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gravidanza e terrore dell'autismo

Buongiorno,

sono una donna di 35 anni incinta di quattro mesi. Sono sposata ed ho la fortuna di avere un marito attento e premuroso. Questo bambino è stato fortemente desiderato, ma, essendo una persona fortemente ansiosa, rischio di rovinare questo momento di attesa.

Mi spiego meglio. Dall’età di 16 anni ho cominciato a soffrire di stati ansiosi più o meno forti alternati a momenti di maggiore tranquillità. La mia caratteristica principale è la presenza di pensieri ossessivi che, nei momenti di forte stress, si ripresentano.

Fin da piccola sono stata sempre terrorizzata da malattie che provocano disabilità mentali e, dal principio di questa gravidanza, un pensiero ha cominciato a farsi strada nella mia mente: la paura che questo bambino possa essere affetto da autismo o da gravi ritardi mentali.

Nonostante io conduca una vita apparentemente normale, dedicandomi al lavoro ed alle attività quotidiane, questo pensiero accompagna le mie giornate e mi conduce spesso a cercare su Internet dati riguardanti l’incidenza dell’autismo sulla popolazione mondiale. Quando mi impongo di non cercare nulla su Internet riesco addirittura a rilassarmi e a staccare un po’ la mente e quando faccio analisi mediche o ecografie che mi rassicurano sullo stato di salute del piccolo per alcuni giorni mi rassereno, ma poi, inevitabilmente, il pensiero torna. Altro modo per rassicurarmi è leggere i consulti che molte mamme hanno richiesto su questo sito e le risposte di neurologi e psichiatri che esortano a non farsi prendere dalla fobia dell’autismo ormai dilagante.

In passato ho seguito una psicoterapia strategico-relazionale associata ad una terapia farmacologica (Cipralex 20 mg).

Ora la mia domanda è: sarebbe opportuno farmi seguire da uno psicoterapeuta in questa fase e quale indirizzo sarebbe più adeguato?

Non so come uscire da questa empasse: ho il terrore di questa malattia ed in particolare ho paura che il mio bambino, essendo maschio, abbia più possibilità di essere autistico.

Cordiali saluti.

Essere in ansia di fronte a

Essere in ansia di fronte a eventi importanti è una cosa piuttosto normale della vita. La questione è la quantità di ansia e i modi di controllarla. E' come un rapporto di forze, fra paure e ansie e capacità di contenerle con modi che non disturbano o limitano la vita normale. Si tratta quindi di avere o rafforzare le capacità logiche, razionali, per essere realisti nel prevedere i pericoli, e di avere o rafforzare le capacità di autocontrollo e autodeterminazione per gestire nel modo migliore le situazioni in cui la paura o l'ansia possono emergere. Nel suo caso attuale l'ansia ha preso la forma della paura di una malattia o anomalia del bambino che ha in pancia, in particolre dell'autismo, che è una specie di psicosi epidemica di questi tempi, in parte indotta dall'ambiente, giornali, notizie più o meno 'scientifiche', che creano quasi un clima di guerra, di rischio di 'bombardamenti', in cui però la sirena dell'allarme è quasi continua, non dà tregua, il più spesso per nulla, in modo illogico e irrazionale.
Se Lei è una persona 'ansiosa' come si definisce, indipendentemente dalla gravidanza, le direi che forse sarebbe utile rinforzare le sue capacità logiche e razionali di vedere i reali pericoli, da una parte, e le sue capacità di rispondere alle situazioni di ansia in modo logico e razionale rinforzando la sua capacità di resistenza e tolleranza. In fondo si tratta come di un allenamento alla fatica e a sopportare situazioni faticose e a volte dolorose. L'allenamento è fondamentale, come per una corsa: se non è allenata dopo pochi metri andrà in affanno, se è allenata potrà correre a lungo e sopportare la fatica fino ad arrivare al traguardo. Per tutto ciò potrebbe servire una psicoterapia, come un training, un allenamento a sopportare fatiche e ansie. Dall'altra, per adesso, meglio non alimentare le paure leggendo giornali e internet sull'argomento autismo, e sperare nella fortuna come tutte le mamma e i genitori che in gravidanza qualche paura su come andranno le cose ce l'hanno sempre, inevitabilmente. Magari a volte non lo dicono, o lo negano, ma è inevitabile, nella condizione umana, avere paure e ansie. Sapendolo si affrontano meglio.
In bocca al lupo!

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