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Aggiornamento di nostro figlio piccolo

Buonasera dottore,
la disturbo nuovamente per aggiornarla. Ci siamo sentiti sia a proposito di nostro figlio maggiore per i suoi comportamenti "dittatoriali" in casa e insicuri fuori casa, sia per nostro figlio piccolo che ha compiuto 3 anni in agosto e ancora parla molto poco.
Per quanto riguarda il grande, ultimamente sembra andare meglio, ha sempre il suo carattere ma sembra essersi adattato un pò di più anche alla situazione scuola.
La volevo però aggiornare e sentire cosa ne pensa lei, riguardo a nostro figlio piccolo, in quanto, dopo circa 6-7 sedute di psicomotricità, abbiamo avuto un colloquio per fare il punto della situazione con la neuropsichiatra infantile della asl della nostra zona che lo sta seguendo.
Ha richiesto lei di vederci per parlare di come procede S. con la terapia psicomotoria.
Sinceramente quello che ci ha detto ci ha lasciato un pò perplessi.
Inizialmente ci ha chiesto come vedevamo noi il bambino, se vedevamo in lui solo un ritardo di linguaggio oppure anche qualcosa di più. Noi abbiamo sempre visto solo il ritardo di linguaggio e forse un pò di disattenzione verso quello che gli si dice ma nulla di più.
Ci ha anche chiesto come si comporta all'asilo nei confronti degli altri bambini e se si relaziona o meno con loro. Noi le abbiamo risposto che non si relaziona molto ma preferisce giocare per conto suo ma anche che sta volentieri ed in serenità insieme agli altri bambini e alle maestre.
In sostanza la dott.ssa sostiene che questa mancanza di relazionarsi con gli altri bambini è un sintomo da non sottovalutare, che lei vede nel bambino qualcosa di più di un semplice ritardo di linguaggio. Secondo la npi il linguaggio sicuramente emergerà ma bisogna focalizzare l'attenzione su il suo modo di giocare che ha definito stereotipato e non costruttivo. Dice che il fatto che giochi con gli altri solo se stimolato non va bene, che non è in linea con l'età.
Questo sinceramente ci ha lasciato un pò spiazzati. Abbiamo assistito alle prime sedute di psicomotricità e l'abbiamo sempre visto partecipe, rispondente alle richieste della psicomotricista, complice e felice di partecipare ai giochi proposti. La psicomotricista ci ha sempre detto che è bravissimo, che sa fare un sacco di cose. Le ultime 3 sedute le ha fatte da solo con lei, ha opposto qualche resistenza all'inizio nel lasciarci fuori dalla porta ma poi, dopo avergli spiegato e fatto capire che lo aspettavamo lì, è entrato da solo serenamente.
Le maestre ci hanno detto più volte, al contrario, che il non cercare gli altri bambini è abbastanza tipico a 3 anni, che è ancora piccolo per relazionarsi.
Il fatto poi che definisca i suoi giochi stereotipati non l'abbiamo proprio capito...mentre ne parlavamo lo ha visto giocare con una pianola, ha fatto la scala musicale dal DO al SI perfettamente a ritmo e ha affermato: "ecco vedete, premere tasti a caso su una tastiera, non è un gioco costruttivo per un bambino di 3 anni, è un gioco stereotipato".
Dice anche che vuole fare sempre gli stessi giochi ma questo non è assolutamente vero perchè sia io che mio marito abbiamo sempre detto che qualsiasi giocattolo gli si propone lo usa e lo apprezza sempre. Non è mai stato un problema fargli i regali a Natale o al compleanno, ha sempre gradito ogni regalo con gioia.
Abbiamo quasi l'impressione che la dottoressa abbia voluto cercare "il pelo nell'uovo" e sembra anche che non abbia avuto un colloquio e un confronto obiettivo e professionale con la psicomotricista che lo sta seguendo ma pare invece che si sia basata solo su quanto le abbiamo riferito noi in quel momento....
Lei cosa ne pensa di questa situazione? Siamo noi che non ci rendiamo conto della realtà e abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi o è la dottoressa che esagera e vede in lui sintomi autistici (non ha però usato terminologie di questo tipo)?
Tra l'altro ci ha anche riferito che lo vogliono come dire "allenare" con le sedute di psicomotricità per prepararlo ad una valutazione più approfondita che faranno fra qualche mese insieme anche ad una psicologa per definire meglio il disturbo che ha (o avrebbe).
La ringrazio in anticipo per la sua risposta che spero arrivi presto perchè, dapprima vedendo il bambino così positivo durante le sedute di psicomotricità, eravamo piuttosto tranquilli, ora invece il colloquio avuto con la neuropsichiatra infantile ci ha fatto venire un pò di ansia!
Buona serata

