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diagnosi

Gentile dottore,
Mio figlio ha 13 anni e dall’età di nove una diagnosi di disturbo emotivo con aspetti misti associato a disturbi di apprendimento. E’ una diagnosi ufficiale, ma è contenuta nel dsm5 o icd10?
Precedentemente,in terza elementare gli era stata diagnosticata discalculia e disturbo di attenzione.
Da allora peggioramento continuo nonostante psicoterapia individuale ad indirizzo analitico. Qualche miglioramento dal mese di gennaio con risperdal. idee di persecuzione,interessi particolari sempre presenti. Miglioramenti lievi per l’aggressività e il contatto affettivo in famiglia ma con un ingravescente fobia sociale e ritiro. Periodi buoni e poi cattivi si alternano.
Da sempre ha mostrato una certa passività con i pari ,lieve goffaggine motoria ,movimento di dondolamento del capo.
La diagnosi è rimasta la stessa, è giusto? Asperger? Spettro schizofrenico? La diagnosi corretta potrebbe cambiare in parte il suo destino,con una terapia più specifica o la terapia è sempre la stessa e le speranze pure?
Grazie cordiali saluti

Io penso che, specialmente in

Io penso che, specialmente in questo periodo, le diagnosi psichiatriche nell'infanzia e adolescenza non aiutano a rendersi conto dei reali problemi, e così nemmeno dei possibili rimedi e della prognosi. Anzi, creano confusione e fanno accentrare l'attenzione sul bambino o ragazzo distogliendola dal contesto in cui si è evoluto, si è svolto il suo apprendimento globale e scolastico e si sono manifestate le sua difficoltà.
Le classificazioni (DSM, ICD10 oggi sono predominanti) sono nate per scopi statistici - in Italia era usato il'ICD9 per la diagnosi di dimissione dagli ospedali (di tutta la medicina, non solo la psichiatria ), per le elaborazioni statistiche dell'ISTAT. Erano una noiosa incombenza dei medici più giovani quella di trovare e scrivere nelle schede la voce più corrispondente alla diagnosi clinica fatta dai medici più esperti, che non aveva a che fare minimamente con le classificazioni, ma con la conoscenza della psichiatria e delle manifestazioni delle varie malattie o alterazioni.
Ora è recentemente apparso la 5a versione del DSM: le diagnosi cambiano ogni dieci quindici anni. Alcune scompaiono, altre nascono, in base alle votazione democratiche, per maggioranza, dell'Associazione psichiatrica Americana. La scienza non è democratica: una scoperta è valida o meno a seconda se è dimostrata sicuramente, o meglio fino che non è confutata. Non se è approvata dalla maggioranza di un'epoca.

A quanto scrive suo figlio ha già ricevuto una quantità di diagnosi: disturbo emotico 'misto', disturbi di apprendimento, discalculia, disturbo di attenzione, e ora Lei si domanda se invece le diagnosi giuste sino altre, Asperger, schizofrenia, ecc. E' probabile che potrebbe riceverne altre, borderline, bipolare, a seconda delle liste di sintomi che verranno preferiti.
Ha comunque ricevuto un farmaco 'antipsicotico' anche senza avere ancora avuto una diagnosi di 'psicosi' : il Risperidone è uno dei 'nuovi' (è degli anni '80) antipsicotici, ilcui uso si sta allargando a tutti i comportamenti in qualche modo disturbati e disturbanti, aggressività, ecc. Che alla base ci sia una 'psicosi' o meno.
In realtà i farmaci a disposizione degli psichiatri non sono poi molti, come può vedere nel mio articolo sugli psicofarmaci. Nelle situazioni difficili o complicate finisce che vengono usati quasi tutti, insieme o separatamente. Si può pensare quindi che forse la 'diagnosi' non sia così importante per le terapie, visto che sono quasi le stesse nelle diverse situazioni
.
Ovviamente Lei è mossa dalla preoccupazione per suo figlio, comprensibilmente

Ma le consiglierei di cambiare l'impostazione della sua domanda. Se le interessa un mio parere, per quanto con i limiti della distanza, può essere più utile se mi da più informazioni e delle descrizioni delle difficoltà presenti e passate, anche seguendo la falsariga nelle 'istruzioni' .

