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dipendenze

Gentile Dottore,

le spiego brevemente chi sono e perché mi sono iscritta a questo sito. Sono una ragazza di 22 anni e studio scienze dell’educazione, sin dai tempi del liceo sono appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo della psicopatologia e il mio più grande sogno sarebbe quello di diventare una psichiatra anche se purtroppo non riuscirò mai a realizzarlo a causa dei costi e dei tempi di questi corsi di laurea. Entro la fine dell’anno sarò un’educatrice e porterò comunque avanti questa mia passione con uno studio individuale di questa disciplina. Nella vita ho passato parecchi momenti difficili, fronteggiandoli a mio parere, con molta forza e sono sempre stata affascinata dai meccanismi di difesa (compresi i miei) che adotta la mente umana per evitare la sofferenza e da tutti quei comportamenti considerati abnormi, tuttavia le mie conoscenze sono limitate e derivano soltanto dai testi di psicologia clinica dell’università. Mi piacerebbe molto se lei, qualora ne avesse voglia e tempo, potesse rispondere ad alcune mie domande. Inizio con un argomento per me abbastanza delicato poiché lo sto vivendo in prima persona: i comportamenti additivi. La mia più cara amica è fidanzata da due anni con un ragazzo ex tossicodipendente, da quando è iniziata la loro storia (e la nostra amicizia) il ragazzo ha avuto una ricaduta in cui gli siamo stati tutti vicini pur essendo un periodo davvero difficile. Sembrava andare tutto bene finché oggi, a distanza di 4 mesi, ha avuto un’altra piccola ricaduta. Lui si sente in colpa ma minimizza l’accaduto non considerandola una vera e propria ricaduta ma soltanto un incidente di percorso; dopo un lungo momento di sconforto la mia amica ha deciso di dargli un’ennesima possibilità poiché ne è innamorata, io invece, ho completamente perso la fiducia in lui e nelle sue capacità di autocontrollo, credo che continuerà ad essere un tossicodipendente per sempre a meno che non conduca una vita chiuso in una “campana di vetro” che lo tenga fuori dai pericoli (cosa impossibile per un ragazzo di trent’anni).La mia amica mi ha chiesto di starle vicina e di sforzarmi a credere che la situazione possa cambiare. Lui si dice convinto di non voler ripetere più questo errore e in questo mi è sembrato sincero, so anche tuttavia, che i comportamenti additivi sono comportamenti egosintonici perciò lui soffre per ciò che ha fatto non essendo però totalmente consapevole della sua dipendenza poiché questo è un aspetto che si fonde con il suo Sé. Io da un lato vorrei tornare a credere in lui perché sarebbe molto più comodo e facile, ma dall’altro vorrei capire razionalmente se è possibile sperare in un futuro “normale” e mi sento un alto grado di responsabilità in questa situazione poiché non sono coinvolta tanto emotivamente come loro e per questo si fidano molto delle mie parole e seguono i miei consigli. La mia domanda è: secondo lei esiste qualcosa che io concretamente possa fare per evitare di far ritrovare il mio “amico” in queste situazioni? Posso essere davvero di aiuto? E come si comporterebbe uno psicoterapeuta con un ragazzo dipendente? La ringrazio anticipatamente per la risposta, saluti.

Io credo che sia sempre bene

Io credo che sia sempre bene avere presenti le proprie capacità e i propri limiti. Un conto è aiutare una persona da amico, da volontario, un altro intervenire professionalmente. A uscire dai limiti si corrono solo rischi di fare più guai ancora.
Non è tanto questione di 'credere' o aver fiducia, la questione riguarda piuttosto la condizione della persona in questione, come personalità e come livello di coinvolgimento nella dipendenza e nei comportamenti a rischio. Purtroppo il fare promesse e non mantenerle e ricorrere a sotterfugi e inganni vari è abbastanza tipico. E' difficile, e direi impossibile a distanza, stabilire se le situazioni sono semplici o complesse e fare previsioni per il futuro. Meglio eventualmente consigliare di fare alcuni colloqui psicologici, magari anche di coppia, per aiutare le persone interessate a orientarsi meglio. Ovviamente da parte di uno specialista esperto.
Cordialmente
drGBenedetti

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