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la notte buia

Gentile Dottore, spero che questo tentativo di liberarmi dalla fobia delle scale, almeno sulla carta o virtualmente riesca, nella vita quotidiana si è rinforzata, mi sono trovata sul pianerottolo tra due rampe incapace di scendere la seconda. Escluse tante possibilità irrealizzabili o che aggravavano il problema, alla fine...
Cambiato anche nome utente.
Grazie per l'opportunità
andyandred

Bene, vedremo gli sviluppi.

Bene, vedremo gli sviluppi.

via la fobia

Non c'è "fobia delle scale", ma un nuovo titolo e un nuovo nome, forse poco musicale per via delle numerose consonanti dentali, ma più ottimistico come il titolo solo apparentemente cupo-

La bellezza dei paesaggi sognati non riesco a riportarla in nessun modo: non so dipingere o disegnare, non so scrivere racconti o poesie. Da adolescente avevo provato a scrivere qualcosa dal dubbio esito

e gusto. Sono una delle poche persone che si può definire analfabeta di andata e...ritorno. A questo credo si può rmediare, almeno credo.

Metto le mani avanti ho difficoltà, forse già lo avevo scritto, a parlare di certe cose, non so neanche perché, mi vengono in mente tanti motivi, tutti possibili ma non sufficienti a spiegare la difficoltà. Allora procedo per gradini così l'impatto è diverso-
Alcune sue frasi sono state tralasciate, ma forse meritavano più attenzione.Ora mi limito a riportarle con qualche imprecisione, non le riporto alla lettera ma in base al ricordo:
-...la fobia come difesa dal mostro (frase scritta tr i primi posts)
.
--...secondo lei sto aspettando Ulisse che poi è diventato Godot..
Posso aggiungere che la fobia oltre a essere negativa in quanto si presenta come un vero e proprio handicap, ha delle valenze postive e cioè permette l'espressione di emozioni.
Questo è il primo gradino, se ci saranno degli altri non dipende solo da me.

POST SCRIPTUM
----Come dice l'adagio popolare" chi è causa del suo mal pianga se stesso". Così quando in passato le facevo e riproponevo sovente una domanda, non era solo per verificare se mi credesse o meno ovvero se per lei ero sincera o bugiarda, andava oltre. Avevo agito non dico senza riflettere, ma trascurando le conseguenze. Stavo sottoponendo ad una prova eccessiva una piccola pianta appena nata. Ora è sottoposta a verifiche.

----A 14 anni mi erano arrivati segnali contrstanti che non sapevo gestire. Si può dire che ero consenziente, ma a 14 anni si può parlare di consenso? per molti si,secondo queste persone si è consensuali ogni volta manchi la violenza, soprattutto se si tratta di minorenne femmina mentre se è un maschio...Una persona che conosco, tra l'altro con un livello altodi istruzione, commentando un fatto di cronaca usava parole molto pesanti nei confronti di una quattordicenne. Come può immaginare, ho risposto in modo educato,ma duro e infatti alla fine aveva detto che era minorenne. Già proprio questa è la parole chiave.

Mi sembra che il suo rapporto

Mi sembra che il suo rapporto con me si è complicato di una quantità di cose che Lei accenna in modo che a me resta piuttosto oscuro e poco comprensibile. Altre cose restano abbastanza oscure, e Lei è allusiva ma spesso poco chiara in quello che vuole dire. Non so se sia in parte dovuto anche al bisogno di privacy, visto che siamo 'in pubblico'. D'altronde mi sembra che è un circolo vizioso che dura da tempo. Le proporrei quasi di provare a usare le email private, almeno per un breve periodo, per vedere se ciò può aiutare. Dovrebbe eventualmente seguire le istruzioni per l'e-therapy.

Invece mi sembra che oggi abbia illuminato molto di più l'episodio famoso dei quattordici anni, e la questione della 'reponsabilità' di quell'episodio, che forse è un aspetto che la disturba molto. Ovviamente per legge in caso di minore età non si parla di consenso, ma forse non Le è sufficiente per chiarirsi le cose.

anticipazione

Gentile Dottore,questo post non è un venir meno ai patti o limititi stabiliti, è un anticipo della prossima settimana. Nel frattempo prendo un po' di tempo per riflettere sulla sua proposta-mail private-.
In prima lettura mi sento di escludere che la reticenza, la poca chiarezza sia dovuta al fatto che siamo "in pubblico".
Appena accennato alcune sue frasi ( fobia come difesa dal mostro e aspettando Godot) perché sono ancora grezze, sono sullo sfondo, come certe parole che tornano in mente e non sai ancora perché. Questo è il motivo pricipale della poca chiarezza, ci sono altri motivi, ma superabili e meno importanti. Anzi speravo in un suo...aiutino. Comunque il primo gradino è fatto, forse riflettendoci nel prossimo post, che non sarà la prossima settimana e non solo per via dei limiti, sarà più chiaro. Forse in questo momento non ho forze e/o capacità per affrontare temi connessi a quelle sue frasi, forse non ci sono mai state..chissà-

La prima parte de p.s. era oscura. Uso più parole. In questo momento mi torna in mente la mia amica, che non c'è più, quando le davo lettere, appunti ecc. indecifrabili e lei mi diceva "...che hai paura che si consuma la carta?.." effettivamente sembrava proprio così..
ANTEFATTO. Erano successe tante cose tra cui la morte prematura della mia amica, l'intervento al cuore di mia madre ecc. cose che mi stavano cambiando, credevo di soccombere, di non farcela, di non avere le risorse/capacità per poter fare qualcosa. La terapeuta invece sosteneva il contrario. Secondo la terapeuta una caratteristica che poteva tornare utile erano la razionalità, la curiosità insieme ad altro. Iniziavo quasi a crederci,in quel periodo la fobia lentamente stava regredendo, ma il dubbio c'era. Era ancora una piccola pianta debole, come tutte le cose appena nate. Allora mi era venuto in mente di farle la domanda inerente su quello che chiamo "episodio xy". Potevasembrare chele chiedessi mi crede o no?mi ritiene bugiarda o sincera? certo, c'era anche questo,a nessuno fa piacere non essere creduto, ma c'era dell'altro. Se la razionalità c'è probabilmente non la nota solo la terapeuta, anche altri. Quindi alcune deduzioni che implicavano una certa logica le avevo sottoposte a lei. C'erano degli argomenti che escludevano, l'eventualità che un certo episodio fosse immaginato. La domanda che le facevo era non semi credesse o meno, ma se c'erano errori di logica. A mente fredda ora so che non avrei dovuto fare niente del genere sia per il timing sia perché non sapevo le conseguenze...

Almeno risulta più illuminato l'episodio dei 14 anni. A me ora dàfastidio l'atteggiamento di certe persone quando parlano degli abusi su adolescenti. Questo a prescindere dalla legge, che sulla carta, almeno in questi casi fa la cosa giusta poi praticamente è altro...Comunque allora l'avevo fatta grossa, ma via tentare il suicidio per un uomo!
Non volevo essere oscura su questo episodio, dei 14 anni, ma non è capitata l'occasione per tornarci su. E poi poteva sembrare che dicessi sempre le stesse cose o che facessi sempre la stessa strada. Per quanto mi riguarda non ci sono problemi aparlarne.

Sia il nome scelto che il titolo sono ottimistici perché sono un riferimento adun film e a un libro, che fanno rifermento alla speranza e all'amicizia.

Grazie per tutto Dottore.

le chiedo scusa

Le chiedo scusa perché con troppa fretta e superficialità avevo scritto che - ci sono altri motivi, ma superabili e meno importanti- non è così hanno un loro peso; le chiedo scusa perché ho fatto praticamente dei test su cose che non dovevano essere testate sia per via del timing sia per il modo in cui lo avevo fatto.
Ora non so se quella piccola pianta potrà continuare a crescere considerato lo stress a cui l'ho sottoposta. A volte mi pare possa farcela altre volte, la maggioranza, no. Molte delle domande che le sottoponevano avevano lo scopo di verificare. di testare la piccola pianta.
Uno dei motivi che mi impedisce di essere chiara è il timore di incappare in "spiegazioni". Riporto alcune sue frasi: "Lei dice quello che sa, il problema è arrivare a quello che non sa. Per questo cerco di farla smettere di spiegarmi quello che sa, per l'ennesima volta..."inoltre secondo Lei penso di sapere. Spesso quando rimando i posto quando scrivo mi viene il dubbio- e se anche adesso sto dando 'spiegazioni'?- nel dubbio preferisco tacere. Non provo neanche ad addentrarmi in argomenti, non mi riesce, anticipo la sua possibile obiezione-
La difficoltà a parlare di emozioni, sensazioni si è riproposta anche qui. Devo averlo fatto così male, in modo maldestro, che Lei per risposta ha detto che facevo sempre la stessa strada. Non è così, le assicuro che perera una strada nuova. Si può dire che ero una analfabeta alle prese con le prime parole o se preferisce di un bambino che impara a parlare o a camminare. Insomma una principiante, mentre per Lei era fare la stessa strada.
Mi piacerebbe poter dire che in occasione del lunedì nero Lei era stato insensibile, ma mentirei. In un primo momento lo avevo nascosto, taciuto, preferndo porre l'accento su altro. Dopo molto tempo lo avevo esplicitato, ma aveva perso il significato diventando incomprensibile. Anche per questo le chiedo scusa. Non so perché un tale comportamento, in parte giustificabile o comprensibile, ma non per tutto.
Le chiedo scusa anche per questo post, in fondo non è altro che il saluto di Claila che lascia il posto a Andyandred.
La ringrazio ancora una volta gentile Dottore. Finalmente anch'io scrivo gentile Dottore, proprio nel senso letterale...frase che può risultareoscura, ma è una piccola soddisfazione personale. Un mio piccolo traguardo

Certe mie parole, come

Certe mie parole, come 'spiegazioni', 'pensare di sapere', ecc , la hanno disturbata. Forse perchè le ha intese secondo un suo 'vocabolario' personale. Forse anche il suo modo di vedere le cose segue una specie di 'vocabolario personale', che dà alle cose un significato differente, o comunque non la lascia vedere altri possibil significati. La fatica che sta facendo forse è quella di lasciare il dizionario abituale, o la carta geografica abituale, in cui ci sono alcune 'pietre miliari' che solo lei capisce, come il 'lunedì nero', per trovare altri vocabolari o altre mappe magari più utili per muoversi nella realtà. Un'altra immagine che mi viene è che queste pagine siano come un suo diario, dove lei scrive a volte per se stessa, quasi nascondendo i significati perchè altri - se vede per caso il diario - non li capisca. In questo modo anche a me spesso non lascia capire quello che scrive. E forse anche il 'Dottore' a cui Lei si rivolge è in parte costruito da Lei, e spesso non mi riconosco infatti nell'immagine di me che Lei descrive. Ma questo è inevitabile, tanto più in internet, e probabilmente è quello che capita anche a Lei, di non riconoscersi nelle mie parole.

e pensare che

E pensare che l'altro post aveva l'intento di chiudere e nel contempo aprire un nuovo corso.
Le sue parole non mi hanno disturbato. Se lei mi chiede ripetutamente di non dare spiegazioni, alla fine sono riuscita a non darne più. Ho inteso "spiegazioni" o "dare spiegazioni" in questo modo:"azione dello spiegare, del chiarire ciò che è difficile a intendersi". Non mi pare che questa accezione è mia personale, inteso nel senso che mi sono fatta da me un dizionario chiaramente incomprensibile ad altri, ma di un comune vocabolario.
Pensare di sapere. Potrebbe significare che sono talmente presa dalla mia "conoscenza" probabilmente parziale se non fasulla, da non vedere il resto. Non ho vocabolari personali, di solito consulto quelli online o il Treccani.
Tuttavia Lei può aver dato altre accezioni alle parole "spiegazioni" e "pensare di sapere". Se vuole o lo ritenga opportuno può renderle più esplicite e visualizzare altri significati.
Il lunedì nero pietramiliare di una mappa? più banalmente è un modo sintetico di indicare un episodio. Episodio che avevo cercato di descrivere in un post, precisamente descritto nel post del 14/02/2013 ore00.01. Purtroppo la descrizione era avvenuta con notevole ritardo rispetto all'avvenimento. Per questo le chiedevo scusa perché descritto dopo diventava indecifrabile, più difficile da dire.
A me pare che si stia facendo come un'operazione di statistica inferenziale, ma è solo una prima vista.
Dunque starei, tra le altre cose, descrivendo una sua immagine? mah, per farlo ne devo avere di fantasia, perché non ho elementi per poterla fare. Non è la prima volta che mi attribusce direttamente o indirettamente fantasia, immaginazione, a volte in modo potenziale.