Cordialmente
drGBenedetti

Gentile dottore. Grazie. ho

Gentile dottore.
Grazie.
ho seguito le sue istruzioni con un po’di fatica, credo di aver fatto l’iscrizione.Ora,spero di essere autorizzata a rispondere.
Sono una mamma di professione psicologa.Non posso fare a meno di pensare ad ipotesi diagnostiche.
Mio f. ha camminato a 18m.,parlato a 10. Presentava ipotonia muscolare dopo parto difficile, per lui ,perché precipitoso ,ed è stato pertanto allattato con sondino, poi artificialmente. Da sempre passivo nei giochi non ha mai preso in mano il biberon.Tratti temperamentali delicati e molto sensibile ma anche impulsivo e aggressivo con l’andare del tempo.Non ha mai amato disegnare.Fino a 6 anni circa non riusciva a camminare dritto per strada,buttandosi volontariamente addosso.Dalla quarta gli è stata diagnosticata tra l’altro goffaggine motoria. Tendeva a vedere sempre gli stessi cartoni e a ripeterne i dialoghi ovunque si trovasse. Non particolarmente capriccioso ma piuttosto oppositivo e provocatorio,poco amante di smancerie se non (ora)quando cerca rassicurazioni.Dalla quarta un peggioramento continuo fino all’introduzione di risperdal . Ora certamente appare impoverito rispetto ai primi anni dello sviluppo quando forse ci attendevamo una maturazione.Presenta fobia sociale ,aggressività,idee di riferimento e interessi particolari(rituali religiosi).
Io la ringrazio per la sua risposta ma il mio disorientamento nasce proprio da quello che lei dice. Certamente la diagnosi di disturbo emotivo con aspetti misti richiederebbe approfondimenti sulle caratteristiche ambientali in cui il disturbo si è sviluppato ma magari si potesse cambiare un destino di patologia solo con atteggiamenti corretti in famiglia!(una volta individuati quelli scorretti)
Tuttavia la storia ci insegna anche quante tragedie si sono consumate con i concetti di madri frigorifero,padri psicotizzanti ,fortezze vuote e provvedimenti di parentectomia.
Rispondere alla domanda sulle cause non è semplice,soprattutto se si vogliono individuare quelle ambientali.Una volta poi individuate?Come rimuoverle utilmente?Basterà?
A me basterebbe sapere perchè l’antipsicotico senza diagnosi di psicosi.Senza sapere per quanto tempo,senza sapere che malattia è ,che cause ha.
Vorrei chiedere perchè in certi ambienti clinici ci sono diagnosi che derivano da ipotesi teoriche e che non sono comprovate scientificamente e universalmente nella comunità scientifica.Che significa personalità schizoide o boderlaine ?Come si distingue Asperger da schizoide?Il secondo è in quelle condizioni per colpa della famiglia,il primo per colpa dei geni?Ciò con tutte le varie implicazioni terapeutiche?
Grazie
Cordialmente irene

Nella mia esperienza

Nella mia esperienza l'effetto degli antipsicotici, come il Risperidone, è sicuramente quello di 'impoverire', come dice Lei, la vita mentale delle persone. Certo, se questa è preda di spinte pericolose e incontenibili altrimenti ,può darsi che non ci sia altra soluzione: si frena e si attenua la spinta pericolosa a scapito di impoverire tutta l'esperienza. Una volta si parlava di 'camicia di forza farmacologica', e sono rimasto di quel parere. Certo non ci si muove molto bene nei vari contesti, con la camicia di forza. In un soggetto in età evolutiva è una scelta molto delicata. Per mio conto non l'ho mai considerata valida.
Essendo psicologa, ovviamente le è difficile liberarsi dai condizionamenti ricevuti (non me ne voglia, ma ci vuole molto tempo per accorgersi e liberarsene) per guardare le cose sub specie realitatis, per così dire.
La questione comunque non è trovare 'la causa' ( la vera 'scienza' ha smesso da un po' di pensare che esista una causa lineare, e si parla infatti di sviluppi non lineari, teorie del caos, delle catastrofi, sistemi complessi ecc) e tanto meno di dare 'colpe', bensì di cercare di conoscere il labirinto dove a volte uno si perde per cercare di ritrovare la strada per uscirne. E' questo che si fa lavorando con le famiglie per aiutarle a vedere se sono entrate in labirinti o circoli viziosi, e per aiutarle ad uscirne.
Intanto , se è d'accordo, mi dia le informazioni che le chiedevo sopra.

