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Problemi a relazionare

Buongiorno
Ho una bambina di due anni e mezzo, io e mia moglie siamo un po preoccupati perche nostra figlia ha dei grossi problemi a relazionare con gli altri soprattutto bambini.
Lei di carattere è molto timida, frequenta l'asilo nido e quando arriva li non parla ne con le maestre ne con i bambini, gioca pochissimo, e la maggior parte del tempo è li ferma e osserva. A casa non da nessun segno di malessere anzi è sempre contenta di andare all'asilo, canta le canzoni che gli fanno imparare le maestre e ci fa vedere cosa fanno...
Comunque in generale anche fuori dall'asilo sta molto sulle sue, a parte con noi o i nonni.
Volevo sapere se noi potevamo aiutarla in qualche modo, noi cerchiamo sempre di inocoraggiarla a socializzare con gli altri, senza forzarla pero', ma fino a questo momento non è cambiato molto.
In attesa di una sua risposta le porgo distinti saluti.
Davide

Da quanto tempo va all'asilo?

Da quanto tempo va all'asilo? Come ha reagito i primi tempi?
Inoltre: lo sviluppo psicomotorio è in regola? (quando i primi passi, le prime parole? ora si muove e parla bene? come va come comportamento, mangiare, dormire? da sola? modalità?
Com'è costituito e organizzato l'ambiente familiare?
A volte certi bambini reagiscono col mutismo nell'andare in ambienti nuovi. Di solito per poco tempo, se invece si prolunga si parla di "mutismo elettivo". Spesso è dovuto a una eccessiva 'diversità' (secondo la bambina, evidentemente) fra l'ambiente di casa e quello esterno: come se si mettesse una muta da palombaro per immergersi nell'"acqua" dell'ambiente estraneo. A volte il bambino/a può sentirsi inadeguato, perchè parla male, ecc.
La cosa migliore rispettare il suo modo di fare, anche all'asilo, senza pressioni che possono avere l'effetto opposto: quando si sentirà abbastanza sicura rinuncerà allo 'scafandro' protettivo e potrà parlare. Può essere utile una consulenza ai genitori insieme alla bimba per verificare che non ci siano altri problemi e seguire l'evoluzione.

Cordialmente
drGBenedetti

Buongiorno Frequenta il nido

Buongiorno
Frequenta il nido da settembre 2010, all'inizio ha pianto qualche mattina poi si e tranquillizata, comunque anche adesso quando è giu mangia tutto senza problemi, solamente che sta sulle sue...
Ha iniziato a camminare intorno ai 15 mesi,l'avrebbe fatto anche prima perche era in grado ma probabilmente non era sicura, si muove bene e parla abbastanza bene,anche se all'asilo ci sono bambini che parlano molto meglio.. è attenta a tutto e percepisce molto bene i discorsi che si fanno, riguardo al mangiare di solito fa tutto lei, qualche volta pero' vuole essere imboccata ma succede quando è stanca o ha qualche cosa. Per il dormire non ha mai avuto problemi, la portiamo a letto una sera io e una sera mia moglie e se non è ammalata di solito dorme tutta notte.
L'ambiente familiare è formato da noi tre, poi frequenta spesso la casa dei nonni, fin da piccolissima è sempre stata abituata a stare con altra gente, infatti o stava con i miei genitori o con gli zii di mia moglie.
Le faccio un altro esempio, noi vediamo spesso dei nostri amici che hanno 2 bambini uno di 5 anni e uno di della stessa eta' di mi figlia, nonstante li conosce bene comunque ci impiega almenoun'oretta prima di sciogliersi poi dopo torna serena come al solito...invece quando la vedo all'asilo mi da l'impressione di avere paura dei bambini che ci sono li...

Grazie mille
Davide

Come vi dicevo nella prima

Come vi dicevo nella prima risposta, assomiglia alle situazioni di cosiddetto 'mutismo elettivo', o 'selettivo', cioè per 'scelta', di non parlare con estranei, come per una 'selezione'. E' una difesa da una specie di paura, come vede anche Lei, di ansia, che deriva probabilmente dal sentirsi diversa, meno brava (forse nel linguaggio) a confronto con gli altri, o comunque a disagio. Mi sembra di capire che è iniziato subito fin dai primi giorni di nido, e persiste senza grossi cambiamenti.
Per aiutarla a familiarizzare può essere utile che i genitori rimangano con lei nell'ambiente estraneo, (chiedendo al nido e spiegando i motivi) in modo che succeda quello che succede con i figli dei vostri amici: dopo un po' sembra superare l'ansia iniziale, prende dimestichezza e trova il coraggio di 'venir fuori' dal suo 'rifugio' . Andrebbe fatto così in ogni ambiente estraneo, in modo che la bambina veda che il suo ambiente familiare (che comprende nonni e zii) entra in contatto e comunica con gli altri ambienti e non è 'pericoloso' passare da un ambiente all'altro. Tutti adottiamo qualche sistema di sicurezza, per passare dal nostro ambiente a quello esterno, chi accende la sigaretta, chi si dà un contegno, ecc, si parla di 'maschera sociale', una difesa che però normalmente non ci impedisce di entrare in contatto e comunicare. Il mutismo è una forma di difesa più massiccia e svantaggiosa, da cercare di diminuire.
Non servono tanto le parole o le rassicurazioni, quanto l'esperienza che un po' alla volta dovrebbe rassicurarla e farle venire più coraggio. Può darsi che ci voglia abbastanza tempo. E' importante avere pazienza, non usare pressioni o minacce, e non dare troppa importanza al sintomo, in sè (il non parlare). Quando si metterà a parlare, non fare feste e commenti enfatici, meglio fare quasi finta di nulla, e proseguire nel fare conoscenza e familiarizzarsi con il mondo esterno
Tenetemi informato sull'evoluzione.

dr GBenedetti

La ringrazio Dottore per i

La ringrazio Dottore per i suoi preziosi consigli, vediamo come si sviluppera' la situazione e se sara' il caso di rivolgersi magari a qualcuno...Comunque speriamo che la cosa si risolvera' anche se ci vorra' del tempo...La ringrazio e la terro' informata.

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