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comportamenti strani a tre anni

buongiorno,
mio figlio di quasi 3 anni (li compie a fine giugno) mi desta qualche preoccupazione nell'osservazione di qualche suo comportamento. Le faccio alcune premesse:

è nato all'ottavo mese da un parto normale, non ha avuto malattie di rilievo tranne una broncheolite; non frequenta il nido ma sta a casa con mia moglie; non frequenta bimbi (ultimamente da qualche mese nel giardino di casa e al parco del paese), ha un ottimo rapporto con i suoi nonni. Ha inziato a camminare prima dei 2 anni (senza quasi mai aver gattonato) e un po prima a pronunciare le prime parole.

Nello sviluppo del linguaggio ho sempre constato l'apprendimento di molte parole nuove, pronuncia anche diverse frasi con un vocabolario abbastanza ricco ma noto che si ostina a parlare in 3 persona e ha difficolta a utilizzare "IO" e "TU" (appena gli dico "come si dice", lui spesso corregge nel modo giusto). Conosce bene il significato di "SI" e "NO", conosce i colori, conosce i numeri da 1 a 10. Ha un carattere molto ostinato, se una cosa lui la concepisce fatta in un modo, guai a modificargli metodo, si arrabbia e spesso si morde le mani; quando era piu piccolo manifestava la sua arrabbiatura picchiando la testa al muro (ora non più). Noto anche alcune volte nella giornata tende a ripetere frasi appena pronunciate dagli adulti e spesso racconta anche a distanza di ore o giorni quello che ha fatto o cose che hanno sucitato il suo interesse.

Ha la mania di correre davanti alla lavatrice durante la centrifugazione (quando termina la centrifugazione torna a fare un altro gioco, e quando sente il cancello del condomio aprirsi per vedere le auto e le moto che transitano (in questa circostanza viene da me o dalla mamma o dire se è entrata la moto o la macchina etc..).

Appena sente magari da me una parolaccia, la ripete subito molto divertito, sembra quasi capendo che essendo una cosa che non si dice, prova gusto a ripeterla (talvolta mi vien da ridere anche a me e lui di diverte ancor di piu).

Tempo fa girava le ruote delle macchinine (dopo che gli è stato insegnato dal nonno), ora sembra utilizzare le macchinine e le moto con il loro gusto scopo. Quando girava, tandeva a coinvolgermi dicendo "guarda papà come gira forte".

A volte si diletta in giochi simulativi di finzione, es. da da bere ai fiori, da da mangiare ai suoi pupazzi, prepara la pappa per me e la mamma ...

Nel prendere in mano un suo gioco ad esempio la moto, è molto interessato da ogni sua parte e mi chiede di ognuna che cos'è (freni, ruote, casco, bauletto, marmitta), il problema che lo chiede anche il giorno dopo appena riprende l'oggetto. E io non rispondendo alle sue richeste ma dicendo a lui "dimmelo tu cosa è" .. lui a perfezione sa tutto di quello che vorrebbe chiedermi.

A smesso da qualche mese di avvicinare gli oggetti alla bocca, ma alle volte ha le dita un bocca. Il ciuccio lo ha dismesso a 2 anni senza particolari problemi.

Con gli adulti (quelli che conosce) è molto affettuoso, si fa avanti verso di loro, si fa fare le coccole e talvolta le fa anche lui. Spesso saluta anche chi non conosce, saluta chi incrocia durante la sua passeggiata.

Con i bimbi coetanei appare timido ma allo stesso tempo interessato; si avvicina gli chiede "come ti chiami", "quanti anni hai", a volte spontaneamente a volte su sollecitazioni gli fa carezze e baci mostrando a loro dolcezza; con i bimbi più grandi va, inizialmente si gira per cercare noi genitori ma poi va tranquillamente.

Quando è fuori (ma anche in casa), cerca sempre la nostra attenzione per farci notare qualche cosa : ciò che vede, se sente un rumore (tipo antifurti, suoni strani), ci chiede che cosa sono ... da qualche mese ha iniziato a domandare il perchè su ogni cosa e parla sempre delle sue cose o delle cose che ha fatto.

La cosa che noto che è ripetitivo nelle richieste anche su cose che già conosce, come per voler a tutti costi instaurare un argomento ... difficilmente sta in silenzio per tempi prolungati.