risposta

gentile dottore,
grazie per la risposta.Le mando volentieri le informazioni che consiglia di inviare nel caso volessi un parere da lei che sicuramente mi è più che gradito.Le notizie che non invio non sono di mia conoscenza,perchè probabilmente dimenticate essendo "nella norma".
Deambulazione a 18 mesi .Linguaggio (due parole insieme) a 10,poi in rapida progressione.Non ha mai gattonato ne ci ha provato.Non ha mai voluto prendere il cucchiaio della pappa o il biberon in mano.Svezzamento in epoca senza problemi all'inizio.Successivamente difficoltà nella masticazione (fino a 5 anni)per cui desiderava mangiare tutti i cibi ma non ci riuscuva a causa di una condizione genetica che si manifesta con agenesia dentale multipla e forma dei denti presenti per lo più conoide ,con capelli radi e unglie distrofiche (displasia ectodermica).Uso del vasino in epoca.Non amava esplorare l'ambiente ed ha imparato ad andare in bicicletta a 10 anni.Non ha mai amato disegnare o scarabocchiare.Fino alla quarta presenza nel disegno di tratti marcati e disordinati con numerose trasparenze e colori scuri quando esistenti. Disegni a tema religioso o "sadico" o di vittimizzazione,ricorrente (es. morti,crocifissione)Con l'ingresso a scuola disgrafia che sembrava in miglioramento a periodi per poi ripresentarsi.Dalla quarta discalculia e goffaggine motoria.Leggeva in quarta elementare come un bambino di terza media,tuttavia presentava difficoltà nella comprensione del testo.Passivo con i pari,all'inizio modicamente poi in forma sempre più accentuata.Preferiva guardare gli altri ela sorella giocare.Ha sempre chiesto giocattoli con cui non ha mai giocato ,quasi come se non sapesse farlo pur forse desiderandolo.Non accettava volentieri insegnamenti.L'unico gioco consisteva nel disporre in fila tutti i suoi orsi(fino a 8 anni circa).Leggeva continuamente la bibbia dei bambini fino ad impararla a memoria.Amava ripetere continuamente a memoria la bibbia o i cartoni ,ovunque si trovasse.
Dalla quarta aggressività anche in risposta alla nostra decisione di genitori di chiedere un insegnante di sostegno(grave disturbo di attenzione e grave discalculia).Cominciano qui liti sempre più furiose con il padre (con tratti impulsivi quindi poco paziente verso il bambino)poi con la sorella di cui invidiava forse i suoi continui successia a scuola e nell'ambiente in genere. Infine con me, che secondo lui non riuscivo a capirlo, a cambiargli la situazione; in forma ancor più accentuata.Il comportamento aggressivo tra la prima e la seconda media era ormai insostenibile e purtroppo pericoloso.Aggressioni anche apparentemente immotivate.Agitazione, soliloquio,rituali ossessivi,fobia sociale.difficoltà nel convincerlo a lavarsi, a uscire ,fare i compiti,reazioni incomprensibili e inattese,riso immotivato.Questa è la situazione e le notizie di cui dispongo.Attualmente è migliorato solo il comportamento aggressivo e il contatto in famiglia ma permane aggressivo vrrbalmente,in aumento fobia sociale.Senza più interessi neanche particolari. Presenti idee di riferimento e di persecuzione.Sembra a volte odiare tutti e ne è infelice.
Il quesito che avevo rivolto all'inizio era dettato dal desiderio,al di la anche delle classificazioni nosografiche di fare qualcosa di più specifico.Esistono linnee guida per l'autismo,per la schizofrenia ma non per l'eos/veos,mi sbaglio?E' possibile fare qualcosa di più?Al di la della psicoterapia che non ha dato risultati (ma segue volentieri,anche per abitudine) e del risperdal che ha risolto solo l'aggressività,senza garantirgli un ponte per il futuro.
grazie per il suo interesse e per la sua attenzione,spero di essere stata esaustiva
Cordiali saluti
irene

