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problemi di linguaggio

Egregio dottor Benedetti,
le scrivo, senza avere la speranza di una risposta incoraggiante, ma ci provo lo stesso. Mio figlio ha 30 mesi e non parla, e quando dico che non parla intendo dire che il suo vocabolario è fermo dall'età di un anno a papà e uaua (acqua) dopodichè esistono solo gridolini e vocali. Le specifico vocali, perchè a dire il vero da dicembre a questa parte ho visto dei miglioramenti: fa i versi degli animali e dice uno, due e tre, ma il problema è che tutto è fatto con le vocali (uo, ue, e), gatto: ao, lupo: uuu, rana: aa, l'nico è il cane: ba ba. Va al nido anche se non tutti i giorni, e lì mi dicono che è bravo, socievole, balla, disegna, gioca, e interagisce con gli altri bimbi. Quando vuole una cosa ce la indica o ci viene a prendere, balla, disegna e adora il fratellino di 9 mesi. La pediatra vuole aspettare almeno un altro anno, e cioè dopo alcuni mesi dall'inserimento alla scuola dell'infanzia, per fare indagini. Ora io vorrei sapere, anche se so che così non si può fare una diagnosi, ma secondo lei è possibile che senza aiuti un bambino che non ha sviluppato il linguaggio possa da solo recuperare nel prossimo anno?
Grazie comunque,
...

Dice che non ha speranza, ma

Dice che non ha speranza, ma poi afferma che recentemente ha visto dei miglioramenti... Il che vuol dire che la speranza c'è, eccome! Pur senza altre notizie, quello che dice lei e quello che riferisce dal nido fanno pensare solo a problemi di pronuncia, quello che una volta si chiamava 'dislalia'e oggi difficoltà fonetica-fonologica. Se è stato un po' lento e impacciato motoriamente, qualcuno parlerebbe di 'disprassia', perchè ci vuole più tempo ad imparare le 'prassie' giuste, sia in generale che per la pronuncia. Ma sono sempre cose che tendono a passare da sè, con la crescita, senza tormentare il bambino incolpevole con accertamenti e terapie varie, che oggidì sono offerte ad ogni uscio...
Per cui sono d'accordo con la pediatra, di aspettare un altro anno. Probabilmente i prossimi mesi continuerà i progressi che già ha mostrato.
Per sicurezza comunque mi dia qualche ulteriore elemento, seguendo questo questionario.
Cordialmente
drGBenedetti

Egregio dottor

Egregio dottor Benedetti
grazie per la risposta,
mi perdoni se continuo a rispondere via mail, ma per me è più semplice.
Anch'io sono d'accordo sul non stressare il bambino con medici e veisite, soprattutto voglio che il bambino cresca con le sue particolarità, come il fatto che tende a prendersi i suoi tempi per fare le cose e che il tutto non venga stereotipato da schemmi rigidi e prefissati. A meno di malattie...

Le invio di seguito il questionario compilato e grazie ancora.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE

problemi in gravidanza: Gravidanza perfetta fino alla 29 settimana a causa di una P.Prom. con ricovero di circa un mese e iniezioni di cortisone.

Nascita ...
a che settimana: 40°
Parto ( normale, cesareo, difficoltà): naturale ma con prolasso del cordone ombelicale non riconosciuto, ma a detta del medico e dell'ostetrica presenti senza sofferenza fetale......
alla nascita : peso, altezza, circonferenza cranica: peso kg 3,370 - alt.: cm 50 - cc. 34,5
(eventuali curve di accrescimento epoche successive)..nella norma...
indice di Apgar : 9./ ..... durata del ricovero in H: 3gg....

Primi mesi
allattamento: materno: sì. artificiale solo aggiunta- svezzamento: 6 mesi
ritmo sonno veglia, orari: da quando è nato si svegliava alle 7:00 senza piangere, si addormentava alle 11:00, poi sveglia 12.30 add. 15.00 sve. 17.00 add. 22.00 sv. 7:00.
eventuali difficoltà: nessuna
persone che lo accudivano: mamma, papà e nonna materna.

alimentazione successiva: omogeneizzati, brodo casalingo con diversi tipi di verdure di stagione, frutta fresca. Nessun problema di alimentazione. Mangia qualsiasi cosa.
sonno , orari e modalità (dove dorme, come si addormenta, ecc): Dorme nella sua stanza da solo con tre pupazzi, ora va a letto alle 9:00 e si sveglia alle 6:30. Solo alcune volte si sveglia nel sonno soprattutto se dorme il pomeriggio.
abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc) ha abbandonato il ciuccio a due anni senza alcuna difficoltà, ha tre pupazzi con lui nel letto, ma non è necessario che ci siano tutti e tre. Noi genitori gli raccontiamo di solito una favola. Ha lasciato il biberon che usava solo la mattina dopo la nascita del fratellino a 27 mesi.