Risponde alle domande sia se lo si chiama per nome, e sia se si tira la sua attenzione senza chiamarlo ma magari mediante un'esclamazione "OH guarda ...", lui si gira a guardare.

Gli piace molto l'altalena e abbastanza lo svivolo. Io gioco del "cu cu" lo diverte, e gli piace esser dondolato dagli adulti e si diverte se si finge di farlo cadere da in braccio. Gioca poco da solo ma preferisce giocare con i genitori o i nonni.

Da 4/5 mesi dorme in cameretta da solo, ogni tanto quando si sveglia di notte chiama la mamma, poi in breve tempo si riaddormenta.

Non è particolarmente attaccato alle sue cose, manifesta interesse per un orsetto che da poco gli ho regalato. Non è maniaco dell'ordine, va sollecitato per fargli metter a posto i giochi dopo l'uso. Gli piace la musica e ballare specie durante feste, matrimoni si butta nel ballo (vicino agli adulti che conosce).

Conosce le parti del suo corpo indicandole su richiesta in maniera corretta.

Come devo interpretare alcuni comportamenti strani che ho illustrato, leggendo su internet vengono citati molti di questi aspetti legato a gravi ritardi o addiritura all'autismo.

cordiali saluti

Difficoltà inseriemento materna

Professore, grazie per la risposta dimenticavo (lei me lo ha ricordato nella risposta) di citare alcune cose : a casa è un pò più agitato, alle volte tenta di "alzare le mani" a noi ma se fermato in tempo capisce e si ferma ... è in generale a tratti un pò più nervoso ma ripeto non sempre. Venerdi scorso sono arrivati i nonni a prenderlo (prima volta) ha reagito facendo il gesto di tirargli il sacchettino addosso; sembrerebbe che ritenga l'asilo come una punizione, e le persone a lui care come i suoi punitori.
Il sonno non sembra aver subito alcuna modifica, anzi alla scuola materna dicono che dorme nel pomeriggio (cosa che non ha mai fatto a casa). Alimentazione, è sempre stato un pò difficile, se non vuole una cosa non la vuole e manifesta il suo disagio ci dicono alle volte piangendo; a casa semplicemente invece dice "non lo voglio", "non mi piace".

Bene, mi sembra che va tenuta

Bene, mi sembra che va tenuta 'la barra del timone' cercando di mantenere la rotta e la stabilità della barca....
Sembrano reazioni tollerabili, non sembra ci sia da allarmarsi. E' importante mantenere la tranquillità e contenere il bambino alla giusta distanza, con pazienza.
In questa fase della crescita il bimbo dovrà un po' alla volta imparare a stare con gli altri, al suo posto, e che comandano i grandi, che al contempo lo proteggono e costituiscono la sua "base sicura". (Il tutto nei fatti, non a parole.)
Stabilizzata questa, dopo questa fase, potrà avventurarsi all'esterno ad esplorare il mondo...
Cordialmente
drGBenedetti

.. sono a riferile che continuano le difficoltà di inserimento

buongiorno professore,
sono a riferirle che le difficoltà con la scuola materna continuano.
Si fa imboccare, altrimenti non mangia .. cosa che a casa non fa assolutamente. Non si fa coinvolgere in quasi niente, dice che vuole la mamma ... ma quando viene a casa racconta per filo e per segno quello che si fa all'asilo, canta e racconta le canzoni che gli insegnano .. racconta di cosa fanno gli altri bambini. Quando incontra gli altri genitori che accompagnano i figli, li saluta e a volte fa loro domande .. è stato invitato ad una festa di una compagna, il giorno dopo ha chiesto alla sua mamma se alla festa cè la musica che a lui piace.
Tutte le sere promette dicendo domani non piango più e mangio da solo, ma l'indomani accade la stessa cosa; dice che l'asilo non gli piace e che gli piace di più stare a casa.
Nel poco tempo che stiamo li per accompagnarlo, notiamo che nei riguardi della maestra è molto timido, le parla quasi con timore ... mentre a casa con noi e con i nonni è molto disinvolto e sveglio.
Non sappiamo più cosa fare per fargli gradire un pò di più la scuola materna, cosa possiamo fare secondo lei ? Non vogliamo cedere a lasciarlo a casa ... Stessa cosa sta accadendo in piscina, prima di conoscere l'asilo andava volentieri e gli piaceva molto .. dopo aver conosciuto l'asilo non gradisce più nemmeno la piscina.