notizie aggiuntive

Gentile dottore,
ad ogni buon fine aggiungo le srguenti notizie:
Nascita a termine.Parto quasi precipitoso.Peso ,altezza,circonferenza nella norma.Indice Apgar 8/10.Ipotonia muscolare.Follicolite.Timo grande che impediva corretta ascultazione del battito.Ricovero 15g.circa,alimentazione con sondino 2g.
Allattamento artificiale,svezzamento in epoca,senza difficoltà,alimentazione in seguito difficile per agenesia dentale. Accudito da baby sitter dai 4 mesi.Ritmo sonno/veglia regolare,piangeva di notte molto raramente.Pianto durante l'allattamento che eseguiva svogliatamente per cui a 3 mesi allattamento artificiale.
Alimentazione e sonno in seguito e attualmente regolari.Si addormentava dondolando il capo,abitudine ancora presente anche quando è in ansia(in pubblico) o annoiato(da solo).Seduto in epoca.Primi passi solo a 18 mesi.Capacità motorie attuali non brillanti ma non gravemente deficitarie Gli è stata diagnosticata goffaggine motoria a 9 anni.Nessuna terapia consigliata.In bicicletta a 10 anni.Disgrafia con andamento intermittente.Difficoltà alla scuola materna nel scendere le scale,tagliare con forbici.Siamo stati rassicurati.Controllo sfinterico a un anno circa.Difficoltà nell'igiene e cura fino allo scorso anno (si sporcava le mutandine,aveva reazioni di panico nel fare la doccia)Curiosità e interessi verso le persone all'inizio non gravemente carenti,piuttosto passivo con i pari.Reazioni di normale cautela nei confronti di estranei e ambienti sconosciuti.
Attualmente è molto attaccato ai genitori ma anche ostile. Reazioni non sempre presenti di leggera ansia alla separazione,se inaspettata.Attaccato alla nonna anziana.
Rapporto con adulti e coetanei, attuale, di diffidenza e ostilità.
scarsa propensione a comunicare desideri,interessi emozioni.
Parla di qualche persona insistentemente(sconosciuti)e in modo stereotipato chiedendo sempre le stesse cose.(es.mi segue,perchè).Ama farsi raccontare storie di persone inventate che devono essere brevi,sempre uguali,stereotipate.Dice altrimenti di annoiarsi perchè non riesce a pensare.Da sempre povero il gioco simbolico.Attenzione breve ,inattivo fisicamente.Obbedisce alle regole se spaventato o per desiderio di essere come gli altri.Segue sufficientemente le regolo ma si mostra oppositivo e necessita di continui stimoli,fino a quando può reagire con aggressivitò se si sente oppresso.Reagisce alle frustazioni regolarmente con aggressività.
Vive con genitori e sorella..Le regole in famiglia sono flessibili.L'atmosfera spesso tesa perlopiù per la fatica dovuta alla gestione delle difficoltà.temperamento paterno impulsivo,materno tranquillo ma poco portato al contenimento dell'atteggiamento gravemente aggressivo.Liti pericolose con la sorella.Portatore di displasia ectodermica,visita oculistica e udito nella norma.EEG_RMNG nella norma.QI 72.Visite presso tor vergata e opbg di Roma.Visite privateUmberto primo e Tor vergata a Roma.
Queste notizie forse sono utili ,le avevo date per scontate ma rileggendo le istruzioni ho preferito inserirle.
Grazie
cordialmente Irene

