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Le diagnosi in psichiatria infantile

L'autismo: una delle nuove epidemie?
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Vista la crescente attenzione alle 'diagnosi' in psichiatria infantile che non solo gli addetti ai lavori ma anche pazienti e genitori stanno mostrando, credo sia bene approfondire un po' la questione, almeno dal mio punto di vista. Sono sempre di più le persone, genitori o diretti interessati, che sembrano cercare come cosa più importante la diagnosi cui far corrispondere i problemi o le difficoltà loro o del loro bambino. Non tanto come conoscenza delle possibili cause di un problema, ma come nome della diagnosi medica. Quasi come se si trattasse obbligatoriamente di una malattia. La malattia in causa può variare, a periodi, come una moda. In questo momento la più gettonata è quella di 'autismo', o 'spettro autistico'; più a distanza quella di 'disprassia', poi 'dislessia' e, crescente, 'iperattività' o, all'americano, 'adhd'... Con le ansie e le preoccupazioni immaginabili, specie per i genitori che di questi tempi sentono parlare di autismo quasi come la nuova epidemia...
Ci sono genitori che mi telefonano, altri che mi scrivono email, altri che intervengono sul sito, tutti preoccupati, nel panico vero e proprio, che il loro bambino possa essere autistico. Sono alla ricerca di una conferma o di una smentita, ma queste non bastano mai, in realtà, e l'incertezza li tiene in uno stato di ansia crescente, speso di vero e proprio panico, per cui devono addirittura farsi curare loro stessi.
Gli effetti che mi è capitato di constatare su questi genitori sono quanto mai deleteri. Rischiano di non occuparsi più quasi del loro bambino, al limite di non vederlo più, e di occuparsi solo della ricerca spasmodica della diagnosi, della conferma o meno che si tratti di autismo, anche se magari il loro bimbo fa un sacco di cose che i bambini veramente autistici non sanno. Ma oggi sentono dire da molte parti che anche se non è presente tutta la sindrome al completo, alcuni aspetti e sintomi possono comunque indicare, o almeno non escludere, che si tratti di autismo, magari in forma più lieve, o dei un disturbo simile, per cui si è coniata l'espressione 'disturbi dello spettro autistico'... E' veramente difficile rassicurarli, e spesso la loro situazione diventa veramente penosa.

Questa forse è la vera epidemia che sta dilagando, la 'psicosi', come si dice giornalisticamente dell'autismo. Cioè non l'autismo in sè, ma la paura folle di esso. La situazione ricorda un po' quanto è successo negli anni recenti con certe epidemie, l'influenza aviaria, quella porcina, ecc. Panico diffuso in tutto il mondo, governi che spendono barcate di soldi per prenotare milioni di dosi di vaccini, e poi tutto finisce in una bolla di sapone, o in una 'bolla speculativa'. Con qualcuno che si domanda se non ci siano degli interessi in gioco. Hanno così scoperto che certi uffici dell'OMS a new york, incaricati di sorvegliare le possibili nuove epidemie, avevano un po' troppo le mani in pasta, cioè avevano dei grossi confluitti di interesse, in quanto legati a industrie produttrici di vaccini.

Da qualche anno anche in psichiatria infantile si assiste dunque al lancio della nuova epidemia di autismo, meno 'acuta' delle malattie infettive, ma abbastanza veloce: prima hanno allargato a dismisura i criteri diagnostici, poi hanno cominciato a vedere cause di autismo in una quantità di fattori abbastanza comuni (cibo, i vaccini stessi, metalli, ecc), poi hanno fatto campagne mediatiche martellanti sulla necessità di interventi precoci, e quindi di diagnosi sempre più precoci, nel secondo o nel primo anno. E ovviamente vengono propagandati gli interventi più disparati, al punto che ormai la situazione non è molto diversa dalla ciarlataneria dei venditori di elisir di lunga vita del secolo scorso.
Non c'è infatti nulla di vero in tutto ciò, nulla di confermato, e il dubbio che si tratti di una 'bolla speculativa' comincia ad essere diffuso.
(continua)

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