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capitaniere

Gentile Dottore, mi auguro che questo post arrivi a buon fine. Recentemente ho qualcosa in comune con Meltzer, il nome solo che cambia la parola successiva...uguale a Donald Duck.
Solo per fare degli esempi dal salumiere chiedo del Praga crudo(inesistente),mi accorgo della gaffe e sorridendo dico che ho cambiato città,l'altro risponde che ho proprio cambiato nazione. Può essere una distrazione, non è la sola. Accompagno una amica a fare acquisti in un outlet. Prendo i suoi acquisti e li tengo piegati su un braccio e ci avviamo alla cassa. Erano solo due cose, ma ad un certo punto mi erano sembrate pesanti. E già, avevo agganciato un signore con le stampelle per i vestiti,come se fosse un acquisto mi accingevo a portarlo alla cassa. La mia amica ancora adesso ride e mi raccomanda di controllare la presenza del codice a barre.
Sarà un periodo alla Paperino...
I sogni davvero difficile ricordarli persino i frammenti.
Non so se posso fare un collegamento con gli ultimi sogni del precedente consulto.
Se è sbagliato o inoppotruno consideri queste parole come non scritte.
Il sogno dei camion che facevano manovra in una piazza ,mi ricorda un episodio quando ero bambina. Un camion faceva marcia indietro in una piazza e se non fossi salita su un gradino di un portone mi avrebbe buttato a terra sul marciapiede.
L'altro sogno, quello del treno, ha molto in comune con un episodio di cronaca. Una studentessa rimane con il piede incastrato tra le porte dell'autobus. l'autista non si accorge di niente forse perché il mezzo è pieno e riparte. La studentessa si fa così 200 metri, cercando di mantenersi aggrappata all'autobus. L'episodio di cronaca mi aveva colpito molto.

Il titolo ha qualche

Il titolo ha qualche significato?
Anche gli autobus hanno uno scalino, in effetti: per Lei gli scalini sono importanti, non solo come punti di passaggio

brandelli di sogni

Sogno recente o meglio frammento di un sogno.
Sono da un fruttivendolo e sto acquistando dell'uva. Il negoziante propone di comprarne una certa quantità a un buon prezzo,82 euro. Mi pare un buon prezzo, visto la qualità e quantità. Chiedo di sapere con più precisione il peso, essendo a piedi potrei non farcela a portarla via.

Più o meno nell'ultima settimana, mi è capitato di fare sogni più articolati e mi pareva di ricordarli bene, ma dopo pochi istanti, questione di minuti, li avevo dimenticati tutti, neppure dei brandelli erano salvi, come se fosse passato un cancellino su di una lavagna.
Cosa che mi ha alquanto delusa.
Ora si è salvato questo brandello in cui non compaiono né scale né gradini, almeno nella parte ricordata.
Qui hanno molto rilievo i sogni.

Il titolo non è casuale, ha un significato personale.

Chissà come vedrà queste domande, fatte soprattutto per ignoranza. Anche in questa sede
si può verificare il transfert? e se si quale potrebbe essersi verificato?

Post scriptum

Forse anche qui avevo accennato alla "attrazione fatale" per il disturbo borderline. Ora anch'io ho questa diagnosi.

Se il significato è

Se il significato è 'personale' e lo conosce solo Lei, che comunicazione è? In effetti lei qui sembra un po' cercare di comunicare e un po' di trattenere e ritirare le comunicazioni, che rimangono spesso 'a brandelli' come i sogni che dice.
Che poi '82 euro' sembra una ricevuta sanitaria: 80 per la prestazione e 2 per il bollo. Qualche riferimento?
Interessanti le sue domande sul transfert... Lei che ne dice?

Allora ha cambiato etichetta diagnostica? Interessante anche questo...

non

Non ci avevo fatto caso, 82 euro è quanto pagato all'oculista per una recente visita. Ha detto che l'occhio sta bene, ma ci potrebbero essere dei problemi per via della camera bassa (da qui il borderline). Insomma questa etichetta diagnostica è uscita dalla porta erientrata dalla finestra. Perdoni il gioco di parole trova interssante la cosa, perché e cosa c'è di interssante?

Non riesco a ricordare i sogni, non s, può essere come dice Lei che seguano l'andamento di come mi esprimo.
Questa volta mi era apparso diverso: un sogno ben ricordato, ma con il passare dei giorni veniva cancellato un pezzo prima che svanisca del tutto provo a descriverlo.
Premetto che la terapeuta mi ha paragonata al gas metano che se incanalato produce energia altrimenti si disperde.
Sopra il trmosifone c'è una chiavw d'arresto, mi pare lenta cerco di aggiustarla, ma è tropo malmessa, si rompe. Chiedo ad una persona se sente odore di gas (sento poco o iente gli odpri)
dicedi si e mi accingo a chiudere tutte le altre chiavi d'arresto. Miera parso di averlo visto il gas, forse era bianco.

Riguardo al titolo del consulto ho risposto che c'è un motivo nella scelta ed è personale,
non per voler eludere, ma i motivi sono legati al passato, a persone che avevano una certa importanza per me, a quello che avevo scoperto.Quando credevo che Firenze fosse dietro l'angolo (è solo una coincidenza). Insomma riguarda quello che Lei chiama "biografia".
Per il transfert, non so, non mi è chiaro se riguarda necessariamente relazioni dell'infanzia riportate al presente o anche relazioni più recenti.
Se ho trasferito su di Lei emozioni, idee ecc. che in realtà sono rivolti ad altri..può essere,ma non saprei come e quali. Per la terapeuta starei usndo Lei, le scale (verso cui avrei una "filia", certo sempre secondo la terapeuta, nel mio caso la parolo fobia è assai impropria),la terapeuta stessa,forse anche il suo Meltzer per nonfare l'ultimo gradino. Non so se questo è assimilabile ad un transfert.
Certo nonposso dire che mi è "indifferente", è passato un po' di tempo dal primo post.

Le chiedo una corteia da parte di una miamaica. Lei presto si trasfrirà in un'altra città e vorrebbe sapere se è ilcaso di portare la figla da una terapeuta.
La figlia già sta nell'altra città con il padre e lei dopo aver sistemato il lavoro li raggiunge (scrivo io per lei perché fa orari massacranti).
Il uo problema è questo.
Ha trovato un quaderno scritto durante l'estate. La bambina scrive cosi.
-Oggi si chiudono le scuole e io sono contenta perché mi faccio una bella camminata a piedi. Lunedì io sto a casa di mia cugina che è la festa sua che si chiama P".
Problema: sua figlia parla di se stessa come se fosse un'altra persona. P non è la cugina, ma la bambina in questione.
la mamma si chiede se capitano così spesso nei bambini lo scambio di identità, a parte quando giocanp, la mamma è convinta che non stesse giocando.
Grazie per l'ulteriore disturbo.
P.S.
questa volta ho scritto come disgrafia vuoke

Lei è un bel tipo, mi sembra.

Lei è un bel tipo, mi sembra. Fa l'inafferrabile, mostra qualcosa e si vela subito dopo. Come un fantasma, quasi, o uno spiritello, fatto di 'gas'che sfugge da ogni fessura... C'è qualcosa di seduttivo in queste ultime mail, mi pare (o almeno me ne sono accorto solo ora, forse): anche questo può essere un tipo di transfert. Un altro è che sembra provocare ad ogni piè sospinto, con aria ingenua, provando ogni tipo di 'ulteriore disturbo' e poi scusandosi a iosa...
Forse non le basta una terapeuta, ne ha cercato un altro (guarda caso poi una donna e un uomo) e cerca di tenerli in qualche modo 'sospesi'. Per caso in questo periodo è in 'cattivi' rapporti con la terapeuta, che si mostra più 'morbida' qui, un po' come fanno i bambini che quando sono brontolati da un genitore cercano di appoggiarsi all'altro, seduttivamente?
Quanto alla sua amica, può dirle che può scrivere Lei stessa, per interposta persona non funziona....

seduttività e provocazione

Non mi è chiaro se il mostrarmi "morbida" riguarda il transfert, come dire, seduttivo, o sono cose diverse.
Bella l'idea che ci sia qualcosa di seduttivo anche se mi sfugge cosae il significato o implicazioni. Non so se c'è qualche nesso con il fatto che mi mostro solo parz
ialmente. Sicuramente avviene qualcosa del genere. Un po' perché mi distraggo (non so perché ma lo faccio), un po' perchèho timore che nello svelarmi possa cadere nella biografia, nelle cose inutili, ecc. allora mi fermo un attimo prima. Sono solo delle idee parziali sia perché di parte sia perché incomplete.

Provocazione. Davvero ingenua la provocazione del "borderline"o del dire cose a metà per provocare una sua risposta. Forse ci sono state anche di altre...Chissà quale significato ha il tranfert provocatorio...

La terapeuta trova positivo che mi sia rivolta anche a Lei (punto di vista di un altro terapeuta, sottolineando un). Per me è stato un caso.
Comunque i rapporti sono più che buoni.
Dice che sono più morbida, chissà forse sono cambiata un pochino, forse ho messo insieme degli elementi che hanno permesso una diversa lettura.
Spero non si arrabbi o dispiaccia per questa piccola noticina. In una sua foto (già nominata in un post passato)ho trovato non delle somiglianze fisiche, ma degli elementi in comune con l'espressività di Winnicott.
Ho riferito il messaggio alla mia amica, poi farà come riterrà opportuno
P.S.
bel tipo, sagoma, tipo da spiaggia, garofano......

"...cadere nella biografia,

"...cadere nella biografia, nelle cose inutili..." è un po' come cadere dalle scale? Per questo evita e prende tante precauzioni?
Svelarsi, mostrarsi solo parzialmente, fermarsi un attimo prima...per la paura di cadere.... Come se fosse una specie di 'danza dei sette veli' fatta sulle scale?

Le 'provocazioni' - la seduttività in effetti si basa su 'provocazioni' di vario tipo - stavolta con la somiglianza con "l'espressività di Winnicott", potrebbero essere come dei 'test', delle sonde eslorative per la curiosità di conoscermi di più, al di là dei limiti abituali. E' una cosa che capita nelle terapie, anche in quelle on-line, si direbbe. Penso che sia forse una curiosità naturale ma anche qualcosa qualcosa imparentato col 'transfert' di cui si diceva, che è comunque uno strumento utile per proseguire il lavoro, ma da usare con cautela e attenzione... Come le scale dove bisogna certo fare attenzione perchè ci sono dei pericoli, ma di solito si usano correntemente, se non scatta una 'fobia'...

dermatologo

Inizio da un sogno che ricordo meglio di altri.
Aspetto il mio turno per essere visitata da un dermatologo, diversamente da come si fa di solito, non si rispetta la prenotazione, ma la gravità del caso, il mionon è così urgente quindi aspetto. Il dermatologo visita in un prato recintato da una rete. Arriva il mio turno e il dr mi dice che sarei dovuta andare nell'altro studio ( il dr visita in due prati recintati e separati da una via stretta di campagna), mapoi dice che non importa e inizia la visita. Sulla schiena scopre che la pitiriasi versicolor è molto estesa - due mx funghi- Peenso tra me "credevo fossero solo sul petto-. Allora il dermatologo spalma sulla schiena una crema e infine ci mette un max cerotto.
Anche nei sogni compare la pitiriasi versicolor......

Qualora avessi delle curiosità, di conoscerla di più, al di là dei limiti abituali (quali sono questi limiti, non andare oltre il "curriculum" del sito?), dovrei sapere se se nel suo operato prevale essere psicoanalista o psicoterapeuta, se prevale il primo non c'è spazio per curiosità (la lavagna o schermo nero proprio degli psicoanalisti, se non ricordo male). Ma la curiosità ha quasi sempre la meglio sulla logica....

Post scriptum
--curiosità sull'impaginazione. Le buste presenti nel forum adulti: La scelta di mostrarle a volte semiaperte a volte chiuse è casuale o ci sono dei motivi particolari.
---....qualche volta mi è sembrato di essermi "mostrata" tanto....
--- Un aiutino. A lei cosa fa venire in mente il vuoto?

