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oh! serafina

Egregio Dottore, forse sono riuscita ad inserirmi tra gli adulti. Chi crede e/o spera, come me, nell'esistenza dell'isola che non c'è, forse non è propriamente "adulto", ma come dice la canzone di Bennato, chi non crede alla sua esistenza è ancora più matto di me.
Scrivere a ruota libera senza censure....
Non ricordavo di aver già usato il nome tramonto.......
Ma questo è un piccolo passo sul viale del tramonto. I viali di solito non hanno scale, speriamo neanche questo, neppure metaforiche, ma è solo una speranza.
Come ritrovare l'entusiasmo......

Più che l'entusiasmo, che

Più che l'entusiasmo, che credo sia qualcosa di effimero o spesso di esagerato, se non 'politico', a volte, direi che la questione è come lasciare vivere lo slancio vitale, la spinta ad andare avanti, che è quello che muove il mondo - non so se anche le stelle... -
Credo che sia una spinta universale, innata, che noi possiamo solo soffocare, con le nostre briglie. La 'cultura' è certo una cosa buona, che nasce dopo la cacciata dal giardino dell'eden della prima infanzia - quando non è troppo disturbata - ma spesso viene distorta e limita e soffoca la spinta vitale senza cui non solo non proviamo entusiasmo, per qualche momento, ma neanche possiamo vivere veramente.

Riporto qui i due post dallo

Riporto qui i due post dallo spazio bambini, che toglierò da lì, se non le spiace:

'tramonto'

Inviato da qualcuno volò s... il Mer, 11/01/2017 - 16:17

Egregio Dottor Benedetti, sembra proprio che il nostro dialogo si stia avviando sul viale del tramonto. Già come tutte le cose hanno una fine, ma non mi sento di dire che scrivere qui sia diventata una abitudine, forse un confronto o la possibilità di avere un altro punto di vista, non importa se sia condiviso o meno, ma lascia la possibilità di riflettere, del dubbio.
Ma almeno per quello che resta apprezzo questo ultimo raggio di sole.
Spero che non si sia offeso per via della frase.... perché no attaccarmi a Lei'?o qualcosa di simile, era un modo di dire, in realtà non ho idee concrete su cosa significhi e implichi avere una base sicura e cos implichi non averla. Forse per via di questa assenza che cerco un passamano quando scendo le scale....
Ora sto cercando di finire alcune cose iniziate un po' di tempo fa, senza convinzione, purtroppo.
Alcune cose risolte tipo il pavimento in parte sollevato e piastrelle lesionate, in parte rotte, è stato sostituito sia pure parzialmente. Parlato con l'amministratore per mettere in sicurezza l'edificio, ora bisogna vedere cosa ne pensano gli altri condomini.
Un nuovo thread, nuovo anno, Lei Dottore cosa lascerebbe senza più riprenderli degli argomenti trattati in passato? cosa le sembra sia stata lasciata come in sospeso?
Tra i mei buoni propositi è smettere con il tavor, sebbene il dosaggio sia molto basso.
Nei sogni ad occhi aperti potermi allontanare da dove vivo, il più lontano possibile, magari nell'isola che non c'è di Bennato o a nord est ( più realistico, ma ugualmente poco realizzabile).
Vediamo dove porta questo nuovo viale....
»

Commento nserito da gianmaria.benedetti il Gio, 12/01/2017 - 14:47.

Alcuni commenti: 1 ha aperto il nuovo blog nello spazio dedicato a infanzia adolescenza e famiglia. Forse è una svista, meglio metterlo come gli altri nello spazio dedicato agli adulti. 2 - vedo che l' utente di nome Tramonto è iscritto già da quattro anni... Preveggenza?

Per il resto l'indicazione di lavoro è la stessa: descrivere quello che vede nel suo spazio mentale, diciamo così, possibilmente senza 'censurarlo', nel tempo che si mette in questo blog. Lo scopo di questo lavoro è esplorare i contenuti mentali in un dato contesto, questo. Gli effetti possono essere dei cambiamenti nel modo di vedere le cose e di farle, forse.

Riparare un pavimento rotto e consolidare la casa possono avere un significato simbolico, anche, riferito alla personalità:, consolidarne le basi e la struttura e forse quindi indicare un obiettivo del lavoro.

ancora un sogno

Egregio Dottor Benedetti,
questa volta, dopo un po' di tempo che non succedeva, inizio da un sogno.
Mi trovo insieme a mia sorella e altre persone in una specie di università, devo sostenere un esame, di una non meglio precisata materia. Sono in piedi, accanto a me ci sono delle persone tra cui mia sorella, difronte c'è il Prof., che poi è il medico curante di mia madre, quindi lo conosco; l'esame non va bene, non ero preparata e gli dico che non ho avuto né modo né tempo per prepararmi, lui non dice nulla. Tra me, mi do dell'idiota per via della giustificazione data. L'università ha anche il college. Sono nella mia camera del college, mi sveglio e i pantaloni del pigiama sono bagnati di sangue, fastidio mensile, allora cerco di andare in bagno e non farmi vedere, pantaloni molto macchiati. In bagno c'è un'amica che subito dopo esce, dicendo che ha avuto una abbondante deiezione solida. Entro io, non sento cattivo odore, forse per via dei turbinati poco efficienti, tiro l'acqua, era rimasto qualche residuo.
Compaiono nel sogno ancora una volta, era già capitato: i bagni e le mestruazioni, mah!....Comunque il bagno era pulito e le piastrelle dai colori delicati, ricordava un po' il vecchio bagno di casa dei miei genitori.

Pratica l'idea di raggruppare i 2 thread.

Se vuole può spiegarmi il concetto di cacciata dal giardino dell'eden della prima infanzia e la tela di Penelope. Questa mi sono ricordata di chiederlo, come pure ho ricordato il sogno. La ringrazio

Riguardo alle sue domande

Riguardo alle sue domande finali può leggere la Bibbia e l'Odissea, sono dei riferimenti utili (accanto a Bowlby e altri), se non l'avesse mai fatto o mai sentito parlare... O ha una forma di pigrizia che le fa volere avere tutte le risposte già belle e confezionate alle sue domande? In questo caso avremmo individuato uno dei possibili fattori della sua sfiducia in se stessa e nelle sue capacità...
Riguardo al sogno: e se il sangue non si riferisse alle mestruazioni? ci possono essere altre cause, magari non ci ha pensato? E la prima parte potrebbe essere un antefatto?

difficile

Egregio Dottor Benedetti, mai come questa volta trovo difficile rispondere, non per gli argomenti, quanto per lo stato d'animo, alquanto avvilito. Eppure solo qualche giorno mi era sembrato che ci fosse uno spiraglio.....
Tornando alla sua risposta può essere che ci sia una forma di pigrizia che impedisca anche di tentare o di tentare con convinzione pertanto i risultati scarsi...
Invece per quanto riguarda il sogno, non avevo pensato ad altre possibilità per il pigiama sporco di sangue. Manca un pezzo di sogno, non so se dimenticato oppure c'era stato un salto nel sogno stesso.

Mi auguro di riuscire a leggere qualcosa di quanto lei ha proposto, almeno la prima parte della Genesi... e il peccato di superbia. Vagamente ricordo l'Odissea....
mah,proprio non va...

Stato d'animo avvilito...

Stato d'animo avvilito... non aveva pensato ad altre possibilità.... ma ora potrebbe pensarci, no?
E' la pigrizia che ostacola il pensiero, le comunicazioni ? o forse "il peccato di superbia..."? Come mai viene fuori a questo punto questa idea?
Lei parla di Genesi.... Allora non è così disinformata sulla Bibbia...
Magari anche sull'Odissea...
Sembra quasi che a volte esageri la sua 'ignoranza', mentre altre volte sembra quasi esagerare la sua erudizione, come quando citava Bowlby... Non è che deve 'dimostrarmi' la sua erudizione, a volte, quasi sfidandomi, per poi buttarsi giù eccessivamente?

a scuola, al catechismo

Egregio Dottor Benedetti, l'idea della superbia, non è altro che una reminiscenza del catechismo e dell'ora di religione: Adamo ed Eva disobbedirono perché perchè volevano la conoscenza e decidere da sé.....ma è solo una lettura, tra l'altro immersa nei ricordi.
Ovviamente so poco di Bowlby, il suo nome riempie la bocca e poi la sua passione per l'etologia lo rende simpatico; tra i suoi amici Lorenz.
Può essere che anch'io a volte/spesso/di rado, non so sia superba, anche in assenza di motivi validi per esserlo. Forse è una mia impressione, forse sbaglio, mi sembra che la comunicazione in questa sede sia migliorata. Almeno su questo non mi butto giù, come capita sempre più frequentemente e la cosa più pesante è che non riesco a reagire. Forse aver fatto per anni cose verso cui non avevo entusiasmo o portamento, ha il suo peso.
Potrebbe pensarci ora? .....Non ricordo niente della prima volta, eppure di solito in quanto tali si tende a ricordarle, invece niente. Mi chiedo perché un tale evento spesso implichi del sangue, non dovrebbe e poi solo per le femmine; i maschi come sempre fortunati. E poi per sentito dire spesso è fastidiosa, se non dolorosa.
Non so, forse chi non c'è tale eventualità potrebbe spaventarsi.
Faccio un esperimento vedo di raccontarle la prossima volta un sogno recente, sperando resista e persista.

Chissà perchè non l'ha

Chissà perchè non l'ha raccontato ora... Chissà cos'è che l'ha frenata e impedita. Forse qualcosa che magari spesso frena, ostacola i suoi pensieri, li vuole controllare, non lascarli liberi di crescere e manifestarsi.
Come dei paraocchi. Una volta mi pare si era offesa per questo paragone, ma vederli servirebbe a toglierseli, se possibile, e forse curiosità e interesse potrebbero manifestarsi e pensieri e cio che sta nella mente.
Pensarci ora non vuol dire ricordare i pensieri di allora, ma lasciarsi libera di vedere i pensieri, le idee, le immagini, ecc che possono venirle in mente ora, nel presente.
Forse la superbia c'entra: come qualcosa che critica tutto e non lascia passare niente.
"Adamo ed Eva disobbedirono perché perchè volevano la conoscenza e decidere da sé"
in effetti la spinta alla conoscenza e alla libertà di sceltà sembra quella che spinge la cultura e lo sviluppo umano. E forse anche qui ci sono forze contrastanti che cercano di ostacolarlo e mantenere l'obbedienza all'autorità come modello inviolabile. E spesso si gioca sul significato delle parole, e diventa difficile distinguere fra verità e falsità.

seconda parte....

Egregio Dottor Benedetti,
ecco la seconda parte dell'esperimento: verificare la memoria a breve termine, che a quanto pare, sembra indebolirsi, mi capita ad es. di leggere un articolo di giornale o una pagina di un libro e a fine articolo o fine pagina ricordare poco o niente della parte iniziale.
Vediamo quanto è rimasto del sogno. Non so se facendo così il sogno perde parte del suo significato, o forse no. Non so neanche l'esito del test di memoria..
Sono su un autobus, non è chiaro se di linea o di città, ci sono altre persone. Non si capisce se sono in gita o se cambio residenza. Deve essere estate, fa caldo, ma il mezzo ha l'aria condizionata, che è davvero particolare, ogni tanto fa uscire dell'acqua da una bocchetta psta in alto dell'acqua, risultato dell'operazione di raffreddamento. Mi trovo proprio sotto la bocchetta non visibile ad occhio nudo e mi arriva uno scroscio d'acqua, ma è gradevole. I panni si asciugano quasi rapidamente e dell'autobus si vedono, mi pare due ponti. Non ricordo se facevano parte del percorso....Certo mi piacerebbe andare via, ma l'erba voglio... Mi piacerebbe andare in un posto un po' più sicuro, avere un'altra possibilità, con una mia amica stiamo valutando insieme la situazione e cosa fare.