Neppure lei è sempre così trasparente. Ma cosa vuol dire claustrum, sabotatore interno, stati d'animo o mentali ecc.
Può essere un'occasione per favorire la trasparenza. un'occasione per favorire l'andare avanti. In molte sue parole, descrizioni, non mi ritrovo, ma come accennato in alcune c'è qualcosa che peò è ancora abbozzato.
P.S.
Nel regno della mia scarsa immaginazione ed in base alle sue risposte, la vedo così.
Un professionista che crede in quello che fa. Persona dai tanti interessi. Soprattutto persona che essere presente. Non sempre chiara. Persona da cui imparare molte cose A volte dimentica il senso della lettera di Poe. Altro non potrei aggiungere. Si può sempre rettificare.

note a margine

-Mi piacerebbe sapere quale immagine di Lei descriverei, non so a cosa si riferisce, ma se Lei ha notato qualcosa del genere in base all'insieme dei post o agli ultimi o a qualcuno in particolare, cercherò di trovare anch'io questa immagine, anche se con un aiuto verrebbe più semplice, da sola a quanto pare non mi riesce.

--sbagliato,nel senso di inoppotruno, descrivere, l'episodio che sinteticamente avevo chiamato lun. nero, con tanto ritardo, favorendo così la confusione. Si è verificato una sola volta, non so se può essere una pietra miliare, se aveva delle potenzialità nel senso che potesse apportare nuove chiavi di lettura oppure se era un singolo episodio trascurabile. Se la memoria non mi tradisce, mi pare di aver accennato che per dare un senso all'episodio mi aveva aiutato la terapeuta. Anche a Lei descritto con molto ritardo, sicuramente Dopo averlo descritto a lei.gentile Dottore. Ne è venuta fuori una lettura plausibile. Ma non voglio mischiare le sedi. Forse non c'è solo l'esigenza di sintesi per cui scrivo lunedi neroe non aggiungo altro. Forse sarebbe troppo penoso per me tornare a descriverlo di nuovo.

--sbagliato, sempre inteso come inopportuno, fare quella specie di test. Sbagliato sia peril timing, sia per l'argomento. Ora ci sono conseguenze, forse misto riprendendo.

Da quando sono stata poco bene, non sono mancate diverse letture del malore da parte degli addetti al settore, non cerco più di capire gli altri, le loro parole,neppure me stessa, se si presenta come evidenza allora ok. Anche volendo fare non mi riesce. Riprendendo il paragone con le scale. Come se stessi scendendo le scale, sceso un gradino torno indietro perché nell'altro gradino avevo trascurato qualcosa. Allora verifico ipotesi alternative. Così la scala diventa infinita. Forse tra avere i paraocchi e cercare sempre ipotesi ulteriori non c'è poi tanta differenza. Il risultato è l'immobilismo, adun certo punto i capitoli si chiudono altrimenti non si va avanti. Facile scriverlo difficile farlo. Nella mente ritornano gli interrogativi, i dubbi sul sabotatore interno- chissà se per il dr Benedetti ha lo stesso significato che per Gazzillo, che scrive indifferentemente sabotatore interno o organizzazione patologica di personalità. A pensarci bene, riguardo l'abuso sessuale subito a sette anni, Lei indirettamente o potenzialmente mi attribuisce grandi capacità. In altri termini se a quell'età avevo immaginato( lei prospettava questa eventualità. Aggiungeva, se non ricordo male, che non era rilevante se l'episodio era reale o immaginato, l'importante erano le conseguenze.) una cosa simile, forse gia sapevo di anatomia e reazioni fisiologiche, non solo già ero in grado di immaginare anche aspetti violenti della sessualità. Anche questo può essere visto come ultriore punto divista o di lettura.

Ora mi taccio. Ho violato ampiamente gli accordi presi. Non so come reagisce di fronte a tanta indisciplina.

I suoi post mi sembrano di

I suoi post mi sembrano di due tipi, grosso modo. Un tipo è quello in cui Lei dibatte, contesta, ecc. come appunto in un dibattito interminabile o quasi. L'altro invece è quello in cui lei espone del materiale emergente, non pre-elaborato o pre-digerito, che si infiltra nei pochi spazi lasciati liberi. O meglio quasi in ogni post c'è mescolati degli elementi di un tipo e dell'altro. La mia impressione è che il primo tipo non lasci quasi posto al secondo. Che dire? Io ritengo utile , per il lavoro che posso fare io, il materiale del secondo tipo, mentre Lei mi pare continua a preferire, o non può farne a meno, il primo tipo.
A volte diventa un dialogo fra sordi. Non è questione di chi ha ragione, ma solo che il mio lavoro si basa su quello, e non so fare altrimenti. Se io faccio il falegname, non mi può fornire pietre da lavorare... Forse è questa la sua indisciplina, o mancata collaborazione, principale: voler decidere Lei il materiale su cui lavorare. Ma, come in sala operatoria, non può funzionare così.

kennedy

Una celebre frase di J. Kennedy: " non chiedere cosa può fare l'America per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per l'America." Si potrebbe adattare ai ns. post. Appare evidente che non capisco quale è il materiale su cui lavorare, cerchi di essere un po' più preciso. C0s'è questo materiale non pre-elaborato o pre-digerito? Diverse volte l'avevo invitata a dire cosa potevo scrivere ovvero quali cose riteneva utili per il percorso o come preferisce chiamarlo. Non voglio decidere un bel niente, non decido per me, figurarsi imporre qualcosa ad altri, mi dispiace se ho dato questa impressione. In un recente post riconoscevo di aver sbagliato a sottoporre ad un test una piccola pianta. Forse mi sopravvalutavo non era la sola razionalità a vacillare, messa in dubbio, a uscirne alquanto malconcia, ma anche la capacità di capire, mi pare che in questa sede, sia ben al di sotto degli standard definiti normali.
Per Lei negli altri due post, dibattevo, contestavo ecc., mah, mi sembra così strano. Non c'era polemica, ma riprendevo un minimo di cronologia. Questa volta uso una parola che lei talvolta usa, il Lunedì nero mi aveva disturbato parecchio come pure mi aveva disturbato tentare di descriverlo, per questo non solo non trovo esatto riportarlo come qualcosa che esiste solo nel mio immaginario e che altri non possono capire. Comunque è passato e in altra sede ha persino trovato una sua collocazione.

Solo come noticina se con una certa frequenza le chiedevo se il suo pensiero era simile a quello di Gazzillo,secondo qusto autore al sabotatore interno sono associati disturbi di personalità abbastanza gravi. Forse è il caso che ne sia informata, anche se c'è un dubbio remoto, la sola psicoterapia potrebbe non bastare più- Meglio aggiungere che con questa noticina mi aspetto qualcosa, non è neanche materiale da trattare, èsolo un modo per evitare atri equivoci potenziali e/o reali-

A volte sembra che mi voglia dividere in due:una parte che scrive un certo di post e un altra che scrive in modo diverso. Nelle mail ho sempre cercato di essere me stessa, poi con un post di qualche tempo fa - new beginning- qualcosa volevo cambiare, niente più domande, spiegazioni, confronti. Il tentativo è stato un disastro. La fobia cresciuta in modo esponenziale. Sicuramente hanno influito altre vicende. Nessuno mi ha costretto o consigliato a fare niente di simile. Lei diverse volte aveva detto che facevo sempre la stessa strada (peccato Lei non ricordi, ma il lun nero.era tutto tranne che la stessa via. Scrivo lun. nero sia per brevità sia perché momento assai disturbante.), ma in un altro post diceva pure di non abbandonare il mio stile personale o qualcosa del genere.
Ho cercato di nascondere la mia natura, ma come recentemente mi ha fatto notare la terapeuta non è cosa da farsi. Ha portato la similitudine con una tigre si può tentare di ammaestrarla, ma prima o poi la sua reale natura viene fuori. Mi piace l'idea della tigre...
A proposito di scale o meglio di fobia. Come detto poco è aumentata in modo incredibile, inaspettato, questo da un po' di tempo. Trovo difficoltà anche a scendere la scale di casa, non quelle che dall'appartamento portano all'esterno, ne faccio a meno c'è l'ascensore, ma quelle che dalla mansarda portano all'appartamento. La particolarità è che non succedealla prima rampa ma alla seconda. Mi ritrovo sul pianerottolo e non so cosa fare- salgo al piano, meglio di no, peggioro la situazione, chiamo i vigili e altre astruserie poi mi trascino per i gradini. L'ultima volta è stato diverso, è intervenuto l'autoaiuto, la ringrazio. La parte pratica di me si è detta non ci riesci? e qui subentra la fantasia, chi dice che non siano utili?- " c'è Benedetti",la fantasia ha funzionato, mi dispiace che nella fantasia le ho tolto il titolo, non era stata neppure cercata l fantasia, è sorta spontaneamente. Grazie per l'aiuto sia pure inconsapevole.

Mi avevano detto che è molto difficile sognare la propria morte, si ha un risveglio rapido che non permette di osservare l'evento, eppure a me è successo. Devo partire per un viaggio molto lungo, ci sono delle perplessità perché sono quasi al nono mese. Si decide che posso partire. Salgo in macchina al sedile posteriore, dove c'è anchela terapeuta. Partiamo. Dopo un po' mi prende una terribile emorragia, in poco tempo la parte posteriore dell'auto è quasi allagata dal sangue rosso vivo. La terapeuta mi parla, cerca di tenermi vigile per arrivare all'ospedale. Chiudo gli occhi, e dopo un pò non ci s
ono più. Mi sveglio tranquillamente.

