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Persona anziana con ansia esagerata

Salve,
le chiedo un consiglio per mia madre, 78 anni. E' in buona salute e vive con mio padre che ha 81 anni, anche lui in condizioni discrete.
I miei genitori sono autonomi e fino all'anno scorso hanno viaggiato. Hanno degli interessi (cultura, concerti, fotografia) e frequentano i loro amici.
Lo scorso novembre mio padre è stato operato per una prostatite e gli hanno diagnosticato un carcinoma abbastanza isolato e poco aggressivo, lo hanno tranquillizzato ma comunque gli hanno prescritto la radioterapia che ha iniziato un mese fa.
Da due o tre mesi mia madre ha iniziato a manifestare sintomi di ansia che gradualmente sono peggiorati, fino a tenerla sveglia la notte e a darle smania, agitazione motoria e confusione mentale.
Si preoccupa continuamente in modo secondo noi ingiustificato. Ha paura specialmente di eventi negativi o catastrofici sul piano economico, ad esempio teme che le arrivi un accertamento delle tasse o di non riuscire a vendere un immobile che possiede in provincia, di non poter pagare la tassa di successione se dovesse mancare mio padre (le abbiamo spiegato che è stata abolita) oppure che falliscano le banche e i suoi risparmi vadano in fumo. Si preoccupa anche eccessivamente per la sua salute, ha fatto recentemente uno sforzo che le ha procurato un doloretto alla schiena e si era convinta di avere una metastasi ossea relativa a un tumore della pelle che le è stato asportato 4 anni fa. Gli esami medici l'hanno tranquillizzata ma ora ha scoperto di avere l'osteoporosi ed è in ansia per quello. Soffre anche di gastrite. Stranamente non esprime preoccupazioni riguardo la salute di mio padre.
Dice che la morte non le fa paura, ma le fa paura vivere. Nulla riesce a distrarla dai suoi pensieri e dai suoi timori catastrofici. Dice che non ce la fa a vivere e che si sente confusa. Non riesce a smettere di pensare ai presunti errori che avrebbe commesso nella gestione dei soldi e degli immobili, che è sempre stata di sua competenza perché mio padre non se ne occupava.
Da circa un anno i miei genitori hanno comprato una macchina nuova ma mia madre non se la sente di guidarla e lascia che sia mio padre a farlo. Ha perso interesse per le cose che le piacevano e non ha voglia né di mangiare né di cucinare.
Le abbiamo detto che il suo problema è l'ansia e che si deve curare, ma dice che non si può fare nulla e che ha paura di prendere gli psicofarmaci.

Che tipo di specialista è più adatto per un problema di questo tipo? Neurologo, psichiatra? Ci sono terapie non farmacologiche per l'ansia? Come possiamo aiutarla noi familiari?

Grazie

E' probabile che molti

E' probabile che molti specialisti parlerebbero di depressione e ansia e prescriverebbero cosiddetti farmaci antidepressivi, se non antipsicotici, usati anche per l'ansia. Io sarei più attento, ma capisco che è molto poco in uso all'età di sua madre, alle componenti psicologiche della sua crisi, che sembra nettamente reattiva alla diagnosi di cancro per il marito e al pensiero di essere entrata in una spirale negativa della sua vita, senza sentirsi in grado di affrontarla. Se possibile consiglierei di non accontentarsi di darle qualche medicina ma di offrirle la possibilità di un aiuto psicologico, magari anche insieme al marito...
Con i migliori auguri
PS, si capisce forse anche qualche elemento in più della crisi della famiglia di cui si parlava nell'altro consulto, certo Lei signora credo stia passando un momento molto difficile, impegnata su tutti i fronti.
Se non sono intrusivo le chiederei il motivo del suo nickname 'carlabruni'. Le consiglierei di cambiarlo se è una reale omonimia, per la privacy sua e dei familiari, o di rifletterci se è una scelta precisa...
Di nuovo cordialmente
dr GBenedetti

Gentile dott. Benedetti, la

Gentile dott. Benedetti,
la ringrazio della sua risposta.
Ho saputo che in un ospedale della mia città è attivo un servizio di psico-oncologia per le famiglie dei malati oncologici e ho prenotato per mia madre una seduta di psicoterapia familiare, spero che questo possa aiutarla.

Per quanto riguarda il mio nickname, l'ho scelto perché ha qualche somiglianza col mio nome ma non mi ero posta il problema se ci fossero altri motivi per questa scelta. Pensandoci ora, mi viene in mente che la signora in questione mi attira perché offre al pubblico l'immagine di una persona realizzata e "vincente" (sul piano delle relazioni, quello economico non mi interessa) ma al tempo stesso spontanea e istintiva.

Grazie, un saluto

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