Sogno di questa mattina.
Sono dietro casa dei miei genitori, mi trovo in mano il Loescher, il famoso vocabolario di latino. Sono sola e sto pensando. devo ripetere il V liceo proprio per il latino e ppure il Prof mi aveva assicurato che non c'erano problemi, perché nelle altre materie andavo bene e per una materia non si pregiudica la maturità. Penso tra me che lascio stare il liceo, non conosco nessuno e poi si ripresenterebbe il problema del latino, meglio andare via. Nel sogno poco distante da casa c'è una stazione, quasi un invito a partire.

I pensieri che vengono nella mente, lasciarli liberi......non so, non mi pare di averlo mai fatto o se è accaduto di rado, può essere per i motivi che proponeva Lei, ma c'è anche una componente dispersiva ( questo non l'ho notato tanto io, ma le persone che mi stanno accanto), mi distraggo facilmente, se ad es scrive una parola di cui non conosco il significato, la cerco sul dizionario e li c'è magari un'altra che non conosco e ricomincio, così si perde l'inizio; come si suole dire senza né capo né coda.
Pensiero attuale: è poi così interessante ciò che la mia mente propone in forma di pensieri?
Sono anche dimagrita, mi stanco facilmente, emi faccio schifo da me.

sempre pari...dispari

Sempre questione di post pari o dispari, questi sono i suoi post e a me i pari.
La domanda se è interessante o meno ciò che propone la mia mente probabilmente non sarò in grado neanche di avvicinarmi lontanamente ad una risposta.....forse chissà

Come fare

Forse può essere utile lasciare liberi i pensieri, a prescindere da altro tipo di giudizio, che puó solo fuorviare. Puó non credermi non ho mai fatto la cosa che propone, quindi ho dei dubbi, se sono liberi vengono spontaneamente o bisogna dare un aiutino e in tal caso rimangono liberi? davvero un momentaccio..

Forse in qualche modo i suoi

Forse in qualche modo i suoi post contengono dei tentativi di rispondere alla domanda che ponevo,

ecco la seconda parte dell'esperimento: verificare la memoria a breve termine, che a quanto pare, sembra indebolirsi, mi capita ad es. di leggere un articolo di giornale o una pagina di un libro e a fine articolo o fine pagina ricordare poco o niente della parte iniziale.

Quindi è questa una risposta alla domanda che ponevo, cos'è che può ostacolare i suoi pensieri: il bisogno di verificare le sue capacità...

Vediamo quanto è rimasto del sogno. Non so se facendo così il sogno perde parte del suo significato, o forse no. Non so neanche l'esito del test di memoria..
Sono su un autobus, non è chiaro se di linea o di città, ci sono altre persone. Non si capisce se sono in gita o se cambio residenza. Deve essere estate, fa caldo, ma il mezzo ha l'aria condizionata, che è davvero particolare, ogni tanto fa uscire dell'acqua da una bocchetta psta in alto dell'acqua, risultato dell'operazione di raffreddamento. Mi trovo proprio sotto la bocchetta non visibile ad occhio nudo e mi arriva uno scroscio d'acqua, ma è gradevole. I panni si asciugano quasi rapidamente e dell'autobus si vedono, mi pare due ponti. Non ricordo se facevano parte del percorso....Certo mi piacerebbe andare via, ma l'erba voglio... Mi piacerebbe andare in un posto un po' più sicuro, avere un'altra possibilità, con una mia amica stiamo valutando insieme la situazione e cosa fare.

Anche qui appare un impedimento a un'attività mentale, cioè alla soddisfazione di un desiderio, o di un bisogno, o della spinta a crescere: il richiamo all'”erba voglio...” filastrocca ad uso dei bambini per trattenerli, mettere limiti ai loro desideri, forse alla loro fantasia, alla libertà di pensare .
Ma traspare un desiderio di cambiamento, di uscita da un posto che diventa forse inquietante

Sogno di questa mattina.
Sono dietro casa dei miei genitori, mi trovo in mano il Loescher, il famoso vocabolario di latino. Sono sola e sto pensando. devo ripetere il V liceo proprio per il latino e ppure il Prof mi aveva assicurato che non c'erano problemi, perché nelle altre materie andavo bene e per una materia non si pregiudica la maturità. Penso tra me che lascio stare il liceo, non conosco nessuno e poi si ripresenterebbe il problema del latino, meglio andare via. Nel sogno poco distante da casa c'è una stazione, quasi un invito a partire.

Anche qui il sogno finisce con un cenno a andar via, cambiare posto, uscire da un circolo vizioso

I pensieri che vengono nella mente, lasciarli liberi......non so, non mi pare di averlo mai fatto o se è accaduto di rado, può essere per i motivi che proponeva Lei, ma c'è anche una componente dispersiva ( questo non l'ho notato tanto io, ma le persone che mi stanno accanto), mi distraggo facilmente, se ad es scrive una parola di cui non conosco il significato, la cerco sul dizionario e li c'è magari un'altra che non conosco e ricomincio, così si perde l'inizio; come si suole dire senza né capo né coda.

Quasi un' iperattività mentale, invece che motoria, che disperde la sua attenzione: se si ferma c'è il pericolo che potrebbero venire dei pensieri

Pensiero attuale: è poi così interessante ciò che la mia mente propone in forma di pensieri?
Sono anche dimagrita, mi stanco facilmente, emi faccio schifo da me.

Non manca la spinta ad autodenigrarsi

Sempre questione di post pari o dispari, questi sono i suoi post e a me i pari.

Anche questo 'contare' potrebbe indicare un ostacolo alla produzione di pensieri, un modo di ingarbugliarsi sempre per non lasciar venire i pensieri

La domanda se è interessante o meno ciò che propone la mia mente probabilmente non sarò in grado neanche di avvicinarmi lontanamente ad una risposta.....forse chissà
Forse può essere utile lasciare liberi i pensieri, a prescindere da altro tipo di giudizio, che puó solo fuorviare. Puó non credermi non ho mai fatto la cosa che propone, quindi ho dei dubbi, se sono liberi vengono spontaneamente o bisogna dare un aiutino e in tal caso rimangono liberi? davvero un momentaccio

Anche i dilemmi insolubili sono appunto trappole, circoli viziosi che ostacolano la libertà di pensare

Sembra quasi che una parte notevole della sua produzione mentale, come appare nei suoi scritti qui, sia dedicata ad impedire che nella sua mente possano crescere e svilupparsi liberamente dei pensieri. C'è sempre qualcosa che cerca di frenarli interromperli deviarli deriderli denigrarli ecc ecc... Deve essere proprio vissuto come pericoloso che uno possa seguire i pensieri che vengono liberamente
Però nei due sogni ci sono degli spunti che la situazione comincia a non essere più sopportabile nè gradevole, e l'idea di cercare una via d'uscita verso
"un posto un po' più sicuro, avere un'altra possibilità"

altro motivo

Egregio Dottor Benedetti,
c'è un altro motivo per cui non ricordo i sogni, finora non l'avevo notato, non cattiva memoria o il fatto che a volte i sogni procedono a balzi e non continui, ma anche perché spesso quando sto sognando vengo svegliata in modo un po' brusco e non ho il tempo di "registrare" il sogno.
Un sogno recente molto breve. Sto mangiando del baccalà, molto gustoso, cucinato e così e la prima volta che lo mangio. Mi dicono il nome della ricetta, non lo ricordo. Di solito non mangio baccalà.
Se ho inteso male, mi corregga, leggendo il Suo post ho avuto l'impressione che si riferisse ad un posto mentale, che io ritengo insicuro, forse 'è anche questo, cosa da approfondire, ma ora cerco soprattutto un luogo fisico sicuro. L'Italia centrale è tata devastata da cose brutte e secondo gli esperti non finisce qui. Volevo allontanarmi per un po', anche la terapeuta era d'accordo, anche lei ha notato un certo clima...scuole chiuse, università in difficoltà. Si respira paura e insicurezza.

In fondo pari o dispari che importanza ha? va bene il caso. Per il test memoria breve, partecipato convegno su varie forme di demenza, uno dei sintomi di queste malattie è la perdita di memoria breve....

Tornando ad un sogno precedente, quello dl viaggio quello dell'autobus a me venire altro genere di pensieri oltre al desiderio di cambiare città, nel sogno c'è qualcosa di "hot" e non solo per la temperatura estiva....E la situazione non era sgradevole.
Ora sto facendo un corso breve per facilitare il fluire delle emozioni, il dr ci ha dato due esercizi, uno imparare a riconoscere le emozioni e dare loro un segno più o meno e dare un segno grafico.
Invece per il libero fluire dei pensieri, ora inizio a percepire come degli inciampi, che possono essere quelli che citava, ma ci possono essere altri che percepisco come tali, ma non so ancora descriverli. Forse come un macigno messo tra il cuore e lo stomaco. forse sono le tante paure o forse no. Ci vuole un altro po' per superare una specie di no di sottofondo

Mi sembra che noi abbiamo

Mi sembra che noi abbiamo metodi diversi per lo stesso obiettivo,imparare a far funzionare meglio la mente.
Ma Lei vuole raggiungerlo cercando di acquisire informazioni, istruzioni, imparare da quello che può trovare in libri, corsi, ecc, e anche qui, cercando di farsi spiegare bene il significato di quello che scrivo. Io invece cercando di trovare i freni, i ceppi, i legami, i paraocchi che impediscono alla mente di funzionare più liberamente, spontaneamente, per liberare i pensieri dai blocchi che li ostacolano.
Forse per questo a volte il nostro sembra un dialogo fra sordi.
Lei vuole più 'istruzioni', io invece penso che anche le istruzioni, le conoscenze che ha o cerca di farsi, siano dei blocchi degli ostacoli, come dei binari su cui lei vuole che i suoi pensieri scorrano più veloci, mentre io credo che sia meglio che trovino la propria strada per muoversi liberamente, non su binari preformati, che li portano dove è già stabilito che debbano arrivare.

Il sogno del baccalà sembrerebe di buon auspicio: sta gustando una cosa nuova, mai provata prima... Forse più che la dimenticanza del nome conta il piacere provato nel fare qualcosa che prima non aveva mai fatto, un cibo prima mai provato. I nomi si possono ritrovare, l'esperienza fatta resta nel ricordo. Se si trasferisce dalla bocca alla mente, forse è un precedente favorevole...

Gli aspetti hot dell'altro sogno mi ricordano un po' il paese dei balocchi di Pinocchio... l'obiettivo comune contro cui 'i balocchi' sembrano utilizzati è la crescita, la maturazione della personalità.

Il no di sottofondo è al crescere?

