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3 anni e disturbi da approfondire

Buongiorno dottore,
chiedo anticipatamente scusa per la lunghezza del mio post, ma vorrei fornirle quante più informazioni utili in modo da avere una risposta il più attendibile possibile.
Mia figlia, S., ha fatto 3 anni ad Ottobre. E' una bambina vivace, con un carattere molto forte, spesso predominante anche su noi genitori, e molto amichevole.
Gravidanza nella norma, nulla da evidenziare. Parto naturale con induzione a 40+4 e travaglio di circa 5 ore. Bambina nata di 48,5 cm per 3,590 g. Allattata al seno solo per un mese e mezzo poi passaggio a latte in polvere. Svezzamento intorno ai 6/7 mesi. Ha iniziato a gattonare intorno agli 8 mesi, alzarsi a 9 mesi e mezzo e camminare intorno ai 12 mesi. Le prime parole (mamma e papà) sono state pronunciate entro l'anno.
A livello motorio la bambina non presenta alcun problema rilevante: cammina, corre, ha una buona coordinazione occhio-mano (è mancina) e si muove in piena autonomia. A livello linguistico S. presenta problemi fonetici, non sa pronunciare alcune lettere (t, r, ci, gi, s) e confonde alcune immagini in base alla parola che le si dice (vasca con tasca, pallina con gallina, per esempio).
Compiuti i tre anni abbiamo effettuato una visita di routine dalla pediatra, durante la quale ci è stata consigliata una visita dal neuropsichiatra infantile per un effettuare qualche seduta di logopedia. Siamo stati in NPI e il medico che ci ha seguite ha subito escluso difetti di tipo cognitivo, motorio o altro (autismo: la bambina comunica, risponde a gesti e guarda negli occhi). Ha concordato con la diagnosi di disturbo del linguaggio, fatta precedentemente dalla pediatra, e ci ha mandate subito dalla logopedista.
Questa settimana abbiamo fatto quindi 3 sedute dalla logopedista, effettuate rispettivamente lunedì, mercoledi, e venerdì (ovvero oggi l'ultima). Durante queste sedute la logopedista non si è mai espressa esplicitamente con una diagnosi. Ma ha confermato i problemi fonetici e i disturbi del linguaggio della bambina. Inoltre sono stati segnalati anche altri disturbi di tipo comportamentale quali un atteggiamento ossessivo maniacale nel confronto dell'ordine e della pulizia. La bambina, "spannolinata" senza grosse difficoltà a 2 anni e mezzo circa, ha smesso completamente di utilizzare il vasino ormai da due settimane. Attualmente riferisce che "un pesciolino salta su dal water" e non accetta più il suo utilizzo, finendo regolarmente per farsi la pipì addosso. Inoltre, da almeno un anno, la bambina ha un atteggiamento stereotipato nei confronti del gioco, confermato anche dalle maestra alla materna: gioca sempre con gli stessi giochi, sempre nello stesso posto e sempre nel medesimo modo. In particolare, quando gioca con i peluches piuttosto che con le statuine degli animali, tende a ordinarli in fila uno accanto all'altro in maniera maniacale. Se qualcuno tenta di stravolgere il suo ordine lei va in crisi e deve rimettere subito i giochi nell'ordine che dice lei, piuttosto che alle volte aggredisce fisicamente la persona che ha "rovinato" il suo ordine. Le faccio un esempio recente. Oggi in seduta dalla logopedista, è stato proposto ad S. di disegnare qualsiasi cosa usando dei pennarelli che precedentemente sono stati posti in maniera caotica sul tavolo. La prima cosa fatta dalla bambina è stata quella di ordinarli uno accanto all'altro con il tappo rivolto verso l'altro. Successivamente ha iniziato ad usarli uno ad uno, riponendo quello usato nell'esatto posto in cui l'aveva posizionato prima. Non "poteva" prendere il pennarello successivo se prima non sistemava il primo. La logopedista ha tentato di rompere il suo schema dandole un pennarello non in fila con gli altri. All'inizio S. ha rifiutato il pennarello, successivamente, dopo aver insistito, si è arrabbiata e ha rimesso i pennarelli nella scatola decidendo che il gioco era finito lì.
A casa questi atteggiamenti sono sempre stati evidenti a noi genitori, ma pensavamo facesse parte di una fase o di una routine che lei sentiva sicura. Effettivamente ormai sarà circa 1 anno e mezzo che questo suo modo di giocare è presente e in parte peggiora man mano andiamo avanti.
La logopedista in seduta non si è esposta dando una diagnosi preventiva, ma ha effettivamente detto che quest'atteggiamento è "inquietante" e "ossessivo".
Un altro problema che abbiamo rilevato grazie al sostegno costante delle maestre è che S. a scuola è completamente muta. A casa, in giro, a casa di amici, dei nonni o di estranei la bambina comunque (seppur in maniera poco comprensibile) comunica e interagisce, mentre a scuola sia con le maestre che coi compagni, S. è completamente muta. Gioca, si diverte, a casa parla in maniera molto serena della scuola ed è contenta di andarci, segue i comandi che le danno le maestre, ma non comunica minimamente. Quelle rare volte che risponde a delle domande dei compagni o delle maestre, lo fa sussurrando a bassissima voce (spesso non emette suono, muove solo le labbra) o rispondendo semplicemente a monosillabe. Privilegia i gesti nella comunicazione a scuola.
La nostra situazione attuale è la seguente: abbiamo fatto un trasloco ad inizio dell'anno scorso per motivi lavorativi. Non mi pare sinceramente che la bambina ne abbia risentito, ma sono la sua mamma e magari alcune cose non le riesco a vedere con il giusto occhio. Tra me e il suo papà va tutto d'amore e d'accordo, per fortuna, siamo una coppia molto affiatata e unita. Psicologicamente parlando, siamo un po' stanchi e (mi permetta il termine) stressati da questa situazione che abbiamo con la bambina e ho il timore che lei ne risenta parecchio.

Lei che cosa ne pensa di questa situazione? Come dovremmo procedere e come possiamo superare la retrocessione che ha subito per quanto riguarda la pipì? La ringrazio molto.

La pregherei di darmi più

La pregherei di darmi più informazioni seguendo il questionario-bambini qui accanto nella colonna sinistra

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