Beh, sembra di vedere che c'è

Beh, sembra di vedere che c'è stato uno sviluppo un po' atipico, disarmonico, instabile, con complicazioni fin dall'inizio e uno sviluppo motorio un po' ritardato che si è poi mantenuto nell'impaccio che viene segnalato. Qualcuno potrebbe vederci segni di ' disprassia' , che a mio parere è un sintomo e non una malattia. (vedi alla voce 'disprassia')
Il QI dà un livello totale piuttosto basso, sarebbe utile avere anche i valori separati, pratico e linguistico. Aspetto motorio e QI inducono il sospetto di una componente 'organica', forse associata alla sindrome disgenetica che il bambino presenta. Leggo che nella displasia ectodermica "Da un punto di vista intellettivo, lo sviluppo è normale nella forma classica; possono essere invece preponderanti disturbi emotivi legati ai problemi inerenti l'immagine corporea e alle seppur minime limitazioni imposte dalla malattia." http://www.assoande.it/sito_1/epidemiologia.html.
Difficoltà emotive e comportamentali possono essere state appunto una reazione alle difficoltà di adattamento, con formazione di abitudini difensive e modalità di reagire che complicano ulteriormente l'evoluzione e i rapporti con gli altri.
La questione mi pare che sembra esserci un circolo vizioso fra frustrazioni ambientali e chiusura irritata del ragazzino, che in età adolescenziale crea un rischio di mistura esplosiva. Non credo che abbia molto senso in tutto ciò cercare una diagnosi precisa (fra l'altro perdoni la mia ignoranza degli acronimi, cos'è l' "eos/veos"?), quanto che si debba cercare di attrezzarsi per affrontare questa fase adolescenziale che potrebbe complicarsi ulteriormente, per i cambiamenti fisici e mentali in corso, e per gli effetti imprevedibili, sia in negativo che in positivo. Mi sembra che se il ragazzo va volentier alla terapia, e se la terapeuta pensa che sia ancora utile, non sia il caso di interromperla certo proprio ora. Alcuni cenni alle dinamiche familiari mi fanno pensare che forse un supporto alla famiglia, o ai genitori, nella guida della barca in questo periodo, possa essere utile.
Con adolescenti in difficoltà simile è utile spesso la figura dell'educatore domiciliare, che può aiutare il passaggio fra ambiente intrafamiliare e mondo esterno, e può aiutare a inserirsi in un gruppo di coetanei, strumento indispensabile per l'evoluzione a questa età.
Il problema di fondo mi sembra come aiutare questo ragazzo a trovare una sua strada e una sua collocazione, e forse fare qualche esperienza non troppo frustrante, cose che finora non sono state forse ben trovate.

risposta

Grazie ancora per le risposte come sempre utili e confortanti ,soprattutto per la possibilità di avere confronti.
In effetti anche qualche altro medico durante i numerosi consulti ha avanzato l'ipotesi di organicità,almeno per spiegare una parte del quadro clinico.(mio figlio tuttavia è un mosaico e la diagnosi è stata fatta tardivamente, anche perchè l'aspetto somatico,a parte l'agenesia di diversi denti è normale. Quache clinico ci ha anche detto che l'encefalo deriva dagli stessi tessuti embrionali da cui si formano anche gli annessi cutanei.
Gli altri sintomi riportati sono andati peggiorando insidiosamente e all'inizio erano molto sfumati,tanto che nè noi nè gli esperti vi hanno dato peso.
Per Veos,per quanto ne so si intende quella forma di schizofrenia che si manifesta tra i 13 e i 18 anni(adolescent onset schizophrenia) descritta anche come very early-onset schizophrenia (VEOS).L'EOS ,per quanto ne so dovrebbe essere la forma prepuberale,che sebbene raramente si manifesta prima dei 12 anni.
Come lei sa meglio di me e può certamente insegnarmi,infatti,pare che a partire dal dsm3 sia possibile fare diagnosi di schizofrenia in età evolutiva usando gli stessi criteri che si usano per l'adulto.Naturalmente le fasi dello sviluppo mentale favoriscono sintomi confondibili con altre patologie.
Considerando che la schizofrenia è un disturbo del neurosviluppo,caratterizzato da decorso cronico,sintomi psicotici,deficit neuropsicologici,disturbi emotivi e deteriomento del funzionamento sociale,la diagnosi, nel mio caso, potrebbe forse essere posta almeno come "spettro schizofrenico" (o probabili prodomi).
Una diagnosi per me dovrebbe servire a fare ipotesi prognostiche ,ad adeguare meglio una terapia,anche farmacologica,almeno nella illusione di molti,anche la mia come genitore.
Se la cura infine è per certi aspetti aspecifica(il risperdal si usa anche nell'autismo e per l'aggressività dei bambini con q.i. basso,ma solo per brevi periodi)è perchè le cause di molte malattie mentali sono perlopiù sconosciute.
Ben venga però come lei suggerisce un educatore domiciliare, o forse ancora meglio, un tutor per la socializzazione,ben venga il trining parentale.
Naturalmente però,io lavoro nell'ambiente clinico dove mio figlio dovrebbe ricevere queste cure,esiste forse un conflitto di interessi e un rischio grave di violazione della privacy?Lei che ne pensa,come si potrebbe ovviare a tali evenienze?E' possibile ottenere un trasferimento per tali ragioni,potrebbe essere utile in base,eventualmente alla sua esperienza? O forse" il gioco vale in ogni caso la candela?"
Io la saluto con gratitudine e la ringrazio per tutte le preziose occasioni di riflessione che mi ha dato.
Cordiali saluti
Irene