Il terremoto ha sconvolto la vita di molti, comprensibilmente...
Gli eventi possono avere un effetto traumatico, ma il dopo dipende anche dalla reazione della persona. Oggi forse si privilegia l'assistere i bisogni rispetto all'"aiutati, che Dio ti aiuta" di una volta: anche in TV c'è una specie di voierismo delle sofferenze, dei disagi, delle reazioni emotive: il rischio è di mantenere tutti in una dimensione infantile dove si aspetta che intervengano i grandi...

sbaraglio

Egregio Dottor Benedetti,
questa volta, partecipando ad un corso breve, sono andata, come dire, allo "sbaraglio" nel senso che non sapevo niente, tranne il titolo alquanto generico che poteva riguardare qualsiasi cosa, non sapevo neppure chi lo avrebbe fatto. Ho partecipato per tanti motivi, mi era stato consigliato, per uscire di casa, per incontrare persone che inizio a conoscere e perché no imparare qualcosa. L'ordine è casuale. Insomma questa volta mi sono comportata diversamente dalle altre. Può essere un nuovo inizio o l'eccezione che conferma la regola. Si vedrà.
Mi permetto di non essere d'accordo con Lei, riguardo il ruolo dello Stato sociale, ormai è andato in frantumi o quasi. Si assiste al rimpallo di responsabilità, si lasciano persone, intere comunità da sole. Leggevo un articolo in cui il giornalista scriveva queste cose:- ogni società, diceva Aristotele, sorge perché l'individuo è incapace di soddisfare da solo i propri bisogni.- Il giornalista nell'articolo si riferiva a situazioni di emergenza (umana, guerre, naturali ecc. ). Questo già con Aristotele, ma nel tempo Lo Stato si è trasformato in Stato sociale, forse qualche motivo c'è, anche economico. Ma non è il caso di proseguire, ci sono tanti modi di definire Stato sociale, alcuni non lo vorrebbero affatto, lasciamole ad altri queste tematiche. Forse una persona che non si sente lasciata in balia delle onde, riesce anche a contare di più su stesso e far proprio il detto aiutati che Dio ti aiuta
Intanto speriamo che lo sciame sismico finisca, così la ricostruzione possa iniziare e iniziare bene.

Il no di sottofondo, non lo so se è alla crescita o altro, nell'altro post lo avevo avvertito un po' meglio, ora è più sfumato.

NUOVO SOGNO
In questo sogno ci sono solo due personaggi, io non compaio.
C'è una villa molto grande, nel sogno si vede solo un ampio ingresso che pare diviso in alto da un arco schiacciato. Le pareti sono grigie piuttosto scure, come il pavimento appena tirato a lucido dalla donna delle pulizie. In casa c'è solo bambina, con gravi deficit di intelligenza, ma molto buona ed affettuosa. Nella villa entra un uomo molto alto e robusto, può entrare facilmente, ha le chiavi essendo un caro amico del proprietario e della sua famiglia. Arriva di nascosto perché deve rubare un foglio di carta dal valore enorme. Alla fine dell'ingresso ci sono pochi gradini che portano al piano rialzato, l'uomo scende con il foglio in mano. Sa che nella villa c'è la bambina ed è disposto a farle del male pur di avere il foglio. La bambina lo vede e intuisce ciò che sta per accadere e inizia a piangere e singhiozzando dice: - zio perché vuoi fare questo? ( pur non essendo suo zio lo considera tale, miglior amico di suo padre),non sei tu che mi rimbocchi le coperte e mi racconti le favole prima di addormentarmi? caro zio ti voglio tanto bene....- La bimba continuava a dire queste frasi, allora l'omone si inginocchia e si accorge che anche lui vuole bene a quella bambina tanto dolce. Dopo essersi inginocchiato l'abbraccia forte e rinuncia ai suoi propositi.

Gentile Dottore la ringrazio per la parte iniziale del suo post, ha tolto dei dubbi, che a volte diventavano pressanti. Non importa quali fossero, importa che ora incominciano a svanire, non sarà facile, ma è un passo ( parlo per me, i dubbi, le incertezze erano mie).
Ecco che sta tornando, può sembrare un senso di gelo, di vuoto infinito.

La mia frase su "aiutati che

La mia frase su "aiutati che Dio ti aiuta" non voleva essere politica, ma segnalare forse degli aspetti infantili attivi in Lei, che si aspettano di essere aiutati dagli adulti. Probabilmente lamentano che le parti adulte della personalità non sono abbastanza di aiuto, qualcosa le frena , le trattiene. Anche questi sono aspetti di difficoltà della crescita della personalità: Le parti infantili è normale che ci siano, sono le parti adulte che dovrebbero essere cresciute abbastanza da guidare la persona e soccorrere le parti infantili, facendo crescere tutta la personalità.
Invece il sogno mi sembra un po' fiabesco, quasi ad occhi aperti, un desiderio realizzato quasi nel dormiveglia, di una parte infantile in effetti, che viene anche giudicata da qualcuno come handicappata. Il giudizio è troppo severo, forse le parti adulte sono ostacolate anche da parti 'maestrine severe' che tendono a sostituire le parti mature, col risultato che la personalità a volte è in balia di guide non mature ma solo finte-mature, che non sanno guidare la barca e rischiano di portarla sugli scogli.
Il gelo e la paura forse è di chi si chiede 'in che mani sono?'...

dalla fine

Egregio Dottor Benedetti,
questa volta dalla fine .
Grazie per l'aiuto per cercare di definire alcune sensazioni, momenti, ma non mi pare che in quei momenti abbia avvertito o mi sia posta la domanda in che mani sono. Ancora rimane indefinito. Se dovesse accadere che si proponga quella domanda lo farò presente.

Grazie anche per aver esplicitato a cosa si riferiva la frase "aiutati che Dio ti aiuta", non avrei mai capito che si riferiva a parti della personalità infantile. Per me difficile il passaggio dal ruolo dello Stato sociale,la situazione in cui si trovano alcune regione italiane ( difficile che il singolo riesca a risolvere da solo i problemi generati da tali catastrofi) alle parti della personalità.

Per me il sogno rimane un bel sogno. La bambina non è affatto handicappata: non molto intelligente, quasi un riferimento ai test Q.I., tra i possibili esiti idiozia, imbecillità... ma queste cose le sa molto meglio di me.
questi test si fondono su conoscenza di calcolo, delle parole.... Invece la bambina, almeno quella del sogno, ha intuito e sa riconoscere le emozioni e non mi pare poco. Nel sogno l'intuito le emozioni positive hanno la meglio sulla becera razionalità e sulle emozioni negative ( avidità, razionalità usata per soddisfare l'avidità). Per certi versi ricorda Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank. La bambina poteva nascondersi, ma ha un altro comportamento, perché sa riconoscere le emozioni e sa che ci sono anche nello "zio".
Ma è un mio modo di vedere questo sogno, ci sono tanti altri. Grazie al sogno ho ricordato per un attimo che ci sono emozioni positive.
Ho la tendenza a porre domande, ma la parte finale alquanto oscura: "maestrine severe", parti mature sostituite, barca che sbatte sugli scogli..... non so se è proprio così, ma per sentito dire se dicono ad un altro maestrino, non è cosa buona....questo in generale. Forse tra un po' di tempo mi saranno chiari questi concetti anche senza fare domande. Parti finto maure...una specie di sindrome di Peter Pan?
Non ho mai capito cosa vuole dire "maturare", forse fare scelte libere, autonome e più adatte? questa forse è qualcosa che non si può raggiungere mancano tanti presupposti. Forse maturità è altro...
Che gioia l'emozione positiva del sogno, nessuno può cancellarla. Ora riscopro che i sono.
Solo una domanda, sottolineo domanda, non un dubbio, proprio i fatto di nonsapere, e se fosse stato Lei a mettere l'etichetta di poco intelligente alla bambina? poco intelligente è un riassunto rozzo, approssimativo di quanto detto in questa sede.
Riuscire a percepire gli ostacoli/tappi che impediscono il libero fluire dei pensieri/emozioni in questa sede, potrebbe essere un passo avanti. Forse è proprio la paura che oscura, mi è venuta in questo momento l'idea, allora la paura è più pervasiva di quanto immaginavo. Forse ho paura persino delle sue risposte, che venga meno l'ultimo lumicino, che venga meno la possibilità di poter credere in me, come persona. Mah! staremo a vedere gli sviluppi...

Mi sembra che siamo entrati

Mi sembra che siamo entrati in un labirinto di parole quasi parlassimo lingue diverse. Eppure siccome non è e non è stato sempre così, non è questione di vocabolario, o di traduzione, ma probabilmente di qualcosa che disturba la reciproca comprensione, e sembra spuntare fuori periodicamente.
Quasi come pianeti o astri che a volte si avvicinano, nelle loro orbite, e a volte si allontanano fino a quasi non vedersi o capirsi più. Mi sa che dobbiamo aspettare che le orbite si avvicinino, in modo che i linguaggi tornino a essere comprensibili.
Non è tanto alla comprensione letterale, che mi riferisco, ma per così dire del significato sottostante, emotivo, che a volte sembra perdersi, quasi come se ci arrivassero parole tronche, alterate, incomprensibili... Almeno così mi sembra.

lontano.....

E andare lontano, lontano....oltre......oltre il significato letterale. Andare lontano per essere più vicini, più in sintonia. Vorrei cercare di comunicare il significato sottostante emotivo, forse questo tipo di parole raramente hanno voce o forse la distrazione.. vorrei anche recepirlo.
Oggi una giornata grigia eppure sembrava che un raggio di sole l'avesse vinta. Preso virus intestinale e le giornate grigie non aiutano, tra vomito e stomaco sottosopra. Mi chiedo cosa ho mangiato di così amaro? Oggi sono uscita per accompagnarlo dal medico.... come si condividono certi virus birbanti....
Cmq c'è un altro sogno.
Sono insieme ad una mia amica che non vedo da tempo. Sta molto bene, il viso luminoso, ben curato, esprime serenità. Indossa un giaccone particolare, doppiopetto, i colori sono pastello, si nota di più il celeste, ha una bordatura bianca sottile, che alleggerisce il capo. Entriamo a quella che doveva essere casa mia, lei trovo un piatto di plastica con della pasta avanzata. Mi dice che meglio buttarla e rifarne di nuova e così dicendo la butta nella spazzatura. Sono d'accordo. Ci ritroviamo nella sua nuova casa, molto vicina alla mia, forse collegate. Qui mi presenta il suo nuovo fidanzato, che dopo un po' esce per commissioni. Allora le dico che è davvero un bel ragazzo e che ero contenta per lei, visto che l'ultima volta che ci eravamo viste si era lasciata con l'altro ragazzo.
Del sogno mi è rimasto impresso il giaccone, come se volesse dire qualcosa, ma non saprei...
forse i colori tenui.
Mi è rimasta impressa anche la bambina dell'altro sogno, così affettuosa, coraggiosa..
Forse è o era un mio desiderio passato e ora accontentato in un sogno... sempre meglio di niente.