La curiosità forse è uno

La curiosità forse è uno degli istinti primari fondamentali per la vita, l'istinto, il desiderio alla conoscenza. Ma come altri istinti e desideri, non è detto che debba avere via libera senza limiti, come vorrebbero i bambini che con fatica imparano a sopportare le frustrazioni...
La 'logica', con cui forse intende la ragione, sembra fondamentale per mantenere la barca a galla, come fa Ulisse che si fa legare per resistere al canto delle Sirene, prevedendo i pericoli.
Anche per mantenere la barca della psicoterapia a galla si devono mettere dei limiti, dei legami a istinti e desideri, prevedendo i pericoli e poi bisogna cercare di mantenere la rotta.

Lei forse si mostra tanto, dice, ma come in un labirinto di specchi , dove diventa impossibile riconoscere la realtà dalle immagini riflesse e forse deformate. In realtà frse è un modo di mostrarsi e nascondersi allo stesso tempo
Il sogno forse fa vedere alcune immagini La pitiriasi versicolor sulla schiena di cui si occupa il dottore e che Lei non sapeva di avere, e sul petto, che lei conosceva già ma di cui il dottore non si occupa...
Forse se si lasciasse 'visitare', vedere, qui, si troverebbero cose che non conosce, perchè poste fuori dalla sua osservazione, come la schiena. Chissà, anche la mente forse può avere 'funghi' che disturbano, ma per vederli bisogna lasciarsi 'visitare'. Anche in un posto strano, diverso dal solito, come forse è questo sito online con strane regole e strani simboli, buste aperte o chiuse, ecc.

Chissà, magari le sue domande servono a cercare di conoscermi e sapere se può fidarsi abbastanza per farsi visitare. Dopo due anni... Se è come con una lavagna nera o di altro colore, ecc. Ma in realtà il momento che si prova a 'fare conoscenza' è sempre un salto nel buio, tutte le domande e informazioni prese prima non evitano la paura e l'ansia di questo momento, in cui uno deve decidere se buttarsi o no...

unità di misura

Molto, poco, tanto, sono delle "unità di misura" alquanto relative, soggettive, così quello che per me è molto, per Lei è poco e male o distorto.
Solo come eventualità, non potrebbe essere capitato che abbia mostrato un aspetto particolarmente sensibile, almeno per me, e che non lo abbia notato?

Dalla Sua lettura del sogno, si potrebbe dire che sia il dermatologo che io siamo un pochino orbi.
Può darsi che nella mia mente ci siano dei funghi, se sono come la p.v. non danno alcun disturbo.
Altra lettura del sogno oltre la sua ( non è neanche la mia)- 2 pareri diversi, 2 analisti, 2 funghi in posti diversi,2 studi, 2 prati...questo dualismo può portare allo sconcerto!?-
O semplicemente 2 aspetti o letture della stessa questione.
Già il dermatologo, dr cheavevo conosciuto grazie alla mia amica defunta,si avvicina l'anniversario della sua morte. Il dottore era stato informato della prematura scomparsa di F. da una conoscente comune e c'ero anch'io, ricordo che era sbiancato e rimasto in silenzio per alcuni minuti. Lui la conosceva bene.
Nel sogno, il dermatologo metteva un cerotto quasi a coprire i funghi. A volte non basta stendere un velo o un cerotto.

Non so se la curiosità sia ancora una mia caratteristica, forse lo era, penso si sia limitata.
Secondo la terapeuta, almeno così mi diceva, mi auto-limito, se mi dicono di fare un passo indietro ne faccio due. Chissà se questo è vale per tutti i contesti.

A proposito di regole oltre a quelle dette esplicitamente ( non più di due post a settimana, far passare un po' di tempo prima di rispondere)ci sono delle altre? Per rispettarle sarebbe opportuno conoscerle.
Riguardo le buste- chiuse o aperte- ( non credo che questa informazione mi permetta di conoscerla meglio)ho qualche idea..

Nuovo sogno.
Abito all'ultimo piano di un palazzo (stile New York), sono in soggiorno, molto grande, ci sono ampie vetrate panoramiche. Sono seduta su uno dei tanti divani bianchi accostati alla vetrate. Mi ritengo fortunata avivere in quell'appartamento così confortevole, sicuro, costruito con criteri antisismici. Entra la mia vicina di casa, ci salutiamo, prende degli abiti e va via. Penso tra me che con tutto questo largo ho fatto bene a lasciare un po' di posto per gli armadi della vicina. Gli armadi sia della vicina che i miei erano nel soggiorno ed avevano una forma particolare. Le immagini del sogno s'interrompono e sento una voce fuori campo, forse la mia,che dice qualcosa, ma non riguarda né l'appartamento né la vicina, ma altro. Probabilmente ci tornerò su, il tempo di digerire...

POST SCRIPTUM
--Non sono psicoanalista quindi non sarò mai una lavagna o schermo nero.

----Non sto verificando se fidarmi abbastanza. Sinteticamente mi fido di Lei quanto Lei si fida di me. Non mi fido abbastanza di me o meglio non so se riesco a "reggere", che brutta parola, ma non mi viene meglio, l'eventuale sua risposta o forse mi spaventano gli equivoci, non so. Ma, me lo dico da me, forse qualcosa è cambiato o almeno mi piace crederlo.

Ecco che si rifà viva la

Ecco che si rifà viva la modalità puntigliosa, risentita, suscettibile. Evidentemente ho scritto qualcosa che non va (nessuno è perfetto) per cui devo riprendermi bacchettate rimbrotti e lezioni..., e anche del sogno, deve 'tornarci su' dopo aver digerito...
Ma forse qualcosa è cambiato: sembra una nota positiva, di speranza.

frase mancante

Anche se era solo un sogno, la frase finale, fuoricampo, probabilmente detta da me,mi aveva innervosito abbast6anza. Non mi pareva possibile che avevo detto una cosa simile, sia pure in sogno. Da qui la necessità di " digerire" anche ora è passato qualche giorno riesco a crederci. La frase era, non mi viene nessun termine per dire quanto fosse inqualificabile, inopportuna. Comunque il sogno dell'appartamento finiva come un film proiettato in una sala cinematografica, le luci si spengono e sento una voce(la mia) fuoricampo, che non ha alcun collegamento con il sogno, che dice:-...gli ho sempre voluto bene...-.La frase di per sé
innocua, era rivolta ad un uomo del passato, proprio quello dell'infanzia.
Se avevo bisogno di una conferma della mia stupidità, eccola servita. ..Ed aggiunga il resto...
Potrei tentare di aggiungere dell'altro, ma non saprei, è proprio difficile e poi facilmente potrebbe essere etichettato con il fare sempre la stessa strada. Tuttavia, sarò pure scema, quella frase mi ha lasciato sconcertata.

Ho perso la busta chiusa ed è tornata quella aperta... Conoscere il criterio con cui sono visualizzate le buste ( chiuse o aperte) è troppo impegnativo per una mente come la mia piena di funghi... battuta che lascia il tempo che trova.

Le chiedevo cosa le veniva in mente pensando al "vuoto" e chissà se mi poteva tornare utile in certi frangenti.
Di recente sono tornata ad un centro commerciale al secondo piano, quindi neppure tanto in alto. Ci sono diversi negozi collegati da un corridoio quadrato, al centro ci son le scale, il nastro trasportatore e l'ascensore panoramico, quindi si vede il vuoto. Ogni volta che passo lungo quel corridoio ho la sensazione di cadere nel vuoto, anche se non mi avvicino mai al parapetto di ferro, persino quando attendo l'ascensore panoramico ho la stessa sensazione. Questa volta, a differenza delle altre, non mi sono appoggiata a nessun braccio.
Forse aver scritto questo post è come aver preso l'ascensore senza appoggiarmi.

Si sono manifestati

Si sono manifestati chiaramente, direi, due aspetti: un moto affettivo, o meglio un pensiero che lo esprime, consapevolmente (la frase fuori campo nel sogno) e la 'censura' che ha ostacolato e ritardato l'espressione di quel pensiero, e tuttora ne prende le distanze, quasi a dire che non le appartiene, lo rifiuta. Come una bambina che è stata tenuta finora nascosta, una specie di Cenerentola di cui la famiglia ufficiale si vergogna e non lascia apparire in pubblico. Ma, come Cenerentola o il bambino che dice 'il re è nudo', nella fiaba di Andersen, sono forse quelli che portano la 'verità' e la spontaneità.

Buste aperte e buste chiuse... chissà come mai hanno colpito così tanto la sua attenzione, come ci fosse dietro una mente e un significato che le sembra inarrivabile O qualche episodio, qualche ricordo.

Anche riguardo al 'vuoto' mi sembra ci sia un aumento di conoscenza, ed emerge, mi sembra più che in passato qui, la paura del vuoto, la sensazione di cadere, anche se si tiene il più lontano possibile dal rischio.
Sembra una riformulazione del conflitto di cui sopra, attrazione e paura al contempo. Impressioni, sensazioni, emozioni, spinte opposte di fronte a cui resta sconcertata, contenuti mentali che Lei vorrebbe non avere, o eliminare forse, e si giudica 'stupida' per il fatto che ci siano.
E' come se fossero nuovi documenti, per così dire, che inducono a una revisione di una storia già definita ufficialmente con 'verità' di comodo, e che 'gli storici', o 'i giudici', non vorrebbero riprendere in considerazione alla luce dei nuovi elementi che farebbero 'riaprire il caso'.
Però è sempre positivo, credo, quando verità ufficiali spesso imbalsamate e inculcate come dogmi, vengono contraddette e messe in crisi da nuovi elementi di conoscenza. Certo sono periodi di crisi del potere costituito, di trasformazioni delle persone, che sconcertano e squilibrano gli equilibri esistenti ma spesso portano a migliori condizioni.

luce

Le rispondo con un po' di anticipo, poiché ci sono delle ombre o zone poco chiare nel suo ultimo post, così rispondendo ai miei dubbi, ci sarà maggiore luce e le piantine potranno svilupparsi anche grazie al maggior tempo disponibile.

Spesso mi lamento che la mia memoria sta diventando sempre più breve, ma neanche Lei è da meno, del resto mi aveva avvisata di non fare affidamento sulla sua memoria.
Mi sono sempre espressa così riguardo la paura del vuotp, nessun aumento di conoscenza, solo che questa l'ho contestualizzata. Non ho alcuna attrazione verso il vuoto e non da ora, anche se Lei sembra convinto del contrario, non so in base a che cos, forse sono motivi che sfuggono alla mia mente limitata. ciò non significa che a volte sono indecisa o come direbbe Lei subisco spinte contrastanti.
Non mi pare d aver censurato alcunché, mi sembra di aver scritto che ci sarei tornata su, cosa che ho fatto (strano se lo dice Lei dinon rispondere in modo affretato ha un significato, se lo dico io equivale a censura). Se avessi voluto censurare qualcosa semplicemente l'avrei omessa.

La frase era riferita ad un uomo della mia infanzia, niente di particolare che gli volessi bene, allara ma c'è un ma. Lei sa meglio di me come cerri soggetti riescono ad avvicinare i bambini, spesso godono anche della fiducia dei genitori. Se mi sono data della stuèida non è di certo per i motivi che Lei riporta ( è capitato che anche Lei mi desse della stupida, ci sono tanti modi per farlo senza ricorrere a quella parola), ma per altro, proprio per quel ma..
A pensarci bene, quella frase sembra la risposta a degli avvenimenti recenti.

Non mi è chiaro il riferimento alle favole. Forse non lo percepisco perché non le ho mai lette e neppure me le leggevano.