POST SCRIPTUM
rileggendo una parte di un suo precedente post ho trovato questa cosa.
"penso di aver detto che presume di sapere. Riferirlo come aver detto che -lei è presuntuosa- è una trasformazione di parole, in modo che diventi offensivo per Lei"
Premesso che non mi sento offesa per nessuna delle due, l'offesa ci potrebbe stare se non si dice in quali circostanze avrei avuto un simile atteggiamento, non sapendolo non posso neanche tentare di correggere o migliorare e poi sembra qualcosa detto per partito preso. Ma questa è una mia opinione personale. Come avrà notato difficilmente riporto le mie opinioni, più facilmente quelle d'altri.
In ogni caso non miero offesa, ma se dovessi offendermi(periodo ipotetico della irrealtà) personalmente troverei più offensiva la frase "presumere di sapere" che non "essere presuntuosi". Naturalmente bisogna sempre tener conto del conto del contesto e della situazione.
aveva usato la parola presunzione anche quando avevo scritto che avevo sbagliato e dovevo aver l'umiltà di dirlo. Erastato inteso come -potrebbe non essere vera umiltà quella...,maal contrario una presunzione di essere capace di essere umile. Sempre presunzione è-
Lettura interessante la sua, ma quando scrivevo quelle parole ad essere sincera non pensavo né all'umiltà e neanche ad eventuali mie capacità, ma all'enormità dello sbagio, cos' enorme che doveva essere ammorbidito da qualche altra parola che poteva essere umiltà o onestà o sincerità. Errore che pesa ancora adesso ed è talmente pesante che non riesco a parlarne.

Sembra un dialogo fra

Sembra un dialogo fra sordi... o forse parliamo lingue troppo diverse, in cui molte parole sono double face, hanno significati diversi nelle due lingue, anche se sono identiche all'apparenza.
L'impressione che mi fa è che nei suoi post spesso il contenuto è coperto da una quantità di veli, per cui non si vede. Ho l'impressione che se tento di togliere un po' quei veli Lei si sente offesa, ferita. Forse teme di essere in pericolo, in qualche modo, di restare indifesa.

Il suo sogno a me sembra invece un sogno di nascita, vista dalla parte della nascitura, quasi al nono mese, una terribile emorragia, la corsa all'ospedale, la terapeuta-levatrice, infine non c'è più nel luogo dov'era prima, ma emerge in questo mondo, sveglia.

si vede che non è destino..

Oggi avrei dovuto fare la RM SMC, ma non è stato possibile, pessime condizioni meteo, quindi è stata rinviata. Se avevo qualche nodulo, neoplasia, visto i tempi per effettuare le risonanze a quest'ora era proprio cresciuto bene. Comunque non è che mi va tanto di farla...Dopo si vedrà.

Le parole sono spesso polisemiche e questo nella stessa lingua, se poi si usano due lingue diverse diventa ancora più complesso. Non solo dipende anche dal contesto in cui sono usate ad es. la parola "stupido"può essere un inulto, ma può essere altro a seconda del contesto.
Nonostante ciò si può tentare di ridurre lo spettro di significati per capirsi un po' meglio.
Siccome tra noi è Lei il più dotato di strumenti e capacità potrebbe cercare di essere più chiaro. Per quanto mi riguarda ho quanto era nelle mie modeste( nel senso di limitate) capacità per cercare di capire le sue parole: uso di dizionari, ricerca online, mi sono rivolta anche alla terapeuta. Oltre non so andare, posso sperare di essere folgorata sulla strada di Damasco, nel senso di una qualche intuizione.
Non mi è chiaro neanche perché dice che mi sento offesa, ferita. Da cosa? Quali veli metterei?
Per coprire cosa? Sarò pure un po' tonta, ma non capisco.

--Leggendo un libro di Gazzillo su "sabotatori interni" ovvero le organizzazioni patologiche di personalità ho trovato un paragrafo su Winnicott. Molto interessante, anche il suo modo di rapportarsi con i pz.La terapeuta ha detto che mi porterà un libro, non mi è chiaro se su di lui o scritto da Winnicott.

Mi perdoni la digressione winnicottiana, tra l'altro ho trovato alcune sue foto sulla retee lo trovo molto espressivo-

Bella la sua lettura del sogno, come dice Lei la nascitura vive, ma la madre muore, beata lei. Anche per morire ci vuole determinazione, e a quanto pare non fa parte delle mie immense qualità. Non sono come la mia amica defunta, mi distraggo sempre.
In passto non riuscivo a capire le parole di un famoso psichiatra e cioè che a volte il suicidio è un tentativo di riprendersi la propria vita. Nel caso della mia amica poteva essere proprio questo il motivo infatti non voleva morire a causa di un virus/batterio o per catastrofi naturali, doveva essere lei a staccare la spina. Del resto come darle torto? praticamente non poteva fare più niente(né studiare né cercare un lavoro degno di tale nome). Quante volte la terapeuta si era mostrata sorpresa dai metodi dello psichiatra. A distanzadi tempo parlandone con una amica che non avevo visto da un po', mi ha detto che il suo terapeuta inviava i pz bisognosi di cure farmacologiche allo psichiatra di F., ora non lo fa più, follow up non buono, non solo mi ha consigliato di leggere online l'opinione di alcuni pz su quel dr, meglio stendere un pietoso velo.

Altro sogno particolare. Ho sognato che in un sogno una persona morta da tempo mi dava un indirizzo. Nel sogno mi sveglio e voglio verificare. Mi trovo davanti ad una casa con la porta aperta, casa aperta al pubblico. Entro c'è una scala comoda con il passamano. Ci sono dellepersone e chiedo loro cosa fanno. Una di loro mi risponde che si occupano dei bambini abbandonati, maltrattati, abusati. Solo allora faccio caso che non sono vestita, ma che indosso un accappatoio chiaro, ma nessuno lo nota e non mi sento in imbarazzo. Come dice così mi pare di vedere una bambina sommersa dall'acqua, era una delletante abbandonate. Provo quasi un dolore fisico e svengo.

rileggendo

Rileggendo il post noto che la "disgrafia", almeno così mi hanno detto si chiami, è di nuovo peggiorata, non solo cambi, scambi, omissioni di vocali/consonanti, ma anche frasi slegate, omissioni di verbi o piccoli periodi. Questo mi fa tornare in mente il periodo della scuola quando i prof mi facevano notare le parti mancanti. Sempre in quel periodo avevo la brutta abitudine, sicuramente poco igienica, di mangiucchiare le penne, preferibilmente le bic mentre facevo i compiti. Di solito si mangiano le unghie. Che schifo!

Sempre nella stessa alba del sogno con la casa, ho sognato ancora una volta una bambina. Con mia cugina, sua figlia eravamo in salotto, comodamente sedute i poltrona. La bambina si lasciava abbracciare, si sedeva sulle ginocchia, ma non voleva essere baciata. Particolarità la bambina era la stessa che compariva nell'altro sogno: bionda e con la frangetta.

Per la mia amica a quanto pare ho scoperto l'acqua calda. Esistono gli errori anche diagnostici. Comunque c'era stato un periodo in cui era migliorata, lo diceva lei stessa e si vedeva. Trovava giovamento dalla psicoanalisi, che purtroppo era stata costretta ad interrompere. Lo psicoanalista era intransigente sul numero delle sedute minimo tre a settimana.

Sicuramente anche questa volta non ho capito quale è il materiale da portare e avrò parlato d'altro. Come un dialogo tra sordi. Riporto queste cose come un dato osservato senza che per questo mi senta offesa o ferita, maevidentemente, almeno in questa sede, sono "tonta" se non riesco a capire proprio un bel niente.

Più che non capire, mi sembra

Più che non capire, mi sembra che Lei faccia una gran confusione, sollevi polveroni in cui poi non si vede più nulla. Bisogna solo aspettare che si abbassi il polverone per intravedere i contenuti che emergono. Però appena succede Lei fa di nuovo polverone, forse perchè ha paura di quello che si può vedere...

Nel sogno che a me sembrava di nascita io non ci vedevo la morte della mamma: ce l'ha aggiunta Lei... A me sembra che il/la bambino/a nascente percepisca un flusso, emorragia, sangue e acque, un cataclisma che fa passare da un mondo all'altro, un cambiamento indubbiamente enorme ma che non significa obbligatoriamente morte di qualcuno... E' solo la placenta che 'muore', solitamente.

Anche la bambina nei sogni recenti è sommersa dall'acqua. E Lei stessa è in accappatoio, come se fosse appena uscita dall'acqua appunto, e cresciuta di colpo...
E c'è la casa dei bambini abbandonati, maltrattati, abusati... Lei sembra una visitatrice, ma anche in qualche modo partecipe dell'esperienza; prova quasi un dolere fisico e sviene. L'ambiente è anche familiare, c'è la cugina, sua figlia che però era anche in quella casa, come se non ci fossero chiari confini, chiare differenze...

Non occorre essere intransigenti, però meglio attenersi agli accordi di un post alla settimana.

saluti

Se non si capisce, Lei non ha alcuna intenzione di aiutarmi a capire, facile fare confusione.
Non aggiungo altro altrimenti violo gli accordi, invece questo post ha solo un intento di salutarla e darle con molto anticipo gli auguri per le prossime festività. Molto probabilmente non mi sarà possibile comunicare durante il corrente mese.
Egregio Dottor Benedetti la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato compreso quello per i post aggiuntivi. Grazie anche per avermi fatto capire che sopravvaluto alcune mie capacità.
Di nuovo auguri, e cordialmente la saluto.

Spero che la prevista

Spero che la prevista difficoltà a comunicare non derivi da cause spiacevoli. La sua espressione 'aiutarmi a capire' forse chiarisce un frainteso: ' (aiutare a) capire' è qualcosa probabilmente al di là delle possibilità di questo sito, mi accontenterei di poter aiutare ad orientarsi meglio, o meglio di aumentare la capacità di orientarsi, con l'esperienza di questi scambi. Ma che sia possibile è tutto da dimostrare.
Ricambio cordialmente i saluti e gli auguri.