Quindi nella sua casa c'era

Quindi nella sua casa c'era pasta da buttare nella spazzatura, mentre dalla sua amica tutto è così bello, perfetto, quasi. E il giaccone particolare che le resta impresso, così come le doti di affettuosità, coraggio della bambina. Come se ammirasse in altri cose che Lei ritiene di non avere in sè ( tipo l'erba del vicino è sempre più verde...).
Però le case sembrano collegate, come se fosse un 'alter ego', una parte di sè perfetta, a confronto con una parte di sè disastrata. Parti in qualche modo collegate... Chissà se perchè una parte sia perfetta quell'altra deve essere totalmente imperfetta, come piatti di una bilancia legati indissolubilmente, se uno è in alto, l'altro dev'essere in basso.
D'altronde anche il disturbo intestinale è condiviso ma lei "lo ha accompagnato dal medico" (?) e d'altronde c'era qualcosa di amaro...
Andare lontano per essere più vicini? Parlare oscuro per essere più chiari?
Sembrano aspetti opposti, contrasti in qualche modo collegati, o solo giochi di parole? La magia in fondo si basava su parole, formule...

brutto virus

Egregio Dottor Benedetti,
pare che orsa stia meglio, il virus intestinale fastidioso e debilitante, così tanto che persino il modo di scrivere ne ha risentito nell'altro post mancavano le parole che di solito uso all'inizio, non solo, le frasi erano slegate, ad un certo punto sembra che abbia accompagnato dal medico lo stomaco, mentre era: anche il mio compagno ha preso il virus, dopo di me, e l'ho accompagnato dal dr. E si tutto quel vomitare mi aveva lasciato la bocca amara, grazie ad un antiemetico e un po' di miele si era addolcita la situazione.
Del sogno, diversamente da altri fatti in passato, mancano i dettagli delle due case tipo arredamento, colori delle pareti o pavimenti, se fossero in ordine o meno; della prima casa c'era solo un piatto di plastica con della pasta avanzata, ma non andata a male. La mia amica la butta via come per dire che si può rifare. Dell'altra casa, quella della mia amica, non si vede proprio niente se non la parte comunicante e per breve istante il fidanzato. Se la casa fosse bella o tenuta in ordine, non saprei.
Il giaccone le stava bene, indosso a lei acquistava valore. Vederla così serena è stata una gioia, questo nel sogno, nella vita è tempo che non ci vediamo ed era triste per una storia non andata a buon fine. Mi pare che anche la descrizione del sogno fosse alquanto scollegata.
I lati opposti della personalità, penso di averne,( a volte voglio bene ad una persona altre mi irrito con questa persona, ma l'affetto di fondo rimane; vorrei partire altre volte penso come fare del meglio sul posto, ecc.) come tutti, come pure a volte mi può capitare di portare avanti dei pensieri opposti banalizzando:- come è invitante quel dolce!- e l'opposto - due secondi in bocca, anni sui fianchi-. Ancora più spesso le differenze ci sono ma un po' più sfumate, meno nette, ma sempre differenze. Chissà perché le è venuto in mente la parola " perfezione". La mia amica stava bene, ma non era perfetta, stava bene fisicamente, moralmente e ciò mi rendeva felice. Oltre a perfetto, totalmente imperfetto ( casi estremi, forse entrambi difficili da trovare nelle persone ) c'è anche desueto, obsoleto..
Alla bambina del sogno ( pur essendo un personaggio di un sogno) ho voluto subito bene. Riportare a parole, ammesso sia possibile, i motivi impegnativo. Lei sapeva distinguere le emozioni positive da quelle negative e non solo per istinto, forse perché in casa le erano state mostrate, non solo descritte, le emozioni. Aveva vissuto sulla sua pelle il calore delle emozioni positive. Calore che per altri versi può dare un cappotto. Mi è parso che nel sogno la bambina voleva condividere con me l'esperienza del calore, dell'affetto, del senso di protezione.....
Non un gioco di parole, allontanarsi dal significato letterale delle parole per andare oltre, come auspicava in un post recente.

coraggio

il coraggio non è mai stato il mio forte (sono fobica, paura scale e altezze e forse altre), ora è ancora più debole, almeno così mi pare, e forse sto diventando meschina. Non sono dei giudizi di valore, ma semplici constatazioni. In questo momento noto questi aspetti, senza giudicarli, forse anche loro se lasciati esprimere possono aiutarmi.

Il primo post è di correzione

Il primo post è di correzione e puntualizzazione, quasi un'istitutrice che bacchetta gli scolari zucconi e indisciplinati ( non mettono l'incipit, interpretano male, ecc). Il secondo post è uno breve sguardo su se stessa, forse più empatico con se stessa, appunto; mentre nel primo la distanza è grande, nel secondo si riduce. Nel secondo manca l'incipit suo abituale,appunto, che forse serve proprio a mettere distanza, a segnare il territorio, per così dire.
Lo scontro forse, anche dentro se stessa, è fra stare a distanza, controllata, o avvicinarsi, diminuendo le difese...

solo mezza mattinata....

Egregio Dottor Benedetti,
Forse una novità, almeno per me, ieri mattina l'umore era buono, quasi allegro. Stranamente avevo avvertito la necessità di prendere cura di me stesa, niente di impegnativo, tipo taglio dei capelli, sistemare le unghie, un po' mangiucchiate e tagliate una diversa dall'altra, vestiti diversi dal solito ecc. Si può dire cose collegate con l'apparenza, o forse no, modo per non sentirmi sempre sciatta. Con il passare delle ore passava anche questa sensazione, cmq è stato come un attimo di vita.

Facile che l'abituale incipit serva a mettere un po' di distanza (troppo vicini ci si scotta, sbaglio o questa espressione l'aveva usata anche Lei. Non ricordo se il contesto era simile o meno, se non lo era, ora l'ho adattata ). Del resto qui si usa il "Lei" che può indicare sia una forma di rispetto per la persona che distanza.
Se c'è uno scontro dentro me stessa, non saprei, quindi non posso escluderlo, non ho la propensione all'introspezione, malgrado anni di psicoterapia, forse qualche timido passo, forse cerco di non farla per evitare lo scontro, può essere o per paura il tanto temuto vuoto. Può essere difese eccessive, come troppi anticorpi. Meglio attendere così potrà essere più chiaro, ora solo accenni: scontro interno...vuoto......diminuire le difese..
A proposito di sensazioni e di vuoto, a volte mi capita, per fortuna di breve durata, di avvertire la sensazione di "sprofondo" non è sprofondare o essere davanti ad baratro, di solito esterni alla persona, ma è interno e questo sprofondo non ha fine, non ci sono basi, piani che pongono fine allo sprofondo.

Curiosità come mai nella Sua interpretazione del sogno diceva che la casa, il giaccone della mia amica erano perfetti, mentre la mia casa, giaccone imperfetti? Non c'era un mio giaccone, mi piaceva come stava addosso alla mia amica, le case erano entrambe prive di mobili e colori. Ora che ci penso in alcuni sogni recenti le case erano prive di mobili e colori, chissà forse vuole dire qualcosa.

" ..non ho la propensione

" ..non ho la propensione all'introspezione, ... per paura il tanto temuto vuoto.
A proposito di sensazioni e di vuoto, a volte mi capita, per fortuna di breve durata, di avvertire la sensazione di "sprofondo" non è sprofondare o essere davanti ad baratro, di solito esterni alla persona, ma è interno e questo sprofondo non ha fine, non ci sono basi, piani che pongono fine allo sprofondo...."

Sembra quasi la descrizione di un 'buco nero' interno ... non stupisce che si tenga di solito alla larga dall'introspezione, dal guardare dentro. Ma ogni tanto in questi ultimi post sta succedendo, anche se comprensibilmente con molta circospezione, e sta comunicandolo qui.
Le case senza mobili e colori forse sono in qualche modo collegate allo sprofondo... Come se mobili e colori fossero stati risucchiati.
E anche qui forse cerca di tenersi ai margini ( l'incipit necessario...), quasi per il rischio di cadere dentro, e scottarsi, come se dentro ci fosse qualcosa che scotta.
Chissà se anche per questo il terremoto è così angosciante, al di là degli aspetti reali e comuni a tutti: come una fessura che si apre verso il vuoto interno, dove c'è il magma incandescente che a volte esce dai vulcani.
Chissà se l'esperienza di benessere di ieri mattina è la conseguenza di aver dato uno sguardo dentro, con tutta la prudenza necessaria, quasi come gli esploratori di vulcani.
Oltre che guardare dentro potrebbe essere anche un 'lasciare uscire' quello che c'è dentro, che tutto sommato sembra poter osare di guardare e comunicare qui

intensità

Egregio Dottor Benedetti in un post ho descritto una breve ma intensa sensazione, tale da non poter essere ignorata, purtroppo breve per poter fare altro. Non è stata una mia scelta o qualcosa che ho incoraggiato, si è presentata così semplicemente. Non so se c'è qualcosa da tirare fuori oppure c'è solo il nulla. Se Lei ha notato qualcosa forse farà come i vulcani attivi, sperando con minore veemenza. Cmq non è piacevole la sensazione di non aver appigli e di non vedere il fondo. L'impotenza è tale da togliere il pensiero, bloccare ogni azione anche fisica. Senso di solitudine, di pochezza, di non essere "scelti" e/o ascoltati, invisibilità. Questi sono solo sostantivi troppo riassuntivi per riportare una sensazione così istantanea, intensa. Quella sensazione a volte si propone in alcuni contesti ad es parlando con delle persone anche di argomenti generici o più personali. Non è propriamente identica ma simile, forse ancora più breve. In questi casi rimango ammutolita e la sensazione di "sprofondo", forse meglio dire di assenza di pensiero, reazione di qualsiasi tipo- Più che uguali le sensazioni sono simili.

A proposito di terremoti, da un po' dormo con la luce accesa, non in camera, in bagno. Non solo nel letto dormo con una pila tascabile e una statua mariana fosforescente (ritorno mistico?). Tra veglia e sonno temendo che entrambe potessero cadere dal letto come mi muovevo, le ho messe sotto la giacca del pigiama, luogo ritenuto più sicuro, e così entrambe reperibili in caso di necessità. Non oso immaginare come vive chi si trova in prossimità delle numerose zone rosse o a pochi chilometri dagli epicentri.
Il benessere di sabato mattina sembra tanto lontano....

