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attaccamento

Gentile dottore,
torno a chiedere un consulto.
Il mio bambino settimana scorsa ha compiuto 1 anno.
Per l'occasione sono venute in casa la nonna e la zia che vivono in una città lontana e che aveva visto solo 2 volte (l'ultima aveva poco più di 7 mesi)
Dopo due giorni dal loro arrivo io e il papà abbiamo lasciato il piccolo a casa con la nonna e la zia per poter partecipare ad una cerimonia che si sarebbe tenuta la sera (ora della ninna serale) in un luogo lontano (a circa 2 ore di auto).
Avevamo fatto la scelta giusta dato che il luogo si è confermato inadatto ad un bambino di appena un anno (troppo rumoroso)
Il giorno dopo, appena svegli il piccolo si è attaccato a me e non ha voluto più lasciarmi. Controlla ogni mio spostamento e sembra aver paura di lasciarmi, bussa alla porta quando sono al bagno.Ha voluto addirittura mangiare in braccio.Non vuole farsi toccare da nessuno e in particolare dalla nonna.Dalla zia si, ma suppongo solo perchè vede la somoglianza con me (è mia sorella)
Prima di questo evento il piccolo non aveva mai manifestato alcun atteggiamento di questo tipo.
Anzi, in un mio precedente consulto segnalavo (lamentavo) il comportamento opposto.
Ci è sempre sembrato un bambino indipendente e autonomo (quella di un bambino di un anno, si intende).
Si addormenta sa solo nel suo lettino.Mangia praticamente da solo, prova a indossare i calzini (non cammina e non dice neanche mamma).Gioca e al parco è molto attratto dai giochi a dai bambini.
Viene accudito da me dal papà e dai nonni paterni che lo tengono tutto il giorno dal lun. al ven.Da settembre inizierà il nido mezza giornata
Abbiamo riflettuto e siamo arrivati alla conclusione che forse averlo lasciato con due persone (la nonna e la zia) che non hanno avuto il tempo di conquistare la sua fiducia abbia scatenato qualcosa in lui.
Vorremmo sapere per favore come rimediare e come dobbiamo comportarci e sopratutto quali sono i comportamenti da evitare.Pensavamo di evitargli una cerimonia chiassosa, invece!
Grazie

Dicevo l'altra volta che "

Dicevo l'altra volta che " Probabilmente suo figlio si è accorto della sua sparizione da alcuni mesi e fa vedere forse la sua reazione con l'aggressività verso tutti e il disinteresse verso di lei...."
Mi sembra che questo sia un episodio in cui il bimbo è stato messo di fronte alla assenza dei genitori ed ha realizzato la possibilità che 'spariscano', cosa che lui vive ovviamente come un'evenienza catastrofica. Da qui il suo controllo esasperato.
Siamo quindi in piena fase di separazione e di presa di coscienza della realtà. E' una fase normale e inevitabile della crescita, che comporta paura e sofferenza psichica cui è necessario abituarsi. In effetti è una specie di 'fatica' dolorosa il cui unico rimedio è l'allenamento, che deve essere ovviamente graduale e commisurato all'interessato. E' importante quando si deve lasciarlo con qualcun altro, per andare a lavorare o anche per momenti riservati agli adulti, parlargliene , comunicarlo e salutarlo. Non fare come molti che escono di nascosto: in questo modo impara a non fidarsi, mentre se lo si informa e si saluta opportunamene si passa sì un momenti difficile, ma lui un po' alla volta impara e supererà la difficoltà, fidandosi dei genitori.
Forza e coraggio, quindi, cercando di essere spontanei e naturali, cioè 'veri', e non artefatti.
drGBenedetti

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