Lei sostiene che è come ci fossero nuovi documenti, che inducano ad una revisione già definita con "verità di comodo"....
Nuovi documenti quali?...
"verità di comodo...", quali? Può essere che abbia frainteso,ma mi pare che Lei si riferisca all'episodio(i) traumatico, visto che che la frase era rivolta all'altro soggetto degli episodi,secondo Lei avrei trovato una "verità di comodo".
Sarà proprio tonta, ma cosa c'è di comodo nel dire non ricordo cosa mi è successo,ci sono solo dei frammenti? Cosa c'è di comodo sentire altre persone che parlano e non sempre con toni e parole benevole e non poter dire niente? Cosa c'è di comodo nel non poter archviare un episodio? Come un buco nero,una scala il cui ultimo gradino si perde nel vuoto.Davvero molto comodo
Dunque ci sarebbe un potere costituito messo in crisi, equilibri che si squilibrano, per arrivare ad una ipotetica migliore condizione?!?Sembra sociologia politica.
Per me qualcosa è cambiato: il danno è stato fatto e non solo pervia degli episodi traumatici, non si può fare niente, il resto sono illusioni o occasioni per teorici per scrivere di "elaborazioni" o per attribuire le fantasie. Questa è la mi a nuova consapevolezza e non posso che ringraziarla. L'esempio delvetro rotto rende bene l'idea, così sono io, attendo di essere raccolta e buttata via, come i vetri rotti, Per questo Lei è stato di grande aiuto.
Queste parole non provengono da un sogno, quindi per Lei bugie o irrilevanti. Sapere che mi ritiene bugiarda ( per partito preso) non è che renda più facile mostrarmi.
Comunque neanch'io le credo quando parla di ipotetiche migliori condizioni.
Le parole che seguono sono frutto di sensazioni e non di un ragionamento.
All'inizio del suo post scrive di una bambina tenuta nascosta, di cui la famiglia ufficiale si vergogna. Riprendo l'immagine della bambina. Dopo aver letto il suo post ho avuto la sgradevole sensazione che quella bambina, di solito non uso parolacce, ma questa rende meglio l'idea, sia stata fottuta un'altra volta.

P.S.
Le buste aperte o chiuse....chissà forse erano un test

verdi praterie

Si vede proprio che la testa immersa nelle verdi praterie....le auguro un felice e un anno nuovo in cui si realizzino i suoi desideri.

gratitudine

Gentile Dottore, il penultimo post che le avevo inviato voleva essere un ringraziamento ( mi ha reso consapevole di una certa condizione) e invece a tratti era duro, rancoroso. Certo non semplice convivere con il fatto di essere come un vetro rotto, ma non è un buon motivo per esprimermi in un certo modo. Reazione scomposta la mia, ma non credo sia la prima volta per Lei sentire ( leggere) un pz sconfortato, disilluso- Cose rese più marcato dal mio modo di scrivere.

Il fatto che sono andata in frantumi non vuol dire che nella maggior parte dei casi elaborare un trauma, un lutto possa portare a migliori condizioni o riconoscere di aver fantasticato o altro ancora ( sembro la volpe e l'uva).
Anche l'interesse verso una parte del suo post era stato mostrato male. Sono interessata a sapere quali conoscenze si sono aggiunte o si intravedono,quali verità di comodo sono state messe in discussione,chi le aveva costruite e chi o come messe in discussione.
Nel post passato avevo fatto un'ipotesi, ma non è detto che Lei si riferisse a quei particolari episodi, che per sono come una scala sospese o da altro punto di vista un'altra occasione per non riuscire: non riesco neppure ad immaginare. Ho curiosità di sapere queste cose come per le buste. La curiosità l'ultimo debole sintomo di vitalità che mi è rimasto.
Nonostante ciò continuo a sperare che almeno la fobia...così almeno una cosa vada a buon fine.
Comunque , la capisco se si vuole tirare indietro e non vuole più rispondere, se è così preferisco salutarla e fale di nuovo gli auguri ( così mi sembra che questo "dialogo" non diventa come il resto una scala sospesa nel vuoto) .
Con immensa gratitudine, Andyandred

Un aspetto importante che è

Un aspetto importante che è emerso forse è che la 'fobia' non è la cosa più importante che disturba la sua evoluzione. Probabilmente ci sono altri ostacoli che disturbano la sua strada. Non credo che serva farne la lista, o descrivere minutamente le cose. In realtà non credo nemmeno che si possa farlo, almeno io non ne sono in grado.
Sicuramente la sua 'ira funesta' che a volte rivolge contro gli altri spesso la rivolge anche contro se stessa, e probabilmente non le facilita le cose.
Penso che l'esperienza qui forse le può servire non tanto per 'sapere quali conoscenze si sono aggiunte', ma per fare un pezzo di strada e forse lasciare certe abitudini o modi di pensare poco utili e trovarne di più utili.
Credo che potrà forse un giorno rendersi conto di essere cambiata, poco o tanto, più che sapere esattamente da cosa è dipeso. Più che trovare motivi e ragioni forse importante è ridurre in qualche modo gli ostacoli che impediscono il flusso delle cose.

sono 3 e non frammentati

La fobia è tra i disturbi o ostacoli principali della vita via quotidiana o la rendono più difficile. Per quanto riguarda la mia "evoluzione" non saprei, sicuramene è come dice Lei. Non so neppure cosa significa "evoluzione", forse indica crescita, quindi sarei rimasta bambina, adolescente o troglodita? A quanto pare avrei tanti disturbi che la ostacolano.

Ha reso più chiara la parte del suo post relativa alle "conoscenze aggiuntive", ma non quella relativa alle "verità di comodo".

In generale, quando riesco a provare, esprimere emozioni, tra cui l'ira, la fobia fa un passo indietro; sotto questo aspetto facilita le cose.

Insolito sogni ricordati abbastanza bene.

SOGGNO A
Sono seduta davanti la casa del Principino, accanto a me ci sono i miei genitori e la mamma del P. Di fronte, tra due case,si vede una collina scabra, su cui sorge, verso a metà del colle, un edificio particolare, molto antico, color creta. Un uomo per raggiungere la costruzione mette delle tavole, ma cade, si rialza e inizia a picconare l'edificio. Dopo un po' rotola a valle e una parte arriva sino ai miei piedi. Raccolgo dei pezzi, sono delle piastrelle colorate con delle scritte ad olio, in una c'è scritto - il mondo di mezzo- ( forse un riferimento alla cronaca?). Mia madre dice chese mi piace così tanto il babbo può fare qualcosa per aggiustare. Le faccio notare che non si può fare niente e che i frammenti sono troppo fragili. Il picconatore era un costruttore senza scrupoli.

SOGNO B
Condominio moderno, enorme, stile innovativo, anche i pilastri sono diversi. Acciaio e cemento messi in modo armonico. In un appartamento ci abito anch'io insieme ai genitori. In una stanza c'è un uomo, che non conosco, apparentemente per fare dei lavori di riparazione e ristrutturazione. Ci avverte di stare attenti mentre lavora in una stanza piccola. Usciamo dalla stanzetta e ci troviamo in un'altra molto più grande. Mi avvicino e gli tocco la spalla. Dice che gli sto troppointorno e che lo distraggo. In realtàsto prendendo informazioni su di lui e dopo accurate ricerche scopro che è un curatore fallimentare. Il suo lavoro consiste nell'aumentare la massa attiva con dei beni che non sono del fallito, da inserire alla vendita all'incanto in modo da dividere il ricavato con il fallito.
Dico che lo avrei denunciato per questo. Mio padre non vuole chefaccia questa denuncia perché crede nella buonafede del sedicente ristrutturatore., ma non sa che quell'uomo vuole vendere il suo appartamento all'incanto. Prendo il cell. e salgo dicorsa per le scale. Anche se mio padremi avesse raggiunto non poteva impedire la telefonata, bastava che dicessialle forze dell'ordine - come d'accordo-.

SOGNO C

Insieme ad un mio compagno entriamo in una villa. Ci apre una bambina molto graziosa, capelli lunghi biondi raccolti in una coda, occhi blu. Il soggiorno-ingresso è molto elegante, sobrio. La bambina vestita con maglioncino e pantaloni, ci riconosce e ci fa entrare nella sua camera. La sua stanza è priva di mobili, dorme su un tappetino rosa da ginnastica, coperto solo da un lenzuolo bianco. C'è persino dell'acqua per terra accanto al letto. La bimba ha in mano dei giocattoli impropri per bambini ( giocattoli per aadulti) che sono sparsi anche in soggiorno. Arriva la madre, una donna dal viso pallido, occhi cerchiati, dice che non può permettersi di arredare la stanza della bambina, ma le sue parole stridono con lo splendore delle altre stanze. Dopo un po' arriva anche il padre. Il mio compagno dice al babbo della bimba, che non va bene come tratta la figlia, in tutti i sensi, giochi per adulti, camera malsana. Il genitore reagisce male e sembra voler dare un pugno al mio compagno che risponde dicendo che se voleva picchiarlo poteva farlo, ma doveva sapere che erapratico di arti marziali. Il padre rinuncia e mostra una bottiglia piccola colorata, conteneva superalcoolico edulcorato per tenere buona la bambina.
Usciamo fuori e notiamo che c'è una parte della villa non ancora completata del tutto, che però è affittata a dei parrucchieri, che sono al lavoro.

P.S:
-....Vendi il mantello e compra la spada..._
- Felice anno nuovo

Achille (che però non ha ancora provocato "lutti")

Interessante la sua

Interessante la sua osservazione: "quando riesco a provare... emozioni, tra cui l'ira, la fobia fa un passo indietro"... forse è anche il contrario, cioè la fobia fa fare un passo indietro alla capacità di provare emozioni. Uno potrebbe pensare quindi che se le emozioni sono troppo difficili da gestire, la fobia aiuta a reprimerle... D'altronde le emozioni bisogna un po' imparare a gestirle e incanalarle in modi compatibili con la vita sociale quotidiana, pena una quantità di difficoltà e complicazioni ulteriori.

Interessante anche che ricordi i sogni, il suo commento :'insolito', e interessante anche il loro contenuto. Sembra l'espressione di un ribollire di pensieri e facoltà mentali,alle prese con diverse tematiche, distruzione, riparazione, ristrutturazione, prendere informazioni, truffe, difesa dei propri interessi, fughe, richieste di intervento della polizia, maltrattamento di bambini e loro protezione, 'mafie' e brave persone, che non hanno paura e sanno difendersi, senza nascondersi (spada vs mantello?).

Che sia una rappresentazione di quello che succede dentro di Lei? Mi sembrerebbe un segno di qualcosa in evoluzione, appunto. Work in progress?

Buon anno anche a lei.

sogni non frammentati

Riguardo ai sogni recenti. La bambina del sogno, con la voce in falsetto, era graziosa, fiduciosa, disponibile e questo nonostante l'ambiente in cui viveva. Con la sua vocina ci diceva che era felice di rivederci.
Nella maggior parte dei sogni più recenti compiono aspetti della mia infanzia come i giardini in cui visitava il dermatologo, la mamma del Principino, il luogo dove era costruito l'edificio antico, la voce fuoricampo, la scala che percorrevo di corsa, la bambina ( che mi somigliava anche fisicamente). Forse altro che ora non mi viene in mente. Un tuffo nel passato.

Interessante l'idea che sia la fobia a coprire, reprimere le emozioni troppo difficili da gestire. Mi pare che la scelta non sia stata felice, anche la fobia è un'emozione, ma è inutile, dannosa, non è "simpatica", al contrario di altre emozioni che possono essere anche utili come la paura. Per me, ignorante ( che non sa ) la fobia è una emozione, forse per uno psichiatra è altro, forse un disturbo o altro ancora, magari da curare con antidepressivi ssri.
Magari avessi la stessa determinazione mostrata negli ultimi sogni, dove il senso di giustizia vince. In ogni caso quei tre sogni rispecchiano il mio modo usuale di sognare, con un po' di fantasia, diverse tematiche;tutte cose che sembravano perse.
Altri 2 sogni.
Sono a casa, è ora di pranzo, sto per iniziare a mangiare. La sala da pranzo è ampia ci sono diversi tavoli, vicini e parenti vengono tutti a mangiare a casa anche se non è un ristorante. Entrano anche dei conoscenti che saluto e penso tra me per fortuna a cena si sta più tranquilli e non viene tutta questa gente.
Altro sogno
Mi trovo in una città d'arte, cammino per strada con una mia amica. Noto che sono malamente vestita. Stivaletti che sembrano ciabatte con lana interna, una camicia, sopra due maxi pull, dai colori messi male, forse non porto altro. Con la mia amica decidiamo che devo comprarmi qualcosa da mettermi, perché sono davvero impresentabile e poi ci sono i saldi. Per strada noto esposti fuori dei guanti, davvero carini. Decido di iniziare da quel capo. Insieme notiamo che sta per arrivare un bus di linea. Mi chiedo come possa passare un mezzo così grande per il centro storico. Mi avvio per una traversa con la mia amica e le dico che dobbiamo metterci su di un lato, come un marciapiede sollevato da qualche gradino e riparato in modo che il bus se fosse passato per quella traversa non ci avrebbe dato noie.