...In effetti anche qualche

...
In effetti anche qualche altro medico durante i numerosi consulti ha avanzato l'ipotesi di organicità,almeno per spiegare una parte del quadro clinico.(mio figlio tuttavia è un mosaico e la diagnosi è stata fatta tardivamente, anche perchè l'aspetto somatico,a parte l'agenesia di diversi denti è normale. Quache clinico ci ha anche detto che l'encefalo deriva dagli stessi tessuti embrionali da cui si formano anche gli annessi cutanei.

Ci sono appunto delle malattie 'neurocutanee', come la neurofibromatosi, la sclerosi tuberosa ed altre, in cui sintomi di difficoltà nel sistema nervoso si associano a lesioni cutanee, e spesso si diagnosticano tardi.

...Per Veos,per quanto ne so si intende quella forma di schizofrenia che si manifesta tra i 13 e i 18 anni(adolescent onset schizophrenia) descritta anche come very early-onset schizophrenia (VEOS).L'EOS ,per quanto ne so dovrebbe essere la forma prepuberale,che sebbene raramente si manifesta prima dei 12 anni.

Sono argomenti noti da più di un secolo, dai tempi di Kraepelin e di Bleurer: non basta cambiare termini e lingua e usare acronimi perchè siano cose nuove, sembra piuttosto un inganno e una truffa.

...a partire dal dsm3 sia possibile fare diagnosi di schizofrenia in età evolutiva usando gli stessi criteri che si usano per l'adulto.Naturalmente le fasi dello sviluppo mentale favoriscono sintomi confondibili con altre patologie.
Considerando che la schizofrenia è un disturbo del neurosviluppo,caratterizzato da decorso cronico,sintomi psicotici,deficit neuropsicologici,disturbi emotivi e deteriomento del funzionamento sociale,la diagnosi, nel mio caso, potrebbe forse essere posta almeno come "spettro schizofrenico" (o probabili prodomi).
Una diagnosi per me dovrebbe servire a fare ipotesi prognostiche ,ad adeguare meglio una terapia,anche farmacologica,almeno nella illusione di molti,anche la mia come genitore.
Se la cura infine è per certi aspetti aspecifica(il risperdal si usa anche nell'autismo e per l'aggressività dei bambini con q.i. basso,ma solo per brevi periodi)è perchè le cause di molte malattie mentali sono perlopiù sconosciute.