Io dò importanza solo alle

Io dò importanza solo alle vostre osservazioni sul bambino e quelle all'asilo, ma osservazioni e descrizioni sul bambino, non pareri che non competono alle maestre. Invece le valutazioni dei sanitari mi dicono poco perchè non li conosco e non mi fido dei metodi che oggi vanno per la maggiore, test tipo ADOS ecc. Le valutazioni approfondite e quant'altro sarete voi a decidere se farle o no: i medici consigliano, ma a decidere sono i genitori. Avere una diagnosi di 'spettro autistico' non serve a niente. Molto di più serve invece vedere come va l'evoluzione, se ci sono progressi, ecc. Descrivetemi quindi voi come vanno le cose, a casa e all'asilo.

Grazie per la risposta

I test tipo ADOS di cui parla cosa sono e come si svolgono? Da come ci parlava la neuropsichiatra la valutazione approfondita la faranno senza consensi da parte nostra, se non altro non ci ha fatto capire che è una scelta nostra come mi dice lei ora.
I progressi noi li abbiamo notati ma soprattutto per quanto riguarda la comprensione e l'ubbidienza alle nostre richieste. Per esempio da qualche giorno, quando glielo chiediamo, si lava la faccia e denti da solo, quasi senza nessun aiuto da parte nostra... e sorridendo.
Visto che la npi dice che il suo comportamento non è in linea con l'età, non credo che tutti i bimbi di 3 anni si lavino i denti da soli, o sbaglio?
Le nostre impressioni erano dunque positive, fino a prima di parlare con la npi, che ci ha fatto sorgere qualche preoccupazione. Ci sembrava che anche la psicomotricità stesse andando bene. Alla npi, dopo che ci ha parlato di problematiche più a livello globale che nel linguaggio, abbiamo istintivamente detto che per noi se il bimbo parlava non saremmo neanche stati lì......
Rispetto a quest'estate possiamo dire che ormai capisce tutto o quasi quello che gli diciamo.
All'asilo anche hanno notato un miglioramento per quanto riguarda l'ubbidienza e il rispetto delle regole. Fa un pò fatica a smettere delle attività che gradisce per fare altre attività ma poi si adegua in breve tempo.
Siamo invece ancora molto indietro con il linguaggio. Dice solo poche parole dette bene: mamma papà pappa. Ne dice molte altre a modo suo che capiamo solo noi. Non sembra interessato ad esprimersi a parole, non si sforza molto di ripetere quello che diciamo a meno che non glielo si metta sotto forma di gioco.
Abbiamo notato inoltre nell'ultima settimana che è molto nervoso, si arrabbia facilmente soprattutto se non riesce a fare qualcosa che vorrebbe, tipo montare dei mattoncini difficili da incastrare o cose del genere.
Fa versi e piange facilmente come se si sentisse frustrato...forse comincia a venirgli voglia di comunicare di più e non si sente in grado di farlo?
Secondo lei è il caso di affiancare alla psicomotricità anche la logopedia? O comunque fargli fare una visita logopedica per sentire anche un parere del logopedista?
Grazie infinite per la disponibilità