--La bambina del sogno mi è rimasta impressa, così candida, disponibile, entusiasta eppure tra le mani aveva un giocattolo per adulti, ma in lei non c'era malizia. ERa così entusiasta di rivedere sia il mio compagno che me. Rimanere così innocenti in quell'ambiente..
--Nei sogni compaiono spesso edifici, forse risentono del fatto che li fotografo spesso.

Viva i sogni! Il primo sembra

Viva i sogni! Il primo sembra esprimere una certa ospitalità conviviale, anche se un po' faticosa.
Ricompare il marciapiede alto e i gradini che anche qui sono una difesa contro un pericolo ... Come la fobia, dei gradini proteggono contro qualche pericolo retrostante, contro 'contenuti' pericolosi...
"rimanere così innocenti in quell'ambiente': forse c'è un contenuto da approfondire, da fare qualche scalino ancora...e da esplorare quegli 'edifici' che compaiono tanto spesso.

sogni periodo festivo

Questa volta non ci sono nuovi sogni da raccontare, non perché non ci siano stati, ma perché dimenticati. Inizio a sospettare che la causa del mancato ricordo sia del precoce e forzato risveglio, che tronca il sogno, quelli ricordati per intero la scorsa volta, forse non è un caso siano avvenuti nel periodo festivo.

Nei sogni i comportamenti e le finalità delle scale e dei gradini sono cambiati nel tempo.
Infatti prima le scale e i gradini erano loro stessi un pericolo, facevano cadere in quanto cambiavano inclinazione, dimensione dei gradini o si staccavano dalla base o dalla parete, mentre nei sogni più recenti proteggono da pericoli esterni, quasi una barriera, almeno così sembra. Non saprei dire quando c'è stato questo mutamento e se durerà.

Pensando alle scale o meglio alla caduta dalle scale, dall'alto, mi è venuta in mente questa cosa, può sembrare come un lasciarsi andare ( ancora una volta ritorna questa frase, simile a quella che le dicevo nei primi temi - Dottore non mi lasci andare- )che forse mi spaventa o non mi piace, mah!....forse non vuol dire niente.
Gli edifici che compaiono nei sogni sono molto diversi tra loro.

P.S.
c'è stato un sogno che avrei voluto ricordare, sembrava un film, c'era anche un attore famoso. Purtroppo è stato interrotto bruscamente.

Lasciarsi andare o essere

Lasciarsi andare o essere lasciati andare... Cioè abbandonarsi o essere abbandonata...
Il significato sembra diverso: liberarsi delle inibizioni o essere lasciata sola.

Come se al 'lasciarsi andare' dovesse seguire per forza, come conseguenza e magari punizione, l'essere lasciata. Forse può venirle inmente qualcosa riguardo a questa associazione...

Ma lasciare andare ha anche un significato positivo, liberare qualcuno,lasciarlo fare da sè, dargli fiducia e responsabilità, come un bambino che fa i primi passi e lascia l'appoggio, e i genitori lo lasciano andare titubanti...

Forse anche i sogni vengono lasciati andare, quando si ricordano, o trattenuti, quando non si ricordano.

inizio dall'alba

Inizio dall'alba ovvero dai sogni, sarà che vero che quelli dell'alba si ricordano di più?
SOGNO §§§§
A casa di mia zia sono seduta su un divano accanto a lei, ho le gambe sul divano e sfiorano il corpo di mia zia. Le chiedo se le dà fastidio, risponde dino, anzi le sono di aiuto, riesce meglio a tenersi su ( soffre di Parkinson e l'equilibrio non è stabile). Ci sono anche altre donne. Entra in casa una signora, forse polacca e porta due doni per delle conoscenti che sono in casa. Dopo un po' viene una mia amica che offre una tazza di caffè amia zia che la rifiuta per via del Parkinson, allora la offre ad un'altra persona presente.

SOGNO+******

Sono insieme ad uomo i un soggiorno alquanto cupo sebbene giorno. Sono sdraiata prona su un divano immenso, l'umo mi accarezza, poi va via. Mi alzo e inizio a camminare per la stanza. Vedo che sono cosparsa di schiuma.Salgo al piano superiore dove c'è il bagno per sciacquarmi.
Lì ci trovo lo stesso uomo con una donna, stanno facendo la doccia insieme. La cosa mi lascia indifferente, ma devo fingere gelosia altrimenti salta la copertura. Così inizio a parlare come una persona gelosa, dovevo comportarmi come una fidanzata che scopre il fidanzato tra le braccia di un'altra, in realtà ero una spia o una poliziotta che segue un caso.
Particolarità. Mentre sognavo questo sogno ne stavo sognando di altri, come una sorta di zapping. Degli altri non ricordo niente solo che ci sono stati, questo è il sopravvissuto.

Caderedalle scale è come lasciarsi andare....Può sembrare una bella immagine. La terapeuta molto concretamente, mi ha fatto notare che nessuno vuole cadere dalle scale e per evitarlo occorrono anche solidi gradini.L'osservazione, per me, è stata come la lettera di Poe.

L'associazione da Lei fatta cosa può farmi venire in mente....
Può essere che mi sia capitato qualcosa di simile.
La mia più cara amica in fondo mi ha lasciato o in una diversa chiave di lettura abbiamo fatto poco per impedirle di arrivare a quel gesto.
Le storie, di solito hanno un inizio ed una fine, se non si impantanano nella quotidianeità.
Decisione di convivere in un minuscolo appartamento in centro. Mi lascio andare, pare che stiamo bene insieme...pare. Un giorno mi regala tante cose tra cui un anello( sapeva che non mi piacciano, ma sul momento non dissi niente), la cosa strna è che serviva per dirci addio. Di solito, mi pare, hanno altra funzione.
Sono solo degli esempi, non so se generalizzando sarei riuscita ad esprimermi.
Qualcosa di simile a quello che Lei diceva mi capita in certi frangenti, quando mi lascio andare o mostro aspetti che di solito nascondo e l'altra parte reagisce o con indifferenza o con fare canzonatorio o usando la confidenza per mettere in imbarazzo me o altri. Così ad es.era successo quando mi ero confidata con la mamma di una mia amica.
In questi ho come la sensazione di cadere in un vuoto che pare senza fine, ma non dura molto.
Con le dovute differenze, qualcosa del genere è capitata anche qui.

Post scriptum
Le favole non dicono ai bambini dell'esistenza dei draghi, lo sanno già, ma insegnano che possono essere vinti.

---nella fobia specifica sono davvero così importanti le supposizioni? nel mio caso..se scivolo scendendo le scale...se non vedo un gradino o se si rompe....
ma che vuol dire incompiutezza psichica?

Non so se si accorge che

Non so se si accorge che quando racconta sogni, o ricordi, Lei appare diversa da quando fa altre considerazioni.
Anche qui i sogni sono interessanti, sia il primo in cui Lei appare in una quotidianità realistica, mi sembra, di donne conosciute e non; sia il secondo, in cui invece sembra un personaggio di un film, con varie sequenze molto meno realistiche, ma fantasiose e avventurose. Quasi due aspetti di sè che si esprimono in momenti diversi, e magari altri ancora negli altri sogni contemporanei...
Un anello è qualcosa che lega, di solito (le catene sono fatte di anelli) ... e certi legami possono durare anche al di là della vita delle persone, come sembra nel suo caso. Come fosse un'eredità, non so se positiva o negativa, come dei debiti... E forse certi legami-catene tengono vincolati e non lasciano liberi di muoversi. Fare le scale con una palla al piede è molto complicato, anche il corrimano può essere inutile, se le mani non sono libere.
Lasciarsi andare in certe situazioni è indubbiamente pericoloso, come fare a fidarsi di fronte al pericolo di cadere nel vuoto...

molteplicità di aspetti

Sembra che ho una molteplicità di aspetti ( spero non di personalità), del resto compaiono anche nel nome - Andyandred-.
In che senso appaio diversa? Facile che certe differenze le noti più Lei. Forse quando racconto i sogni mi sento più libera rispetto a quando faccio altre considerazioni.

Di solito i sogni sono fantasiosi, anche se recentemente erano diventati un po' grigi. Tante volte avevo sognato di essere una regista e in questo ruolo apparivo solo verso la fine del sogno, che era un film di vario genere.

Non so cosa avesse in mente chi mi aveva regalato un anello, insieme ad altro, era per l'addio quindi non era un simbolo di legame.
Alcune sue frasi come....certi legami possono durare anche al di là della vita delle persone, come sembra nel suo caso....
Non so se erano riferite anche al rapporto con la mia amica morta. SE è così (sottolineando il se), spero di non essere diventata così cinica da dimenticare una mia amica solo perché non è più. Il trascorrere del tempo non cambia il modo in cui è morta né cancella eventuali inadempienze o errori.
In ogni caso gli esempi erano funzionali a descrivere una situazione, stato d'animo, che può essere paragonato alla sensazione di mancanza di terra sotto i piedi che si prova durante un sisma o con sue parole -... come fare a fidarsi di fronte al pericolo di cadere nel vuoto...-

Il movimento è vita e forse non voglio più vivere, anzi da tempo ho smesso di farlo, e poi perché...

SOGNO CON PROF
In un'aula universitaria discretamente affollata, sono seduta di fronte ad un prof. Si discute riguardo un testo. Il prof. dice che se anche non ho terminato il primo semestre posso seguire il secondo. NOn ricordo bene questa parte del sogno, ci sono attimi concitati, appare un bambino piccolo in pericolo, forse rischia di essere rapito. Il prof. dice che posso lasciare l'aula per tentare di salvarlo. Sono in macchina con il bambino, non ricordo bene le strade, che sono particolari. Nonostante queste difficoltà il bambino è in salvo.
Post scriptum
--E se oltre ad essere diversa quando racconto i sogni si può aggiungere che Lei osserva i sogni con una ottica diversa dal resto? Solo come eventualità remota e poi non è detto che si escludano a vicenda.
----Nel regno dei SE / secondo una sua collega piacciono tanto ai fobici). Se in un post facessi confusione (cosa non tanto ipotetica) ed iniziassi a darle del tu...e qui si apre una vastità di ipotesi, supposizioni.
---.....la mente umana è il continente oscuro, inesplorato e dubito che lo sarà mi. Noi psichiatri stiamo catalogando animali. Amiamo mettere tutti in categorie ordinate. Se non vi si adattano, li chiamiamo psicopatici o diciamo che non cooperano o sono testardi. Ci piace tenere le ns cartelle in ordine..-
Le frasi non sono mie, ma di un suo collega. A volte penso che forse vorrei essere "catalogata"così il problema è circoscritto, forse di più facile soluzione. Forse mi illudo soltanto.

"Forse quando racconto i

"Forse quando racconto i sogni mi sento più libera rispetto a quando faccio altre considerazioni." Mi sembra un pensiero importante.
Quando racconta i sogni, anche quest'ultimo, mi sembra che Lei stia cercando di vedere, anche se spesso si vede poco e male. Questo forse è il cambiamento che dicevo, ultimamente. Nelle altre considerazioni mi sembra che forse più che cercare di vedere Lei cerca di difendersi, giustificarsi, nascondersi. Sono come dei paraocchi che impediscono di vedere. Riguardo ai sogni sta cercando di toglierli, di essere più libera di guardarli.
Non è detto che si riesca a vedere bene, ma almeno non si guardano solo le pareti della cella in cui uno a volte si rinchiude. C'è il senso che esiste un fuori e torna il desiderio di vederlo, nonostante tutti gli ostacoli. E magari di uscire per andare a farne esperienza.

incompletezza

Quello riguardo la libertà nel descrivere i sogni sarà pure un pensiero interessante, ma è monco, incompleto. I sogni cerco di raccontarli come me li ricordo e per raccontarli non occorre guardarli. E poi bisogna tener conto di come sono interpretati, dell'ultimo sogno Lei e la terapeuta ne avete dato una lettura alquanto diversa. Come pure è stata diversa la lettura di un mio recente post.