" ...ammutolita e la

" ...ammutolita e la sensazione di "sprofondo", forse meglio dire di assenza di pensiero,..."
Sembra quindi che l'assenza di pensiero sia quasi concreta, come facesse mancare il pavimento e si sprofonda. Ma mancano anche le parole... Chissà se la mancanza di parole ha a che fare con un buio da cui cerca di premunirsi con pile e qualsiasi cosa che emani luce. Molti in effetti cercano luce nella mistica, all'esterno di sè, e in talismani di vario tipo. E nel 'verbo', parola, discorso..., che si dice illumini la strada e sani l'anima. Le 'apparizioni' di solito sono luminose, dicono... e poi parlano solo a qualcuno...
Il verbo sprofondare si usa a volte anche in connessione con sentimenti di vergogna...
E poi " Senso di solitudine, di pochezza, di non essere "scelti" e/o ascoltati, invisibilità". Particolare il 'scelti'... eletti? ( molti sono i chiamati, pochi gli eletti?). Qui sembra esserci un senso di essere abbandonati da qualcuno. Di nuovo un riferimento quasi mistico...., o mitico, infantile? Un rapporto con le sue accuse di essere stata trascurata? non scelta?
Come se in quegli attimi Lei avesse delle specie di apparizioni, ma in negativo, per così dire... Delle brevi eruzioni vulcaniche? E Lei teme una eruzione veemente, che magari provoca un grosso terremoto. E forse usa le parole come per esorcizzare il pericolo, allontanarlo.
E se invece le parole potessero trasformare quel magma lavico, se unite alla presenza di pensiero, invece che assenza.
Lei non ha fiducia ( dice sempre) nella sua capacità mentale, di pensiero, e per questo forse non osa avvicinarsi a quel magma che teme erutti incontenibile, teme di non riuscire a trasformarlo, capirlo, sopportarlo. E così le manca il coraggio...

un pò di anticipo

Egregio Dottor Benedetti, le scrivo con un po' di anticipo.
Inizio con un nuovo sogno.
Mi trovo in una farmacia, c'è da fare la fila, aspetto il mio turno, che mi viene segnalato, tanta gente e si può creare confusione, allora c'è chi dice la prenotazione. Arrivo al banco e presento un pro-memoria di farmaci, non sono i miei, per questi non occorre la ricetta medica. il farmacista mi dice quelli che possono essere sostituiti e altri da ordinare-
Poi mi ritrovo a casa di un amico ( forse per consegnare i farmaci?), siamo seduti davanti ad un tavolo, nella parte "condominiale" dell'edificio. Gli dico che è particolare come edificio, nella parte comune ci sono un supermercato, forse un piccolo ristorante con dei tavoli messi nella parte comune. Osservo che è una cosa pratica avere sia il supermercato che il ristorante al proprio piano, se uno dimentica qualcosa della spesa...o non gli va di cucinare.. Le pareti sono di vetro, per la parte comune, mentre la parte adibita ad abitazione ci sono pareti in muratura. Ogni tanto sul pavimento ci sono come dei tombini in cemento servono per il risparmio energetico: rinfrescano d'estate e riscaldano d'inverno. L'edificio è fatto a mattoncini di un colore indefinito, al centro la parete della facciata è piatta, ma verso le estremità ci sono come due semi torri, danno più armonia ed originalità all'edificio.

Non saprei dire cosa provo in quei momenti, se una eruzione vulcanica e non riesco a gestirla. Non saprei dire neanche se le sensazioni di sprofondo e di non essere scelta siano sincrone forse no. No so se solo un mio timore non essere scelta... o è una esigenza delle persone, la famiglia, anche taluni ordini religiosi vivono in comunità. Cmq a proposito di sensazioni è tornata di recente una che credevo non ci fosse più ( magari) per alcuni brevissimi istanti ho la sensazione che qualcuno mi aggredisca alle spalle e mi colpisca alla nuca. Non ricordo, memoria del cervello, che mi sia mai capitato niente del genere né in famiglia ( i miei genitori mai stati maneschi, dicono molto di rado qualche parolaccia e in passato ancora meno)né altrove.

------/// come mai se Lei dice alcune cose sono " osservazioni", mentre se le dico io diventano "accuse?" . Forse la differenza non è casuale, cmq in quelle parole che ho scritto, tipo "trascurata" ci si possono vedere tante cose a seconda dei punti di vista: accuse, fantasie, bugie o semplici osservazioni. Per me cambia poco o niente nel senso che le cose non curate in passatole risento ora, e non avendo imparato a come ci si prende cura di sé dopo ci ho aggiunto del mio.

Tornando indietro, non mi pare che quando provo la sensazione di sprofondo ci sia anche la sensazione di vergogna, anche se si dice sprofondare dalla vergogna. Mi capita di provare questa emozione soprattutto se devo chiedere qualcosa a qualcuno e ho timore ( non sempre fondato) di dare fastidio.
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Cosa pensa dell'ipnosi? ieri sono stata ad uno dei convegni a cui ogni tanto partecipo, il prof. in questione si occupa anche di ipnosi. Eravamo in pochi, meno delle altre volte, alcuni assenti per via di qualche "acciacco". Il prof ha tentato di farci entrare in trance, ma dopo ha lasciato perdere. Non voglio essere ipnotizzata, anche se il prof ha assicurato si ha una sensazione di benessere e di stare in contatto con la parte più profonda di se stessi, non ricordo se aveva detto il proprio inconscio. A fine lezione ha detto che è difficile ipnotizzare chi non è rilassato e ha le gambe accavallate, secondo lui indice di poco rilassamento. Siccome eravamo in pochi ho notato che l'unica ad avere le gambe accavallate ero io, posizione più comoda per appoggiare un quaderno e prendere appunti. Cmq l'idea di essere ipnotizzata è come quella dello sprofondo, prima lascia ammutoliti poi in ansia; nel caso dell'ipnosi più forte l'ansia.

Un sogno 'discorsivo', per

Un sogno 'discorsivo', per così dire... Lei che svolge una commissione in farmacia, adeguandosi alle regole, e poi la descrizione di un condominio molto funzionale, comodo e anche esteticamente apprezzabile, ben divise le parti comuni da quelle private. Quasi il migliore dei mondi possibile? Una visione una volta tanto non negativa della sua personalità?, vista come edificio funzionale alla vita di molte parti di sè, se pensiamo alla personalità come un gruppo...( normale, non come personalità multipla, intendo).
Però dice che è del suo amico, non sua. E se l'amico fosse una parte della personalità ( a volte anche un'amica) invidiata perchè non sentita come se stessa?

Senso di essere aggredita alle spalle... e poi contrapposizione con me, quasi usassi due pesi e due misure, tutto a suo svantaggio...(osservazioni e accuse...). Invidia anche qui?
Imparare a prendersi cura di sè?... C'è un tempo limite, una scadenza dopo di che non si impara più? Ecco forse che torna una visione critica negativa

Il sentirsi trascurati comporta risentimento verso chi doveva 'curare', e invidia per chi è stato 'curato', pensando sempre al detto che l'erba del vicino è sempre più verde...

La vergogna di domandare... E se fosse che uno voleva 'avere senza dover chiedere mai', come nella pubblicità, e nella vita dei lattanti, forse.... Anche queste sono parti della personalità.

E alla fine invece ritorna una domanda ( senza vergogna, qui? anzi di solito protesta per non avere risposte...)
Mi colpisce oggi la parola 'convegni', che usa. Può avere forse più significati di quelli che appaiono a prima vista... in effetti c'è chi fa una proposta e chi dà una risposta, negativa, un rifiuto, in questo caso. Forse una proposta un po' sconveniente, se fatta in pubblico?
Tutto sommato anche qui siamo 'in pubblico', sotto lo sguardo di altre persone. Che ci sia qualcosa di sconveniente anche qui?

super allegro carnevale

Egregio Dottor Benedetti, le rispondo subito anche per augurarle un super allegro, festoso carnevale.
Vero di solito, qui faccio domande, ma non ci metto la faccia o meglio Lei vede uno scritto, non me, può essere anche un suo merito, mette a proprio agio le persone per cui non necessito di setaccio. Nella vita quotidiana potrei fare come dice mia madre e cioè " mettermi il setaccio in faccia". Ora la sensazione di vergogna sta diminuendo e sembra proprio anche grazie ai "convegni" a cui ogni tanto partecipo. Il timore di essere di disturbo forse ha qualcosa di familiarità, se penso che alcuni miei parenti (fratello e sorella) a momenti si davano del Lei e tra loro dicevano disturbo se prendo un bicchiere d'acqua.... Ma può essere solo una coincidenza.
Mi sorprende tra avere vergona nel chiedere perché magari si teme di disturbare e volere senza chiedere mai, ci passa troppo per accostarli.
L'invidia è una emozione come un'altra, nel sogno ero felice di stare accanto al mio amico a guardare il panorama. Non mi pare ci fosse invidia e se ci fosse stata era talmente nascosta da risultare invisibile. Era una parte di me quel bell'uomo del sogno? se fosse così ne sarei onorata.
Dopo aver scritto la parte su accuse/ osservazioni, avevo pensato quasi di cancellarla dopo tutto poteva essere solo un modo di esprimersi, si poteva anche chiamare KK che non cambiava niente, molto dipende dalle situazioni, circostanze, luoghi.
Cmq solo per la cronaca è stato Lei ad usare la parola " accuse"
mail21/02/2017 ore 13:36 - ....di nuovo un riferimento mistico....o mitico infantile? un rapporto con le sue accuse di essere stata trascurata? non scelta?....-
per me erano semplici osservazioni non accuse, ma se preferisce chiamarle così... il limite c'è e non dovrei essere io a dirlo solo per fare alcuni esempi un conto è correggere una cattiva postura altro una lordosi/cifosi; un conto praticare sport da bambini altro iniziare da adulti; un conto è andare dal dentista o dall'oculista da bambini altro....questo da un punto di vista medico in senso stretto, ma non solo. Non mi pare di aver accennato e neanche pensato ad altre persone più curate rispetto a me, Sicuramente ci sono, buon pro per loro.
Cmq la prima impressione era stata che Lei usasse due pesi e due misure,almeno per me ,l'apparenza può essere questa, ma a pensarci bene non credo che questo era nelle sue intenzioni. Del resto tante volte mi aveva richiamato dicendo che quanto leggevo erano "osservazioni" non "accuse". Non importa come le vivevo allora, è passato...
Lei usa l'espressione due pesi e due misure, a me più che l'invidia va venire in mente la giustizia ( non quella dei tribunali),l'uguaglianza messe sotto i piedi. Ma a pensarci bene non era questo il caso, almeno mi piace crederlo.
Non voglio dire che non conosco l'emozione invidia ad esempio quando uno vince una bella somma alla lotteria o in altri giochi.....che invidia per il fattore s. c. a seconda di come lo si voglia chiamare.
Nell'ultimo "convegno" c'era statala possibilità di praticare l'ipnosi di gruppo (gruppetto visto che eravamo in pochi), ma non mi sento pronta, come se fossi davanti allo sprofondo, mi fa paura. Forse in passato l'avrei fatta, ora dopo alcune cose capitate durante la terapia, non di certo, ci vuole un po' di tempo.

Quanta fretta di replicare

Quanta fretta di replicare subito! Ipotizzo che la mia risposta le abbia provocato una reazione emotiva che l'ha spinta a rispondere subito, quasi per liberarsene. Espellere le cose spiacevoli è una reazione istintiva, 'gastro-intestinale', direi; tollerarle per poterle esaminare è una funzione della mente, che richiede pazienza e resistenza. Se vuole può replicare nuovamente, a qualche distanza, ma solo per stavolta...

spiacevole?!?

Egregio Dottor Benedetti,
Non mi pare che nella sua mail ci fossero cose spiacevoli o che io abbia ritenuto tali., forse degli spunti, avevo cominciato a prenderli in considerazione, un po' superficialmente, scrivevo x e anche il contrario di x, come può capitare nelle prime disamine almeno nelle fase iniziali.
Forse questa idea ( cose spiacevoli che avrei visto nel Suo post) dal fatto che ho risposto subito. Vero la mia risposta è stata celere. Quando l'avevo scritta ero stranamente ( stranamente sia perché non capita spesso sia per il motivo) contenta: il motivo era una fantasia. Il post è del giorno prima di carnevale e per qualche istante l'avevo immaginata a Viareggio o magari alla Serenissima per festeggiare l'ultimo giorno di carnevale. Mi era sembrata una immagine così viva che volevo augurarle una giornata particolarmente strepitosa.
Può sembrare strano, anche perché di fatto non la conosco, ma la mente a volte vola e ci fa immaginare....
Ho trovato strano assimilare questo momento di contentezza a un momento di gastro- intestinale.
Nel post non ero entrata in dettagli, ma da questo arrivare a dire che volessi espellere qualcosa... Altre volte è capitato che quello che per me era occasione di contentezza, di condivisione per lei era altro, con altro segno. Le prime volte mi chiedevo come sia possibile? e un po' mi irritavo, dopo mi era sembrata possibile questa discrasia, ora è diverso avviene dopo un periodo di avvicinamento.