Io temo che lei prenda per cose reali quelle che sono solo 'spettri', appunto, e che scambi le istruzioni per l'uso di un manuale ( DSM nelle sue varie edizioni) per realtà cliniche. Purtroppo per lei lavora in un ambiente clinico pieno probabilmente di queste fandonie e ne pare fortemente succube. La conoscenza della schizofrenia infantile e delle altre malattie psichiatriche è ben precedente in Europa e anche in Italia ai vari DSM dell'associazione americana di psichiatria. De Santis parlava di 'demenza precocissima' negli anni 20 del secolo scorso, mi pare ( che poi la diagnosi fosse giusta o meno è un altro discorso).
Quanto agli psicofarmaci, questi è noto che sono solo sintomatici (checchè ne dicano i distributori, falsando le carte); in particolare per gli antipsicotici, quelli atipici sono pesanti sedativi che non hanno per nulla meno problemi collaterali dei vecchi neurolettici, ma fanno guadagnare molto di più. Il loro uso nei bambini secondo me è criminoso, anche se probabilmente non perseguibile...: spesso blocca la vita mentale.
Io le consiglierei di fare riferimento a un ambiente neuropediatrico per gli aspetti neuro-cutanei, e invece per la gestione globale a un ambiente neuropsichiatrico infantile o psicologico esperto nella gestione quotidiana e di lunga durata delle problematiche evolutive e nell'aiuto alle famiglie. E di considerare i problemi di suo figlio come dovute a un intreccio fra alcune possibili difficoltà di base e le conseguenti difficoltà di adattamento all'ambiente con cui finora non ha trovato modalità più adeguate di comprensione relazione e comunicazione. Di queste cose gli psichiatri per adulti o comunque con formazione DSM di solito non capiscono niente, perchè si limitano a guardare solo un elemento del sistema, che invece come è noto ormai è complesso e costituito di molti elementi, in gran parte non conoscibili.
Sicuramente le consiglierei di trovare punti di riferimento fuori dall'ambiente di lavoro, e di condividere le questioni anche con il padre del bambino( di cui finora non è emerso niente).
Cordialmente e scusi la quasi brutalità, che ovviamente non è verso di lei madre, ma verso il castello di bugie e millanterie che tartassa gran parte delle famiglie di oggi e dei bambini.
drGBenedetti

risposta e precisazioni

Non c'è brutalità in una risposta che presuppone l'ascolto.Ci sono ben altre"durezze" negli ambienti clinici.Dal momento che è stato toccato l'argomento può essere utile una precisazione.
Non sono succube del DSM ma ne sono costantemente tormentata.
Sono consapevole che nella vita niente può essere rinchiuso in schemi(DSM)perchè ci sono troppe cose che nessuno sa.
Di fronte alle difficoltà però,infine ,è necessario fare qualcosa di concreto,quello che sembra essera più funzionale e praticabile....
Come lei dice nel tentativo di attenuare spinte pericolose e incontenibili,a volte, a scapito,pertroppo,di tutta l'esperienza mentale....
Eppure,spesso,l'uso degli psicofarmaci in età evolutiva è criminoso, sebbene non perseguibile...
Nessun clinico da me consultato ha fatto riferimento al DSM ma i farmaci sono stati prescritti lo stesso.Allora io mi sono illusa e ho sperato che il famigerato manuale potesse essere utilizzato per parlare un linguaggio comune,permettendo,almeno in parte, di comprendere e condividere quello che la comunità scientifica,al momento,ritiene "universalmente" più accreditato.
Prima dell'introduzione del farmaco,avvenutain "emergenza", abbiamo atteso un anno.Mio marito è stato forse un po' più propenso di me ma sicuramente allo stesso modo preoccupato,in ogni caso più suscettibile allo stress ,perchè ,per sua sfortuna, dotato di un temperamento diverso dal mio.
Ci siamo comunque congedati dal primo npi che aveva in cura mio figlio proprio perchè non volevamo somministrare farmaci.Volevamo un secondo parere ,dal centro universitario che aveva pure in cura mio figlio.Nonostante le sollecitazioni però siamo rimasti per mesi e mesi in lista di attesa,senza avere la possibilità reale(che esiste solo formalmente) di parlare diretttamente con i medici.Le visite mediche private sono servite solo a farci rindirizzare al day hospital, nuovamente in lista di attesa.
Alla fine un vicino ,stanco di sentir strillare, forse credendo di far bene, ha fatto una segnalazione al TM.Il peggioramento per mio figlio è stato drammatico.
In coincidenza,finalmente, con l'attesa visita abbiamo riferito l'accaduto, sicuri che ciò servisse ad un corretto rapporto e ad un più adeguato inquadramento clinico.La dottoressa allora ci ha spiegato di essere un pubblico ufficiale e di non poter intervenire dato la situazione .Come medico, di essere tenuta ad intervenire, in questo caso ,solo per un imminente pericolo di vita ,in quanto le competenze dovevano essere, per forza di cose, del territoriale, sia per la diagnosi che per la prescrizione.
Il centro di riferimento ha precisato anche che la somministrazione del farmaco era urgente ma che loro non lo avrebbero prescritto,rinviandoci,contro il nostro parere, al territoriale a cui hanno dato indicazioni sibilline per iscritto:"Potrebbe essere utile come discusso con i genitori l'introduzione del risperidone ,dietro monitoraggio del servizio territoriale".
Qui con la npi,conosciuta personalmente(stimata ma anche l'unica professionista rimasta,residendo noi in un piccolo centro) e che non aveva voluto mai in passato decidere personalmente per il farmaco, giustamente, rinviandoci sempre al centro di riferimento, abbiamo iniziato il monitoraggio del farmaco,dopo la prescrizione formale fatta da lei.Fuori dalla struttura per motivi di privacy,invece,la psicoterapia privata con uno psicologo ed un raccordo non sempre agevole .
Ora siamo stati completamente scagionati e nei nostri confronti non è stato preso alcun provvedimento dal TM.Abbiamo quindi tentato di riprendere l'appuntamento presso il centro universitario e da tre mesi siamo in attesa per la visita.Qualcuno ci ha però detto che ,visto il leggero miglioramento e la buona tollerabilità, interrompere ora la cura ,forse, non è giusto.Anche perchè una volta interrotto il farmaco,in caso di ripresa dei sintomi,una nuova prescrizione potrebbe non apportare gli stessi benefici.
Inutili FORSE(?) le polemiche,inevitabile la confusione e la preoccupazione.Traendo le somme facciamo il possibile. Utili le sue indicazioni con cui concordo pienamente,Confrontarmi con lei è stata una delle cose più utili che abbia fatto.Ancora grazie.
Cordiali salui
Irene