Riporto un dato di fatto ( nessuna giustificazione o difesa). Come Lei sa, sto cercando di tener conto di almeno due pareri, che spesso sono diversi se non opposti. Non mi lamento è una constatazione. Non mi pare che porta i paraocchi faccia una cosa simile. Se per portare i paraocchi è inteso nell'accezione di non considerare i pareri altrui, ma ci possono essere accezioni diverse del tipo non vedere cose evidenti, ma se sono tali non c'è difficoltà oggettiva nel vederle, ma soggettiva. In poche parole cosa intende dire?
Dice che mi trovo in una cella ( claustrum direbbe Meltzer), vedo sempre le stesse pareti, non so se sia così, non neanche cosa voglia dire cella/claustrum, del resto, mi pare, neanche Meltzer ne aveva dato una definizione. Forse, tra l'altro, è solo un modo erudito, educato per dire che sono noiosa, ripetitiva.
Comunque ho letto qualcosa su Meltzer ( su internet c'è qualcosa anche nel ruolo di supervisore) sia su libri che nel suo book.page ( D. Meltzer introduzione alla biografia). Nel suo articolo si parla anche dell'identificazione proiettiva, meccanismo di difesa introdotto da M. Klein), secondo M. è quasi sempre patologico. infatti i pz ( Meltzer usa questa parola e non cliente)borderline si tovano con parti o la personalità intera in stato di I. P. Dunque mi sta dicendo che mi trovo in questo stato o che forse sono una border?
Fare esperienza? ma con queste mie caratteristiche...forse voleva fare una battuta.
Dunque si potrebbe dire, meglio quando dormo che quando sono sveglia. Lei dice che quando faccio altre considerazioni, sembra che mi difendo, mi giustifico, mi nascondo, non so se sia così, ma qualora lo fosse, cerchi di non mettermi nella condizione di doverlo fare. Anche questo è non portare i paraocchi e cioè vedere un altro possibile aspetto.
Cercherò di non fare considerazioni, mi limiterò a raccontare i sogni quando ci sono, senza aggiungere altro. I sogni sono l'unica che per Lei abbia importanza o significato, da sveglia...meglio stendere il famoso velo.

Mi sembra nell'ultimo post

Mi sembra nell'ultimo post sia in uno stato mentale diverso da quello in cui era nel penultimo.
Può essere utile rendersi conto della differenza fra diversi stati in cui uno può essere e delle differenza di reazione e di tono relazionale che uno può avere. E anche si potrebbe cercare di capire cos'è che determina il permanere e il passare da uno all'altro.
Lei accenna al suo essere in mezzo fra due diversi pareri... E' indubbiamente una situazione scomoda, forse potrebbe domandarsi perchè ci si è messa e continua a restarci... Nel senso che può darsi abbia per Lei un significato particolare, da capire meglio.

quesito interssante

Interessante il quesito che pone al termine del suo post che dividersi in due e cioè ha un significato per me mettermi in situazioni scomode? e anche ha un significato per me usufruire di più pareri?
Non so cosa dire in proposito, forse in seguito sarà più chiaro. Potrei tentare di descrivere delle situazioni e/o modi di fare.
Ci sono diversi aspetti della stessa cosa, così ad es. leggendo il Gattopardo c'è chi noterà l'aspetto storico-politico, chi la descrizione della Sicilia, chi l'aspetto linguistico, chi l'aspetto psicologico dei personaggi e dell'autore. Anche rileggendo lo stesso libro si possono notare cose che ci erano sfuggite ad una prima lettura. Mipiac tntare di scoprire questi ulteriori spetti.
Secondo me, disporre di più pareri è una ricchezza, ma non sempre è facile, lo è se sono complementari, ma se opposti le cose si complicano e diventa più difficile, quasi una sfida.
Può capitare che cerchi da sola l'altra prospettiva e che su questa si inneschino delle curiosità, altre prospettive con il rischio di perdere di vista l'obiettivo iniziale. La terapeuta dice che riesco a vedere le cose da ottiche diverse ( la terapeuta cerca di farmi vedere il proverbiale bicchiere mezzo pieno), non so se ci riesco, ci provo, forse mi piace o forse non riesco a farne a meno. Naturalmente è quelloche appare invece per le ragioni profonde, non so.
Solo come ipotesi,che mi è venuta in mente in questo momento, tentando di tener conto delle prospettive indicate da altri, metto in secondo piano la mia fino a farla svanire, dissolvere.
Riguardo la prima parte, in generale posso dire che è meglio non considerare eccessivante o dare troppo peso al tono che uso, quasi mai corrisponde ad uno stato d'animo o mentale ( sono sinonimi?); un po' come P. Levi (paragone ardito) quando parlava con i suoi colleghi tedeschi, solo che Lui parlava in un certo modo per scelta, nel mio caso per incapacità. Questa cosa l'ha notata la terapeuta riguardo agli sms caratterizzati da toni duri e rozzi mentre in realtà volevano essere di altro segno.Mica siamo tutti scrittori.
Ho provato a rileggere i due post, a notare qualcosa di diverso tra loro. Lei dice che sono stati scritti con stati mentali diversi, può, per cortesia, aggiungere qualcosa...
Su internet ho trovato questo:- stato mentale è un concetto usato nelle teorie psicologiche della mente e della coscienza, soprattutto in riferimento ad alcuni stati patologici in paeticolare all'autismo..-.a dire il vero non mi hanno chiarito le idee.
Grazie per dedicarmi il suo tempo ed attenzione

Si potrebbe dire che quando

Si potrebbe dire che quando uno è arrabbiato è in uno stato mentale (della mente, d'animo, dello spirito, ecc) arrabbiato, quando è felice in uno s.m felice e così via. Piuttosto banale, ma può essere utile specie quando non è chiaro perchè uno sia in quella condizione d'animo. Magari in un post era in uno stato d'animo 'aperto', disponibile a ricevere e a pensare, in un altro forse era in uno stato d'animo chiuso, indisponibile a lasciar entrare qualcosa nella sua mente e a seguire i pensieri che potevano essere stimolati. D'altronde sembra che per vedere le cose bisogna imparare a farlo, non è una cosa automatica, la disponibilità ad accettare o rifiutare spesso precede quella data esperienza. Si dice comunemente che uno è bendisposto o maldisposto. Forse è quello che uno può chiamare 'stato mentale, ecc? che varia...
Credo che capiti a tutti: non è interessata a vedere se anche a Lei a volte può capitare così, e magari in quali situazioni? In fondo può condizionare le nostre azioni ed avere conseguenze importanti...

complicazioni

Si potrebbe dire che ero andata in cerca di complicazioni, definizioni complesse di "stati mentali". Grazie per aver chiarito.
Di nuovo i paraocchi, anche se da altra prospettiva, per Lei li porto, per la terapeuta assolutamente no, anzi proprio l'opposto.
Chi porta i paraocchi, mi pare, è di solito maldisposto, non per cattiva volontà, ma perché il suo sguardo è forzatamente limitato. Per quanto mi riguarda non so se porto i paraocchi, a differenza di Lei e della terapeuta,ma se servissero ad affrontare le scale li porterei compresi quelli materiali.
Dunque i pareri sono opposti, netti, non so se sia possibile una sintesi, ci provo. Entrambi mi sembrano interessanti, ma come seguirli insieme senza incappare almeno nello strabismo?
Cercare di vedere più punti di vista, prospettive, soprattutto se in contemporanea, forse può equivalere a portare i paraocchi, se non peggio, perché ci si confonde, la testa gira, non si capisce più niente e nessuna prospettiva è di fatto seguita. Come osservare una mostra di Escher.
Trovo interessante il mondo esterno, conoscerele prospettive d'altri, così quasi per caso mi sono trovata a leggere Di Meltzer, BIon, ma questo assorbe energia, infatti ne uso moltomeno per conoscere me stessa, nonostante ciò e grazie alla terapeuta qualche passo in avanti c'è stato.
Di solito la curiosità prevale (finora le posto pochissime domande..). Mi pare fosse Bion a non avere grande considerazione per la curiosità, che collegava a stupidità e superbia. Non ricordo dove l'ho letto e quale il nesso tra le parole. Ulteriore prova della confusione che si può fare osservando più cose. Ma non saprei fare altrimenti. Altre volte le cose si complicano come quando i vs pareri divergono così tanto da essere opposti, a volte sono complementari, a volte si può tentare una sintesi, altre bisogna scegliere. Su alcuni punti, molto pochi, non c'è da scegliere, sono quelli che la terapeuta chiama punti fermi. Questi "approdi" non sono piovuti dal cielo o frutto della mera applicazione di teorie per quanto illustri, ma sono venuti dall'esperienza fatta con la terapeuta. Ma anche questi avevo in discussione. L'osservazione di una sua collega di cui purtroppo non ricordo il nome, riguardo l'uso smodato dei fobici della supposizione, mi pare, in base alla mia esperienza, appropriata. Così anche per questi punti ho iniziato con i diversi se....Operazione inutile e controproducente.

Posso non essere attenta a vedere quando mi distraggo. Può capitare anche nei suoi post, fa notare qualcosa che può essere sviluppata, ma se Lei usa qualche parola o nome che mi incuriosiscono, l'attenzione facilmente cadrà su di loro.
Può capitare che non vedo bene quando sono emotivamente coinvolta, ma forse è cosa comune.

Post scriptum
...Forse anche i miei post a volte non sono chiari, non si capisce in quale stato mentale mi trovo e come mai? quasi mi avessi fatto un bel bicchiere o usato sostanze strane?
Riconosco che il mio modo di esprimermi può trarre in inganno. Così quando sono arrabbiata, delusa, mi esprimo in un certo modo che non è proprio della persona irritata. SE invece porto avanti delle idee o principi per me importanti, non sono poi tanti, allora posso usare toni duri, ma non sono arrabbiata.
Lei diceva che in un post ero più bendisposta, quale?

Diciamo che a volte mi sembra

Diciamo che a volte mi sembra in una disposizione di dialogo, altre volte di 'scarico', per così dire...

Temo che qui non valga il "verba volant, scripta manent"... E' vero che lo scritto resta e uno può andare a rileggerlo, ma non credo che ritrovi quello che voleva dire e lo stato in cui era, il linguaggio è troppo imperfetto per poterlo fare, tranne che forse qualche volta nei poeti, di cui citiamo qualche verso che ci sembra esprima bene quello che sentiamo, e negli artisti...
Credo che debba accontentarsi dell'attimo fuggente, del 'carpe diem', e cercare di coglierlo o almeno non inscatolarlo, non trafiggerlo come una farfalla per volerlo possedere...
Stessa cosa credo per quello che sta facendo cercando di stare in equilibrio fra l'esperienza con la terapeuta e l'esperienza qui. Le direi, se posso, di cogliere l'attimo e di accontentarsi, come la terra che quando piove assorbe l'acqua e fa crescere le piante, ma non serve 'ricordarsene', quando c'è siccità, ma solo cercare di resistere fino a che piove di nuovo (sperando che non sia un diluvio)...

gli scritti....

Equilibrismo? non cercherei mai di fare una cosa simile di solito...cado. Segnalavo solo che spesso i vs pareri sono molto diversi e vorrei cercare di tenerne conto di entrambi, altrimenti perché chiederli? non facendolo sarei in una disposizione di scarico.
Probabilmente non sono solo dovute al fatto che la terapeuta mi conosce meglio e da più tempo, ma ho l'impressione che dipendano da teorie di riferimento diverse. Inoltre la terapeuta non è una psichiatra. Naturalmente è solo una mia impressione che lascia il tempo che trova ( riflessione fatta da ignorante, con i paraocchi ecc., ecc.).

Lei ha scelto l'accezione più diffusa di "verba volant, scripta manent" ovvero le cose scritte possono essere rilette, permangono nel tempo mentre le parole dette non lasciano traccia. Come Lei sa, c'è un'altra accezione, le cose scritte rimangono in luoghi chiusi e nessuno le legge mentre le parole si diffondono. Anche questa breve frase a diverse accezioni, scoprirle è un modo per non portare i paraocchi.
NOn so se era una comparazione o una similitudine la sua quando diceva "..come la terra..."Qualunque cosa sia, di solito è più attento, le sue similitudini rendono bene l'idea. Senza acqua si vive poco, come ben sanno le piante che adattano le radice al tereno e alla piovosità del luogo in cui vivono. Gli esseri viventi del desero riescono persino a conservare quel poco d'acqua che c'è.
Se ci sono una flora, una fauna e delle acque, forse qualcuno prima di noi le ha conservate.
Noi, con la filosofia del carpe diem, abbiamo saccheggiato risorse, distrutto l'ambiente ed estinto intere specie di esseri viventi. Cogli l'attimo era la filosofia di un film "l'attimo fuggente" un protagonista pur di coglierlo si era tolto la vita.
Per il "carpe diem" ho scelto i significati più beceri, forse perché anch'io lo sono. Sicuramente Lei lo aveva inteso in senso più alto.