sviluppo psico-motorio:
seduto da solo a che età 6 mesi.
primi passi: 11 mesi
capacità motorie ....
controllo sfinterico (pipì e popò): no
curiosità e interesse per le persone: non tanta, ma se prende confidenza chiede di giocare portandolo per mano.
paura dell'estraneo: dipende dai momenti, come ho detto prima se qualcuno che non conosce si avvicina si nasconde dietro me o il padre, ma dopo una decina di minuti gioca tranquillamente
figure principali cui è attaccato papà, mamma e fratellino
reazioni alla separazione: fino a 18 mesi piangeva e si tranquillizzava dopo un quarto d'ora. Adesso ci saluta e va a giocare

Negli ambienti nuovi sta per alcuni minuti vicino ai genitori, ma poi inizia da solo ad esplorare

sviluppo simbolico
uso dei giochi: decide lui il modo di giocare con noi e con i giochi, se proviamo noi a fargli vedere come si gioca si innervosisce e con il comportamento gestuale ci fa capire che dobbiamo fare come dice lui. Anche con l'utilizzo delle posate è stato così dai 14 ai 28 mesi abbiamo fatto l'impossibile per convincerlo a mangiare almeno con il cuccchiaio, ma lui si è sempre rifiutato, ha mangiato dai 14 mesi fino ai 28 con le mani. Allora a 26 mesi gli ho fatto sparire il cucchiaio, e l'ho fatto ricomparire a 28 mesi, e lui da solo l'ha preso ed ha cominciato a mangiare, ora usa bene sia il cucchiaio che la forchetta.

Non mi sembra però che ancora usi il gioco per raccontare una stoia.

disegno spontaneo scarabocchio: fino a dicembre solo scarabocchi di cerchi, da gennaio anche linee fatte di seguito

sviluppo del linguaggio
prime parole: 12 mesi: vavà (papà)
due parole insieme: mai
uso del no e del sì: con la testa per il no e il sì. Il sì lo dice anche annuendo e con mh mh
frase minima (verbo e sostantivo ): nessuna

comportamento
(iperattivo, capriccioso, tranquillo, ecc): tranquillo, e poco capriccioso.
interessi : adora sfogliare qualsiasi tipo di libro, soprattutto quelli di cucina nonostante ne abbia, diversi per la sua età

attenzione. È attento a tutto e ci meraviglia come dopo poco riproponga i nostri gesti: spolverare, spazzare, pulire la vasca da bagno, usare gli attrezzi (quelli a giocattolo) come fa il papà.
adesione a regole, orari, limiti, obbedienza agli adulti: è molto obbediente, cerca di opporsi ad alcune regole, soprattutto quelle riguardanti l'uso della TV (che è limitato a circa un'ora al giorno in tutto, con cartoni tipo La casa di Topolino che lui adora) incominciando a piangere e portando il telecomando prima al papà e poi a me, ma poiché la risposta è sempre la stessa si arrende subito e si tranquillizza.

reazione a divieti: a volte piange, ma per alcuni minuti, poi trova un diversivo.
capricci, bizze: non fa molti capricci.

scolarizzazione

asilo nido sì. A che età 26 mesi. Reazioni solo i primi giorni ha pianto al momento del distacco dopo giocava tranquillamente. Ora ci saluta e va a giocare.

Scuola materna ....... eventuali difficoltà ............

Successive scuole ....... apprendimento ........ comportamento .........

Rapporti sociali, amicizie, attività extrascolastiche: nessuna

Composizione familiare mamma papà,e due figli uno di 30 mesi ed uno di nove mesi.
altri conviventi (nonni, parenti, ecc): no

Organizzazione familiare per l'accudimento (orari dei genitori, nonnni, baby sitter, ecc): Noi genitori facciamo un lavoro a turni, quindi un giorno sì ed uno no il bambino va una mattina all'asilo ed il pomeriggio dalla nonna matrena con gli orari 7:30-12:00 e 13:00 - 19:00
e modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme, chi 'comanda', ecc .....): per il momento abbiamo poche regole piuttosto ferme, il tempo davanti alla TV, lavare i dentini dopo mangiato, dormire nel proprio letto, e chiedere il permesso per alcune cose (per esempio se nel pomeriggio vuole una mela deve chiederlo semplicemente perché bisogna lavarla e/o sbucciarla, quindi lui la va a prendere dal cestino la mela e me la porta, sa che non gli dirò di no, ma che la devo lavare).

