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ritardo nel linguaggio e nell'espressione

Buongiorno,
sono il papà di un meraviglioso bambino di quasi 21 mesi, Alessandro. Quello che mi preoccupa è il ritardo che mio figlio mostra nella comunicazione verbale, Alessandro non dice una parola che sia una, non dice "mamma" o "papà" non dice nemmeno "si" o "no". Alessandro non indica con il dito, non batte le manine.
Alessandro chiacchiera frequentemente la sua lingua incomprensibile, specia quando gioca con qualcosa che gli piace (adora le piante). Mi pare che riesca a pronunciare la maggior parte delle lettere dell'alfabeto e dei dittonghi.
Se gli faccio dei versi (tipo "mmh") lui risponde "mmh".
Ale ci sente benissimo, si volta al minimo rumore e sembra sveglissimo, curioso, vivacissimo. Il suo sviluppo motorio al contrario è elevato: è in grado di fare tarri molto alte con i cubi, camminava a 10 mesi, adesso corre velocissimo, è in grado di salire le scale (da solo, senza mano).
Alessandro sembra capire abbastanza quello che gli si dice, "Ale, accendi la luce!" Alessandro sorride sempre alle persone che conosce ed è estremamente giocoso. Mi sto preoccupando troppo? Devo prendere qualche provvedimento? Di seguito le informazioni per il consulto:

problemi in gravidanza NESSUNO
nascita a che settimana 38ESIMA
Parto ( normale, cesareo, difficoltà) CESAREO DOPO 14 ORE DI TRAVAGLIO
peso alla nascita 3450GR
indice di Apgar 1' 9./ 5' 10.. durata del ricovero in H 4GIORNI
allattamento: ARTIFICIALE
sonno , orari e modalità (dove dorme, come si addormenta, ecc)
10 ORE DI FILA SENZA RISVEGLI LA NOTTE
2 ORE DI FILA AL GIORNO SENZA RISVEGLI
SI ADDORMENTA DA SOLO NEL LETTINO
alimentazione
MANGIA CON APPETITO SOPRATUTTO CARNE PESCE E FRUTTA. SA PORTARE LA FORCHETTA ALLA BOCCA MA NON SA UTILIZZARE UN CUCCHIAIO O INFILZARE CON LA FORCHETTA
abitudini ( ciuccio, biberon, orsacchiotto, copertina, ecc)
NESSUNA, HA SEMPRE UTILIZZATO POCO IL CIUCCIO SOLO PER ADDORMENTARSI (POI LO SI POTEVA TOGLIERE) SINO A 18 MESI.

sviluppo psico-motorio:
seduto da solo a che età 5 MESI
primi passi 10 MESI
capacità motorie ELEVATE MI PARE
controllo sfinterico (pipì e popò) UTILIZZA IL PANNOLINO GIORNO E NOTTE
prime parole NESSUNA
figure principali cui è attaccato GENITORI E NONNI
reazioni alla separazione NESSUNA
sviluppo del linguaggio NESSUNO
interesse e curiosità verso le persone e le cose ELEVATO VERSO LE COSE, SCARSO VERSO LE PERSONE
rapporto con le persone NON E' TIMIDO, NON PIANGE SE E' CON ESTRANEI reazione agli estranei GIOCA CON TUTTI
uso dei giochi ( gioco funzionale ....imitativo .....rappresentativo
NON SO RISPONDERE
disegno spontaneo (scarabocchio, ... omino testone .... casa .... figure....)
NULLA
comportamento, interessi, attenzione, .....
adesione a regole, orari, limiti, ubbidienza agli adulti .....
reazione a divieti ....
SPESSO HA UN ATTEGGIAMENTO DI SFIDA CON DEI GRAN SORRISI
capricci, bizze
POCHI SE LO SI FA USCIRE SPESSO

A scuola

asilo nido NO

Composizione familiare PAPA' MAMMA
altri conviventi (nonni, parenti, ecc) NO
Organizzazione familiare (orari dei genitori, baby sitter, ecc),
LA MATTINA STA CON I NONNI PATERNI, IL POMERIGGIO CON LA MAMMA (DALLE 14). IL PAPA' TORNA DALL'UFFICIO ALLE 19
e modalità educative (permissive, ferme, severe, variabili, orari di sonno, dove dorme .....),
DIREI PERMISSIVE, SPECIE I NONNI
Eventi particolari, cambiamenti, lutti, ecc....
A 14 MESI SI E' PROCURATO UNA USTIONE DI 2° GRADO ALLA MANO, HA PORTATO LA MANO FASCIATA PER 20 GIORNI, PIANGE SE VEDE UN DOTTORE DA QUELLA VOLTA.
Visite mediche, ospedale, altro
..................