Tornando al suo penultimo post, leggendolo sembra che ci sia un automatismo chi è stato trascurato quasi in automatico provi invidia e risentimento. Per il momento non dico quali sono le mie reazioni in proposito, attendo che si profilino meglio.
Dalle poche letture fatte in passato emerge un ricordo sia la Klein che post kleiniani davano spazio all'invidia, quasi non ci fossero altre emozioni. Addirittura La Klein l'attribuiva al feto. Le deiezioni del feto avevano lo scopo di nuocere al corpo della madre e questo per invidia. La mia ginecologa dissente, e sostiene che le deiezioni del feto sono fisiologiche e necessarie. Questione di punti di vista.

Non so se usare la parola accusa o osservazione ci sia qualcosa a mio svantaggio o vantaggio; non sono mie parole, ma sue.

Siamo noi partecipanti ad usare la parola alquanto pomposa di.convegno, in realtà sono più simili a seminari o a lezioni.
Qui qualcosa di sconveniente? meglio attendere gli sviluppi.
Spero che questo post non giunga troppo presto. Mi prendo una settimana di tempo per riflettere su come evitare l'effetto cane-gatto, non nel senso comune ovvero i nemici per antonomasia, ma nel senso etologico.
Spero che il suo carnevale sia stato indimendicabile.

Le osservazioni che facevo

Le osservazioni che facevo nel mio post precedente valgono ovviamente anche per me. Probabilmente ci sono momenti in cui i significati si ingarbugliano e rischiano di essere presi come provocazioni e innescare reazioni conseguenti. Ne abbiamo avuto esperienza varie volte, anche qui: quasi turbolenze magnetiche che disturbano le comunicazioni e creano confusione. Bisogna aspettare che passino, con pazienza e resistenza.
Attendiamo dunque gli sviluppi.

stanchezza

Egregio Dottor Benedetti, forse sarà che si sta avvicinando la primavera e per questo mi sento così stanca o forse perché non riesco a fare seriamente la cura a base di ferro o sarà il lorazepam.. chiedo all'esperto: è vero che le benzodiazepine ostacolano la fase rem del sonno? mi pare che sia la fase dei sogni....
Ho letto su un libro destinato agli "utenti" e non agli esperti, che l'acrofobia (in qualche collegata alla paura delle scale, entrambe riguardano l'altezza) che non necessariamente riguarda problemi psichici, potrebbero essere problemi fisici tipo problemi dell'orecchio , la sede dell'equilibrio ( non mi pare sia il mio caso ). Potrebbe essere anche una incapacità di calcolare l'altezza in cui ci si trova; una distorsione percettiva che provoca disorientamento....chissà-Passato un po' di tempo da quando non ho nominato in modo così esplicito le scale...
Provo a rilassarmi e a lasciare fluire le cose, i pensieri.
Sono stanca, ma non riesco a rilassarmi, forse non so respirare di pancia. Ogni tanto sogno e i sogni li riporto qui, ma succede di rado, prima sognavo di più e li ricordavo molto meglio. Quasi si fosse chiusa una porta, oppure una voce che ha perso il sonoro, del resto anche durante il giorno la mia voce ha perso il suono, a parte le frasi di uso quotidiano, per il resto prossimo allo zero e se dico qualcosa dopo mi pento ( qui è diverso, se dico qualcosa qui dopo difficilmente mi pento, accadeva più in passato).
Mi ronza ogni tanto nella testa questa domanda: nell'inconscio ci sono conflitti o risorse che non sappiamo di avere e che sono in attesa di venire alla luce? domande strane...
Da un po' che c'è il dialogo online(diceva che potevamo battere un record di durata) a volte mi sembra quasi di conoscerla altre mi sembra che ci sia una distanza notevole.... forse come si avvicina la primavera e le percezioni cambiano.

Comincia e finisce il post

Comincia e finisce il post con la primavera, ma in mezzo al post ci sono tutte le altre stagioni, mi sembra...
Mi domando se non riesce a far fluire i pensieri perché ci sono troppe 'domande' che disturbano, oppure se le domande servono a riempire il vuoto dei pensieri che non vengono...
Il suo discorso sulla distanza che sente oscillante mi ricorda le orbite dei pianeti, per cui questi a volte sono più vicini, altre più lontani. I pianeti vengono mossi da forze conosciute, visto che si può prevedere la loro posizione con grande precisione, mentre le 'orbite' delle persone sono meno prevedibili, e soggette a forze meno conosciute: la psicologia è ancora molto arretrata rispetto all'astrofisica. Si va ancora a piccolo cabotaggio, si naviga a vista, per così dire: e qui è proprio la 'vista' che manca! Come sulle scale, o sulle altezze, per la paura uno a volte sceglie di rinunciare alla vista, cioè chiude gli occhi...

...nella nebbia......

Egregio Dottor Benedetti,
.....o forse i pensieri si esplicano in forma di domanda...( mia sintesi un po' "cialtrona" delle sue parole).

Avrei dovuto scriverle questa mattina, quando il ricordo dei due sogni era ancora vivo, uno è rimasto mentre l'altro è svanito tra la nebbia.
Sogno rimasto in vita:
sono con mia sorella che mi porta a vedere il suo nuovo posto di lavoro - si sono trasferiti-.
Un capannone industriale recintato. Lei apre il cancello, entra prima di me. Sono.curiosa divedere l'ampiezza del piazzale che circonda l'edificio. Lei mi chiama dicendo vieni a vedere, corri, che cosa strana!! passo il cancello e vedo una cosa davvero particolare: una gallina bianca che volava, non solo, volava a marcia indietro, con la testa ben diritta avanti.

A volte nei sogni capitano cose davvero strane.
Seguire l'istinto può essere come stare davanti ad una scala, un'altezza, non si dice buttarsi a capofitto in qualcosa...anche quando ci innamoriamo, come dicono gli inglesi, mentre io a volte mi sembra di avere un grosso freno a mano oppure di percepire un baratro di cui si parlava qualche post fa. Quella sensazione, a volte sembra, che prenda la pelle a livello di spalle e fa come una circonferenza, simile a un fastidio, qualcosa da strappare, di cui liberarsi. ...

Bella notizia, almeno per me, presto rivedrò un suo collega (lo avevo nominato anche qui, diverso tempo fa e per prima cosa, stranamente, avevo notato le scarpe). Speriamo non ci siano inconvenienti, non ricordo il titolo del convegno, ma non importa.

Il sogno riportato mi sembra

Il sogno riportato mi sembra all'insegna del 'vedere', verbo che ritorna più volte fra i vari personaggi. Alla fine poi la cosa vista sembra quasi una presa in giro, più o meno come quando si invita uno a guardare un asino che vola... Si possono usare anche i sogni per prendere in giro ...
Forse quindi è una risposta un po' salace al mio ultimo post: all'inizio mi replica garbatamente ma in qualche modo svalutando le mie parole, mentre nel sogno mi fa quasi una parodia, forse... Ovviamente protesterà che non è vero, come tante altre volte, ma le direi di pensarci, prima di rispondere, fatto passare il rifiuto e l'arrabbiatura che forse le provocano le mie parole e dopo aver contato fino a mille...

di nuovo sul sogno

Egregio Dottor Benedetti,
di nuovo sul sogno, in sintesi -capannone gallina-.
Questa volta l'ho raccontato per intero, senza tralasciare parti più o meno grandi.
Quindi non posso aggiungere almeno nella "trama", come altre volte successo.
Lei è l'esperto nell'interpretare i sogni, quindi se ci trova quasi una parodia nei suoi confronti o alle sue parole; evidentemente è così. Mi corregga se sbaglio: questo lo avrei fatto per svalutare le parole del precedente post. Dunque nel sogno l'avrei persa in giro..., non so che dire. A posteriori e fissando l'attenzione su un fotogramma del sogno, la gallina poteva sembrare spaventata, non è chiaro se perché aveva visto qualcosa che l'aveva spaventata tipo una volpe o per il fatto che volasse, ma sono rilevazioni postume che lasciano il tempo che trovano.

La frase iniziale del mio precedente post era un taglia-incolla delle sue parole; espediente tipico dello "studente" un po' svogliato, ma forse usato anche in altri ambiti. Tra l'altro mi pare di averlo scritto che quella sintesi era cialtrona. Ben altra attenzione richiedevano le sue parole. Lei, tra l'altro diceva che nella psicologia manca la "vista" si procede con il piccolo cabotaggio e non si capiscono le orbite delle persone. E si che non si capiscono ad es. a volte mi sento molto vicina a lei altre no, ma "razionalmente", se mi passa la parola troppo impegnativa per me, non dovrebbe accadere, malgrado i numerosi post, non ci conosciamo. Per la cronaca sulle scale o nei pressi di altezze non chiudo gli occhi, chissà se come esercizio potrebbe essere utile, con una distanza minima di sicurezza.

Anche lei si pone delle domande nel suo penultimo post, non saprei cosa dire in proposito, la stanchezza offusca e rallenta il pensiero.

Non so (perchè non lo dice)

Non so (perchè non lo dice) di cosa è stanca, da avere il pensiero rallentato e offuscato. Devo dire che a leggere i suoi post, e anche l'ultimo, non mi sembra così. Quello che mi sembra è che quello che dico non le vada mai bene - in certi periodi - deve sempre (o quasi) puntualizzare, correggere, ecc. O almeno così mi sembra. Non è un rimprovero, solo un'impressione. Per così dire mi sembra che in questi casi Lei fermi le mie parole all'entrata nella sua mente, respingendole subito. Non dà loro il permesso d'accesso, così forse restano fuori, magari utilizzabili per copia e incolla. Ma non possono entrare. Come se un servizio di guardia alla porta respingesse ogni tentativo di far passare comunicazioni dall'esterno, indesiderate o 'pericolose' che magari potrebbero indurre cambiamenti nella situazione interna, cosa che deve essere temuta dalle autorità di quel 'castello', dove evidentemente nulla deve cambiare.

ero stata vaga

Egregio Dottor Benedetti, ero stata vaga, la stanchezza è fisica, a volte mi capita di avere difficoltà ad alzarmi dal letto, dalla sedia. può succedere che sia così forte che prende anche la mente, questo implica difficoltà a seguire, capire, parole, discorsi. Proprio ieri mi stavano spiegando una cosa, tra l'altro neppure tanto impegnativa, quando ad un certo punto ero così stanca come se le parole sfuggissero, diventassero fumo. Se in un recente post ho usato qualcosa simile al taglia-incolla è proprio per questo. Vale per questa volta, in passato, può essere che abbia respinto le sue parole, come dice lei, per impedire non meglio precisati cambiamenti, impediti da una parte di me non ancora chiaramente definita, almeno per me. Eppure dei cambiamenti da quando ho iniziato la terapia (con la terapeuta), come direbbe la dr, siamo cambiate insieme ( forse queste parole a lei potrebbero dire quale è stato il percorso formativo della dr),forse non son sufficienti, forse bisogna vedere cosa ci si aspetta dai cambiamenti. E' capitato in questa sede di integrare dei sogni, se l'interpretazione si basa anche sul racconto e a questo mancano dei pezzi...
L'integrazione dei sogni è solo una parte, che non esclude quello che diceva lei - tendenza a puntualizzare, correggere...- .Gli avvenimenti, le cose spesso non avvengono solo per un motivo, ma diversi. Può essere che metta degli impedimenti "all'entrata",cosa da esaminare meglio, ma c'è un altro motivo o meglio timore, che sembra riguardi più il passato del ns dialogo che il presente, ma ogni tanto fa capolino, e allora il no, non dico sia certo, ma quasi. Non è il momento di affrontare la cosa, mi esprimerei male danneggiando un dialogo, che almeno per me sta migliorando. Incomincio ad essere stanca...