Nessun esame sanitario può

Nessun esame sanitario può essere fatto senza autorizzazione dei genitori che devono dare il loro 'consenso informato'. Il test ADOS è un voto dato al bambino sommando i punteggi dati a diverse abilità e caratteristiche desunte dal colloquio con i genitori e dall'osservazione del bimbo. In base alla somma risultante il bimbo viene catalogato come autistico, spettro autistico o no, come se si trattasse della pressione arteriosa o della glicemia, senza però il dato strumentale sicuro e oggettivo. Dal risultato i più saltano immediatamente e indebitamente alla diagnosi pur se viene raccomandato di non farlo e usarlo solo per verificare le competenze e le eventuali variazioni nel tempo. C'è chi ha parlato di un atteggiamento fideistico verso il test. I falsi positivi e gli errori sono comuni e le conseguenze non sono valutate. L'abuso dei test ha a mio avviso diffusamente ridotto le capacità cliniche di valutare lo sviluppo e differenziare situazioni patologiche da ritardi e altre difficoltà.
A mio parere e nella mia esperienza in questo periodo questo iter diagnostico - tanto propagandato a tutti i livelli, fino al parlamento! - è sbagliato ed ha spesso conseguenze negative su bambini e famiglie. Fra l'altro ha causato l'enorme aumento statistico dell'autismo - dato probabilmente falsato dalle tecniche usate - e l'allarme sociale conseguente. Da qualche parte ci si sta rendendo conto dei problemi e è iniziato un dibattito per modificare le cose -che cerco di riportare nel mio sito, vedi colonna a destra - ancora di là da venire in Italia.
Se un bambino ha gravi difficoltà si vede ad occhio nudo ( anche da chi non ha capacità cliniche), non occorrono test, che mettono in un'unico calderone capre e cavoli, dando poi a tutti le stesse 'terapie'.
I logopedisti sono dei tecnici e a mio avviso non hanno - salvo eccezioni - le competenze per una valutazione globale dello sviluppo del linguaggio che è connesso allo sviluppo globale del bambino. La scarsità di medici e psicologi specialisti esperti in bambini piccoli e nel linguaggio fa ricorrere ai logopedisti, come se in mancanza di dentisti o oculisti ci si dovesse rivolgere agli odontotecnici o agli ottici. Ce ne saranno di bravissimi, ma non è campo loro, se non come interventi settoriali. Stessa cosa per gli psicomotricisti.
Sul singolo bambino, oltre alle descrizioni dei genitori chiedo di vedere almeno dei video che a volte possono essere utili, a volte non sufficienti per farsi idee chiare. La cosa più importante è comunque seguire l'evoluzione e valutare la presenza di eventuali ostacoli allo sviluppo, sia nel bambino che nell'ambiente. I casi di reale handicap psichico di solito non mostrano molti cambiamenti e diventano infatti più evidenti col passare del tempo. Gli altri per lo più evolvono più o meno rapidamente ma in modo abbastanza netto. Gli interventi eventuali devono essere commisurati al singolo bambino e alle specifiche difficoltà ed ostacoli individuati nella conoscenza approfondita di ciascuna situazione.

Quindi mi sembra che lei tenda

Quindi mi sembra che lei tenda, in base a quello che le riportiamo noi, ad escludere eventuali handicap in nostro figlio.
Se, come dice lei, "un bambino che ha gravi difficoltà si vede ad occhio nudo" anche da chi non ha titoli in ambito psichiatrico, io posso dire che sono sicura quasi al 100% che non abbia un handicap psichico.
La npi puntava il dito abbastanza allarmata sul fatto che lui non tende molto a cercare l'altro, non cerca di relazionarsi. Io però vedo che con noi è un coccolone, gioca col fratello (proprio oggi si sono messi a scavare una buca insieme nel prato divertendosi!), non mostra nessun tipo di disagio a stare con gli altri anche se è vero che gioca molto da solo.
Quest'ultima cosa c'è chi dice che sia un pregio e c'è chi dice che sia un segno da attenzionare...io dico solo che è piccolo ed ha bisogno di un pò più di tempo, rispetto ad altri bambini, per capire la bellezza di giocare con gli altri bambini e l'utilità di comunicare con le parole!
Avevamo inviato già dei video quest'estate, se lo ritiene opportuno le potremmo inviare altri video più recenti per farle vedere il suo modo di giocare e di relazionarsi con noi.
Grazie ancora

Mi sembra che la descrizione

Mi sembra che la descrizione del bimbo che emerge in casa, dalla psicomotricista e all'asilo non sia di un bambino con handicap, ma semmai di un bimbo ancora non abituato all'ambiente dell'asilo. La velocità dello sviluppo non è uguale in tutti i bambini e dipende molto dalle esperienze ambientali. Penso si possa dargli tempo. Mandatemi pure dei nuovi video, se volete.

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