La ringrazio per le gentili

La ringrazio per le gentili parole.

Purtroppo nel campo che conosco la ‘comunità scientifica’ dà spesso così cattiva prova di sé che uno si domanda se non sia invece una specie di chiesa dogmatica e sacerdotale, che copre in realtà dei comitati d’affari e di potere.
Si resta sgomenti a leggere esperienze come quella descritta, dimostrative di un livello così basso di organizzazione e funzionamento dei Servizi Sanitari. Vi è andata anche bene con l’intervento di servizi sociali e giudiziari, forse perchè avevate gli strumenti culturali per difendervi. Ho visto famiglie distrutte per situazioni simili.

L’emergenza è la situazione meno utile per decidere un intervento prolungato, farmacologico o meno. Perché le condizioni di emergenza cambiano quando l’emergenza è passata. Caratteristicamente nell’emergenza va improvvisamente perduta la capacità di contenere una situazione, improvvisamente l’equilibrio precedente è perduto, sembra che tutto crolli o possa crollare. Certo in caso di un energumeno che neanche tre persone riescono a tenere è utile usare un sedativo, come si vede nel vecchio film Frankenstein junior. Altrimenti è sufficiente di solito un ambiente solido e tranquillo per fornire quel contenimento che è andato perduto. E persone che non vadano nel panico. Lo dico per esperienza in psichiatria d’urgenza.
Ma l’importante poi è trovare un nuovo equilibrio, un nuovo contenimento che permetta di andare avanti. E questo non è dato dal farmaco. Indirettamente il farmaco può rassicurare genitori e medici e insegnanti che, più tranquilli, possono contenere meglio la situazione e di conseguenza anche il ragazzo si tranquillizza. E’ un effetto ‘magico’ del farmaco, non riconosciuto e non segnalato fra gli effetti collaterali. (perdoni l’ironia). Ma mi sembra meglio guardare le cose come stanno.

La pubertà e poi l’adolescenza sono come è noto un momento di cambiamenti grandi e spesso rapidi. A volte gli equilibri (individuali e familiari) precedenti vanno in crisi, specie se non riescono ad adattarsi alle nuove condizioni. E specialmente in situazioni che già prima erano in equilibrio precario, per motivi del ragazzo o della famiglia. Spesso una famiglia, con tante difficoltà, non riesce a trovare nuovi equilibri più adeguati. Magari dall’interno non si vedono gli ostacoli e i bastoni fra le ruote che impediscono il funzionamento. In questi casi può essere utile un approccio familiare, che permette a volte un riassetto ambientale che fa superare in modo positivo la crisi.

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