ritorno e di nuovo grazie

Gentile Dottore dopo un periodo di pausa, dovuto ad una mia temporanea assenza, torno a "disturbare", ma vorrei ringraziarla ancora una volta sia perché mi è stato di grande aiuto quando non ero stata bene durante l'estate sia perché anche se in modo inconsapevole mi aveva aiutato a scendere le scale e anche per un altro motivo, che è una novità.
Novità. Grazie ad alcune sue parole dette in passato unite all'esperienza fatta in altra sede, mi è venuta un'idea che è stata sviluppata ed interpretata dalla terapeuta. Così ha commentato l'avvenimento la Dr - è stato un passaggio importante. Anche emozionante-
Riporto la novità perché anche Lei, nolente o volente, vi ha contribuito, può essere che Lei non condivida il punto di vista della terapeuta come può essere il contrario, personalmente mi dice e ricorda molto.
Ha presente quando con una certa insistenza le chiedevo se credeva o meno all'esistenza di un episodio dell'infanzia? o quando le chiedevo se trovava errori logici che avrei potuto fare nello scartare l'ipotesi che avessi immaginato tutto? Lei aveva risposto per Lei erano importanti le conseguenze e non distinguere se l'episodio fosse vero o immaginato. In un post aveva escluso che fossi "razionale", ma piuttosto ero un Bastian contrario-
Riporto una parte del passato perché altrimmenti non sarebbe comprensibile, altro che polverone.
Questa cosa non l'avevo mai ammessa con nessuno neppure con la terapeuta, preferivo ignorarla, ma nell'ultimo incontro con la Dr, mi ero fatta coraggio e avevo detto- una parte di me ha sempre negato l'esistenza dell'episodio, quella parte avrebbe creduto a mille altre ipotesi non a quella- Questa era la mia idea di base sviluppata così dalla terapeuta.
Secondo Lei, quella che chiamo banalmente "una parte di me" ero io bambina, non è la peraona adulta di oggi, ma la parteche si era trovata davanti all'orrore. Sia per via del tempo che è passatosia perché gli argomenti portati dalla "bambina" erano poveri, ho sempre preferito ignorare la cosa. Ora, almeno secondo la terapeuta, quella parte o "bambina" come preferisce chiamarla la Dr, si è sentita forte in quanto ha "usato" in modo clamoroso le sue parole Gentile Dr, praticamente è come se dicesse- a me non hai mai dato retta, ma vedi anche per il Dr che ha esperienza, ci può stare l'ipotesi che in realtà non sia successo niente-
Non si è limitata a questo a cercato anche di metterein dubbio il ragionamento che escludeva una certa ipotesi e questo usando le sue parole.
Le chiedo scusa se mi esprimo in modo così arruffato e poco chiaro, non so fare di meglio.
Tuttavia quella che la Dr chiama "bambina" ha messo in serie difficoltà la persona adulta di oggi. Difficoltà subito riversate sulle scale. Averne parlato con la Dr mi ha permesso di capire alcuni atteggiamenti di allora e forse di non ignorare più certi aspetti.
Può darsi che Lei non condivida o che abbia un altro punto di vista. Non è possibile riportare tutti i passaggi,ho cercato di fare del mio meglio.
Se si adotta l'interpretazione della Dottoressa può avere un senso il fatto che in nessuna occasione neanche quando le chiedevo se credeva o meno all'esistenza dell'episodio, avevo detto che durante la psicoterapiaera stata esclusa l'eventualità che l'episodio fosse stato immaginato. Ripeto non so quale valore o interpretazione può dare a tutto questo, per quanto mi riguarda l'interpretazione della Dr mi ha fatto stare meglio ed era un bel po' che non succedeva, almeno per un certo periodo, poi i problemi di tuttii giorni....
Comunque la pensi, non posso che ringraziarvi sia la terapeuta che Lei Gentile Dottore.

--Per i tre sogni che sembrano collegati, su una cosa ero stata imprecisa la casa dove venivano ricoverati ibambini abbandonati era una casa sconosciuta mentre la casa in cui c'erano sia mia cugina che la figlia è la casa dei miei genitori. A pensarci bene la bambina vista nella casa sconosciuta somigliava molto alla figlia di mia cugina. Solo che nel primo sogno era spaventata, sofferente e delusa nel secondo cominciava a stare meglio e a dare fiducia, ma non del tutto: niente baci.

--spero di non aver sollevato polveroni, di non aver fatto confusione, ci può essere anche queata eventualità che Lei intenda così questo post, post che riporta una conquista per la terapeuta e me. Forse non mi permetterà di affrontare come gli altri le scale, ma un piccolissimo miglioramento c'è stato, almeno sulla seconda rampa di una certa scala.

Mi fa venire in mente certi

Mi fa venire in mente certi avvocati con cui ho avuto a che fare, di solito attenti più agli aspetti procedurali che ai contenuti della causa, perchè in fondo mirano a vincere la causa, più che appurare la verità di come stanno le cose. Ecco, mi sembra che anche in Lei ci sia un Avvocato che gestisce gli atti a modo suo, utilizzando anche i vari tecnici coinvolti...
Io tendo ad occuparmi poco degli atti, e molto delle cose che emergono, quando possono emergere, nel presente, che in fondo è l'unico momento in cui realmente viviamo, se il passato e il futuro gli lasciano lo spazio sufficiente

dispiacere

Mi dispiace che abbia letto in termini di procedura penale, un passaggio per me importante. Preso da aspetti legali forse le era sfuggito che stavo parlando del presente e degli effetti del passato sul presente e del resto se Lei risponde su questo sito è per via di una specializzazione presa non proprio oggi.
Ho voluto condividere con Lei un passaggio- ho sbagliato e come dice un vecchio adagio "chi è causa del suo mal pianga se stesso".
Questa volta è stato davvero offensivo non utilizzo i vari tecnici coinvolti, non uso le
, semplicemente ho riportato il parere della Dottoressa, non può essere diverso dal suo? non può dare interpretazioni diverse dalla sua? senza per questo arrivare a pensare che le abbia "utilizzate o peggio manipolate ? " a meno che non mi consideri così idiota ( inteso come valore più basso del test Q.I.)da non capire le parole della Dottoressa. Anche questo è un parere rispettabile, lo prendo in considerazione come tale.
Per quanto riguarda il numero dei post, si mantiene il numero di un post alla settimana, per mantenere la media ( facendo un calcolo sommario mi pare che la media aritmetica semplice sia è rispettata)salterò qualche risposta per mantenere i tempi.
In ogni caso, se ci saranno altri post, non farò più questo errore, meglio parlare d'altro...

Non ho parlato di "penale",

Non ho parlato di "penale", come procedimento: ce l'ha aggiunto Lei. E' un esempio del suo fraintendere le comunicazioni, almeno le mie. Lei ci aggiunge qualcosa di suo e le fraintende. Come se le coprisse con quello che Lei pensa di sapere o di capire, e così non lascia che emerga il significato. Credo che un suo problema sia l'ascoltare, il fare attenzione alle comunicazioni, evitando che vengano coperte da qualcosa che impedisce loro di raggiungerla.
Perchè mi riferisce quello che ha detto la sua dottoressa? (o meglio quello che Lei crede che abbia inteso la sua dott.ssa). E' quello che dicevo con 'uso dei tecnici'...
Sono tutti aspetti che coprono l'emergere di cose sue spontanee. Come se invece che lasciar crescere e germogliare le piante del suo giardino, Lei trapiantasse delle piante cresciute altrove. Cos' non lascia spazio alle sue piantine di crescere e svilupparsi. Ma lo sviluppo e il funzionamento della sua mente dipende dalle 'piantine' spontanee, autoctone, non da quelle trapiantate.

ambiti e ambiente

Ancora riesco a distinguere tra le parole dette o scritte da Lei e le mie. "penale" l'avevo aggiunto io e per un semplice motivo tra gli argomenti trattati nel post c'era l'abuso sessuale, che a quanto so è un reato, non mi risulta sia stato depenalizzato. Non sempre è stato così nella Grecia e Roma antica la pedofilia era legale, illustri filosofi la praticavano. Lei aveva introdotto il sostantivo "avvocato", che avevo inserito in un ambito per questo motivo.
Francamente non capisco a quali aspetti procedurali si riferisca, quali "atti" gestirei a modo mio, non mi è chiaro neanche se mi attribuisca l'intento di vincere una causa. Se è così non so quale sia questa causa.

--Mi dice, tra l'altro, che un mio problema è l'ascoltare. Forse è un problema comune, se avesse letto il post non avrebbe posto la domanda perché ho riportato le parole della dottoressa. Ripeto quanto già detto.volevo condividere con Lei un passaggio a cui Lei aveva contribuito e per questo ringraziarla. Condividere non implica necessariamente avere le stesse idee o peggio cercare di convincere qualcuno di qualcosa.
Riprendo alla lettera le sue parole ( non mi permetto di aggiungerci alcuna parola si potrebbe perdere il significato):-perché mi riferisce quello che le ha detto la sua Dottoressa? ( o meglio quello che crede che la sua Dr abbia inteso)-
A parte quello che può pensare dii me, non è stato gentile verso la terapeuta. Se avessi inteso male, se le avessi messo in bocca le parole o qualsiasi altro tipo di equico o manipolazione, non crede che se ne sarebbe accorta e che ne avrebbe parlato?
Forse la stupirà ma tra la terapeuta e me c'è un buon rapporto basato soprattutto sul rispetto della persona e delle idee altrui. Non sempre le ns idee coincidono, ma capita che nell'interazione le idee si modifichino, a volte ammettiamo di aver sbagliato anche alla terapeuta è successo mostrando una notevole onestà intellettuale.Capita anche che da queste idee la dr trovi spunto per interpretare o andare oltre.
La sua mail mi aveva un po' avvilita, portava qualcosa di importante per me che Lei aveva svilito. Un salutare sms della terapeuta ha rimesso le cose a posto. Non riporto le sue parole, non faccio lo stesso errore, ma posso dire che era scritto in un italiano chiarissimo, anche per me, che a quanto pare, fraintendo o non so riportare le parole altrui perché riporto quello che credo che altri abbiano inteso.
Singolare che tra tante ipotesi Lei abbia scelto una particolare -riporto quello che credo...- e non l'ipotesi che la terapeuta possa avere diverse dalle sue. C'è libertà di pensiero. I vs pareri sono spesso diversi( libero di ritenere che non sia così,e che in realtà ho frainteso), ma non l'approccio, non sempre è semplice per me, Lei stesso notava che potevo trovarmi tra Erode e Pilato, ma è stata una mia scelta considerare più pareri, spesso è una ricchezza, ma anche fonte di difficoltà.
In sintesi non farò più l'errore del precedente post.

Post scriptum
- Un po' di tempo fa avevo letto qualcosa su Meltzer, mi aiutato un pochino a capire le sue parole. Non aggiungo altro meglio evitare sin da subito sgradevoli eventualità come dare spiegazioni o pensare di aver capito o fare facili battute.

Per quanto riguarda le piantine occorre l'ambiente adatto.

