da npi a psichiatria adulti

Viene posto a volte il tema del passaggio dalla npi alla psichiatria adulti, all'arrivo della fatidica età di diciotto anni. Riguarda di solito due tipi di problematiche: le situazioni con handicap psichico o psicofisico, seguite solitamente fin dall'infanzia e per tutta la durata la durata della scuola a livello di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, nonchè le situazioni di difficoltà psichiche insorte in adolescenza avanzata (16 17 anni), cioè scompensi adolescenziali, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità), situazioni di ansia più o meno organizzate in sindromi fobiche, ossessive, o altro. In queste situazioni appunto si pone a volte la questione del passaggio dell'assistenza - a livello di servizi pubblici - dai servizi per l'età evolutiva a quelli per gli adulti. Le norme prevedono che la competenza di npi e servizi per l'età evolutiva arrivi fino ai diciotto anni, per gli aspetti di legge che nel passaggio fra minore e maggiore età fanno cambiare molte cose, prima fra tutte la responsabilità individuale autonoma del soggetto e non più dei genitori (quando non intervengano provvedimenti di limitazione della responsabilità, tipo interdizione, inabilitazione o amministrazione di sostegno).

Il problema non si pone nei casi in cui la prima richiesta di intervento avviene dopo il compimento del diciottesimo anno: in questi casi la 'presa in carico' è fatta fin dall'inizio dai servizi per adulti.
Diversa è la situazione come si diceva per i casi già in carico alla npi quando sopravviene la maggiore età. Differente è di solito la situazione fra i soggetti con handicap riconosciuto - si tratta prevalentemente di ritardo mentale più o meno associato a problemi motori, a seconda dei casi - rispetto ai ragazzi con disturbi psichici come quelli sopra accennati.
Nel caso dell'handicap spesso i servizi psichiatrici per adulti delle ASL non sono organizzati per la presa in carico specifica di persone con handicap psichico o psicofisico, al più esiste un gruppo di lavoro che si occupa a livello sociale e riabilitativo dell'assistenza, ma non esiste una figura corrispondente al neuropsichiatra infantile. Questi è infatti lo specialista specifico dell'handicap neuropsichico nell'età evolutiva, e il coordinatore degli interventi effettuati. Nei servizi per adulti spesso la funzione di coordinatore è svolta dallo specialista in fisiatria, mentre per gli aspetti pschiatrici psicologici viene attivata al bisogno una consulenza psichiatrica o psicologica esterna.
La situazione cambia dunque notevolmente, anche per la diversa ottica della presa in carico in età evolutiva da quella in età adulta. In età evolutiva infatti prevale un'ottica globale di intervento, che si rivolge e coinvolge individuo, famiglia e ambiente - prima di tutto la scuola che ha una funzione molto importante. In età adulta viene meno la scuola, che viene sostituita come luogo di 'socializzazione' da laboratori o centri che però sono solo per handicappati, mentre la scuola era un ambiente 'normale' di vita. Inoltre viene meno forse - per l'ottica prevalente in tutta la medicina e l'assistenza agli adulti- la presa in carico della famiglia e l'attenzione alla vita nell'ambiente familiare.
La fase di passaggio può essere dunque un momento difficile, in cui cambiano molte cose nella vita della persona handicappata e della sua famiglia, in cui l'organizzazione e gli equilibri che bene o male si erano stabiliti devono essere modificati, come del resto succede in adolescenza anche nelle situazioni cosiddette 'normali'. Qualche volta - di fronte ai cambiamenti e alle difficoltà di trovare nuovi punti di riferimento - le famiglie si organizzano in associazioni che provvedono loro stesse ai bisogni dei loro familiari, più o meno autonomamente o in collaborazione con i servizi pubblici. Un esempio di ciò può essere in ambito fiorentino l'associazione Sipario, promossa da alcuni genitori all'avvicinarsi della maggiore età dei loro figli con ritardo mentale, o l'AIABA, per i soggetti autistici . Indubbiamente l'impegno e la costanza di questi genitori è in grado di creare situazioni che hanno pochi confronti nell'ambito delle istituzioni, pubbliche o private, che per lo più si occupano di questi casi. L'argomento resta quindi una delle questioni critiche dell'organizzazione dei servizi per l'assistenza alle persone con handicap psicofisico.

Anche nel caso delle difficoltà psichiche insorte in età adolescenziale la fase di passaggio alla maggiore età è una fase critica per l'assistenza in ambito pubblico. Questioni di responsabilità legale e di organizzazione dei servizi infatti rendono necessario il coinvolgimento dei servizi per l'età adulta e pertanto, anche se la data dei diciotto anni non viene considerata tassativa, si pone comunque la questione del passaggio. Un aspetto critico della situazone è la mancanza di coordinamento, o per lo meno lo scarso coordinamento fra servizi per minori e servizi per adulti. Spesso sono i responsabili della psichiatria adulti che impongono, in pratica, il passaggio di responsabilità al servizio adulti e il cambiamento globale, più o meno rapido, dell'intervento, specialmente nei casi critici. La diversità di organizzazione e di modello intervento fra i servizi psichiatrici per infanzia e adolescenza e quelli per adulti rende quanto mai difficile la collaborazione effettiva e la condivisone dell'intervento per un congruo periodo di tempo. E un'età, quella più o meno fra i sedici e i venti/ventidue anni, cioè la tarda adolescenza, di acquisizione graduale di maturazione e di capacità adulte, che l'età di diciotto anni segna solo anagraficamente e non effettivamente. Pertanto da qualche parte si parla - anche se raramente si organizza, a livello pubblico - di servizi per l'adolescenza separati sia dai servizi per l'infanzia che da quelli per adulti.
Per le famiglie e per gli interessati tutto ciò si risolve spesso in un aumento di ansie e difficoltà oltre a quelle giàpresenti per la situazione in sè e talvolta in una ricerca abbastanza affannosa e difficile di un nuovo punto di riferimento. Ma questo riguarda in generale la situazione globale dell'assistenza psichiatrica per adulti, i modelli concettuali e organizzativi che come è noto sono in questo periodo sottoposti a molte critiche da più parti.

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