---Non mi è chiaro come sia possibile mettere insieme il "carpe diem" con il far crescere, germogliare le piantine; timing diversi.
A parte questo dubbio, forse il suo consiglio ( consiglio che Bion dava ai suoi clienti e schiavi), Il " carpe diem" nel mio caso equivale a volare sul nido del cuculo. Per poterlo applicare occorrono prontezza di spirito, intuito e su questi è meglio sorvolare, altrimenti mi avvilisco, ma se sono riuscita a scrivere questo post con un minimo di ragionamento, forse..
Questo debole lumicino che mi sono lasciata alla fine, presto sarà spento, forse perché proprio debole o forse da Lei...

P.S.
L'osservazione che Lei fa all'inizio del postè simile a quella che faceva ai primi tempi della terapia, ma poi sono cambiate molte cose.

Mi sembra che a volte le

Mi sembra che a volte le parole non riescono a trasmettere i significati... l'effetto è Babele...
O sarà lo stato mentale che influisce, che distorce il significato, forse alterando i legami fra le parole, per qualche motivo. Come il famoso (ai miei tempi) 'ibis redibis non peribis in bello', dove il senso cambia a seconda di dove viene messa una virgola, prima o dopo il 'non'...

E il motivo quale può essere? Impedire che emerga qualche significato sgradevole?
Riguardo al suo equilibrismo quasi fra Scilla e Cariddi, forse.
Dice "...vorrei cercare di tenerne conto di entrambi, altrimenti perché chiederli? non facendolo sarei in una disposizione di scarico..."
Io usavo 'scarico' in un senso, come 'scaricare, svuotare qualcosa in un recipiente'. Lei mi sembra lo usi in modo diverso, forse 'scaricare', lasciar andare qualcuno.

Un'altra possibile metafora della sua situazione potrebbe essere 'tenere il piede in due staffe', inteso di due cavalli che possono allontanarsi fra loro...

Ma oltre che fra la terapista e qui, potrebbero esserci altre situazioni in cui lei è in bilico fra due poli opposti, o comunque distanti, o 'diversi', per cui tutte le sue energie sono volte a 'non cadere' e non può fare altro?

Scaricare

Non avevo inteso, come Lei giustamente nota, "scaricare" nel senso di svuotare qualcosa in un recipiente, ma lasciare andare il significato o messaggio dato da altri o non tenerne conto.
Sia benvenuta la precisazione.

A quanto pare ho capito male, forse anche distorto il significato di alcune sue parole,almeno questa è l'impressione leggendo il suo post ( forse non riguardava solo la parola scarico).
Può essere che i motivi di tale "distorsione" siano quelli che accennava Lei, può essere, anche come remota possibilità, che i significati non erano così immediati o altro ancora ( possibilità meno remota), che non ho tali capacità per percepire tali significati.

Stare come tra Scilla e Cariddi. Ora è relativamente più semplice tener conto dei vs. pareri a volte tanto divergenti. Prima non è stato così, infatti ero caduta, con il passare del tempo e la vicinanza della terapeuta, la cosa si è risolta, almeno così pare.
Chiede se ci sono altre situazioni in cui mi trovo con il piede in due staffe.
Possibili occasioni.
-Necessità di finire qualcosa di iniziato ( non importa cosa) e nello stesso tempo detestarla, non saperla fare.
--Il voler tener conto di diverse prospettive e ignorare la propria, fino a seppellirla; non solo voler essere come..mai essere in quanto tale.
--mettere in discussione sempre tutto e la necessità di alcuni punti fermi.
Questi sono degli esempi non esaustivi dell'essere tra Scilla e Cariddi. Il rischio il più delle volte non è cadere, anche se ci può essere, ma il "rimbambimento", cosa facile da raggiungere nel mio caso, c'è una buona base.
A proposito di " cadere" e di fobia, tempo fa avevo letto un parere di un suo collega su una rivista riguardo la climacofobia. Secondo questo Dottore implica sia un disturbo d'ansia ( paura dell'altezza) che l'agorofobia - paura della separazione- questa collegata alla paura delle scale.Aggiungeva che secondo la psicoanalisi salire le scale vuol dire avvicinarsi alla razionalità mentre scenderle avvicinarsi all'inconscio, cosa da fare con la cautela e rispetto. Aggiungeva che la fobia è una difesa.
Ma quante cose è la fobia? disturbo, sintomo, difesa, fa parte dell'evoluzione...
Anche di fronte alle scale in fondo mi trovo tra Scilla e Cariddi.. la necessità quotidiana di affrontarle e la paura..
Ho cercato di rispondere, a modo mio, a un suo quesito, attraverso esempi, rimangono sempre esempi fatti da una che non dice la verità o riporta cose inutili.

******* concordato per due post alla settimana, ma alla base dell'accordo c'era forse la frustrazione?... mah, chissà!!!

****Per tentare di capire meglio Meltzer. Lei scrive in " D. Meltzer. Cenni biografici":"....il mondo grottesco dell'identificazione proiettiva...". Potrebbe chiarmi, se le va, l'espressione?

§§§§ Finora ho cercato di rispettare l'accordo di inviare max 2 post a settimana con un minimo di intervallo tra l'uno e l'altro, di contare fino a 100 prima dell'invio ( inteso anche in senso lato). Forse unica eccezione un recente post, uno dei pochi descritto in dettaglio alla terapeuta, (forse perché poteva riguardare anche il lavoro fatto insieme), che aveva detto: "...finalmente..."L'avverbio riguardava il percorso fatto insieme e la diversa chiave di lettura usata dalla Dr.In questa sede non ha la stessa valenza. Riporto questo episodio perché è una delle poche volte in cu riesco a fare qualcosa. Poco e come direbbe un amico di mio padre -..una noce dentro il sacco non fa rumore..- Già, credo proprio abbia ragione.

Agli esempi che fa dello

Agli esempi che fa dello stare in due staffe, o fra Scilla e Cariddi, aggiungerei qualcosa che succede qui, mi pare: da una parte mi parla di sè (poco...), e l'obiettivo sembra quindi aumentare la conoscenza di sè in questa esplorazione; dall'altra mi chiede chiarimenti sulla psicoanalisi, o su scritti miei o di altri, e qui l'obiettivo sembra un altro, aumentare le sue conoscenze sulla psichiatria, la psicoanalisi, ecc (un tempo anche su di me...). In una si presenta come 'paziente', diciamo , nell'altra come studente, forse, allieva, che so, cultrice della materia. Ma sono due aspetti antitetici, a mio avviso, non compatibili. Anche se forse fanno parte del 'transfert'...
Ecco, ho 'impressione' che Lei sia dilaniata come fra due spinte opposte, perchè un cavallo va in una direzione, l'altro in un'altra... E Lei si ritrova ad aver paura di cadere...
Probabilmente dovrebbe fare attenzione alla tempistica: molte azioni che Lei sembra voler fare contemporaneamente si annullano a vicenda; in tempi diversi, o in direzioni diverse invece probabilmente potrebbero portarla ad esperienze utili.
Il rischio è che l'esperienza con la terapeuta e quella qui, se in tempi e direzioni uguali, rischiano di annullarsi. Invece che prendere da ciascuna quello che può trovare (in fondo si può mangiare in ristoranti diversi, ma non contemporaneamente) , rischia che Lei annulla le due cose, per il suo volerle tenere insieme, sovrapporre, per così dire.
Io le consiglierei di mangiare tranquillamente e liberamente in ogni ristorante che vuole, senza volerli per forza confrontare e amalgamare. Ci sono tante cucine e tanti menù diversi...

altro,oltre

Prima di passare ad altro. Non molto tempo c'è stato un rischio più pesante di vedere annullate le due esperienze. Sembrerebbe sia stato evitato. Ora mi pare possibile eeguire il suo consiglio di mangiare in più ristoranti anche se non contemporaneamente. Probabilmente è stato necessario un post che ha permesso di separarle, almeno spero. Per cercare di farlo occorre che i punti fermi o i "piatti della casa" di un ristorante non siano più riportati qui, né direttamente né indirettamente.

Il mio obiettivo principale era ed è affrontare le scale, come capita ad altre persone comuni, se per farlo può essere utile conoscermi meglio, allora cercherò di farlo, ma non è il mio obiettivo principale.

[[[[ Sbagliato ( incompatibile)chiederle spiegazioni su teorie, psicoanalisti..... mi metterò i paraocchi o farò un atto di fede, a seconda dei punti di vista. In sibtesi basta con quel genere di domande.

---Dice che parlo poco di me, strano, mi conosce abbastanza per poter dire: (riporto l'elenco che si è formato nel tempo, elenco sintetico quindi con tutti i limiti che seguono)
* porto i paraocchi, indosso abiti strappati, non sono razionale, sono arrogante (forse per difesa), non penso ma pre-sumo, vivo in una cella, non dico la verità, riporto cose inutili, ecc., ecc.
Giustamente diceva che è positivo se ti fanno notare le vesti strappate così si possono rammendare, ma se sono tanti gli strappi allora il vestito è da buttare, non sempre si ha uno di ricambio. Questo limitandomi al solo abito, ma se si tiene conto anche del resto, allora la situazione divent pesante, troppe cose che non funzionano o sono inopportune, ci vorrebbe un miracolo. Queste ultime righe sono delle opinioni personali o esprimerle è incompatibile con qualche obiettivo? Se si, dal prossimo post non ci saranno più.
Al di là di queste considerazioni personali, che lasciano il tempo che trovano, rimane il fatto che per esprimersi così un pochino deve pur conoscermi, quindi qualcosa devo aver detto di me, a meno che non fossero ipotesi da valutare.
§§§ RIEPILOGANDO ( PROMEMORIA): non devo superare i due post settimanali; far passare qualche giorno tra un post e l'altro; prima di inviare contare fino a cento per evitare di inviare i P.S. aggiuntivi; non fare domande su teorie psicoanalitiche, sulla psichiatria ecc., posso raccontare i sogni ( usualmente ritenuti importanti per il percorso, tranne un gruppetto descritto tempo fa e da Lei liquidati come "spiattellati").
Ho trascurato qualcosa? spero di no, questo è l'insieme di regole e consigli da adottare, mi pare.
Riguardo ai sogni ricordo solo un breve flash- il Presidente Obama che prova una lozione per capelli.
IN ogni caso ho difficoltà a parlare di me, cosa che traspare anche qui, ma solo un pochino, forse non sono abituata. E poi mi sembra di riportare cose inutili ( i giocattoli presi dalla soffitta/cella, per dirla con sue parole), ritenute non vere.
Di aspetto sono brutta, inutile cercare eufemismi. NOn è la cosa più importante, ma l'aspetto è in fondo il "bigliettino da visita". Non saprei cosa aggiungere se non come caratteristica di fondo una certa lentezza nel capire.
Comunque, mi piacciono gli animali e da poco ho scoperto che coltivare le piantine aromatiche può dare delle soddisfazioni.

Lei dice che io la conosco...

Lei dice che io la conosco... Non so nemmeno la sua età, non parliamo della sua situazione di vita. Ora dice che è "brutta" e che in fondo l'aspetto è il biglietto da visita. Forse anche per questo allora rifiuta di fare qualche incontro tipo skype, non vuole 'presentarsi', farsi vedere. Si esporrebbe a un giudizio estetico?
E poi parla di 'lentezza nel capire'...
Posso commentare che certo non tende a parlare bene di sè. Ma non so quanto sia realistico il suo giudizio, in effetti mi sembra che Lei sia sempre sotto giudizio di un Tribunale severo che si porta dietro, una specie di Santa Inquisizione... E qualche volta legge nelle mie parole la conferma delle sentenze di quel tribunale. Ma anche qui non so quanto sia realistica, o quanto filtri tutto attraverso gli 'occhiali' di quei giudici.
Dice che quel che le interessa è solo fare le scale senza gli ostacoli che sente: dico solo che deve essere molto difficile farle portandosi dietro tutto l'ambaradan del tribunale in seduta permanente e tutti gl 'incartamenti' relativi... Se potesse depositarli in un posto sicuro forse il suo passo sarebbe molto più leggero, sulle scale e altrove.
Il lavoro qui dovrebbe servire appunto a cercare di alleggerirsi, liberandosi dei pesi superflui cui potrebbe trovare un posto per non portarseli sempre dietro. Meno appesantita forse le cose potrebbero apparire diverse.
Anche delle 'regole' tende a fare un fardello e mettersele in spalla, appesantendosi ulteriormente - mi pare - come se uno si portasse dietro tutta la bacheca dell'orario ferroviario, i cartelli indicatori, ecc, invece che limitarsi a guardarli per trovare il treno giusto e la direzione possibile.
Non è questione di 'lentezza nel capire', o altre brutte cose che dice spesso di sè: credo che sia questione di abitudini, da cui uno è condizionato... E' difficile cambiare abitudini, ma non impossibile.

regole e ....orari

Si potrebbe dire che mi conosce un po' per poter dire certe cose ( difficile dire a chi non si conosce che non dice la verità- non è sincero- o che non pensa ma presume ecc.), ma non abbastanza.
Sono oggettivamente brutta, basta lo specchio. La bellezza come quella del David è oggettiva, richiede armonia di forme. Poi i gusti sono altro. Non sarà la cosa più importante nella vita, ma è un aiuto.

