Fanatismo del seno

L'ultima mamma vista recentemente, che a 4 anni ancora non ha svezzato il figlio dal seno per addormentarlo e calmarlo, mi induce a scrivere queste due righe.
Oltre all'uso del seno ancora reclamato dal figlio, che come altri in simili condizioni non parla ed è stato diagnosticato 'nello spettro autistico' da vari operatori (glissons...), vige il dormire insieme mamma e bambino, con spostamento del papà in camerina, nel letto del figlio. La mamma contrita, mi dice che alla nascita le hanno detto di fare così, di allattare al seno senza limiti e di tenere il bimbo a dormire con sè, così avrebbe favorito un buon rapporto col figlio ed evitato quelle incresciose situazioni che si leggono, di figli che ammazzano i genitori... (!)
E' solo l'ultima perla di una moda dilagante, sia a quanto vedo nella mia casistica, sia a quanto sento in ospedali della regione Toscana, dove varie operatrici colpevolizzano le mamma che non allattano in maniera talebana i loro figli, e quasi minacciano chi sentono parlare di latte artificiale. Ho sentito con le mie orecchi un'operatrice chiedere a una neo-mamma se per caso era stata avvicinata da qualcuno che proponeva il latte artificiale.
La situazione mi sembra incresciosa, al limite del fondamentalismo fanatico del rapporto fisico madre-figlio, e come si vede può creare danni.
Bisognerà scriverci qualcosa di più.

Da una conoscente vengo a

Da una conoscente vengo a sapere che all'ospedale di Torregalli, Firenze, le hanno raccomandato di allattare al seno fino a 3 anni. Mi sembra veramente un eccesso. Non so se sono iniziative individuali di persone fanatiche o direttive dalla Regione.
In una pagina della Regione Toscana dedicata all'allattamento al seno si legge

"Il latte materno è naturale, completo, buono, economico e sempre pronto. In una parola, perfetto! Grazie al latte materno il bambino è più protetto dalle infezioni intestinali, dalle allergie e dall'asma, e, più in generale, si riduce il rischio di patologie acute e croniche. Inoltre, il latte della mamma è più digeribile ed i lattanti soffrono meno frequentemente di coliche. Il latte materno è un alimento completo che da solo fornisce tutti i nutrienti e i liquidi di cui un neonato (!!! evidenziato da me NdR) necessita.Allattare al seno è un gesto speciale anche per le mamme. Aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza e riduce il rischio di sviluppare osteoporosi e alcune forme di tumore al seno e all'ovaio. È per questo che l'Oms raccomanda l'allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita e ne consiglia la continuazione fino a 2 anni ed oltre......... "

A parte il linguaggio da pubblicità o propaganda, poco adeguato direi ad argomenti seri, la mia impressione è che l'allattamento dopo i sei mesi venga raccomandato per motivazioni prevalentemente ideologiche ( anche quelle della salute e del benessere possono diventare ideologie, come si vede di questi tempi...) e che invece sia sconsigliabile prolungarlo dopo tale epoca, o almeno dopo l'anno di età. Ciò per motivazioni psicologiche che riguardano il rapporto madre-bambino e lo sviluppo psicoaffettivo del bambino, in particolare le vicende di separazione e individuazione che iniziano normalmente verso gli otto mesi e occupano il secondo anno di vita ed oltre e possono essere complicate, talvolta gravemente, dal perdurare dell'accesso al seno da parte del bambino, spesso usato come consolatorio e non per motivi alimentari.

I dati dell'OMS ( un po' più seri in realtà anche negli argomenti) che raccomandano l'allattamento 'fino a due anni e oltre' sono basati su statistiche per grandi numeri e non differenziano, come sempre nei grandi studi statistici, i casi individuali. Per quanto riguarda il rischio di diarrea e broncopolmonite ( che sarebbe il principale vantaggio a livello medico del seno), i dati sono differenziati per macro-aree ( America, Europa, Africa, ecc), ma meno, sembrerebbe, per micro-aree e per fattori di rischio diversi ( livello socio-economico, aree urbane/extraurbane, contaminazione delle acque, ecc.) : non sono pertanto così convincenti 'scientificamente'. Per quanto poi riguarda l'effetto sullo sviluppo psicologico le ricerche sono ugualmente per macroaree (limitate a 'sviluppo cognitivo' e 'intelligenza') e non tengono conto degli aspetti psicoaffettivi.
Come sempre è bene usare il proprio buon senso anche di fronte al bombardamento di dati pretesi scientifici. Non basta una massa di dati per conoscere le cose, così come non basta una massa di pietre per avere una casa, come diceva qualcuno.

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