Gentile signore. Forse

Gentile signore.
Forse l'ustione ha costituito un trauma sufficiente a ritardare l'inizio del linguaggio, che solitamente avviene proprio a quell'età. E' solo un'ipotesi, ma a volte si vede.
Per il resto lo sviluppo psicomotorio complessivo sembra in regola, e non sembrano esserci nemmeno segni indicatori di autismo o simili, che è la paura dilagante oggidì. Per escludere questo problema comunque, a mio avviso, più che il punteggio dei vari test oggi consigliati, che raramente è definitivo, è importante quello che si percepisce quando si sta con il bambino: se c'è contatto, comunicazione, comprensione reciproca, anche senza linguaggio. Non tutti i bambini con cui non c'è questo 'feeling' sono autistici, comunque: molti sono trattenuti e diffidenti, o rinunciatari e sfiduciati, o traumatizzati, o difesi per eccessive pressioni ambientali, ecc, e la maggior parte trovano la loro strada per il linguaggio senza eccessive difficoltà, anche se con un ritardo che può andare oltre i tre anni di eà. E' importante nel caso valutare se nell'organizzazione e nel funzionamento ambientale ci possano essere ostacoli che evenualmente possano essere rimossi.
Cordialmente
dr GBenedetti

Ostacoli ambientali

Gentile Dottore,
la ringrazio prima di tutto per la risposta. Quando lei cita "ostacoli nell'organizzazione e nel funzionamento ambientale" a cosa si riferisce in soldoni?
Alessandro non andando all'asilo ha poche occasioni di incontro con i coetanei, specie adesso che con la brutta stagione le uscite al parco pubblico sono più limitate. Crede che sarebbe utile frequentare qualche asilo?

Molti restano stupiti infatti

Molti restano stupiti infatti da questo concetto, e mi chiedono chiarimenti. Di solito (veda questo articolo e altri collegati) faccio un esempio botanico: se una piantina non cresce, la prima cosa che uno guarda è se c'è acqua a sufficienza, se è esposta bene alla luce, se non ci sono parassiti, se la terra è abbastanza ricca, ecc. La stessa cosa vale per i bambini con qualche difficoltà di sviluppo: la prima cosa da vedere - senza offesa! - è se ci sono gli ingredienti ambientali necessari e non ci sono ostacoli per lo sviluppo di un bambino piccolo. Le abitudini, funzionamento, organizzazione di una famiglia, modalità di accudimento, ecc. possono essere più o meno adeguate, magari per necessità, e qualche bambino può un po' risentirne. Bambini che cambiano spesso persone di accudimento, che vedono poco i genitori per motivi di lavoro e stanno magari a lungo con i nonni - senza offesa nemmeno per questi - a volte mostrano un modico ritardo nel linguaggio. E' in famiglia che si imparano le cose fondamentali, e anche a parlare. L'asilo viene dopo. Se non ci sono stimoli comunicativi sufficienti in famiglia, allora può essere utile l'asilo, ma quando il bambino è pronto ad affrontare la separazione.
Ovviamente considerando un bambino per il resto apparentemente normale, come motricità, curiosità, interessi per cose e persone, attaccamento ai genitori, ecc, che sono i 'prerequisiti' per il linguaggio, che il vostro sembra avere. Esclusa la presenza di 'ostacoli' simili, un lieve ritardo del linguaggio non è motivo di particolare preoccupazione e si può attandere lo sviluppo nei prossimi mesi. Ovviamente sentendo anche il parere del pediatra che conosce direttamente il bambino.
Cordialmente