Riguardo a Skype oltre ai problemi già segnalati ( di linea, di soglia ecc.) ci possono stare anche i motivi segnalati da Lei.
Situazione di vita? - parole impegnative- Non vivo sola. Faccio dei lavori saltuari, senza entusiasmo, con quello che implica. Dovrei finire un percorso, ma senza convinzione. Gli interessi sono diminuiti.

Dice che sono sotto il giudizio di un tribunale severo o S. Inquisizione, non mi pare. Dico che sono avvilita, demoralizzata, proprio per motivi appena accennati.
Quanto alla "lentezza del capire", non è una sentenza o un comportamento pervasivo. In alcuni casi ho capito tardi, così non avevo capito subito che avevo chiesto aiuto a persone che non potevano/volevano darlo - nessun riferimento ai due ristoranti-, non avevo capito l'importanza del tentare o dell'avere cura di me; capirlo dopo può implicare non poter più tentare o non avere più la forza o i danni sono così severi da non poter fare più niente.
Non so se in questi casi si può parlare di tribunale o più semplicemente, come ad altre persone mi capita di non capire subito, anche se le conseguenze e le reazioni possono variare da persona a persona.

Difficile trovare conferma dei giudizi espressi da tribunali nella sue parole, al contrario delle sentenze sono sempre così belle e positive. Facile battuta.

Opinione personale, ci sono delle differenze tra regole e tabelloni informativi quali ad es. sono gli orari dei treni o altre indicazioni. Le regole dicono cosa si può fare e cosa non si può fare e sovente sono vincolanti al contrario gli orari dei treni ci danno informazioni e non vincolano nessuno.
Le regole erano state messe, perché dovevo avere dei limiti, ora dice che hanno la funzione simile agli orari dei treni. A volte capita che diverse finalità coesistano o che una soppianti l'altra. Se il fine era quello di limitarmi, si può dire che le regole hanno funzionato e anche bene. Si tratta di un punto di vista personale, uno tra tanti, né migliore né peggiore. Semplicemente la vedo così. Il fatto che abbia paura davanti alle scale non vuol dire che, almeno lo spero, che non possa avere punti di vista personale o che siano sempre distorti da lenti.

Post scriptum
Le regole all'inizio le avevo vissute in un certo modo. Ora so che ci sono e cerco di rispettarle. Non mi sento di escludere che ci siano tracce di come le avevo vissute.
Non vado oltre, altrimenti diventa uno "scarico" per usare parole sue.

Post scriptum

O un "liberarsi dei pesi

O un "liberarsi dei pesi superflui"?
Può darsi che sia abituata a muoversi sempre carica di pesi, catene, palle al piede, e che a un certo punto invece che zavorra le consideri parti della sua personalità, magari le parti più importanti, irrinunciabili. Spesso le persone si affezionano alla maschera che indossano, e non ne possono fare a meno, o comunque è molto difficile. Ma è una maschera!

finora ligia

Finora ligia nell'osservare le regole che Lei aveva messo, mi trovo a derogare.
Premetto che non ho capito niente della sua risposta, in nessun senso, due i casi o sono tonta o è Lei ad essere poco chiaro.
Si era partiti dalle regole messe da Lei, con lo scopo in un primo momento di "mettermi dei limiti", poi lo scopo o è cambiato o se ne aggiunto un altro. Diceva anche che non mi conosceva. Ora si è arrivati alla maschera, non so come, forse mi è sfuggito qualcosa di questo percorso, forse più di una cosa.
Di sicuro deve conoscermi molto bene per dire che porto una maschera.
Quale maschera? Quale zavorra? parti di personalità?
Ammetto di non aver capito proprio niente. C'è poco da far crescere piantine, non so dove vuole andare a parare.

benevolenza

Gentile Dottor Benedetti, mi affido alla sua benevolenza, per favore un aiutino, davvero non ho capito, mi vengono in mente tante ipotesi come il falso sé, Pirandello, ma forse non c'è tanta differenza con il falso sé... ma niente di concreto e poi mi sfugge il collegamento con le regole.
In fondo questi ultimi due post dimostrano ancora una volta che sono lenta a capire, a percepire, a riflettere.
SE mi vuole dare una mano...

Mi pare che l'errore che fa è

Mi pare che l'errore che fa è di aggrapparsi alla 'razionalità' per tentare di tenere sotto controllo cose che non sono 'razionali'. E' un po come cercare di raccogliere dell'acqua con una rete per farfalle...
Per fortuna la mente ha altre funzionalità che non solo quelle 'razionali'( che sono utili ovviamente in tanti campi, sul lavoro, in banca, per programmare, contrattare, ecc., ma in altri no...). Basta lasciarle un po' libere di manifestarsi.
Credo che Lei non sia "lenta a capire, a riflettere, a percepire", ma che per così dire voglia mantenere delle pesanti palle ai piedi nel camminare, e poi pensa di non saper correre...
Inoltre forse 'voler capire' è proprio quello che impedisce di percepire il significato, quando può manifestarsi, occasionalmente, qua o là... Le consiglierei di non misurare o pesare col bilancino le mie parole, ecc, ma di osservare e descrivere le reazioni che vede in se stessa, alle mie parole o ad altri stimoli o spontaneamente: solo descrivere, senza correre subito a spiegare, ecc. E prima di tutto sopportarle, non volersene liberare subito...
L'osservazione dei fenomeni è la base del metodo scientifico, come si sa ma spesso si dimentica. Le 'spiegazioni' cambiano ad ogni colpo di vento, o di teorie... Non solo le sue, quelle di tutti...

grazie

Grazie per i chiarimenti, a prima vista sembra che non usi gli strumenti più adatti. Sembrebbe che usi la razionalità( parola imponente nel mio caso, visto che mi hanno fatto notare che non penso - cosa che richiede una certa dose di razionalità- ma presumo, che è altro, esprimendo un giudizio di valore è una cosa brutta, molto negativa) anche quando non è opportuna. Come un ipotetico psichiatra che avendo come unico strumento di terapia l'elettroshock curi tutto con una bella scossa.

Descrivere le reazioni che provocano in me stessa le sue parole, un pò come i pasticcini di Proust o la frase "davvero tutto qui" di J. Mayer. O forse il loro suono senza capire il loro significato, un po' arduo...
La maschera.. Forse, il piccolo paguro che strappa con le chele le alghe e si copre oquando s'infila in una latta aperta.. a volte l'inquinamento può essere utile. La maschera diventa una difesa, la natura non ha mezzi per difendersi e allora li cerca all'esterno, così non diventa l'antipasto per altri pesci ben più dotati. La maschera per lui non è una zavorra, ma una necessità.
Altre parti, basta lasciarle libere....e se non ci fossero? o se fossero così embrionali?
Ad averla una zavorra, spesso usata per ancorare, invece quando scendo le scale mi pare di non avere equilibrio, di inciampare, di cadere nel vuoto infinito, non c'è zavorra o catena che mi trattiene. Il vuoto è come sprofondare, non come volare. Divento leggera, instabile, maldestra. Mi manca qualcosa che a sua volta alimenta il senso di vuoto. Mi pare di non riuscire..
Le regole come...catene che contingentano, impediscono il libero pensiero. Spesso le regole sono dei no e dei non..... ma senza sarebbe la confusione. Allora per prudenza, sicurezza, faccio due passi indietro...
Basta così e do spazio al serial killer ( forse un pò esagerato)-

SOGNO#
Nel sogno è notte fonda, in realtà è l'alba. Mi alzo e vado nell'altra stanza, è molto buio, ma chiaramente distinguo la presenza di un uomo vestito di grigio, tipo occhio di pernice, porta il cappotto e la coppola in tinta. Gli dico di andarsene, ma non ne vuole sapere, cerco di spingerlo verso l'uscita, le spinte non sono forti. Si rifiuta e dice che è venuto per parlare, gli faccio notare che chi vuole parlare non entra di nascosto, di notte in casa d'altri. Forse scivola all'indietro perché la spinta era debole, e cade. Rimane immobile, prono, penso si è fatto male e chiamo il pronto soccorso.

SOGNO###

Sono in soggiorno, è notte. Particolarità al centro della stanza c'è un wc e sono comoda comodamente seduta. All'improvviso appaiono, come dal nulla, due uomini, che mi chiedono di consegnate le carte di credito e relative password, dico che non tali strumenti finanziari e che se vogliono possono prendere il salvadanaio. Non mi credono ed insistono. MI alzo dal wc ed un terzo uomo alle spalle mi circonda la vita con le braccia, forse per costringermi a sedere di nuovo. Non apprezzo la cosa, non sopporto essere aggredita, toccata alle spalle, allora prendo un bastone sottile di ferro e comincio ad aggredirlo con molta fora fino a farlo stramazzare per terra. Gli altri due uomini rimangono fermi, come basiti di fronte ad una tale reazione imprevista.
Post scriptum
davvero, in questa sede ho dato delle spiegazioni? se si, quali?

un uomo, due, tre uomini in

un uomo, due, tre uomini in casa sua... e Lei che si difende con foga e ne stramazza due... nel primo sogno Lei chiama il pronto soccorso... Nel secondo i due rimasti restano basiti della sua reazione...
"chi vuole parlare non entra di nascosto"... E d'altronde "non sopporto essere aggredita, toccata alle spalle,"
Ho l'impressione che anche qui Lei si senta a volte in situazione simile, perciò forse si difende e io resto 'basito della reazione imprevista'...

Però qui appunto il lavoro che facciamo si basa sull'essere lasciato 'entrare in casa', cioè avere accesso alla sfera privata e intima della personalità, in modo da esplorarla insieme e vedere se possiamo individuare qualche ostacolo al flusso delle cose per eventualmente provare a spostarlo e facilitare un flusso meno turbolento. E' questo su cui Lei esita molto.
L'accesso ai sogni è un aspetto importante di ciò, ed è quello che forse mantiene la possibilità di collaborare. Ma Lei sente spesso le mie parole, i miei commenti come aggressioni, intrusioni e si difende 'con reazioni impreviste'... Poi però teme che "si sia fatto male" (chi, che cosa?: direi il nostro rapporto...) e cerca di rimediare...

sogni precedenti

Tornando per un istante ai due sogni precedenti. Nel primo sogno invitavo l'estraneo ad uscire di casa, vero che lo stavo spingendo, ma senza vigore, purtroppo scivola e cade all'indietro, si fa male e chiamo i soccorsi. Come direbbero i giuristi non c'era l'animus nocendi, nel secondo sogno c'era, forse perché il terzo uomo voleva approfittare di una situazione di oggettiva debolezza o forse perché usava l'inganno. Sta di fatto che l'animus nocendi era molto forte. Non ricordo niente di simile in altri sogni.