--tra le mail ho trovato questa bellissima frase augurale, che si adatta bene a qualsiasi periodo dell'anno.
La trascrivo perché le porti bene.
- Che ogni tuo splendido desiderio diventi realtà. Puoi cominciare dal niente, e dall'impossibile scaturirà il possibile- ( M. Beckwith. The secret)

Lei mantiene un particolare

Lei mantiene un particolare fondo di 'ingenuità', diciamo così, riguardo al linguaggio e alle comunicazioni. Le rispondo che può darsi spesso che il linguaggio serva, sia necessario per dire bugie, mentre la verità si dice che non ha bisogno di parole. Certo, poichè abbiamo il linguaggio e non possiamo comunicare altrimenti, dobbiamo accontentarci di uno strumento imperfetto e spesso anzi ambiguo e cercare di leggere anche 'fra le righe', come si dice. Non è facile. Forse il primo passo è di rinunciare a credere che il linguaggio sia perfetto per comunicare, e che i fraintesi siano sempre volontà e 'colpa' di qualcuno. Possiamo cercare di capire se non prendiamo subito per vere le prime cose che ci vengono in mente. Come con le cipolle, spesso i primi strati non servono. E come per sentire o vedere cose non in primo piano, spesso bisogna abbassare il volume o la luminosità delle altre cose che stanno appunto in primo piano.

equivoci

Il linguaggio, come tutte le cose umane, è imperfetto, ambiguo. Chissà se i fraintesi derivino anche dal fatto che è difficile regolarsi su quando è meglio affidarsi alla prima lettura o leggere anche "tra le righe" e in questo caso quando è meglio fermarsi. Lei usa la metafora della cipolla, che se non ricordo male usava F. Perls, bisogna stare attenti a forza di pelare si rischia di rimanere con niente in mano.
Gli equivoci, fraintesi possono capitare senza per questo ci sia volontà o colpa di qualcuno.
Riprende un concetto che su un libro ho trovato attribuito a Cicerone, la verità si difende da sé, mentre le parole servono per dire bugie. E' un modo di vedere le cose. C'è chi attraverso la parola voleva insegnarci il cammino, nel Vangelo c'è un insegnamento di vita.
Per quanto mi riguarda sono sincera o evito di dire bugie, mi piacerebbe dire perché sono particolarmente virtuosa, ma non è per questo, per essere bugiardi occorre innanzitutto una ottima memoria, la bugia avrebbe gambe cortissime, non solo, occorrono anche fantasia ed intelligenza per supportarla (come notava O. Wilde) altrimenti risulta per quello che è o una bugia o una cosa campata in aria. La bugia invece deve apparire se non risultare "vera", deve produrre come effetto la"sospensione dell'incredulità". Cose troppo complicate per me. In estrema sintesi o molto più banalmente, mi ritrovo nelle parole della sua mail. Anche nella parte finale, ma bisogna stare attenti, si può correre il rischio di focalizzare l'attenzione su dei fili d'erba e ignorare la foresta.

Tornando ai recenti post. Avevo sbagliato nello scrivere certe cose, ma non per questo mi sento colpevole o possono esserlo altri. La questione è un pochino più complessa, cosa che non poteva essere notata dalla mail.
Molto probabilmente non dirà niente in proposito, sono un pochino curiosa di sapere cosa aveva letto "tra le righe" negli ultimi post.

Non so se fa parte sempre

Non so se fa parte sempre della sua 'ingenuità' il pensare che le bugie, o meglio forse le cose non vere, false, siano sempre consapevoli. Lei sembra credere di non potersi ingannare, nel senso di non rischiare di confondere verità e falsità. Vero e falso e anche bugie ecc, concorrono a costruire le 'maschere', i travestimenti che uno porta addosso, e che finisce di dimenticare che sono cose esteriori, che coprono gli aspetti veri di sè. Si creano 'castelli di bugie', o di falsità, che a un certo punto non si reggono più e crollano più o meno rovinosamente. Ma fino al momento del crollo l'establishment (delle società o delle personalità) difende fino all'ultimo la sua credenza, con strumenti diversi, fra cui le citazioni dotte....
Un altro modo di vedere le cose è quello della fiaba del Re Nudo...

Di solito ogni volta che si parlava di questo, in terminisimili o diversi, Lei ha reagito 'offesa'.

come volevasi dimostrare

Il suo post di risposta è la prova tangibile, se ce ne fosse bisogno, cosa improbabile, che nelle parole ci sono equivoci. Forse le era sfuggito che le bugie a cui mi riferivo erano quelle consapevoli. Come Lei sa ci sono persone che mentono sapendo di mentire.Ma anche queste sono parole, e raramente un bugiardo consapevole ammette di esserlo, quindi libero di ritenere che mento anche su questo. Su altro tipo non mi pronuncio, direi luoghi comuni o peggio delle "amenità", per usare un eufemismo.
Vorrei sapere se anch'io, secondo Lei,difendo qualche credenza, vorrei proprio conoscerla...
In ogni caso rimane l'errore fatto da me nei precedenti post. Errore non privo di conseguenze che non investono solo la superficie o gli abiti o la maschera. Non vado oltre perché corro il rischio che le conseguenze diventino più pesanti. Per ora è stata messa una fasciatura.
Si potrebbe dire che queste ultime frasi siano il frutto di una mia particolare credenza, non è così. Forse dovrei aggiungere altro per essere chiara,ma per il momento non me la sento.Lasciamo l'argomento in stand by. DEl resto non è il solo argomento...
La frase finale usa il tempo esatto ovvero il passato, da allora qualcosa è cambiato.
Mi dispiace essere venuta meno all'impegno preso, ma l'equivoco era pesantuccio e in questo momento è meglio che siano spenti sul nascere.

altre prospettive

Gentile Dottore, questa volta non porto dei sogni o altro materiale di diverso tipo, il post seguirà le tracce della sua ultima mail. Mi scuso per eventuali inesattezze dovute soprattutto alla mia ignoranza, in senso letterale.

Sembrerebbe che avevamo in mente tipi "diversi di bugia: per Lei quelle inconsapevoli, (auto) inganno tra verità e falsità, bugie mentre io, molto più banalmente, mi riferivo al mentire sapendo di mentire.Non so se ritiene che dica anche questo tipo e su cosa basa questa idea. Se è così, non dico niente sarebbero solo parole e poi mica devo convincerla di qualcosa.
Tornando al suo post.
Lei, essendo esterno" o se preferisce per vedere non le occorre lo specchio, che può distorcere l'immagine, può vedere meglio alcune caratteristiche. Qualora portassi una maschera e indossi dei travestimenti come si presentano e con quali caratteristiche? in cosa mi sarei travestita? Tutto questo ha o aveva una qualche funzione? Tra l'altro Lei forse attribuiva anche ame una credenza, probabilmente falsa, che difenderei, ma qual è questa credenza?
Nel post accennava anche ad un crollo dell'establishment (della società o della personalità), ma cos'èl'establishment della personalità, cosa significa il suo crollo rovinoso omeno, quali conseguenze implica. Chissà se è auspicabile o meno che accada o se venga persino favorito.
Per quanto riguarda l'establishment della società, si potrebbe intendere chi detiene il potere reale o apparente, di solito è quello apparente che crolla perché non è più in grado di soddisfare gli interessi del "potere reale" che raramente si mostra, solo recentemente si parla con più frequenza di certi "club". Ma è solo una chiave di lettura, una tra tante.
Il passaggio dal macro al micro mi è difficile. Nel macro ci possono essere rivoluzioni o in piccolo rivelazioni a mezzo stampa di alcuni segreti di potenti ecc, ma nel micro cosa accade? c'è un crollo psicotico, mah...e poi chi detiene il potere? a livello macro ci sono forti interessi economici...
Non mi è chiaro il riferimento alla fiaba - Il Re nudo- Grazie al suo riferimento ho letto la fiaba, vi ho trovato vanità, servilismo, arrivismo, compiacenza per non perdere i propri
privilegi, bugie consapevoli.
In alcune mail consigliava di andare oltre il significato letterale delle parole, ma di leggere "tra le righe". C'è qualcosa da leggere tra le righe nelle mancate risposte a domande dirette? solo come esempio, le chiedo se anche Lei come Gazzillo associa il sabotatore interno a disturbi di personalità tra cui il borderline o.alla domanda sul meccanismo di difesa usato.

Mi sembra che siamo come

Mi sembra che siamo come entrati in un labirinto, fatto di parole, di citazioni, di nomi,di domande, ecc ecc. Forse un labirinto di specchi, dove non si distinguono più le cose vere da quelle riflesse e si resta confusi.

parentesi

Altro modo di iniziare con delle parentesi.
Prima parentesi ( è daun po' che volevo chiederle un consiglio).
Quando alcune visite mediche diventano un"tormentone".
L'estate scorsa avevo avuto un malore notturno e subito dopo c'erano state delle visite specialistiche, due per l'esattezza. Ne avevamo parlato anche in questa sede. Da allora non ho avuto più disturbi, ma qualcosa è cambiato.
Basta un banale mal di testa, una piccola vertigine,una qualsiasi coa che scatta in automatico il pensiero-questi sono i primi segnali che possa ripetersi la cosa..- Capita anche che ritornano in mente le parole del Dottore, come un tormentone. Non solo, mi sono ritrovata a leggere su internet, su riviste, su enciclopedie le caratteristiche di certi farmaci. Anche le emozioni le vedo come prodromiche.... La sera non riesco ad andare a dormire senza prendere delle pasticche. A volte sembra che tutto questo sia passato, ma all'improvviso tornano certi pensieri, sensazioni...A volte presenti anche nei sogni..
Eppure il Dottore non era di certo Torquemada, può ave sbagliato diagnosi, può essere stato superficiale, questo tra le ipotesi meno rosee, ma tutto questo non giustifica una simile reazione. Tra l'altro il malore non si è ripetuto, lo stesso Dottore non aveva prescritto farmaci.
Non capisco la reazione eppure mi è capitato di avere malattie che non dovevano essere sottovalutate, ma senza queste conseguenze.
Solo come ipotesi chissàse una reazione così sproposita riguarda le emozioni, sensazioni, una tra tante l'incapacità di difendermi...
Da un po' pare che vada meglio, ma non si sa mai....

Seconda parentesi.
Quando ho letto la sua mail -mi sembra che siamo entrati in un ...-
Le sue parole hanno avuto degli effetti stranissimi. Difficile ripotare a parole, non rendono l'idea.
Quelle sue parole mi hanno fatto sentire a "casa, accettata", come se si fossero diradate delle nuvole pesanti, insomma una sensazione di benessere. Ma queste sono parole molto, molto limitate. Tutto questo è stato "trasportato" sulle scale.
Ero scesa al piano inferiore, questa volta senza appoggiarmi al passamano, al centro del gradino e quando a metà rampa mi sono accorta che le stavo affrontando diversamente non avevo cercato strane spiegazioni e neanche ero andata in tilt, era semplicemente normale scendere così.. Speriamo mantega. Le scale non erano particolarmente "difficili", ma ultimamente la fobia era più consistente.
Mi piacerebbe sapere cosa c'era tra le righe, nelle sue parole. Inutile dire il perché di tanto interesse.
Cosa c'è di diverso rispetto alle altre sue mail di risposta.

Forse Lei aspettava che io

Forse Lei aspettava che io finalmente accettassi di entrare nel labirinto ("siamo entrati...")
Forse la prima parte del suo post è anche quella una parete del labirinto a specchio...

ancora

Ancora con questo labirinto? Possibile che legga tutto in questi termini? Gentile Dottore nella vita non ci sono solo labirinti...
Con alcune domande avevo cercato di capire, lEi aveva preferito non chiarire. Bene, continuerò a non capire.
Lei ha dato una sua possibile interpretazione, in base a come mi conosce, di alcuni avvenimenti. Non è la sola, c'è anche un'altra, non so se migliore o peggiore, ma ha il vantaggio di aiutarmi con le scale. Per me basta questo per renderla opportuna.
Per quanto riguarda il "tormentone" della visita specialistica e nel fattore tempo.
Questo post è di grande utilità per me e non per la regola

post scrittum

Post scriptum

Sembrerebbe che il plurale usato da Lei fosse in realtà un singolare. Ammesso e non concesso che mi trovi in un labirinto o che ci sia entrata da poco (ancora non riesco a capire bene di cosa si tratti, malgrado le letture. Grazie a loro ho scoperto che non è un problema solo mio. Comunque quello che Lei chiama labirinto fatto di parole, di citazioni, di domande; era solo untentativo per capire. Non è andato a buon fine. Pazienza continuerò a non capire.), non le chiederei mai di entrare nel labirinto.
Non so se dopo questi post intenda proseguire nel dialogo o come preferisce chiamarlo.
Se decide per il no, vorrei ringraziarla per il tempo, per avermi dato la spinta a leggere di altri psicoanalisti, per aver favorito alcune "letture" anche per Lei erano poco significative o significavano altro, per me sono state di una utilità grandissima.
Se propende per questa scelta (non so,non voglio metterle parola in bocca) la saluto con il mio vecchio nome. Grazie per tutto, Claila

Mi sembra che Lei, appena

Mi sembra che Lei, appena 'entrati nel labirinto', cerca di tirarsi indietro. Mi sembra che sia già successo.

ohps!