Non si preoccupi

Gentile dottore,
non si preoccupi di "offendere" io ho a cuore solo il bene di mio figlio, tutto il resto viene dopo. Ciò detto cerco di descrivere come si sviluppa la giornata tipo di mio figlio:
sveglia alle 7:30 circa, colazione con il biberon senza tettarella, con il beccuccio, lo beve da solo, seduto nel suo seggiolone a tavola con me e mia moglie, poi (la mattina ha sempre molto appetito) mangia quello che mangio io: torta fatta in casa, yogurt, frutta, biscotti. Poi lo cambio e lo vesto e spesso giochiamo sul fasciatoio (e spesso faccio tardi in ufficio) solletico, canzoncine, ultimamente lui dice le vocali ed io le ripeto, se sono io a dirle lui non le ripete. Io mi lavo i denti e lui vuole il suo spazzolino (che gli offro senza dentifricio) e lui lo mastica.
Poi vado in ufficio e lo porto dai nonni, mio padre mi aspetta sempre sotto casa, alessandro gli sorride ma non gli corre fra le braccia, in genere schizza verso il giardino o verso qualcosa che lo interessa.
Con i nonni esce tutti i giorni almeno per andare al centro commerciale dove viene lasciato libero, nei limiti del possibile di correre (sua attività preferita).
In genere al ritorno si addormenta, senza problemi e senza ciuccio da 3 mesi, verso le 11:00. Si risveglia verso le 13:30-14:00 e spesso ci sono li io e gli do da mangiare o lo fanno i nonni. Verso le 14:30 la mamma esce dall'ufficio e lo va a prendere e con lei passa tutto il pomeriggio uscendo spesso: centro commerciale per la spesa come minimo, se il tempo lo consente parco pubblico e/o passeggiata per il viale (nel passeggino, mano nella mano è ingestibile).
Verso le 19:00 torno dall'ufficio e gioco con lui, anche qui, quando rincaso lui mi sorride ma non mi viene mai incontro ad abbracciarmi, ultimamente mi viene a prendere per mano per essere preso in braccio ed essere portato in alto a toccare qualcosa che altrimenti non potrebbe raggiungere.
Cerco di giocare con lui: facciamo le torri con i cubi insieme, ultimamente ho notato che gli piacciono molto le carte del mercante in fiera: vuole che io gliele passi una alla volta e gli dica cosa sono "gatto", "cane", "balena" lui le prende in mano, una alla volta, le guarda con attenzione e le ripone.
Verso le 20:00 prepariamo cena, cerchiamo di essere tutti insieme a tavola ma quasi mai ci si riesce. Gli si da da mangiare, come detto la forchetta la porta da solo alla bocca ma occorre che sia un genitore ad infilzare il cibo, mangia da solo quello che può afferrare con le mani: frutta, pane, etc.
Quindi gioca per terra io e la mamma cerchiamo di partecipare (la sera dopo una giornata di lavoro siamo stanchi lo ammetto!).
Verso le 21:30 (ultimamente ha allungato un pò) vedo che si inizia a strofinare gli occhietti, lo porto in bagno, lo cambio (meno giochi della mattina, è più stanco e nervoso) e lo porto nel suo lettino nella sua stanza, se è molto stanco basta metterlo giù ed uscire dalla camera, lui lo accetta volentieri. Se resto li al contrario non si addormenta, non vuole essere preso in braccio ma... non si addormenta! Se invece non è molto stanco resto con lui a giocare sul letto (lo adora) sembra gradire molto i giochi fisici: solletico, vuole che gli tiro il cuscino, oppure che mi sdraio nel letto e lui mi salta su guardandomi negli occhi e ridendo come un matto.
Questo è quanto.
Ripeto, non tema di "offendere" con le sue considerazioni.

Noto che sembra Lei, il

Noto che sembra Lei, il padre, ad accudire fisicamente il bambino più della mamma. Mi sbaglio?
C'è qualche motivo per questo? Oltre a ciò non noto cose particolari, nella giornata tipo simile a quella di molti bimbi, ma non riesco a 'vedere' bene il bambino. C'è una qualche tendenza forse a una motricità eccessiva (senza parlare di 'iperattività', che oggi è un altro 'incubo' ricorrente, insieme all'autismo e alla dislessia...)? A volte i bambini che stanno molto dai nonni hanno meno regole e limiti, che invece sono aspetti educativi importanti, pratici, non a parole...
Accenna a stanchezza e nervosismo, del bambino ma anche dei genitori, la sera, comprensibilmente... Bisogna badare a non farsi sfuggire le redini della situazione, che sia il bambino a obbedire ai genitori e non viceversa...

Accudimento

Buonasera Dottore,
spesso per lavoro sono fuori casa per diversi giorni di fila (diciamo almeno una settimana al mese di media) quando ci sono, siccome mia moglie va in ufficio ben prima di me, mi occupo io della fase colazione-cambio-vestizione-accompagnameno. Quando non ci sono ovviamente fa tutto mia moglie. Tutto il pomeriggio il bambino è con la mamma e mi manca moltissimo, quando sono a casa la sera mi piace metterlo io a letto mentre la madre fa qualche faccenda domestica che prima non ha potuto svolgere.
Mio figlio è decisamente iperattivo ma questo per noi non rappresenta un problema anzi, siamo contenti che Alessandro abbia tanta voglia di fare, quando siamo all'aperto mi diverto a corrergli dietro ed a vederlo sgambettare felice.
Quanto ai nonni sono perfettamente d'accordo con lei a volte io e mia moglie ci domandiamo se alla sua età non sia meglio (più regole) l'asilo... non lo so.