Sembrerebbe un nuovo

Sembrerebbe un nuovo 'sintomo', o un modo per sottrarsi dall'affrontare certe cose, come dice Lei. Stanchezza, cedimenti, incapacità di seguire o di scrivere... una specie di 'darsi malata' per evitare magari compiti faticosi. Come i bambini che la mattina non vogliono andare a scuola, e magari accusano qualche sintomo...
E poi 'spiegazioni', quelle non mancano mai...
Le spiegazioni lasciano sempre il tempo che trovano ( non solo qui...), pensi quanta energia sprecata. Ma cosa deve spiegarmi, poi? I miei commenti sono solo spunti che Lei può usare o no, degli strumenti che può provare ad adoperare o no. Non occorre che mi spieghi i motivi per cui non lo fa. Forse vuole spiegarlo a se stessa.
Può darsi che Lei tema per il suo rapporto con la terapeuta. Da un po' non ne aveva parlato. Come se sentisse il lavoro qui come rischioso per quell'altro, e allora cercasse in qualche modo di chiedermi qualcosa. Ma direi che sarebbe meglio che esplicitasse le sue paure e i suoi dubbi. Meglio affrontarli che non lasciarli sullo sfondo.

e non dica che sono spiegazioni....

Egregio Dottor Benedetti,
simpatica l'idea dello studente svogliato che adduce motivi di salute per non studiare o marinare la scuola. Il sentirmi stanca ha delle motivazioni: dovrei fare delle cure cicliche di ferro, che non ho fatto da tempo. Un po' c'è il cattivo assorbimento di questo minerale, un po' i globuli rossi sono più piccoli, un po' mestruazioni più abbondanti, ecc. ecc.
Personalmente avevo trovato alcuni suoi spunti da approfondire meglio, magari appena la cura fa sentire i suoi effetti benefici, già qualcosa si vede. Uno spunto era, sue parole:- mi domando se non riesce a far fluire i pensieri perché ci sono troppe domande oppure le "domande" servono a riempire il vuoto dei pensieri che non vengono..- e poi le sue riflessioni sul senso di solitudine, di non essere scelta.....Per ora lo sguardo su queste cose è alquanto superficiale, giusto il tempo di riprendermi..
Ogni tanto parlo delle persone che frequento, non sapevo che fosse un ostacolo o altro. Cmq il rapporto con la terapeuta è solido.

Ho qualche timore nel parlare di alcuni miei dubbi, non saprei dire i motivi di tali dubbi.
Questi timori nel tempo sono diminuiti, ma ogni tanto fanno capolino. A volte ho il timore che nelle sue risposte non ci sia io come persona, quasi svanissi, tra le teorie o ricerca di conferma delle ipotesi di teorie, percorsi fatti da teorici presi in astratto, ma la persona in quanto tale, sparita.
Non so i motivi di tali dubbi, prima più presenti ora meno; spero che non li trovi irritanti. Posso dire che non sono pensati, direi spontanei a volte vorrei farne a meno.

Questa mattina ho sognato di nuovo le mestruazioni, ancora una volta, mi pare già successo in qualche altro sogno più o meno recente non ricordo altro.

Restando allo studente pigro

Restando allo studente pigro e viziato, certo se si fa un'analisi magari trova un po' di anemia, poverino, perchè farlo faticare... Ma i genitori che viziano e giustificano i figli spesso li rovinano: così almeno si diceva una volta. Anche nella personalità ci sono aspetti genitoriali e aspetti infantili...
Qualsiasi 'fatto' o 'argomento' può essere un ostacolo, dipende dall'uso che se ne fa. Anche un sogno può servire a tappare un buco, invece che ad aprire una prospettiva. Non ci sono cose utili o inutili in sè, direi, ma per l'uso che se ne fa.
I timori frenano, ovviamente. Come se uno andasse sempre con il freno a mano tirato, per paura di prendere troppa velocità. Alla fine rovina anche i meccanismi...
"ho il timore che nelle sue risposte non ci sia io come persona, quasi svanissi, tra le teorie o ricerca di conferma delle ipotesi di teorie, percorsi fatti da teorici presi in astratto, ma la persona in quanto tale, sparita." Si è mai chiesta se Lei si fa vedere veramente, come persona, o resta più spesso coperta, nascosta, per cui uno può intravedere solo aspetti estremamente limitati? E allora come fa a ritrovarsi come persona? Quasi si guardasse allo specchio coperta da un burka... Che vede? Alla fine si scambia il burka per la persona...

Magari a un certo punto dalla copertura esce un rivolo di sangue... Che sarà successo? Mestruazioni?, altro?

non so da..

Egregio Dottor Benedetti,
non so da dove e perché provenga la sensazione che qualsiasi "fatto" o "argomento" io utilizzi qui, non lo uso al meglio...

Può essere che qui mi presenti, come dice lei, coperta da un burka, oscurando la persona e se questa si mostra poco, immagino, non so se dico una corbelleria, che l'altra parte avendo poco "materiale" si ritrovi ad "appoggiarsi" maggiormente alle teorie, come dire, sembra il cane che si morde la coda.
Capita, in questa sede, che accenni a dei fatti, questioni e poi non le porto avanti. Sarebbe banale, superficiale dire che questo dipende dalle sue risposte passate,( porto cose inutili, non penso, sono bugiarda ecc.), forse oltre a questo c'è qualche altra cosa meno visibile forse il freno a mano, da lei menzionato. Se temo che nelle sue risposte ci sia solo l'occasione per ricercare teorie e la conferma della loro validità, a volte, ora sempre meno, ricerco su internet o su enciclopedia se qualche sua parola sia stata utilizzata da qualche teorico. la contraddizione è palese, ma soprattutto ricerco eventuali "diagnosi". Lei non ha mai fatto una diagnosi, almeno che io ricordi, forse l'avrei vissuta come una "etichetta". forse in passato avevo fatto di tutto o quasi per averla. Preferenza per i disturbi di personalità in particolare il border. Ora, mi sembra, che tutto questo stia diminuendo, non per nulla ne parlo ora e non in passato, per favore non smentisca, almeno non in modo netto, mi pare che non ricerco più l'"etichetta" messa da altri o simili. Passo d'immaginazione. Forse l'"etichetta" messa da altri mi faceva sentire più riconosciuta o accettata o forse mi dava l'occasione per ribellarmi, di farmi sentire. Insomma delle contraddizioni. Altre volte ho il dubbio che se dico cose che per me hanno un certo rilievo, possono essere gettate direttamente nel cestino, allora nel dubbio preferisco tacere o fare dei timidi accenni. Lei non farebbe mai una cosa del genere come io non lo farei con le sue parole, può capitare che ci debba tornare su, perché in un secondo momento sono più chiare.
Forse sarà perché non mi piaccio né fisicamente né per altro, così trovo in una etichetta una specie di rassicurazione.

Insomma, se capisco bene, ha

Insomma, se capisco bene, ha paura di quello che potrebbe succedere, se persevera nell'esplorazione senza tirarsi indietro al primo intoppo. O trovare che le mie risposte sono solo vuoti riferimenti teorici, o che le sue cose non trovano il riscontro che vorrebbe.
Mi sembra che non consideri la possibilità di trovare cose nuove, che non conosce neppure Lei. Eppure un'esplorazione, una ricerca dovrebbe essere volta a scoprire appunto cose nuove, sconosciute. Altrimenti è come se lei avesse delle cose segrete, nascoste, che Lei non mostra perchè ha paura di come possono essere prese, ma insomma cose che Lei conosce già, che non sono un mistero per lei, ma solo un segreto. Bene, io direi che i segreti sono solo un modo per evitare di affrontare i misteri della personalità e delle relazioni, che sono quelli veramente importanti.
Che l'importante non è tanto svelare i segreti - quella sarebbe solo un'indagine poliziesca - ma di addentrarsi nei misteri. In fondo era quella jungla misteriosa in cui le proponevo di addentrarci per provare ad esplorarla, anni fa, all'inizio del nostro viaggio, mi sembra...
La sua considerazione sul non piacersi mi fa pensare che invece che a esplorare il mondo sconosciuto Lei sta a rimirarsi allo specchio e a rammaricarsi di come si vede. Ma il mondo è fuori, non nello specchio...

specchio...

Egregio Dottor Benedetti,
In tante mail scritte, in un recentissima facevo accenno al mio aspetto fisico, nella vita probabilmente nn è tutto, ma può essere un buon biglietto da visita a cui aggiungere dell'altro....del resto difficile trovare persone che vorrebbero avere un bell'aspetto...
A parte considerazioni puramente esteriori, vero che sono stata sempre un tipo "chiuso", spesso "tappata" in casa, non mi sentirei di dire per rammaricarmi per come mi vedo, cosa che si è accentuata nel tempo, per questo ora cerco di andare a dei "convegni", un modo per vedere persone, sentire altri pareri, imparare qualcosa di nuovo, di parlare in pubblico sia pure ristretto come numero. E' un inizio, speriamo fruttifero....
Il riscontro che vorrei nelle sue parole? riscontri non mi aspetto di trovarne, quanto piuttosto mi baso sulla legge dei grandi numeri o calcolo delle probabilità non importa se semplice o composta... le sue risposte nella maggioranza dei casi indicano cose da correggere, da non fare, uno relativamente recente mi ha stupito, diverso dagli altri. Solo arida statistica. Il mio timore riguardo le teorie è un po' più articolato, ma non mi inoltro oltre, rischierei di incappare in "spiegazioni" che, mi trova in accordo, non servono a niente.
Segreti che conosco solo io? magari...Cmq mi era sembrato che ci fosse un possibile percorso da intraprendere, come incipit le sue parole, sono le domande che impediscono il fluire dei pensieri o il vuoto che si riempie con le domande?
E poi la sensazione di vuoto, di abisso senza fine, che ogni tanto mi prende. Oggi, no e mi sembra tanto lontano. Ieri sono stata in un borgo in montagna, sembrava così grande, imponente, tante scalette.... Comprato qualche oggetto. Il pensiero verso la struttura dell'edificio, solido o meno , se la montagna si sveglia.... A parte le recenti paure, di cui abbiamo parlato diverse volte, l'aria era asciutta, si stava bene. Forse un nesso tra queste paure potrebbe essere il timore di non farcela di non riuscire fisicamente a superare gli ostacoli. insomma di cadere o di non essere abbastanza rapida. Una idea dell'ultima ora.