Herr Doktor (mi piacerebbe imparare il tedesco..)rileggendo le mail per cercare di riordinare le idee, ho notato alcune cose.
Alcuni equivoci, se non molti, sono sorti perché "l'oggetto", se mi lascia passare questo termine alquanto infelice, di osservazione era diverso, Lei si riferiva ad una cosa ed io ad un'altra. Lei stesso più volte aveva detto che sembrava un dialogo tra sordi, che usavamo lingue diverse. Se ora ho inteso bene per Lei "l'oggetto" è conoscere se stessi. Se ancora una volta ho capito male, mi corregga per favore. Per me era altro, anche Lei senza volerlo e forse senza saperlo aveva aggiunto altro materiale che assorbiva molta della mia attenzione.
Ha presente la metafora della soffitta che aveva fatto? non era solo la soffitta che dava oggetti che mi distraevano, anche Lei.
Le mie risposte o almeno parte di esse, erano state date in base ad un certo "oggetto", cambiandolo molto probabilmente sarebbero state diverse. Tuttavia qualche volta, si può dire di rado, ho cercato di dare qualche elemento per conoscere me stessa. Tentativo maldestro infatti Lei o non si era accorto del cambio, era difficile farlo, se si era manifestato in un certo modo, (secondo Lei facevo sempre la stessa strada) o lo sviliva, come è successo recentemente. Comunque questi tentativi sono stati pochi rispetto al numero delle mail.

Riguardo alla sua osservazione che difenderei alcune mie credenze. Ho cercato di trovarla(e).
In questa sede ho parlato di:
-il suicidio di una mia amica, avvenuto dopo 4 anni di "cure". Inutile dire che sarei felice se questa fosse una mia credenza infondata;
- del mio tentato suicidio. Un fatto riscontrabile;
- che ho fatto un certo iter formativo. Va bene che oggi si falsificano i titoli di studio e si comprano, ma sono fatti riscontrabili;
-ho accennato a dei miei errori, non credo di essere la sola a farli;
- accennati due episodi del passato, uno avvenuto a 7 anni e l'altro a 14. Può essere che si riferisca a questi episodi la credenza? Non lo so, ma Lei sa meglio di mea cosa si riferiva.
Su questi episodi non mi pronuncio, solo su quello dei 14 anni mi era sfuggitauna osservazione, certe persone danno la responsabilità al minore dell'accaduto, ma non altro.
A lei avevo chiesto se trovava logica una certa ricostruzione. Logica e verità non sempre coincidono. Poi ognuno è libero di vederci quello che vuole negli abusi o presunti tali: chi difende a priori la versione del minore, chi propende per la fantasia, chi equipara le situazioni puntando l'attenzione sulle conseguenze, c'è chi sostiene che non sono equiparabili e altro ancora. Ma sono delle teorie. Nella psicoterapia questi episodi hanno avuto una certa collocazione, può essere condivisibile o meno, ma è il frutto di un duro lavoro di squadra, non è venuto dal cielo o da astratte teorie. Non è stato semplice da accettare. Questo più o meno lungo elenco è fatto per capire quale credenza cercherei di difendere.. finalmente anch'io difendo qualcosa.
piccola parentesi a proposito degli abusi reali ho trovato questa espressione molto sintetica, ma densa di significato Di D. Meltzer , il minore, durante l'abuso esperisce se stesso come un giocattolo smontato. Metto le mani avanti, ho trovato significativa la frase, ma non c'è alcun riferimento personale né diretto nè indiretto.

Per quanto riguarda il labirinto, se a Lei sembra così..
Forse sbaglio, labirinto è un modo per dire claustrum? se è così mi pare che Meltzer aggiunga qualche altra parola al claustrum.
Una cosa è certa sono stata troppo prolissa... a proposito di bugie e bugiardi ho letto alcune caratteristiche che attribuisce loro Bion....se fossi bugiarda sarei un disastro. neanche questo mi riuscirebbe, mancano gli elementi.

possibile..

Ancora un possibile equivoco. Ho intenso come intenzione a continuare la sua mail, così ho scritto un post, e se invece era da intendere diversamente?
Non vorrei"tormentare" nessuno.

Possibile che non ci sia un

Possibile che non ci sia un modo di uscire da questo 'tormentone', diverso dal chiudere il tread, come le resta il dubbio?

Lo chiami come vuole, 'claustrum', ritiro, se non le piace labirinto, o tormentone o trappola ecc, ma siamo finiti proprio in un 'gioco' estenuante. Sembra quasi che sia Lei a voler cambiare me o il mio modo di fare, come in un rovesciamento della prospettiva... Ha presente le due anfore che sembrano una faccia, a seconda di come le guarda, cioè della prospettiva? Sono raffigurati due oggetti ( o meglio tre), ma si vede solo o l'una o le altre, e non si possono vedere insieme contemporaneamente.
Ma Lei non ha iniziato questo consulto per cambiare me: a meno che non sia stato questo il motivo del cambio di consulto e di nome?

Direi che non Le serve 'spiegarsi', ma 'mostrarsi', lasciarsi vedere come è. Invece sembra che voglia spiegarmi come devo vederla ( le anfore o la faccia: in realtà ci sono tutte e tre)

aspettative

Forse è proprio vero che le aspettative hanno un ruolo e non solo in certi settori.
Lei in modo più elegante, sintetico,comprensibile diceva nell'ultima quello che in maniera contorta riportavo nelle prima parte del post. Parola chiave "mostrarsi".

Il motivo o i motivi per cui avevo deciso di cambiare nome al consulto sono personali e glieli risparmio.
Cambiare Lei o il suo modo di fare? Se solo potesse dare un'occhiata a...., ma non è possibile.
Tra l'altro qualsiasi parola io dica in proposito sia pure descrittiva verrebbe vista come "spiegazione". Anche se descrivere quanto accaduto, forse potrebbe essere utile per togliere equivoci. Questo non ha niente a che fare con lo "spiegarmi" o dire a Lei come mi deve vedere.

Mostrarmi, lasciarmi vedere come sono...In questa sede è accaduto molto raramente, casualmente, molto più spesso ho preferito riportare dei fatti ed un coacervo di opinioni altrui, quasi mai le mie. Praticamente facevo e mi interessavo di "tutto" ( conoscere il suo pensiero gentile Dottore, di alcuni suoi colleghi, ma poteva essere anche altro).
Con stupore ho letto la sua espressione - Invece sembra che voglia spiegarmi come devo vederla-
Non mi pare di averlo fatto a meno che non si prenda come "spiegarmi" l'insieme dei fatti o il coacervo di opinioni, ma non sono queste cose.
Tornando al mostrarmi e a lasciarmi vedere come sono. Non so come si fa, ammesso ci sia qualcosa da mostrare. Sia indulgente perché provo a fare qualcosa che non so fare e non so neanche cosa si intenda.
Esteriormente non sono graziosa tutt'altro e l'incuria ha peggiorato la situazione.
Il resto...Dovrei riprendere i libri per terminare gli studi, ma il solo fatto di prenderli in mano mi fa star male.
Piccola distrazione, pochi giorni fa sono stata insieme ad altri, in un paese ai piedi di una montagna innevata. Che spettacolo osservare quel manto bianco. Per un attimo il resto era sparito...vorrei sparire anch'io.
Sogni e dintorni. Di nuovo ho sognato un compagno di scuola. Stavo camminando tranquillamente, quando questo compagno mi dà un calcio, solo per giocare, mi affianca e sorride, subito dopo ricambio la cortesia. Sparisco dal sogno e c'è solo il compagno di scuola che pilota il suo piccolo aereo ( pilota dilettante), sta sorvolando un tratto di spiaggia in un periodo estivo, piena di turisti che fanno il bagno o prendono il sole, particolarità in acqua c'è una volpe che nuota felice.

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Solo come osservazione- la sua ultima frase può essere recepita in tanti modi. Una di non usare filtri, di non parlare d'altro, in modo che Lei possa farsi un'idea. Altro modo, molto duro, le risparmio "spiegazioni", non occorrono. Non posso trascurare l'eventualità, come dire, meno "lusinghiera", termine improprio ma non me ne vengono altri,e questo per motivi miei personali.

Meno male che ogni tanto c'è

Meno male che ogni tanto c'è una 'distrazione'. Il manto bianco della montagna innevata le ha fatto provare un'esperienza emotiva, spontanea, che non si può 'spiegare', ma solo descrivere... Chissà se 'il resto', che invece occupa solitamente tutto il posto, è qualcosa di contrario, non emotivo, non spontaneo,
Non a caso lei riferisce subito dopo il sogno, anche questo esperienza spontanea, emotiva, che non può essere spiegato ma solo raccontato. Uno può cercarne il significato possibile, ma non 'spiegarlo' ( che fra l'altro presuppone di sapere già che cosa significa, cioè pre-sumere, sapere prima).

Forse quanto sopra mi può aiutare a esprimere quanto cerco di dirle: di occuparsi delle sue esperienze emotive, spontanee e non di quelle che bisogna 'spiegare'.
Pensa di poter rinunciare al mondo delle 'spiegazioni'?
Lei dice "In questa sede è accaduto molto raramente, casualmente, molto più spesso ho preferito riportare dei fatti ed un coacervo di opinioni altrui, quasi mai le mie."
Ecco, qui è proprio chiaro il frainteso, mi sembra: le opinioni altrui qui non servono, sono solo immagini riflesse, forse dagli specchi del labirinto, servono le sue opinioni e osservazioni e pensieri, quanto insomma avviene nella sua mente, che lei può osservare e descrivere. Questo significa 'mostrarsi' o nascondersi: come quando descrive un sogno, cioè un'esperienza che lei ha vissuto nella sua mente, osservato e registrato nella memorio per qualche tempo ed è disposta a 'mostrarla', condividerla, forse, cercando il significato di quello che vive.
Ci si 'mostra' di più raccontando un sogno che non esibendosi in passerella e forse la sua incuria per se stessa è un altro modo di 'mascherarsi', coprirsi, nascondersi, perchè teme di "non avere niente da mostrare", pensiero in cui forse c'è un altra 'immagine allo specchio', sempre il solito labirinto di specchi, direi, da cui bisognerebbe uscire.

non è solo fomalismo

Non è solo questione formale, ma sostanziale, non c'erano "spiegazioni" nei post o mail, riportavo dei fatti ( si possono ritenere reali, immaginati o frutto di un delirio)o il pensiero di altre persone (si può ritenere che lo abbia capito poco, niente o abbastanza). Comunque Lei messo tra virgolette la parola spiegazioni.