Alcune osservazioni su alcuni

Alcune osservazioni su alcuni aspetti che mi suonano un po' disfunzionali: niente di grave, ma ...
Non è detto, innanzitutto, che seguire come falsariga quello che piace a Lei, o di cui Lei sente il bisogno, sia utile per lo sviluppo del bambino. Cosiccome ovviamente sia utile in generale per i bambini l'organizzazione familiare che oggi va per la maggiore nel nostro mondo, che dipende piùdalle esigenze degli adulti che da quelle dei bambini. A volte i padri 'moderni', spinti dal desiderio di fare anche loro da 'mamma', rischiano di portare via posto alla mamma reale e di interferire con il rapporto madre figlio. So che è 'politicamente scorretto' dire questo, ma temo che si rischia di disturbare cose che si basano sull'istinto e su necessità ataviche...
Anche sull'iperattività la questione non è che disturbi voi o meno, ma che sia un segno di disturbo del bambino e disturbi il suo sviluppo. L'attività motoria eccessiva disturba l'attività mentale: il gioco motorio eccita e quando si è eccitati non si pensa e non si ragiona. Per questo i bambini iperattivi, troppo volti all'eccitazione motoria, hanno spesso difficoltà di apprendimento 'mentale'. E' bene frenarli, non ecctarli ultriormente con stimolazioni motorie.
Mi sembra quindi che questi aspetti cui ho accennato, e che riguardano i ruoli di genitori e l'atteggiamento verso il bambino, meritino le vostre riflessioni: ne parli con sua moglie.
Cordialmente
drGBenedetti

Aggiornamento

Buongiorno Dott. Benedetti,

torno a scriverle a distanza di quasi un mese per darle aggiornamento circa la situazione di mio figlio. Prima di tutto abbiamo sottoposto mio figlio ad una prima visita specialistica presso il centro di neuropsichiatria infantile di ... questo il referto della Dott.ssa:

"
1) il bambino viene a visita per un lamentato ritardo nel linguaggio.
2) Il bambino entra in stanza senza problemi.
3) I genitori riferiscono che il bambino capisce il 'no'.
4) Il bambino stabilisce contatto oculare con difficoltà e solo con i genitori.
5) Il bambino manifesta scarso controllo della frustrazione.
6) Il bambino non utilizza propriamente gli oggetti.
7) L'attenzione del bambino si sposta rapidamente da un oggetto ad un altro senza soffermarsi.
Si ritiene consigliabile un approfondimento per la valutazione di autismo.
"

Speravamo in un esito francamente più rassicurante....

La visita è durata circa 30 minuti, sento necessario precisare qualcosa relativamente all'elenco numerato di cui sopra:

5) in quei giorni Alessandro era molto nervoso per i postumi della vaccinazione per il morbillo, fatta la settimana prima, è stato molto nervoso per diversi giorni. Inoltre all'ora della visita era circa l'orario della sua dormitina mattutina, infatti appena fuori dello studio, in macchina, è crollato in un sonno profondo.

6) sinceramente non ho capito cosa la dottoressa intendesse nel suo referto. Alessandro sfoglia i libri e guarda le figure, preme i tasti dei giochini, non capisco quali siano gli standard...

Aggiungo ulteriori dettagli frutto anche dei suoi consigli:
Alessandro riconosce le figure sui libri, per esempio adora le carte del mercante in fiera, vuole che sia un adutlo a passargliele, se glie le do storte lui riconosce la figura e la gira.
Con il dito ha iniziato ad indicare, ma solo sui libri le figure, forse per imitare quello che facciamo noi quando glie le leggiamo, anzi spesso è lui che afferra la nostra mano per far si che siamo noi ad indicare ed a descrivere cosa indichiamo.
È difficile stabilire il contatto oculare con Alessandro ma è vero anche che lui fa dei gran sorrisi alla gente che gli piace (i nonni, la zia).
Ogni tanto (quando ne ha voglia) ripete delle brevi sillabe sentite pronunciare da noi.
Ogni tanto (quando ne ha voglia) quando giochiamo e gli dico "su le mani" o "giù le mani" senza farlo io, lui lo fa.
Gli piace molto quando giochiamo con la palla, specie se io la tiro alla mamma e la mamma la tira a me, si sbellica dalle risate. Se gli do lo palla (e li mi fissa negli occhi per bene) prova a tirarla e ride.

Per motivi tecnici le

Per motivi tecnici le rispondo qui: http://npionline.altervista.org/drupal/?q=node/20
drGBenedetti

AVVISO IMPORTANTE: i consulti on/line hanno solo valore di consigli e non intendono sostituire in alcun modo la visita medica o psicologica diretta.
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ATTENZIONE : si chiede gentilmente a tutti gli utenti del sito di mandare un breve aggiornamento sul consulto effettuato. In questo modo sarà possibile avere un riscontro a distanza della correttezza delle risposte date. I risultati verranno pubblicati sul sito. Grazie Vedi

P.IVA : 01496010537
dr Gianmaria Benedetti - Firenze, via S Reparata,69 - Ordine dei medici (FI) n.4739

NB questo sito recepisce le linee di indirizzo dell' Ordine dei medici di Firenze sulle consulenze mediche on line.
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