E' uno che non cede

E' uno che non cede facilmente. Sta facendo lo 'sciopero della fame' (o meglio si fa imboccare) e continua la sua 'resistenza', e la spiega, dicendo un sacco di cose. Mi ricorda 'Tom Sawyer', il bambino del romanzo di Mark Twain, o Linus, il personaggio dei fumetti di Schultz... Mi sembra che mantenga una grande simpatia e socievolezza (fuori dalla scuola), e non vedo segni preoccupanti di esperienza traumatica, in quello che descrive. Non lo tartasserei troppo, ha bisogno di tempo, non mi sembra da rimproverare. Mi sembra che si potrebbe fare un patto con lui, utilizzando la sua non comune capacità di utilizzare il linguaggio per esprimere i suoi sentimenti: tenerlo a casa un po' di più, come vuole lui, in cambio di essere più disponibile all'asilo. Ma solo per un periodo, perchè diventare grandi è inevitabile, non si può fermare il tempo. Immagino che a casa poi abbia una buona disponibilità di tempo da parte dei genitori, e mi par di capire che non abbia risentimenti.
Cordialmente
drGBenedetti

.. aggiorno sul mio bimbo e ne approfitto per chiederle qualcosa

buongiorno professore,
il mio bambino, ora 3 anni e mezzo sembra aver accettato un po meglio l'idea dell'asilo. Si coinvolge con qualche bimba a giocare all'asilo e le maestre dopo aver detto che secondo loro il bambino è un po insicuro .. ora dicono che va meglio, si è integrato meglio e accetta questa nuova situazione.
Riguardo il linguaggio, sono ormai aumentati i vocaboli che conosce, fa sempre più discorsi e ha smesso da ormai 6-7 mesi di parlare in terza persona e di confondere i pronomi; ormai si esprime bene. Noto che ha molta memoria anche su fatti passati da tempo che lui ha vissuto.
Quello che mio giudizio permane, è l'interesse per alcune cose particolari tipo aspirapolvere e lavatrice anche se gioca un pò a tutto ... ma come dire, quando la lavatrice è accesa lui deve vedere e spesso coinvolge anche me dicendo (viene papa a guardare che la centrifuga gira fortissimo)!
Spesso fa domande ripetitive ed è molto curioso sulle cose che non conosce, vuole sapere tutto ....
Da ottobre a dicembre alla scuola materna ha preparato la recita musicale di natale, e tutt'ora a casa è molto interessato agli strumenti musicali e spesso canta tutte le canzoni che ha imparata alla scuola materna e alle volte vedo che finge di esser lui il maestro imitandone i comportamenti.

Mi sembra che lo sviluppo

Mi sembra che lo sviluppo proceda ottimamente. La sua curiosità e il suo interesse per le cose sono un'ottima qualità e anche l'essere affascinato dalla centifuga è assolutamente normale, tanto più se chiama anche altri a partecipare al suo entusiasmo.
Mi sembra un bambino sveglio e simpatico e spontaneo. Sembra aver superato bene la fase di separazione e distacco e aver puntato la prua a nuovi lidi.
Spero che l'educazione e le aspettative regolamentari non gli tarpino troppo le ali per renderlo "uguale agli altri", pessima aspettativa di una società che vuole tutti 'omogenei' e identici come robottini....
Cordialmente

... nuovamente io

professore,
lavatrice, luci situate nel giardino e nell'accesso garage di casa suscitano particolare interesse in lui e coinvolge come ho già scritto anche me, chiamandomi e facendomi notare ciò che a lui interessa. Noto che fa fatica ad addormentarsi la sera, va a letto presto (circa 20.30 dopo che alla scuola materna fa il riposino) e quasi sempre parla da solo (bisbigliando senza farsi sentire .. dopo una mezz'ora dorme sino a mattina).
Anche durante il gioco spesso parla da solo, sembra fare interi discorsi. Ama i giochi musicali e cantare lui stesso.
Con il mangiare è parecchio selettivo, mentre da piccolo mangiava di tutto, ora non più.
Ogni tanto quando parlo io mi chiede di ripetere non so se causato da numerosi otiti che ha fatto e dal catarro che da qualche mese lo tartassa.
Queste cose, giochi ripetitivi, fatica ad addormentarsi ... non c'entrano niente con asparger, su internet cè scritto davvero di tutto e come mezzo di informazione è ottimo ma per preoccuparsi.