--Rileggendo i post del precedente thread, fobia delle scale, mi sono accorta che potrebbe esserci stato un altro equivoco, dovuto ad una mia omissione. Ha presente quando le chiedevo se voleva interrompere il dialogo? Non era una domanda posta a caso, come poteva apparire, c'erano dei motivi. Ogni tanto capita anche a me di fare delle cose in base a delle motivazioni, che però non avevo detto. L'omissione probabilmente ha favorito equivoci e attribuzione di intenti.

---"mostrarmi", descrivere quanto accade nella mia mente...ci sono delle difficoltà, perché quando le poche volte che lo avevo fatto, almeno in questa sede, mi era stato detto che facevo la stessa strada, mi ero ritrovata con qualche "etichetta" e persino le sensazioni che provavo non erano quelle giuste. Quindi anch'io mi sono data una regola, come aveva fatto Lei, prima dandomi un limite di due post a settimana poi passato ad uno,e cioè di mostrarmi il meno possibile. Il limite non è rigido adattabile alle circostanze. Nel tempo qualcosa è cambiato, non ho dimenticato quanto accaduto la scorsa estate e della sua disponibilità. Ma non solo quello non riporto il resto per brevità e per non usare troppo lo strumento "spiegazioni". In questa parte della mail usato pesantemente, ma ripongo subito lo strumento.

Spesso mi capita dopo aver letto le sue mail e dopo l'incontro con la terapeuta, di sentirmi come su degli sci, quello sinistro spinge verso la sinistra e il destro verso la destra e al centro ci sono io. Sono molto diverse le "letture" che date. Questo rende più acuta la sensazione che mi lascio trascinare, che non so difendermi. Ci sono stati dei momenti in cui questo era molto forte, nel tempo è iniziato a diminuire,ma è sempre presente. Magari si potesse fare una semplice media statistica!
Forse mi sto avvicinando ad un faticoso compromesso, che non distrugga il lavoro delle opposte sedi e che non distrugga me. La stessa terapeuta mi ha detto ti sei esposta ad un rischio, pur pensandola così, è sempre stata favorevole a questo scambio, lei crede molto nelle mie possibilità, capacità di resistere. Parole che trovavano corrispondenza nei fatti ad un certo punto la fobia aveva raggiunto vertici altissimi. Le chiedo scusa se ogni tanto le parlo delle scale e della terapeuta, ma fanno parte della mia vita e se vuole che mi mostri ci sono anche loro. Inoltre non mi pere vero di poter dire anche in "pubblico" quanto sia brava,sincera, che rispetta le persone la mia terapeuta.
Proprio ora mi è venuta un'idea. Non so se ricorda i tre sogni che sembravano concatenati- ero incinta e un'emorragia minacciava il feto, e gli altri due in cui c'erano due bambine..
In un primo momento le interpretazioni mi erano sembrate, ma non agli antipodi come più spesso capita, diverse e francamente mi erano sembrate ottimistiche, ma con il senno di poi mi rendo conto che avevano del vero.

Forse Lei deve soddisfare

Forse Lei deve soddisfare troppi 'padroni' ( o figure 'autorevoli' cui si sente 'legata' ) e forse si sente in un conflitto di lealtà, col timore di tradirne qualcuno. Può darsi che le sia successo anche in passato, come una trappola in cui ha finito per ricacciarsi fra due 'terapie'.
Ma qui Lei non sta facendo una terapia, è solo uno scambio di mail, un'esplorazione basata sull'intuizione del momento. Faccia conto che sia un'atelier di pittura, un hobby che non c'entra nulla con tutto il resto...
Non credo che sia utile rileggere i vecchi post. Fanno parte del 'passato' e rischiano di oscurare il presente, cioè quello che vive e sente nel momento attuale. Provi a scrivere di getto, sullo stimolo di quello che sente nel momento, facendo l'atto di coraggio di non voler 'capire di più' o 'farsi capire di più'.

tentativo

Provo, sia pure con qualche giorno di anticipo, a seguire il suo consiglio e cioè scrivere di getto, sullo stimolo di quello che sento al momento, facendo l'atto di coraggio di no voler ' capire di più' o 'farsi capire di più'.

C'è come una sospensione, quello che solo l'altro ieri era importante e occupava lo spazio della mente ora è solo sfondo, presente, ma un po' distante, anche le cose di ieri sono un po' sfuocate. Oggi è il silenzio. Le scale lontane.
Come un rifiuto intimo, profondo di pensare, eppure prima o poi torneranno le scale e il resto. ma per il momento non ci sono e non ci sono più le scansioni temporali passato-presente-futuro.
Molto sullo sfondo mi chiedo...ma come sia...possibile..ma senza concentrazione.
A volte capita che non vorrei alzarmi dal letto o lavarmi o vestirmi, cose che finisco per fare, ma per abitudine. Mi sembrano inutili, poche cose mi sembrano utili.
Ogni tanto mi tornai mente l'es. che faceva Lei (liberamente adattato) e cioè sarei come una persona che chiede un'indicazione stradale ad un passante, questi dice che ho sbagliato strada, senza indicare quale sia quella giusta e in più aggiunge che l'automobile non va bene e che io problemi di vista.

Ho sognato che avevo gli occhi chiusi, ma ero sveglia, e vedevo in fondo alla camera da letto delle persone, probabilmente uomini, vestiti di bianco, non so se erano camici o pantaloni e camicie bianche, penso sono immagini ipnogogiche ( nonricordo esattamente come si chiamino, ma mi pare ci sono di due tipi) se apro gli occhi spariscono. Le figure pur aprendo gli occhi non spariscono e allora mi dico che sono allucinazioni.
Allucinazioni visive... chissa come mai a volte mi vengono certe idee.
Ero senza occhiali e vedevo una parete che era bianca grigia, in un primo momento ho pensato che il difetto visivo era peggiorato, ma ho escluso subito questa possibilità, il mio difetto non cambia i colori e allora subitol'idea della allucinazione. Dopo ho verificato la parete era grigia per un incidente.
Anche qui le chiedevo spesso se mi riteneva border...
Cosa ci sarà in questi border... forse l'idea di conoscere, come dire, due mondi...
Ma domani tornerà il resto, ma per ora c'è la sosta.

proseguire con il tentativo

Gentile Dr Benedetti, ho dovuto chiudere la precedente mail prima che potessi farle una domanda. Anche questo è un tentativo, anche se diverso rispetto alla precedente mail. Probabilmente non risponderà, ma faccio un tentativo, come si dice- tentar non nuoce-, almeno spero.---cosa sono le capsule autistiche in pazienti adulti nevrotici?
la ringrazio e buon fine settimana.

Volevo ben dire che non ci

Volevo ben dire che non ci fosse la seconda mail che contraddiceva quella precedente... Non sono sicuro che tentar non nuoce, fare e disfare sarà servito a Penelope, che voleva prendere tempo, ma altre volte non so...

Lei fa dei tentativi, come dice, cercando di prendere coraggio e andare avanti e poi fa marcia indietro.
Come due tendenze, due forze uguali e contrarie, la cui risultante rischia di essere l'immobilità.
O forse appunto è incerta fra due mondi, due strade, col rischio di non andare a conoscere nè uno nè l'altro.

ancora primo tentativo

Riprendo dal primo tentativo.
In un sogno fatto di recente mi trovavo insieme ad un'altra persona in un liceo classico, edificio immenso. Incontriamo uno studente che conosce l'altra persona, si salutano, a vederlo sente freddo, porta un cappotto che tiene ,ben stretto, porta anche.gli occhiali. Intravedo l'altra uscita, c'è una bella scala comoda. Penso tra me l'hanno aggiustata prima era molto scomoda e pericolosa. Sono fuori dall'edificio e mi ritrovo ad attraversare una serie di binari, attraverso tranquilla poiché non è ora di partenza per i tram o treni.
Sono in automobile con la mia amica che non c'è più. Particolarità la guida è a destra e i sedili sono all'esterno della vettura. C'è una curva particolarmente insidiosa e la strada è stretta , di fronte arriva un torpedone, sono in pericolo, cerco di avvicinare il sedile all'auto mentre la mia amica cerca di spostare più a destra la macchina e dice che è meglio che si fa male lei e non io-
Già la mia amica e la...montagna di farmaci, chiaramente non efficaci, come dicono i suoi colleghi- non si è ancora stabilizzata..- Chissà quale effetto fanno i neurolettici sia tipici che atipici su una persona depressa/ disperata, visto che danno uno stato di sonnolenza, se non di vero e proprio sonno non ristoratore.Tolgono volontà e desiderio, si diventa come dei burattini, per non dire degli effetti collaterali. Anch'io mi sento così e senza neurolettico. Raramente se non mai provo a fare qualcosa,stranamente lo avevofatto nell'ultima mail, ma a quanto pare era meglio non farlo.

Ogni tanto torna la sensazione che altri abbiano deciso per me e che non so/sapevo evitarlo. Come qualcosa che impedisce la reazione, come di pensiero/azione ferma.
C'è qualcosa che impedisce un semplice gesto di buona educazione- stringere la mano- ora con più correttezza lo faccio, ma se posso evitarlo...Non so cosa mi passa per la testa in tali frangenti, forse niente, ma è un niente che impedisce un gesto spontaneo. Forse anche nel dare la mano è qualcosa che altri hanno deciso per me...rispettare le buone maniere..
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Davvero i due post si annullavano? quasi un trade-off . Non me ne ero accorta.
--Scendere le scale come abbandonarsi, lasciarsi andare, verso qualcosa o qualcuno, ma c'è un quid che impedisce, come descriverlo, non so. Forse dire non so è la via più breve, un modo per non tentare.
A proposito di scale, come mai in un momento in cui la fobia era molto alta, aver pensato semplicemente il suo cognome mi aveva aiuto, chissà in quel momento era come la piuma di Dumbo.
..