Eventi particolari, cambiamenti, lutti, difficoltà, malattie di familiari, ecc: Purtroppo i primi 6 mesi di vita li ha passati in un Hospice a causa di un tumore che ha colpito mio padre deceduto appunto dopo 6 mesi dalla nascita del bimbo). Inoltre quando il piccolo aveva 13 ho iniziato una nuova gravidanza purtroppo molto complicata, per cui dal 4° mese mi hanno messa a letto con continui ricoveri, e fino ai primi mesi del secondogenito lui è stato sempre con me, e devo dire che ha sofferto molto perché mi vedeva a letto. Passava vicino al mio letto quasi tutto il tempo e quando cercava di farmi alzare io gli spiegavo nel modo più semplice possibile le cose e allora mi portava i giochi sul letto.
Visite mediche, ospedale, altro: È stato ricoverato solo una notte perché al 5° giorno dalla nascita ha vomitato sangue nero, la cui causa è stata imputata a lle ragadi al seno.
Eventuali esami fatti e referti (Udito, vista, eeg, rmn,...): nessuno
Altre osservazioni noto che ora viene verso di noi e che con gridolini di varia intensità e con i gesti ci racconta qualcosa, ma noi non riusciamo proprio a capire. Noto inoltre che ripete gli stessi versi del fratellino e molte si mette vicino a lui e comincia a dirgli delle cose, esattamente come fa con noi.

Non mi sembra di vedere

Non mi sembra di vedere particolari probemi. Sicuramente la situazione ambientale che descrive per i primi sei mesi e poi per la seconda gravidanza, con la mamma occupata mentalmente e fisicamente, può aver costituito un fattore di complicazione, ma il bambino sembra averlo affrontato piuttosto bene. Per ora non mi sembra ci sia da occuparsi del linguaggio,se non ascoltando e prestando attenzione alle sue comunicazioni, non ci sono motivi evidenti per cui non debba emergere nei prossimi tempi.
Cordialmente
drGBenedetti

Egregio dottor Benedetti, le

Egregio dottor Benedetti,
le scrivo dopo alcuni mesi (precisamente la mia prima mail è stata il 9 febbraio 2013) per aggiornarla sugli sviluppi nel problema di linguaggio del mio piccolo che alla fine di luglio compirà tre anni. Se ricorda le comunicavo la mia preoccupazione per il mancato utilizzo da partedi mio figlio delle consonanti, oltre ad una carenza nella quantità di parole prodotte. Come già le avevo detto avevo notato piccoli passi in avanti, infatti noto che il bambino ha necessità di parlare, per cui cerca di ripetere molto più di prima le parole, ma il problema è lo stesso: solo le vocali!! Se diciamo "vieni fuori" lui ripete "ei oi". Il fatto che lui cerchidi ripetere per noi è un grandepasso in avanti, ma non riusciamo ad aiutarlo nell'utilizzo delle consonanti. Ora la pediatra ha deciso di procedere con una visita logopedica, che siterrà il 27 agosto. Ho paura però che immediatamente incomincino con diagnosi di malattie come la disprassia verbale, e dico malattie perchè sono convinta che siano manifestazioni di disturbi affrontabili (anche la disprassia) e non malattie. Il problema è che nella mia città esistono solo malattie..... Vorrei qualche consiglio per aiutare nell'articolazione delle parole il mio bambino e eventualmente un aiuto nell'affrontare la visita!!!!
La ringrazio in anticipo, perchè già l'altra volta mi è stato di grande aiuto

Le difficoltà nella pronuncia

Le difficoltà nella pronuncia delle consonanti si risolvono quasi sempre da sole, a meno che non ci siano anomalie anatomiche o neurologiche della bocca e del palato. Può quindi essere utile che pediatra, dentista, otorino escludano tali anomalie.
La maggior parte delle logopediste però ci vedono 'disturbi fonetici-fonologici', oltre che 'disprassici', e prescrivono sedute di logopedia per correggere i difetti, dicendo che altrimenti non si correggono o che si rischiano problemi futuri di apprendimento, ecc. Io non sono per niente d'accordo con queste affermazioni, che non sono minimamente provate. Nella mia esperienza i difetti di pronuncia, se tollerati dall'ambiente!, si risolvono come dicevo nel tempo, non è una patologia, un 'Disturbo' ma solo un ritardo di maturazione. Quelli che eventualmente rimangono, verso i sei anni, col bambino più collaborante e consapevole, si risolvono solitamente con poche sedute logopediche, senza far subire anni di trattamento a bambino e famiglia, con possibili effetti collaterali a volte anche marcati sul bambino che realizza spesso traumaticamente che c'è qualcosa di sbagliato e da correggere in lui, mentre non è così. Mentre è solo un ritardo nell'apprendimento spontaneo e nel controllo dei movimenti della bocca e dell'apparato faringolaringeo.
Preparatevi però a subire pressioni da parte sia di insegnanti che di medici (che non si intendono della questione ma delegano alle logopediste) oltre che delle logopediste stesse che però sono in conflitto di interesse nel raccomandare un trattamento che loro stesse fanno... Pressioni che continuano a lungo e pesano molto sui genitori che già hanno dubbi e incertezze.
Cordialmente
drGBenedetti

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