"Queste cose, giochi

"Queste cose, giochi ripetitivi, fatica ad addormentarsi ... non c'entrano niente con asparger, su internet cè scritto davvero di tutto e come mezzo di informazione è ottimo ma per preoccuparsi."
credo che abbia ragione. Riguardo all'addormentamento, avete provato a fargli compagnia leggendogli o meglio raccontandogli una fiaba, seduti accanto a lui? ( ma non a letto insieme, come tanti fanno, inducendo abitudini che poi sono dure a cambiare e molto scomode....)
Cordialmente
drGBenedetti

si vedrebbe ...

Come si distingue la sindrome di asperger ?
Il fatto invece che parla da solo spesso (durante i giochi e prima di dormire) ?
Quando parla, spesso è concentratissimo nella sua cosa che deve dire, che non ti guarda in faccia costantemente .. durante il discorso un po guarda e ogni tanto si perde a guardare qualche cosa che in quel momento suscita il suo interesse.

PS.seguiremo il suo consiglio di leggergli una fiaba accanto a lui MA NON a letto insieme.

Rispondo qui

Rispondo qui http://neuropsic.altervista.org/drupal/?q=node/736#comment-1107,
dove ho spostato gli ultimi aggiornamenti.

IO non vedo niente di strano

IO non vedo niente di strano nel suo bambino. Mi sembra un bambino curioso, interessato, con un suo caratterino, alla scoperta del mondo, con tante capacità e che sperimenta le cose nuove che conosce. Ovviamente i bambini hanno anche particolarità loro, a periodi prendono abitudini e atteggiamenti un po' particolari, che possono sembrare 'strani' agli altri. Per fortuna non sono tutti uguali a marciare compatti in fila per tre...
Ma l'autismo e il ritardo sono un'altra cosa, sono un arresto o un marcato rallentamento dello sviluppo. Nulla a che vedere con suo figlio, direi.
Cordialmente
dr GBenedetti

In riferimento alla terza persona ...

Inanzitutto la ringrazio per aver letto la mia lunga mail ...
Riferendomi alla terza persona, se ha bisogno un'oggetto dice "Alesso lo vuole" oppure "lo vuoi"; mi rendo conto che ci siamo rivolti a lui da sempre anche noi usando la terza persona, ma da almeno un mese stiamo tentando di correggerlo dicendo "come si dice"; nell'esempio di prima lui risponde correttamente dicendo "Io voglio ..."; ma di primo acchito sbaglia. Secondo lei è corretto tentare di correggerlo ogni volta o come reputa di fare per indicargli il modo giusto?
Nuovamente grazie.

No, non va corretto per il

No, non va corretto per il modo di parlare, imparerà da solo. Tenete conto che le 'malattie' non sono sommatorie di sintomi o di particolarità. Cercate di vedere i 'contenuti' e non la 'forma'. Mi sembra che il bimbo ne abbia tanti, interessi, curiosità, ecc: la forma seguirà. Le interazioni e le comunicazioni devono essere 'vere', stare insieme, interagire, comunicare è essenzialmente un'esperienza emotiva, non una serie di prestazioni basate su istruzioni di uso o comportamento. Quest'ultime cose riguardamo le macchine, i robot...
Ovviamente vanno messi i limiti e le regole per imparare ad adattarsi alla società, ma queste devono essere poche e buone, cioè non formali ma essenziali e chiare,
Cordialmente
drGBenedetti

mi scusi, se chiedo ancora ...

buongiorno dottore,
ho ben letto quello che Lei mi ha gentilmente scritto, ma un dubbio mi fa chiedere ancora qualcosina :
spesso il mio bambino (manca un mese a compiere i 3), ripete frasi sentite (spesso subito dopo che l'adulto le pronuncia, a volte nell'arco della giornata. Cosa significa ?
In questo periodo chiede il "perchè" di ogni cosa, anche ripetendo cose a cui ho gia risposto.
Sono ancora normali le ripetizioni (tipo eco) a quasi tre anni ? Quando dovrebbero terminare o ridursi ?