Prendo in prestito una frase dello piscoanalista D. Meltzer: "...esperisce se stesso come un giocattolo smontato.." La frase era stata detta in altro contesto e altre circostanze.
La sensazione né razionale né pensata che possa diventare un giocattolo smontato, se qualcuno si avvina o oltrepassa la linea di confine, a volte c'è; trattasi di sensazione temporanea che potrebbe riguardare chi si avvicina, per usare sue parole, la sfera privata ed intima della personalità, soprattutto se si avvicina per vie traverse, con il raggiro.Non saprei dire la provenienza di tali sensazioni.
Come nel sogno se mi toccano all'improvviso alle spalle, mi dà fastidio ( eufemismo) , se avevi un'arma in mano di qualsiasi tipo, per qualche frazione di secondo.. Ovviamente non ho mai fatto niente del genere e non solo per l'assenza di armi, almeno spero.
Probabile che in questa sede si sia manifestata la prima sensazione, anche se non ricordo in quale circostanza, questo non vuol dire che Lei sia invasivo o intrusivo. Sicuramente non è la sola sensazione, ci sono anche altre che preferisco non menzionare, sia perché sono al limite delle spiegazioni e quelle che porta il pz sono, mi pare direbbe Bion sono o bugie o inutili, e poisono fatte da "veglia"
Molte delle reazioni impreviste che l'avevano lasciata basita erano avunte in un periodo non facile, in cui confondevo i due ristoranti, non mi dilungo ulteriormente.
Tornando ai sogni che permettono di mantenere la possibilità di collaborare.
SOGNO CALL CENTER
Ho un dépliant in mano in cui c'è scritto indirizzo e numero di telefono. Mi fingo una del call center e chiamo quel numero, risponde un uomo, dico che il gestore per cui lavoro vuole fargli un regalo una doppia ricarica sul suo numero. L'uomo accetta, ma quando non riesco a dire il numero su cui effettuarla(scritto piccolissimo) l'uomo crede che sia uno scherzo e chiude. UNa mia amica fa lo stesso numero e risponde lo stesso, ma a differenza di me,si presenta e parlano per un po'. Richiude il telefono e mi dice parte della conversazione, trova strano che una persona dichiarata fallita faccia investimenti così notevoli come restaurare un palazzo antico.
SOGNO ESPERIMENTI
Sono davanti casa e sto osservando una scena. C'è una porta aperta e si intravede un uomo con un impermeabile nocciola. In un'altra stanza non visibile, c'è un altro uomo, forse un Dottore che fa esperimenti. Riesce a convincere l'altro uomo di essere qualsiasi cosa, compreso animali. Vedo l'uomo con l'impermeabile che esegue molto velocemente gli ordini del dr ( piccole cose del tipo portami questo, metti in ordine, ecc.),non solo si convince di essere l'animale che il dr gli dice di essere ( daino, cavallo, lama, ecc.- tutti chiari-) ma lo diventa. POi il dr per qualche motivo sospende l'esperimento, forse deve andare via o è a telefono.
Non c'è più l'uomo con l'impermeabile, ma un cagnolino, un cucciolo bianco, che abbaiando festoso viene verso di me, si lascia abbracciare e lo poggio su un tavolo. Anch'io mi siedo sul tavolo e iniziamo a giocare, il cucciolo vuole tante coccole.
AMENITA'
Quando mando gli sms, ad es alla terapeuta, non riesco ad inviarli se manca il punto finale. Cosa strana perché, come avrà notato, spesso mi mangio consonanti, vocali ed intere parole..
--le mie reazioni impreviste, perché non considerarli deliri...

"La sensazione né razionale

"La sensazione né razionale né pensata che possa diventare un giocattolo smontato, se qualcuno si avvina o oltrepassa la linea di confine... la sfera privata ed intima della personalità, soprattutto se si avvicina per vie traverse, con il raggiro.
...Probabile che in questa sede si sia manifestata la prima sensazione, anche se non ricordo in quale circostanza, questo non vuol dire che Lei sia invasivo o intrusivo. "

Però forse reagisce come se lo fossi, o se superassi quei limiti e se Lei si sentisse in pericolo di 'smontarsi'...

"Sicuramente non è la sola sensazione, ci sono anche altre che preferisco non menzionare, sia perché sono al limite delle spiegazioni e quelle che porta il pz sono, mi pare direbbe Bion sono o bugie o inutili, e poi sono fatte da "veglia"
Molte delle reazioni impreviste che l'avevano lasciata basita erano avunte in un periodo non facile, in cui confondevo i due ristoranti, non mi dilungo ulteriormente."

Queste non mi sembrano 'spiegazioni', che di solito appunto lasciano il tempo che trovano e non danno elementi per pensare. Mi sembrano invece dei chiarimenti che gettano luce su certi aspetti e danno appunto spunti di pensiero.
Il limite fra chiarimenti e spiegazioni forse non è facile da definire, ma mi sembra importante. Le spiegazioni forse sono 'difensive', i chiarimenti sono forse più sinceri.

Primo sogno
Sono due comunicazioni (telefoniche...) diverse: nella prima c'è un elemento di falsità ('finge'...), e la comunicazione fallisce. La seconda invece si sviluppa . c'è una 'presentazione' e un dialogo e infine, una volta finita, lascia spunti di riflessione... Sembra quasi un'anticipazione di quello che scrivo sopra su spiegazioni vs chiarimenti. In effetti le comunicazioni sono come delle piante, o degli esseri viventi, si sviluppano se c'è un buon nutrimento, muoiono se non ce n'è o peggio c'è 'veleno'. (per Bion le falsità sono veleno per la mente, e richiedono un mentitore, mentra le verità non ha bisogno di pensatore...)
Restaurare un palazzo antico fa pensare a restaurare una personalità, investimento notevole per una persona che più volte si dichiara fallita. La verità fa miracoli, e mantiene la speranza...
Il secondo sogno mostra dei cambiamenti stupefacenti, si direbbe. Esperimenti misteriosi di un 'dottore', che richiamano l'ipnosi e poi la magia, i miracoli... Il cambiamento dell'uomo in cucciolo bianco si mantiene. 'Lei' prima è semplice osservatrice poi si trova coinvolta dal 'cagnolino' e si mette a giocare, a coccolarlo... Ma le chiavi di lettura potrebbero essere molte.

Quanto alle amenità, punteggiatura, ecc, noto che i resoconti dei sogni sono molto meno disturbati nella scrittura

"--le mie reazioni impreviste, perché non considerarli deliri..."

Comunque potrebbero sempre essere causati dalla percezione di essere in pericolo se qualcuno si avvicina oltre i limiti... Come un sistema d'allarme tarato a livelli di sensibilità estrema

vecchio adagio

Secondo un vecchio adagio:- la gatta che andava di fretta fece i gattini ciechi-.
Sembrerebbe che aver separato i due "ristoranti" favorisca il dialogo... sembrerebbe, ma potrebbe dipendere anche da altri, il tempo renderà più chiare le cose.

Inizio da uno dei due sogni già esaminati. Il primo sogno, raccontato in modo frettoloso, ha permesso l'omissione di alcune cose ( fretta in parte dovuta al portatile, se non invio entro un certo tempo devo riscrivere di nuovo la mail e non posso neanche dividerla in due, c'è la regola di contare fino a cento per evitare il doppio post consecutivo).
Nel sogno fingevo di essere un'altra persona per non mettere in imbarazzo l'interlocutore, si accetta meglio un regalo sotto forma di promozione, soprattutto in certe situazioni.
Il sogno era più colto del solito, risentiva della cronaca e degli interessi recenti (il fallimentare ed in particolare un fallimento). Nel sogno la parola "fallito" non era intesa come sinonimo di incapace o simili, ma nel denso tecnico ovvero una persona che ha subito una procedura concorsuale ed è stato dichiarato fallito da una sentenza, con quel che segue compresa l'impossibilità di iniziare una nuova attività imprenditoriale. Conosco il " fallito" in questione sia pure superficialmente, anche il palazzo da restaurare esiste realmente.
La mia amica era stupita che iniziava una nuova attività sia perché non poteva farlo sia perché tutti i suoi beni sono usati per formare la massa attiva.
Al di là del sogno, proprio non mi aspettavo che quella persona potesse fallire.
Probabilmente si riferiva a me:"...restaurare un palazzo antico fa pensare fa pensare a restaurare una personalità, investimento notevole per una persona che più volte si è dichiarata fallita..." Posso essere una incapace, ma dichiararmi fallita, non mi pare, mancano i presupposti oggettivi e soggettivi. Ma sono sottigliezze per il lessico comune, in realtà ci sono differenze di una certa entità.
L'altro sogno. La mia reazione era imprevista per i ladri, non si aspettavano che reagissi, erano in superiorità numerica, ero seduta su un wc, un terzo mi aggrediva alle spalle.
Se malauguratamente venissero a rubare di notte a casa sua, forse Lei offrirebbe loro del caffè come il principe A. De Curtis?
La reazione nel sogno era stata eccessiva, ma facile a dirlo a sangue freddo ,non so in caso di pericolo in quel momento sia così facile bilanciare la reazione.
Mi sono comportata come se Lei fosse invasivo, intrusivo. Meglio fare un passo indietro.
Già detto che la terapeuta e Lei avete modi di fare, di dire diversi; considerate le persone e il loro passato in modo diverso; priorità diverse, ecc..
Nel periodo di massima confusione tra i due "ristoranti", mi ero detta ... e se il DR...e se.... Non mi dilungo sul contenuto dei se.
Portando avanti i se ( messi in moto dalla forte discrepanza dei vs. pareri e modi di fare), mi ero ritrovata ad un passo dal distruggere anni di terapia e i punti fermi raggiunti; dal mettere in discussione un rapporto solido costruito nel tempo, con la fobia in aumento e l'autostima in caduta libera, ecc. Solo a scanso di equivoci, non le sto attribuendo alcuna intenzione, ci mancherebbe, ma segnalo un periodo di difficoltà, qualora non ci fossero stati i se, nulla sarebbe accaduto, ma questo con il senno di poi.
Tutto questo aveva avuto delle conseguenze sul mio modo di fare, non sono un robot, ma la terapeuta mi è stata vicino, ha permesso di esprimere dubbi e perplessità senza mai giudicare.
UNa soluzione l'ha trovata Lei, quella dei due ristoranti. Soluzione molto realistica, resa praticabile perché ho imparato, se così si può dire, ad avere più rispetto per i punti fermi ed il percorso fatto nell'altro ristorante.

Post scriptum
- La speranza è una cosa buona se si è preparati al peggio.
--- Le pongo una domanda, considerato che mi ritiene una persona che non dice la verità, per Lei, se non ricordo male, cosa diverse dall'essere bugiardi, secondo Lei, non avrei detto la verità o l'avrei detta solo parzialmente, anche sulla diagnosi che mi era stata fatta, fobia specifica?

----finora non ho mai delirato, né mi hanno notare una cosa simile. L'accenno nell'altro post era funzionale a "capire", termine improprio, come percepisce i miei post, almeno la parte in cui non descrivo i sogni.
-----refusi, disgrafia, forse disturbi?
----Le spiegazioni sono utili a quelli che come me capiscono poco e lentamente o come direbbe Lei non pensano ma presumono.

usufruisco

Usufruisco del secondo post settimanale per fare alcune cose.
Prima cosa -Sogno
Sono al liceo, stranamente è fatto di sole due aule, una è al primo piano con vetrata grigio scuro molto ampia, tutta la parete, a pianterreno, proprio sotto quest'aula c'è l'altra, ma è all'aperto, ci sono i banchi di legno naturale affiancati, una cattedra e la lavagna. Sono seduta in prima fila, scopro che i sedili sono riscaldati. Prendo appunti mentre la prof spiega ( una mia insegnante al liceo di fisica). Scrive sulla lavagna cinque parole ( non di fisica) molto importanti, le trascrivo, ma il pennarello è troppo doppio e rende le parole poco leggibili, cerco di guardare sugli appunti della mia vicina di banco, ma ci alziamo e andiamo verso un 'altra studentessa, che mi guarda e tratta,con indifferenza, allora mi allontano e penso tra me- anch'io troverò la compagna giusta-.

--Sempre sogni.
Non trova delle affinità tra il sogno con cagnolino bianco ed un altro più datato con l'elefantina? entrambi cuccioli, di sesso diverso, ma allo stesso modo entusiasti, festosi.

--Grazie per trovato la soluzione dei due "ristoranti", nell'altro post anche se prolisso non l'avevo fatto, eppure la sua intuizione mi ha risolto tanti problemi. Come si dice la classe e esperienza non sono acqua.

--- La domanda rimane, secondo Lei non avrei detto la verità anche sulla diagnosi che mi era stata fatta o l'avrei detta solo in parte?

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