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Tic e sindrome di Gilles de La Tourette

Tutti sanno cosa sono i tic, anche se spesso la parola viene usata in modo un po' più esteso del suo significato clinico. I tic sono dunque movimenti involontari e incoercibili, se non per breve tempo, di muscoli degli occhi, della faccia, del naso, del collo o delle spalle, per lo più, osservabili più frequentemente nei bambini, meno spesso negli adulti. I tic sono inoltre sempre movimenti semplici, 'afinalistici', cioè fini a se stessi, mentre i movimenti più complessi tipo movimento di una mano o un braccio, ecc, anche se incontrollati e più o meno ripetitivi, non sono tic ma qualcos'altro, anche se spesso vengono chiamati così. In questi casi si parla più opportunamente di movimenti stereotipati o di rituali ossessivi, o altro, a seconda dei casi.
Il fatto che si vedano più bambini che adulti con tic vuol dire che di solito i tic dei bambini passano, dopo più o meno tempo e dopo alterne riprese e sparizioni, un po' come succede per la balbuzie, che vi assomiglia perchè basata su uno scarso controllo di alcuni muscoli. La balbuzie potrebbe in effetti essere considerata una specie di tic dei muscoli fonatori che inceppa la parola. Tornando ai tic, questi invece non inceppano i movimenti volontari, non sono presenti nel sonno, e sono osservabili più spesso nei bambini fra i 7 e i 12 anni, con periodi alterni di maggior o minor intensità. Alla pubertà di solito tendono a passare, come si diceva, anche senza particolari interventi, tranne in pochi casi che continuano a presentarli anche da adulti, concentrati di solito a movimenti degli occhi, o a rumori del naso. A volte i tic motori si associano anche a rumori prodotti col naso o con la gola, che talora producono anche l'emissione involontaria di parole o imprecazioni e parolacce, che 'sfuggono' al paziente, o meglio che questi non riesce a trattenere. I casi più marcati, con presenza sia di tic motori accentuati che verbali, vengono considerati una malattia a sè stante, chiamata sindrome di Gilles de la Tourette dal nome del medico francese che la descrisse nell'ottocento, ma è probabile che fra i tic più lievi e il quadro più eclatante della sindrome GT esistano solo differenze di intensità e durata dei sintomi.
Non esiste infatti, nonostante quanto viene spesso affermato, nessuna prova evidente che si tratti di una malattia specifica sostenuta da una specifica lesione e, come per molte altre situazioni in psichiatria, praticamente ancora non è conosciuta la loro causa. Può essere presente in persone della stessa famiglia, ma questo ancora non dimostra un'origine genetica, nonostante quello che spesso viene detto.
E' comune osservazione che i tic sono accentuati, come la balbuzie, dal nervosismo e dallo stress, e sono caratteristici di bambini, o adulti, con tendenze all'autocontrollo e all'adattamento, che spesso cercano di 'trattenere' o mascherare situazioni di disagio e di difficoltà di adattamento e sono generalmente un po' rigidi e ossessivi. Per queste loro caratteristiche sono accomunati da una parte alle situazioni più specificamente ossessive, nevrosi ossessive o disturbi ossessivo-compulsivi come è di moda chiamarli oggi, in cui i sintomi ossessivi sono di solito presenti senza tic o manifestazioni motorie; dall'altra sono accomunati a volte a sindromi neurologiche come le distonie, le coree e altre sindromi con movimenti involontari causate da lesioni o disfunzioni permanenti o transitorie di alcuni centri del sistema nervoso, in particolare del sistema extrapiramidale, che è un insieme di vie e di centri nervosi che agiscono direttamente o indirettamente sulla azione motoria, controllandone e regolandone l'esecuzione in maniera involontaria.
I tic sono pertanto una specie di terra di confine, fra la neurologia e la psichiatria, in cui proprio per la loro somiglianza a certe sindromi neurologiche taluni neurologi prescrivono farmaci usati in queste sindromi, in particolare l'aloperidolo, che però come è noto è uno psicofarmaco particolarmente pesante e rischioso tanto più in età evolutiva. L'uso di farmaci a parere di molti è sconsigliato perchè spesso tali sintomi spariscono anche da sè, sia spontaneamente che, in casi particolarmente gravi, intervenendo sulle situazioni ambientali che favoriscono stress e disagi psichici. Un altro motivo che sconsiglia l'uso dei farmaci è che i tic, di per sè, non sono un disturbo per il bambino, anzi sono un sollievo, un modo per liberarsi dalla tensione: sono un disturbo per l'ambiente, e possono diventare un disagio ulteriore per il bambino se l'ambiente reagisce male, con rimproveri immotivati degli adulti o con prese in giro dei coetanei. Ma non è un buon motivo per curare una persona il fatto che l'ambiente reagisca malamente...
Per lo più infatti i tic sono solo il segnale di problemi esistenti, un po', mi si perdoni il paragone, come il fischio della valvola della pentola a pressione che segnala che la pressione interna della pentola sul fuoco è al limite. Sarebbe assurdo 'curare' la valvola perchè non fischi più, invece che diminuire il fuoco sotto la pentola, cioè, fuor di metafora, diminuire gli aspetti stressanti normalmente riscontrabili nell'ambiente del bambino con tic. Per questi motivi è poco efficace di solito un intervento psicologico individuale sul bambino, come una psicoterapia individuale, anche se a volte questo può determinare di per sè anche una tranquillizzazione dell'ambiente che ha effetti positivi sul bambino, un po' come un effetto placebo.
Gennaio 2010
Gianmaria Benedetti

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