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Mamma disperata

Buonasera. Mi trovo a scriverle perché sono veramente disperata per il caso di mio figlio. Alessandro ha 10 anni e frequenta la 5 elementare con ottimo rendimento. Il problema è nel comportamento. Fin dalla prima elementare ha avuto problemi di aggressività, di inosservanza delle regole e poco rispetto nei confronti delle insegnanti che subito hanno sospettato che il bambino potesse essere disturbato e soffrire di iperattività. Per questo motivo, dopo un mese di scuola, siamo stati vivamente pregati di consultarli con uno psicologo; cosa che abbiamo fatto col risultato che Alessandro non è per niente iperattivo ma ha in se dell'energia che deve "smaltire",per cui siamo stati indirizzati da una psicomotricista che, una volta a settimana,per un anno scolastico, ha fatto scatenare il bambino per un'ora. Il risultato e' sembrato essere fruttuoso anche perché nel frattempo Alessandro è passato in 2 elementare ma in un'altra scuola. Dopo qualche mese dal nuovo anno scolastico ecco che ci risiamo. Richiami, note, incontri, colloqui.Il comportamento è lievemente migliorato ma nel complesso ancora disturbante per la classe e ancora di più durante la ricreazione e sul pullman che lo riporta a casa alla fine delle lezioni. Tra alti e bassi ci siamo barcamenati fino ad oggi, quando Alessandro è stato sospeso da scuola per una serie di infrazioni delle regole. L'aggressività non si è più manifestata dopo che una sua compagna si è tagliata il mento cadendo in seguito a un suo sgambetto. Io sono preoccupata. La nostra è una famiglia unita. Io ho 49 anni come mio marito; abbiamo anche una figlia più grande che è bravissima sia a scuola che nella vita.Ha 18 anni e non abbiamo mai avuto problemi di nessun genere con lei. Io nella famiglia non ho un ruolo predominante, anzi! È mio marito che decide e siccome spesso io sono assente per lavoro(sono una turnista)non ho molto potere decisionale. A dire il vero, non viene riconosciuta la mia autorità(e quindi non vengo ascoltata),perché quando dico un NO, la maggior parte delle volte diventa un SI perché provo compassione e dispiacere. Descrivere un attimo Alessandro perché così forse capisce di più. È un bambino di 10 anni molto intelligente(forse anche più di quello che dovrebbe essere)dicono le maestre.Non c'è qualcosa in particolare che lo interessi,non ha amici del cuore. Gli piacciono i videogiochi di tutti i tipi e da grande vorrebbe fare lo youtuber. A casa non ha mai manifestato aggressività, solo intolleranza alle regole, zero pazienza, spigliatezza e disinteresse per tutto. Fare i compiti con lui è un supplizio perché non è interessato a si distrae per un nonnulla;gli piace un po' di più matematica, nella quale riesce molto bene. A scuola la sua parola d'ordine è giocare, non imparare, perciò durante la ricreazione si scatena e vuoi o non vuoi spesso accade che qualcuno si fa male.Naturalmente la colpa è sempre degli altri perché ce l'hanno tutti con lui... Ovviamente anche quando non c'entra lo tirano in mezzo perché comunque dove c'è "movimento", lui c'è. Capisce benissimo di non essere un bambino come gli altri e più volte mi ha chiesto di aiutarlo a migliorare ma io non so come fare. A scuola sono stanchi di lui e temo che gli verrà indicata la porta, anche perché si sono fatti in quattro per darci una mano,ma ora la misura è colma!
Sinceramente io credo che qualche genere di disturbo ce l'abbia,al contrario di mio marito che dice che è solo maleducato e che crescendo si sistemera'(anche lui e suo padre da bambini erano così).
Lei cosa ne dice? La ringrazio.

Sembra una situazione come

Sembra una situazione come quelle che descrivevo in questa pagina qualche anno fa. Non risolve la situazione nè dire che è 'maleducato' ( che riporterebbe la responsabilità sui genitori, bene o male...), nè usare una diagnosi di 'iperattività' o 'oppositività e provocatorietà', che vorrebbe riportare le cause a fattori biologici, come forse dubita Lei, senza però dimostrazioni convincenti, finora.
Lei si descrive un po' come una mamma poco autorevole e poco influente e il padre forse è un po' assente dalla gestione familiare, almeno dalla battuta riportata: direi che sono due fattori che ho riscontrato spesso in queste situazioni. Come dico nella pagina linkata l'intervento è un po' complicato e richiede un certo sforzo, ma altre possibilità sono poco realiste ( 'sfogare una eccessiva energia interna' è veramente un po' scarsa, come spiegazione psicologica e anche come terapia ). Una volta c'era la soluzione di mandare il bambino in collegio, ora non c'è più, salvo eccezioni.
Direi quindi: meno disperazione e più determinazione, di entrambi i genitori, nel riprendere le briglie di un cavallino imbizzarrito, prima che si faccia male. Il tempo non manca, bisogna che ci sia la volontà e la determinazione. E' necessario però probabilmente che troviate qualcuno che vi guidi su questa strada. Forza e coraggio!

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