Rileggendo la descrizione

Rileggendo la descrizione attenta che ha fatto del suo bambino riconfermo l'impressione di un bimbo vivace, curioso, attento, assolutamente normale nel suo sviluppo. Non credo che sulla base di questo quadro le 'anomalie' che lei rileva abbiano particolare significato. Non credo si tratti di ecolalia, espressione che indica un sintomo patologico, che indica che il bambino si limita come linguaggio a ripetere espressioni sentite - che non sembra proprio in questo caso. Può darsi che l'espressione abbia suscitato la curiosità del bambino, ma, come spesso non esistono risposte ai 'perchè' dei bambini in questa fase, anche a questo 'perchè' non ho una risposta precisa.
Le ricordo che 'sviluppo normale' non vuol dire che non esistono aspetti particolari, o diversi da altri, ma che globalmente lo sviluppo delle varie funzioni è più o meno adeguato. E' come una squadra che faccia una camminata, chi arriva un po' prima, chi si attarda, che si distrae, l'importante a un certo punto è che tutti siano arrivati. Così per le diverse 'funzioni' del bambino, cognitiva, emotiva, sociale, linguistica,ecc. Lo sviluppo non è un'autostrada diritta, ma una strada di campagna spesso ci sono curve, salite e discese, la velocità può variare, ecc
Cordialmente
dr GBenedetti

.. in effetti ...

la ringrazio molto per la Sua cordialità e professionalità,
in effetti è vero, il "ripetere frasi" non è l'unica forma di linguaggio che ha il mio bambino. Ripete le frasi si, ma non solo ...
Un'ultima curiosità, noto che spesso mette la mani in bocca, puo essere causato da un repentino distacco del ciuccio (avvenuto un anno fa) ?

Noto anche che spesso fa cose per "far felice me", mi spiego : ho insegnato a lui a salire le scale tentando di alterare i piedini e lui quando lo fa (ogni volta che sale in casa) se sono io ad accompagnarlo mi dice "due piedini". Cosi come mia moglie gli ha insegnato a dire come ti chiami ai bimbi al parco, lui domanda a ogni bimbo "COME TI CHIAMI"; problema che quest'ultima cosa relativa al "come ti chiami" alle volte risulta "fastidioso" agli altri e non riusciamo più a spiegargli di non chiederlo sempre ... qui forse avremo sbagliato noi.

PS. questi questionari "a punti" su Internet tendono a confondere e preoccupare i genitori .. meno male che ci sono ancora medici professionisti SERI come Lei che non si basano solo su questionari.

confonde il TU con IO

dottore, mi scusi sono ancora a porle una domanda :
il mio bambino (quasi 3 anni) ha difficoltà con i pronomi IO e TU: dice "lo vuoi" invece di "lo voglio". Se domando a lui chi è "con il suo nome" lui mi risponde correttamente IO (ho insistito per isegnagnarglielo). Mi da un consiglio su come aiutarlo a capire il significato di IO e TU.
Come mai sul WEB associano gravi problemi all'inversione pronominale ?
La ringrazio in anticipo ...

Le direi di non voler

Le direi di non voler 'insegnare' al bambino: i bambini imparano per esperienza: quello è l'apprendimento che conta, spontaneo, naturale. L'apprendimento insegnato dagli adulti è esteriore, superficiale. Un esempio evidente è nei figli degli immigrati, che imparano rapidamente l'italiano , mentre i genitori non ci riescono: non glielo insegnano certo loro!
Non so che dirle sull'io e tu usato in modo confuso dal bambino: non vorrei che fosse proprio effetto di un eccessivo 'insegnamento': ma non è un singolo 'sintomo' che fa la 'malattia', bensì l'insieme, e in suo figlio l'insieme non sembra certo da autismo.
Quanto a quello che si trova sul web non so che dirle: in gran parte è espressione delle confusioni della psichiatria d'oggi, aumentate esponenzialmente dalle paure e dai sistemi di comunicazione. D'altronde c'è già chi si prepara ad aspettare la fine del mondo per il 2012, secondo la profezia Maya....

di nuovo a chedere consiglio ...