Dunque, riassumendo: ansia

Dunque, riassumendo: ansia sociale e vergogna o simile del suo aspetto fisico, legati forse a circolo vizioso. Sta provando a trovare motivi per uscire di casa, andando ai 'convegni'...
Progressivamente emerge che ha paura che il suo 'edificio', cioè la sua personalità possa non essere abbastanza solido come struttura per resistere ai terremoti della vita. A momenti è presa da un timore di vuoto, abisso senza fine. Anche questi due aspetti sembrano legati a circolo vizioso, autorinforzandosi.
Non so se lei lavora, studia, se frequenta quindi luoghi esterni, come, quando, come ci si trova, che rapporti ha, se frequenta persone, ecc. Anche i suoi rapporti familiari sono avvolti abbastanza in un velo, compaiono a volte nei sogni, in ricordi. Ma il tutto è come messo in un caleidoscopio in cui tutto fluttua, si confonde. Dovrebbe avere un compagno, ma non so nulla di come e quando e che succede, ecc: della sua vita reale non emerge quasi nulla, nemmeno la sua età. La sua vita 'interna', mentale, è filtrata da una quantità di paure e 'censure' e oscuramenti che solo raramente per breve tempo hanno permesso a qualcosa di manifestarsi. Quasi ombre che poi restano inafferrabili. Quindi Lei è sicuramente un mistero, da cui filtrano a volte scarne informazioni.
Il tutto è come disperso in più di quattro anni di questa strana conoscenza on line.
D'altronde la conoscenza sembra qualcosa che le fa molta paura e cerca di sottrarsi quanto può. Pensando che il luogo pubblico, qui, potesse essere in gioco, Le ho proposto qualche volta di usare le email private ma ha sempre declinato. Non penso sia per il costo, che non mi pare eccessivo, o per lo meno non lo ha detto, ma forse proprio per la paura della conoscenza, di essere conosciuta nella sua mente e di conoscere un'altra mente, visto che la conoscenza non può essere a senso unico, ma coinvolge altre persone, inevitabilmente.

utile tornare indietro

Egregio Dottor Benedetti, le rispondo per dare, come dire, notizie anagrafiche, di vita quotidiana.
Tempo fa, come riporta, aveva proposto di usare e-mail private o skype, alla fine avevamo optato per una mail scritta non ricordo a quale suo indirizzo, non pubblica, ma a titolo gratuito in cui davo dei dati compresa l'età.
La memoria si apprezza quando dà segni di cedimento, non ricordo se questo è successo l'anno scorso o due anni fa.
Sono nata il 1982, convivo da circa 9 nove con la stessa persona. Viviamo in un piccolo appartamento, che però ha un ampio giardino condominiale. Ci vogliamo bene e non ci sono dissapori di rilievo, solo che ultimante mi riesce più difficile ascoltare i problemi legati al suo lavoro, al traffico per raggiungerlo.
io non lavoro, stiamo progettando di fare qualcosa insieme, ma staremo a vedere. Nel frattempo dovrei finire un percorso, sia il mio compagno che la terapeuta mi incitano a terminare gli studi e di farlo per me stessa, considerato che ho sostenuto più di 30 esami e me manca uno più la tesi. Ultimamente non so cosa stia accadendo, pare che abbia tirato i remi in barca, come si suole dire.
Riguardo la mia famiglia ho un fratello e una sorella entrambi più grandi di me. D'inverno i miei genitori rimangono per dei periodi con noi, hanno la loro stanza e il bagno. hanno dei problemi di salute, ora visto che stanno con noi, colgono l'occasione per fare delle visite a degli specialisti del posto. Spero bene.
Tante volte avevo mostrato interesse per la sua persona, sin dall'inizio esempio le chiedevo del suo accento, della tonalità di voce oppure cosa pensava di una certa cosa o di un teorico ecc. Dopo ho rinunciato, siccome non ricordo bene, preferisco nn addurre spiegazioni o simili. Cmq come già detto, rischio di ripetermi, esco poco di casa, da un po' sto cercando di cambiare il trend.
Si potrebbe dire che metto tante cose in una specie di caleidoscopio, forse sarebbe più esatto dire mettevo. Tante cose, tanti aspetti da vedere in contemporanea. Tante scale da scendere in contemporanea. Ora qualcosa si è spento, e non saprei dire come e perché, sarebbe banale, ingenuo e forse fuorviante dire che a questo in un certo modo hanno contribuito alcune sue risposte che segnalavano tante cose da correggere, forse troppe e tutte insieme, difficile apportare correzioni, come per i lavori manuali se sono tanti, difficile iniziare. Però almeno un paio di sue risposte erano di altro tenore e non ho saputo svilupparle. Direi che questo è momento di confusione, annientamento, quasi di morte interiore.

Bene, un riassunto sui 'dati'

Bene, un riassunto sui 'dati' essenziali può servire, la ringrazio per l'aggiornamento. Lei può trovare dati professionali su di me nel mio curriculum, se non li ha già visti. Fra l'altro c'è anche una mia fotografia a colori... In un contatto skype che tempo fa avevo proposto avrebbe potuto anche sentire il tono della mia voce e vedere la mia mimica, e viceversa. Da questo sito e dagli articoli e riferimenti e risposte, di dominio pubblico, penso che si possano desumere anche altre notizie su di me, in generale, inevitabilmente.
Riguardo alle 'cose da correggere' che sentiva nelle mie risposte, forse è un po' quello che succede durante la scuola-guida, per imparare a guidare un veicolo. L'istruttore di solito dà indicazioni e magari 'corregge' impostazioni o modalità che ritiene 'sbagliate', nel senso di poco utili. Il fine è acquisire la capacità di guidare il proprio veicolo. Spesso è più facile apprendere per chi sa di non sapere niente, che per chi magari ha già fatto qualche esperienza e pensa di sapere già certe cose.

Mi informa che le manca un esame e la tesi per finire il corso di laurea ( non dice quale, non so perchè, magari per timore di essere riconosciuta, anche se non sarà immagino l'unica facoltà in Italia). Non so quando ha dato l'ultimo esame. A volte succede che all'avvicinarsi alla fine subentri una crisi che prolunga o impedisce a volte di completare il percorso. Potrebbe essere utile affrontare gli aspetti di questa crisi, per identificare e magari rimuovere o spostare gli ostacoli. Mi sembra che qui finora non era emerso questo fatto.
Il suo riferimento agli 'aspetti di cedimento della memoria' e di altre facoltà che altre volte lamentava, insieme al cenno ad essere meno interessata a discorsi e problemi di altri, pur importanti per Lei, a quello sull'aver tirato i remi in barca, al senso di confusione, annientamento, quasi di morte interiore, che dice alla fine, mi fa pensare che Lei sia in questo periodo in uno stato mentale di depressione, che forse Le toglie energia e interessi e forze e slancio vitale. Non mi sembra che Lei abbia mai parlato esplicitamente di una cosa simile. Le chiarisco che non considero la 'depressione' una 'malattia', ma uno stato mentale che può però condizionare le scelte di una persona e da cui la persona deve essere aiutata ad uscire. E' uno stato anche pericoloso, per gli impulsi ad atti inconsulti che può indurre, come saprà. Lei a volte ha fatto riferimento ad ansiolitici: l'autocura può essere insufficiente se non dannosa. Le consiglierei di parlare di questi aspetti con chi la segue, se non sono già stati affrontati.
Questo discorso non significa che non possiamo continuare qui, ma che il lavoro qui può non essere sufficiente a farla uscire da quello stato e ad evitare eventuali pericoli.

contare..

Egregio Dottor Benedetti, contare fino a 20 mi riesce, grazie alle estensioni di memoria ( mani e piedi), questo è il terzo post settimanale, quindi non in regola, la prossima settimana mi taccio, così si rientra nella norma.
I dubbi possono essere utili, ma la confusione, no (riguarda la confusione che posso aver fatto io, non lei, a scanso di possibili equivoci).
Cmq se ritiene questo post inutile o altro lo cancelli o lo ignori, a me è utile per toglier un po' di confusione.
Lei porta l'esempio della scuola guida, nell'esempio lei è l'istruttore, cerca di correggere eventuali errori nella guida ed io chi impara. Mi pare che già lo avesse usato questo esempio.
Fin qui ci sono. A volte, come dice un vecchio adagio le strade per l'inferno sono lastricate di buone intenzioni. C'è stato un periodo in cui ero in una specie di bivio, non so se l'esempio renda l'idea o darmi qualche possibilità ed iniziare a credere in qualche mia "risorsa" ( che so creatività, tenacia, razionalità ecc.)o rinunciare e farmi sopraffare dalle tante cose da correggere, troppe, ormai solo da rottamare, se c'è tanto da correggere non vale la pena. Lei diceva sovente, tra le altre cose, che avevo i paraocchi e guardavo il dito e non la luna. Non fidandomi della mia personale lettura mi sono informata su Treccani e sulla rete circa i modi di dire, non sono delle semplici correzioni, non per nulla nel secondo caso si parla di "stolto". Può essere che lo sia, ma forse non era il momento più opportuno per informarmi della cosa. Questa è stata la mia lettura di alcune sue parole. Trovavo e trovo difficile ritrovarvi l'esempio della scuola guida. Allora dicevo non assecondi il trend.., si sono aggiunte altre cose che hanno confermato il trend: la salute dei mii, i terremoti... Un suo recente post ha usato parole diverse:....non so (perché non lo dice) di cosa è stanca da avere il pensiero rallentato e offuscato. Devo dire che a leggere i suoi post e anche l'ultimo non mi sembra così.- Può sembrare che alcune sue espressioni devono essere lette in maniera diversa da quella comune.
Riguardo al pensare di sapere già certe cose, perché già fatta qualche esperienza; si riferisce alla terapia con la dr o a altro oppure era un esempio in astratto?
Se si riferisce all'esperienza con la dr, qualche punto fermo lo abbiamo raggiunto, altri appena iniziati, altri non ancora visti. Riguardo i punti fermi, spero che non entrino in collisione con il ns dialogo, non solo perché probabilmente dovrei scegliere.

Da quando ho fatto l'ultimo esame? è passato parecchio, circa 5-6 anni. Non dire il nome della facoltà è stata una mia scelta libera.
Riguardo agli ansiolitici, non è autocura, prescritti da un medico, ma dovevano essere al bisogno e non quotidiani. Per prima cosa mi farò dire dal medico come "scalarli" e magari introdurre qualcosa di fitoterapia. Se e sottolineo se, corro il rischio di metterle in bocca delle parole, per insufficiente intende dire forse il caso di introdurre antidepressivi, preferisco evitarli. Quando son stata da uno psichiatra mi aveva prescritto un antidepressivo, per la fobia, a quanto pare vanno bene per tutto, lo avevo preso con entusiasmo, ma ero allergica, mi ero svegliata che non riuscivo a respirare, la lingua raddoppiata, per fortuna il dosaggio era basso e avevo in casa ventolin, mi pare contenga cortisone, ( un medico mi aveva consigliato in questi casi o il cortisone, se proprio grave l'adrenalina). Brutta esperienza, non ci tengo a ripeterla. Un passo alla volta, prima di tutto il medico per allontanare i farmaci e dopo un incontro con la dr per fare il punto.
Ho trovato su internet una sua foto, ha come sfondo un lago. Davvero un bel posto, mi può dire dove si trova e come si chiama? la ringrazio

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