cambiata, frustrazione quando prova a gattonare, ma ancora non riesce e così via.
Questo invece non me lo so spiegare, quindi non posso neanche aiutarla a "farcela da sola".
Cordialmente

Deanerys

Questionario

La famiglia è composta da 3 membri, padre 33 anni, madre 31 anni e figlia, 5 mesi e mezzo.

Gravidanza fisiologica, parto spontaneo a 40+3 settimane.
Alla nascita peso kg 3430, altezza 50cm, circonferenza cranica 34,8cm.
Crescita 75°percentile fino ai 4 mesi, seguito da rallentamento fisiologico. Ora è al 37°per altezza, ma è proporzionata in base al peso.
Indice di Apgar 10 a 5 min. dalla nascita.
Dimessa dopo 48 ore.
Bilanci di salute positivi.

PRIMI MESI
Allattamento a richiesta, esclusivo al seno. Non necessarie aggiunte.
Dopo le prime settimane si è stabilizzata su 8 pasti al giorno, scesi a 7 intorno ai 4 mesi e 6 a cinque mesi.
Attualmente non mostra particolare interesse per il cibo, ma abbiamo preso l'abitudine di tenerla al tavolo con noi a colazione e pranzo. Ha provato di sua iniziativa la pesca, la prugna e l'albicocca, rifiutando categoricamente la frutta frullata e preferendo tenersi il pezzo intero con le manine e ciucciando quello che riesce, ovviamente con tutte le difficoltà del caso, perché è scivolosa...
Altri alimenti provati sono stati la zucchina e la ricotta, letteralmente sputati fuori...trova però piacevole imitarci e giocare con il cucchiaino. Ormai se lo porta abbastanza correttamente alla bocca, ma lo preferisce vuoto.
Continua a fare le sue 6 poppate al seno.

Fin da subito a mostrato un corretto ritmo giorno/notte, complice il fatto che nel primo mese dormiva di giorno nella culletta in soggiorno e la notte in camera da letto.
Ad un mese e mezzo la coricavo alle 21, mangiava alle 23.00 e poi alle 5 del mattino. Progressivamente la sveglia si è spostata alle 6, alle 7 e infine alle 8.
La fase di addormentamento è sempre stata un po' critica, per fermare i pianti ci siamo "attrezzati" di rituale della nanna, che ha funzionato fino ai 4 mesi e mezzo.
Non è mai stata in grado di addormentarsi con persone vicino diverse dalla mamma, in braccio a nonni o papà era inconsolabile.
Nei momenti peggiori l'unico modo per tranquillizzarla era fasciarla, darle il ciuccio e cullarla. Dopo di ché si poteva metterla nel lettino.
La mia figura sembra tuttora indispensabile, durante le crisi prima descritte, se in braccio al padre o ai nonni non si calma, data a me alterna i momenti dito in bocca-urla (una magra consolazione...)

EPOCA SUCCESSIVA
Adesso ha 5 mesi e mezzo, sta dritta in braccio, senza bisogno di sostegno dai 2 mesi. Si tira su con le braccia dai 3 mesi e mezzo e progressivamente migliora nella coordinazione braccia-gambe.
Ha per terra il suo "tappeto-gioco", uno spazio tutto per lei con i suoi giochi.
Il movimento è ancora molto grezzo, ma se punta un obiettivo, un po' strisciando e un po' rotolando lo raggiunge.
A seconda della voglia e della stanchezza lo fa passando da eccitazione, felicità, frustrazione e pianto.
Non viene aiutata,ad accezione dei momenti in cui palesemente non riesce più a girarsi o quando arriviamo alle lacrime.

Fino ai tre mesi e mezzo, di giorno dormiva nella culletta in soggiorno e la notte in camera da letto con noi. Quando la culletta è diventata troppo piccola siamo passati gradualmente al lettino, prima per i pisolini,poi anche per la notte.
Il lettino è nella sua cameretta.
In genere si è sempre addormentata da sola, prima col ciuccio e poi col dito. Ha una copertina a forma di elefantino e una a forma di coniglio che tiene nel lettino e nell'ovetto quando andiamo in giro, una alla volta.
Ci gioca, le agita e le succhia.
Ha anche la casetta delle api, ma è più una distrazione che altro quando deve dormire per cui la usiamo solo quando si sveglia per intrattenerla un po'.
In genere i risvegli sono tutti tranquilli, raramente piange perché ha fame. Per quello del mattino non è mai successo, in genere mi sveglio io perché la sento gorgheggiare mentre gioca.
Abbiamo tolto i paracolpi da quando ha inizato a girarsi, perché l'abbiamo trovata più volte con la testa incastrata sotto i paracolpi...preferisco che sbatta una testata al soffocamento.
Quando è agitata non gradisce il lettino, più volte si aggrappa alle sbarre e si.tira quasi su con esse, urlando. Dà veramente l'idea di un animale in gabbia. Ci attrezzeremo con un letto basso a partire da settembre.

SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
Dal terzo mese ad ora di giorno sta principalmente sul tappeto-gioco libera di rotolare come preferisce, un po' in braccio o sulla seggiolina a tavola. Per le passeggiate usiamo ancora l'ovetto.

RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
Ha cominciato a sorridere vicino ai due mesi, non ha paura degli estranei e anzi guarda con attenzione chi si rivolge a lei.
Segue con lo sguardo sia le persone che gli oggetti, è attenta ai rumori, anche se reagisce ancora un po' in ritardo alle voci.
Eccezione per la mia.
Se rimango nel suo campo visivo sorride e si agita felice. Lo fa anche per il padre e i nonni.
Quando "scompaio" dipende, a volte piagnucola o piange, altre volte no, continua a giocare tranquilla.

Non è una bambina piagnona, e in genere si consola abbastanza facilmente, a volte mi basta ridere senza un motivo che lei imita e smette subito.
Per la nanna, come indicato nel post precedente, invece siamo disperati!!!

Ha passato un periodo intorno ai 3 mesi in cui sembrava che non dovesse mai stare zitta, si svegliava al mattino e per mezz'ora gorgheggiava allegramente...ora il fenomeno si è ridotto, ed troppo.interessata a mordere e assaggiare tutto quello che incontra. Vocalizza, ma con moderazione.

Reagisce e si adatta abbastanza velocemente ai cambiamenti, mostrando curiosità per i nuovi ambienti,fino alla fatidica ora del sonno in cui diventa ancora più tragico farla addormentare (es. Settimana di vacanza nella casa al mare, mai vista). Dopo un giorno però sembra ambientarsi bene.

modalità di accudimento: ansioso, apprensivo, preoccupato, tranquillo, sicuro ...
Dunque, vorrei essere la mamma perfetta che sa esattamente cosa fare e capisce al volo il suo pargolo, ma non è così.
Mi sono sempre limitata ad assorvarla e a reagire nella maniera più logica possibile, seguendo un po' l'istinto e un po' il buon senso.
Cerco di lasciarla libera, nei limiti della sicurezza ovviamente, nel fare le sue esperienze e intervengo solo quando mi sembra necessario.
Sicuramente sono molto preoccupata ora per la questione nanna, ma il resto della giornata ce lo godiamo il più possibile. Ammetto che la tensione sale quando comincia a piangere e non sempre riesco ad essere "positiva"durante le crisi.

SVILUPPO SIMBOLICO
LINGUAGGIO: vocalizza e se qualcosa la interessa si mostra eccitata agitando braccia e gambe.

figure principali cui è attaccato
Mamma, papà e nonni.

REAZIONI AL DISTACCO dai genitori
A volte se mi allontano piange, ma come già detto non lo fa sempre.

COMPORTAMENTO
(iperattivo, capriccioso, tranquillo, ecc)....
Direi un po' tutti a seconda dei momenti della giornata...
Giusto per riderci un po' su, ad un mio "no questo non si fa" agitandole il dito davanti, se l'è preso e messo in bocca.

SCOLARIZZAZIONE
Nessuna

SITUAZIONE FAMILIARE
per ora sono ancora in maternità, sta tutto il giorno con me, ogni tanto vengono a trovarci i nonni e passiamo la giornata assieme. Il padre torna alla sera, a volte che lei è già a dormire.
Giornata tipo
8 sveglia e puppo + colazione di mamma
Gioco insieme
10.30 puppo
Gioco e poi microsonnellino (da 30.a 50 min.)
13.00 puppo.e pranzo di mamma
Gioco, musica
16.00 puppo
17.00 passeggiata con annessa nanna
Bagnetto (2 volte a settimana) se no massaggio
19 puppo e rituale della nanna
A seconda della durata della crisi, tra le 20 e le 21 si addormenta.
22.30 poppata (durante questa poppata in realtà lei dorme, la tiro su io dal lettino e lei si attacca istintivamente. Questo mi risparmia una sveglia notturna.

Potremmo dire forse che dal

Potremmo dire forse che dal quarto mese è iniziata una crisi nella situazione familiare, che interessa tutti i componenti... qualcosa disturba l'evoluzione dell'equilibrio familiare che è stato modificato dall'arrivo della terza componente e dalla sua crescita. Probabilmente le vostre esigenze di adulti contrastano un po' con le esigenze della bimba di 5 mesi e non siete riusciti a trovare un assetto abbastanza funzionale, nonostante le apparenze iniziali. Niente di strano, a volte ci vuol tempo perché questo succeda e la soluzione di solito è di avere pazienza e resistenza, cercando di trovare via via i modi giusti. Forse dovete disporsi a capire le esigenze della bimba, a cinque mesi, cioè nel momento in cui comincia a guardare il mondo e a interagire, con le sue manifestazioni. Sembrerebbe forse una precoce reazione alla separazione e all'estraneo che richiede solo pazienza e disponibilità.

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