buongiorno egregio professore,
le espongo una nuova questione : mio figlio ormai 3 anni compiuti (se legge sopra il post ricorda) ... ha iniziato l'inserimento alla materna: tutte le mattine (sono 6gg che va) piange non appena lo accompagniamo nella sua classe.
Le maestre dicono che negli ultimi giorni, piange solo quando arriva (fa al momento solo 2 ore) e poi smette. Unica cosa non gioca con i bambini ma segue ciò che dice la maestra e cerca sempre la sua presenza. Come posso fare ad aiuatarlo a meglio socializzare con i coetani ?
Riguardo "il parlare" come nei post precedenti, ha migliorato con l'uso di "IO e TU" ma spesso si rivolge a noi utilizzano il pronome errato (Es. ti prendo in braccio, per farsi prendere il braccio). Ultima cosa noto che da qualche tempo fa spesso giochi di imitazione (prende in mano un manico di legno e finge di aspirare, cosi come prende in mano la moto e la fa girare per casa imitandone il rombo ...

Bene. Mi sembra che la

Bene. Mi sembra che la reazione a scuola sia assolutamente normale, così come il comportamento descritto. Nei prossimi tempi verosimilmente esplorerà sempre di più l'ambiente nuovo e le persone e i coetanei, con alti e bassi, ovviamente. Come dico spesso un bambino si avventura nel mondo esterno con sufficiente sicurezza quando è sicuro della sua base di partenza, come un astronauta che esca dalla navicella spaziale: deve essere sicuro di poterci rientrare! Non sono le parole, a rassicurare. E'l'esperienza di separazione e ritorno, inizialmente dolorosa, o meglio 'faticosa' da sopportare, che una volta diventata abituale e 'fidata' (la verifica cioè che i genitori ritornano e a casa tutto va bene) dovrebbe rassicurarlo e un po' alla volta diventare una cosa tranquilla e la base per un altro passo avanti.
Mi conforta nella ,mia impressione il fatto che stia migliorando nell'uso dei pronomi e che anche il gioco che mi sembra procedere bene.
cordialmente
drGBenedetti

.. anche se sbaglia ancora

come le dicevo "IO" e "TU" ormai sembra aver ben capito la differenza e di conseguenza l'uso; ma spesso si rivolge invece "Ti prendo in braccio" per farsi prendere in braccio; in pratica è come se dicesse la frase che io dovrei dire.

Lei professore dice "mi conforta" riguardo l'uso dei pronomi: è indice di preoccupazione l'uso ancora non sempre corretto dei pronomi ?

Ho modo di correggerlo o è meglio lasciarlo parlare come preferisce ?
Continua la passione che ga sempre avuto della musica utilizzando molto giochi musicali (pianole, chitarre giocattolo etc..).
Quindi il gioco simulativo è assolutamente normale ? /es. fingere di andare in auto con la macchinina emulandone il rombo.

Capisco che si vorrebbero

Capisco che si vorrebbero avere chiare risposte, un sì o un no. Ma non è solo per i limiti di internet e della distanza che non si può. A mio avviso infatti anche i genitori che fanno domande di questo tipo, su aspetti limitati del comportamento fanno lo stesso errore degli 'scienziati' di oggi. Molto più giustificabili i genitori, ovviamente. Non si può infatti, a mio avviso, ridurre la valutazione a risposte precise a singoli 'items', sulla base delle quali fare 'diagnosi', come usa oggi con gli effetti che si vedono. Si possono testare le macchine, e valutarne le prestazioni per correggere la fabbricazione. Ma testare le persone significa ridurle appunto a 'macchine' e poi cercare di modificarne le prestazioni meccanicamente o chimicamente o con metodi di ammaestramento. Le persone per così dire funzionano in modo 'analogico', non 'digitale', anche se alcuni psicologi oggi cercano di rendere identici il funzionamento della mente e quello dei computer. Anzi, nell'impeto narcisistico megalomanico che li coglie vorrebbero, novelli dr Frankenstein (junior), creare computer 'pensanti' mentre dall'altra parte riducono le persone a cose non pensanti ma solo reagenti a stimoli e impulsi. Temo che su questa strada si possano fare molti danni.
Nelle mie risposte quindi io non posso dare risposte 'digitali', sì o no, ma solo cercare di allargare il campo di osservazione a più aspetti, per vedere come diventa il quadro complessivo, aiutando le persone ad allargare il campo di osservazione. Per cui in un bambino che ha tanti aspetti normali e 'positivi' per così dire, diventano meno significativi singoli aspetti che, isolati, vengono da qualcuno posti addirittura come sintomi patognomonici, cioè fortemente indicativi, quasi definitivi. Per cui a mio avviso tanti elementi che oggi vengono osservati spasmodicamente isolandoli dal complesso, come l'indicare', l'uso dei pronomi, l'uso di giochi o attività ripetitive, non hanno particolare significato in sè, ma solo se si accompagnano a gravi problemi di sviluppo, apprendimento e comportamento. Altrimenti sono solo come colpi di tosse, che non indicano di per sè una polmonite, nè uno 'spettro polmonitico'.
Si deve aspettare, vedere l'evoluzione complessiva e solo se questa si arresta o peggio regredisce si deve intervenire per capire cosa sta succedendo. Sapendo però anche che lo sviluppo, come ogni cosa, è fatto di alti e bassi, non è lineare. Si parla infatti di 'sviluppi non lineari'.
Cordialmente
dr GBenedetti