"attraverso tranquilla poiché

"attraverso tranquilla poiché non è ora di partenza per i tram o treni."
Anche in sogno sembra che la pre-sunzione, cioè letteralmente il sapere-prima, prevalga sulla prudenza, che forse è il guardarsi bene intorno nel momento presente e non fidarsi di quello che si pensa di sapere (potrebbe sembre esserci un tram fuori orario...).
Sono in realtà due modi tipici del sapere (che hanno sempre diviso l'umanità e dividono anche tutti noi) quello a priori, dogmatico, ipse dixit, e quello a posteriori, pragmatico, empirico, cioè basato sull'esperienza.
Il 'veicolo' in cui si trova non sembra dei più sicur, e alla guida c'è una persona morta...
Come se lei facesse guidare il suo veicolo, la sua vita appunto a personaggi del passato (quello che si sa già?), che influiscono sul presente e rendono insicure e a rischio le persone attuali.
Da ciò forse "la sensazione che altri abbiano deciso per me e che non so/sapevo evitarlo".

modi di sapere

Non occorre particolare intelligenza per capire quale modo di sapere mi attribuisca tra i due che da sempre hanno diviso l'umanità ( la modalità libri non di recente acquisizione, che fine fa?) è quello a priori, dogmatico, ipse dixit, basato sulla presunzione -sapere prima- contrapposto all'altro quello a posteriori, empirico basato sull'esperienza ( probabilmente quest'ultimo è quella che adotta Lei-
Opinione personale, il primo non mi srembra intelligente, razionale, lo trovo alquanto ottuso, inutile, saccente, stupido, questo a prescindere dal numero di persone che lo adottano. Dubbio, forse in maniera indiretta e non troppo velatamente vuole dirmi qualcosa? Se è così lo dica pure senza giri di parole. Le persone che come adottano un certo modo di sapere difficilmente capiscono al volo o sanno leggere tra le righe.
A proposito di sapere, Lei non sa niente o sono stata reticente a seconda dei punti di vista, dell'ambiente in cui vivo, delle persone che mi circondano ecc. Può darsi che Lei ritenga queste cose poco influenti, mettendo l'accento sul mondo interiore o intrapsichico, mi pare si dica così.
Forse si basa su questo per ribadire che so in un certo modo. Anche in un sognorecentemente descritto, Lei trova conferme alle sue parole. Così dice: _- Come se Lei facesse guidare il suo veicolo, la sua vita appunto a personaggi del passato ( quello che si sa già?) che influiscono sul presente e rendono insicure e a rischio le persone attuali.-
Perché usa la parola personaggio riferendosi alla mia amica prematuramente morta?
non miè a quali persone (qui usa la parola persona e non personaggio) e quali rischi corrono.
Nei sogni accadono cose strane, inverosimili se non impossibili e quello descritto non fa eccezione, infatti scendo le scale senza paura, per ora solo un pio desiderio o sogno; il liceo classico è così ampio da occupare interi isolati; i tram si confondono con i treni, partono dallo stesso capolinea/stazione, ma non vi arrivano; le automobili sono tutte fatte in modo strano; la mia amica è viva ed è vestita in modo totalmente diverso dal suo abituale. Queste cose le avevo omesse nell'altra mail e non sono le uniche, attraversavo tranquilla non solo per via dell'orario o perché dal capolinea partivano e non arrivavano i mezzi, quindi bastava guardare da una sola parte, ma perché il tram/ treno era fermo e al posto di guida, ben visibile, non c'era nessuno.
Se la conosco un pochino ( conoscenza molto, molto scarsa si basa sulle mail, quidi sono nell'ambito delle ipotesi, probabilità) non crederà ad una parola di queste aggiunte alla descrizione del sogno, ma le vedrà come unbecero, maldestro tentativo di manipolare, influenzarla, occasione per dire altre bugie, che si aggiungono ad altre. Probabilmente c'erano bugie anche nei post del recente thread, quando dicevo che avevo messo in discussione molte cose. Questo modo di fare non mi pare che si accordi con il dogmatismo, a meno che non siano mendaci i post.
Dunque direi tante bugie che non sono solo quelle consapevoli o dovute alla scarsa conoscenza di me stessa, vanno ben oltre. Ma se sono così bugiarda perché nonmentire anche su altro magari circa i sogni o la fobia, forse solo per esercitarmi o verificare questa capacità. Insomma si può mentire su tutto e dubitare di tutti.
Con questa mail non voglio convincerla di niente, ma solo aggiungere elementi, che tra l'altro possono anche confermare il suo parere e cioè che presumo, che so in un certo modo per usare le sue parole, ma si potrebbero usare anche le mie. Oltre ad aggiungere degli elementi cerco di capire la sua risposta.
Tuttavia dissento su una cosa, magari alcune decisioni le avessi preso io anche sulla base di quello che già sapevo...

Credo che possa essere il

Credo che possa essere il momento di porsi una domanda: cosa vuole da me, esattamente? oltre che fare un dibattito interminabile...
Forse sarebbe contenta che le dicessi: ha ragione Lei, non c'è niente da fare, non ci posso far niente, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.... Ma questo continuerebbe con "scordammoce o passato", cosa che Lei non vuole fare.
Forse appunto lei fa la vestale del tempio del suo passato, e cerca di portare le persone a sacrificare a questo tempio. E ci sono delle "scale" per salire all'altare e scendere...
E non sopporta chi le dice di lasciar perdere e guardare alle altre cose, alle persone vive invece che a quelle morte...
Quasi come se ci fossero delle 'scale' invisibili e impraticabili per venir via dal posto in cui è, o forse che Lei non vuole vedere e praticare.
PS quelli che compaiono nei sogni sono ovviamente dei 'personaggi', che un 'regista' (il sognatore, che altri?) muove secondo un certo 'copione', come nelle scene di un teatro o di un film. Possono servire a conoscere il copione, ed eventualmente a cambiarlo o a uscirne.

se la sua domanda non è

Se la sua domanda non è retorica, posso dirle cosa voglio da Lei, un aiuto per la fobia e se possibile indicare, far notare le cose, non necessariamente che mi appartengono o mie risorse( queste leggendo i suoi post,semfrano del tutto assenti o soverchiate da un mare di limiti) su cui contare per affrontare il presente, mentre Lei continua ad elencare una serie di limiti, molti mi appartengono qualcuno no, almeno lo spero. Certamente evidenziare degli aspetti in qualche momento può essere utile in altri un po' meno. Per non dire poi che l'ambiente è totalmente assente, ma non sono così presuntuosa da credere che possa fare tutto da sola sia nel bene che nel male.
Altro equivoco è il presente che non va e non può andare, perché almeno io non sono in grado di modificarlo,di cambiare e nemmeno da adattarmi perché non è possibile adattarsi a questo, qualcosa che non c'è. Faccio cose che non ho scelto che non so fare, non sempre è possibile cambiare strada se una non ci appartiene. Magari perché è trascorso il tempo o perché mancano le condizioni. Per favore non dica che sono presunzioni. Lei elencando una serie di limiti ha confermato quella che era una solo ipotesi, aspettativa. Questo non, riguarda il passato o le persone defunte, al max nel passato si possono trovare le cause, i motivi, le condizioni per cui il presente è in un certo modo.

Ho preferito rispondere subito, dopo avrebbe perso la spontaneità-

non è

Non è certo Lei Gentile Dottore che si ritrova a fare cose che non sa fare con il risultato che giorno dopo giorno non si prova più a tentare perché le proprie risorse i sono logorate, forse distrutte in quel "fare". Non è Lei che non sa difendersi, che non sa proteggere né stesso né i risultati che ottiene o le sue idee. Cose che non so fare e mi riferisco al presente, anche in questa sede, stavo per distruggere il lavoro di anni, non ho neanche tentato di difenderlo. Ancora una volta ma chissà se, forse....
Non dica che sono presunzioni, perché sono fatti, almeno sinora è andata così, la presunzione è proprio nel dire che è una presunzione.
Non è Lei che si lascia trascinare, e non di certo da persone del passato. La terapeuta cerca di farmi notare le occasioni in cui questo non è accaduto, ma sono così rare. Ora uso la parola passato, non è Lei che non saputo neanche chiedere aiuto. Tutte queste sono osservazioni a posteriori che riguardano il presente.
Sinceramente ho dei dubbi che riesco ad affrontare la vita non ho risorse ( anche a Lei risece meglio elencare una serie di limiti)non ci sono le condizioni per cambiare strada, rimane adattarsi, ma a cosa?
Le chiedo scusa per lo sfogo, l'ho fatto con Lei che è sempre così gentile, garbato. Spero che riesca a perdonarmi per queste mail. Oltre a tutto il resto ci aggiungo anche l'invadenza, la cattiva educazione.

Lei dice che chiede "un aiuto

Lei dice che chiede "un aiuto per la fobia e se possibile indicare, far notare le cose...su cui contare per affrontare il presente..."
Io le ho risposto, fin dall'inizio, mi pare, proponendole di esplorare la sua situazione (interna ed esterna, mentale e ambientale), in modo da poter trovare eventualmente le strade per uscire dall'impasse della sua vita in cui è venuta a trovarsi - ben rappresentato dalla fobia delle scale. Più o meno come un meccanico cui lei si rivolge perchè la macchina ha dei problemi, e le propone di portargli la macchina per darci un'occhiata.
La questione è che Lei, invece di 'portarmi la macchina' mi dà una quantità di pareri sui motivi per cui non funziona, eccetera, ma non me la porta, e magari si dilunga sul cattivo stato delle strade.
Da qui l'impasse che si verifica anche in questi consulti. Lei ha tentato di uscirne cambiando consulto, forse, ma ci si ritrova sempre lì.

Finchè Lei non sarà disposta ad 'esplorare' insieme il territorio in cui si muove, per così dire a portarmi la macchina, temo che l'impasse si riproporrà di continuo. Cerchiamo quindi di concentrarci sui motivi per cui non mi permette di fare il mio lavoro ( di guida/esploratore o di meccanico), in modo da aiutarla in quello che chiede: tempo fa ipotizzavo che fossero dei motivi di privacy, e le proponevo di passare all'e-therapy, che non è 'pubblica' come questi consulti. Ma non sembrava interessata e forse i motivi sono diversi, quindi.

Direi di sospendere per il momento i limiti che avevo messo alla frequenza, vediamo se facciamo qualche passo avanti.

e già

E già, perchè non le permetto di fare il suo lavoro... Provo a mettere insieme dei pensieri, forse scoordinati, con poca utilità, e chissà forse questa volta non farò il coccodrillo.
Quando scrivo qui, mi pare di stare davanti ad una scala da scendere. La scala è senza passamano o pareti, un ostacolo che diventa sempre più impegnativo mentre io divento sempre più debole, incapace, insicura, ma non l'insicurezza dovuta a dei dubbi o alla prudenza, quella che annienta, che paralizza. Prima per gran parte di - fobia delle scale- questo era presente in minima misura rispetto ad oggi. Non mi pare che sia un problema di privacy, molto probabilmente anche con e-therapy si riproporrebbe la cosa.
Vorrei fare il primo passo o scendere il gradino, tanti se, ma, forse, si affacciano e il tentativo, se fatto a volte non provo neanche, risulta ancor di più maldestro, infatti scrivo cose a metà come per il sogno, mi concentro su alcune sue parole e trascuro altre più consistenti.
Solo come ipotesi, forse un certo ruolo lo avranno avuto gli equivoci, il mio modo di esprimermi, forse anche alcune sue espressioni. Vorrei aggiungere dell'altro, ma non ci riesco, come se mi auto-apponessi dei limiti. Queste sono solo delle ipotesi, forse non sono neppure questo, sono solo dei pensieri in libertà o sensazioni del momento .
Riporto una sensazione riguardo una frase attribuita a Donald Meltzer, estrapolata chissà da dove. - Il bambino esperisce se stesso come un giocattolo smontato-
La frase secondo chi la riprendeva era riferita agli abusi, ma almeno per quello che mi riguarda, la frase dice qualcosa a prescindere da quel tipo di contesto. Dice qualcosa ora, e non saprei dire cosa.Qualcosa che sta sullo sfondo non ancora chiaro. Forse la paura del primo passo o gradino o delle conseguenze del primo passo o gradino. Come accade qui.

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