Difficoltà inseriemento materna

buongiorno professore,
sempre io con il mio Alessio.
Dopo circa un paio di mesi che va alla materna, a detta delle 2 maestre (anche se non sempre concordi in ciò che dicono), il bambino piange in continuazione e non gioca con nessuno perche il suo problema è "quando arriva la mamma". La frase "pareri discordi" in quanto sentendo la maestra di ruolo è un disastro, piange sempre, non mangia ... sentendo la seconda maestra (che viene alle 11), non gioca con i bambini, cerca la presenza di un adulto (cioè lei, la maestra) mangia e dorme nel pomeriggio. Quando lo vediamo uscire alle 4, sembra normale .. talvolta su richesta racconta ciò che a fatto ma non corrisponde a ciò che dice la maestra: lui dice cosa ha mangiato, cosa non ha mangiato e con che giochi a giocato. E' molto attento a ciò che fanno gli altri, mi racconta chi porta il mangiare a tavola, mi dice quando la bidella entra in classe etc ...
La maestra ha persino detto ieri al bambino, "se vuoi ti cambiamo maestre" e lui ha detto no, non voglio cambiare le maestre.
L'attengiamento prima di entrare in classe (quando stiamo per accompagnarlo) è "mamma non andare via all'asilo".
Dottore, non sappiamo come comportarci per aiutarlo in questo inserimento all'asilo, pensiamo che soffra il distacco materno ... ci può dare qualche suo preziosissima opinione e consiglio ?
La ringrazio in anticipo per la sua cordialita ...

Commovente leggere come il

Commovente leggere come il bambino sta affrontando questa fase difficile per lui: capisce, è attento, esprime il suo disagio, racconta, risponde, cerca di farcela, insomma. Non avrei dubbi quindi sulle sue capacità mentali, simboliche, comunicative ecc. Più che il 'soffrire', direi che la questione è sopportare il cambiamento, la fatica di affrontarlo.
Da quanto descrivete non mi sembra che la fatica che sta facendo sia al di sopra delle sue possibilità e quindi a rischio 'traumatico'. Non parlate di eventuali 'sintomi' o cambiamenti preoccupanti del suo comportamento a casa, del sonno, dell'alimentazione, ecc. Per cui credo sia da incitare a 'resistere', come si fa con qualcuno che sta facendo uno sforzo, una fatica, per raggiungere un obiettivo.
Bisogna ovviamente dargli momenti di riposo, pause, dosare i ritmi e i tempi, in modo che la fatica non sia eccessiva. Fare ogni tanto qualche 'vacanza' in più, se l'orario non era completo subito forse era meglio, ma spesso le scuole sono rigide, o non si può per il lavoro dei genitori. Non mi sembra comunque una situazione allarmante. Anche per il rapporto con gli altri bambini, spesso ci vuole tempo...
Vediamo come prosegue
Cordialmente
dr GBenedetti

PS, per ovviare al 'restringimento' dello spazio, potete mettere il vostro prossimo post subito dopo il primo, come risposta alla prima vostra lettera. O aprire un altro thread facendo riferimento all'indirizzo di questo ( http://neuropsic.altervista.org/drupal/?q=node/533 ) .

AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.
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ATTENZIONE : si chiede gentilmente a tutti gli utenti del sito di mandare un breve aggiornamento sul consulto effettuato. In questo modo sarà possibile avere un riscontro a distanza della correttezza delle risposte date. I risultati verranno pubblicati sul sito. Grazie Vedi

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