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In attesa di un responso

Gentile Dott. Benedetti, sono la mamma di una bimba di tre anni e 4 mesi e avrei disperatamente bisogno di un suo consulto.
Mia figlia sta frequentando il primo anno di scuola materna e le maestre ci hanno fatto notare che la bimba non comunica con i coetanei, li evita, e' infastidita se la toccano o prendono per mano. Si isola spesso, ha un livello dell'attenzione molto basso, quando la maestra legge delle storielle lei segue per poco e poi si prende un foglio e si mette a scarabbochiare (il disegno e' ancora indietro rispetto alla sua eta', ridotto ancora alla fase di scarabocchio). Anche quando, ogni tanto, alla materna quardano un cartone animato la bambina segue poco (a casa ha iniziato da pochi mesi a seguire i cartoni animati ma le piace solo La Casa di Topolino, il resto non lo vuole nemmeno vedere per un minuto e diventa matta se glielo propongo, malgrado abbiamo diversi DVD di cartoni animati pre-scolari). Quando perde l'attenzione si mette a fare dell'altro, tipo prendere dei birilli e metterli in fila, in ordine di colore... Se la maestra la distoglie lei si arrabbia moltissimo e si mette ad urlare, spaventando i compagni d'asilo.

Ha iniziato a parlare, prime parola, ben oltre i due anni. Prime frasi a due anni e mezzo.
Ha frequentato l'asilo nido dai 2 ai 3 anni. Anche lì problemi relazionali evidenziati dalle maestre del nido.

Ora fa frasi strutturate ma con ecolalia, inversione pronominale che stiamo cercando di correggere. La bambina ora si autocorregge, a volte anche da sola. Usa anche la terza persona per parlare di noi o altri. Dice: "questo e' della mamma" e non "questo e' tuo, mamma". Oppure "dov'e' la mamma?" anziche' "mamma, dove sei?" Anche su questo aspetto stiamo cercando di correggerla e stiamo ottenendo qualche risultato.
La bambina e' molto oppositiva ai divieti e sembra spesso un muro di gomma. Testarda e caparbia, vuole ottenere cio' che vuole e ci sfida all'infinito.
Per ottenere cio' che vuole spesso si prende la sua seggiolina per arrivare d'appertutto. E' molto agile e si arrampica ovunque. E' curiosa e vuole imparare e toccare tutto (mettere il CD nel lettore, o il DVD, vuole aiutarmi a preparare il caffe', vuole impastare, ecc.)

Molto iperattiva, salta, corre spesso.
Ha iniziato a camminare autonomamente a 14 mesi e a 16 ha iniziato a correre bene.
Ora sa andare anche bene in bicicletta con le rotelle. Adora l'acqua e al mare la scorsa estate si buttava anche senza braccioli senza sentire il senso del pericolo (ma non sa ancora nuotare autonomamente).

Per quanto riguarda l'alimentazione e' sempre stata molto selettiva e difficile. Svezzamento a 6 mesi con conati di vomito perche' mangiava poco e io erroneamente insistevo.

Reflusso esofageo dalla nascita. Allattamento misto fino a 6 mesi per scarso interesse da parte sua alla suzione al seno. Reflusso curato inizialmente con latti artificiali addensati e successivamente con Gaviscon. Ho dovuto darle omogenizzati fino ben oltre i tre anni perche' la bambina rifiutava la carne e il pesce a pezzetti. Anche adesso la carne (svizzera o bocconcini di pollo microscopici) la devo frullare perche' non la mangerebbe mai. Mangia invece abbastanza volentieri i bastoncini di pesce. Per la verdura solo torte e polpettoni ma niente contorni e rifiuta la minestra, mangiata fino ai due anni e mezzo. Pero' mangia la pizza, la focaccia, o il parmigiano, quindi sa masticare ma e' molto selettiva. Per la frutta solo banana o spremuta d'arancia. Per il resto le do' pera e prugna omogenizzata (e' un po' stitica). Mangia comunque poco in generale. E' abbastanza autonoma nell'uso di forchetta/cucchiaio, ancora un po' pasticciona ma a volte gioca mentre mangia, ci mette tantissimo a finire cio' che ha nel piatto. Spesso spelucca anche quando mangia lo yogurt. Pero' vuole mangiare da sola anche il latte con i cereali o i biscotti quindi ricerca l'autonomia.
Alla materna spesso spelucca qualcosa ma non fa mai un pasto completo per gusti difficili e diffidenza verso cio' che e' nuovo.

Sempre nella sfera del linguaggio e' atipica. Oltre alle ecolalie ci sono frasi sensate ma che butta lì nel bel mezzo della giornata senza alcun legame al contesto. Spesso cita frasi o eventi tratti dai cartoni animati di Topolino.

Se le chiedo cosa ha fatto all'asilo mi risponde che non vuole parlare dell'asilo. Eppure ci va volentieri, senza proteste.
Spesso non risponde alle domande, eppure ci sente bene. Oppure risponde cose che non c'entrano niente. Dice che all'asilo ha mangiato il polpettone quando poi, chiedendo alle maestre, scopro che non e' vero. Eppure ha moltissima memoria per eventi passati anche un anno fa. Conosce i numeri fino a 20. Conosce perfettamente l'alfabeto e sembra che le piaccia leggere le lettere delle parole che vede in giro. Impara velocemente le canzoncine. Ha predisposizione anche per le lingue straniere (io sono un po' una poliglotta e qualcosa mi piace insegnarle in inglese o francese).

Lega bene con gli adulti, con le maestre e anche con gli estranei, buttandosi alle loro gambe e vuole essere presa in braccio. Non lega pero' con i coetanei, nemmeno quelli incontrati al parco giochi.
E' figlia unica e non ha altre occasioni per vedere bambini se non la scuola materna o il parco giochi (raramente in inverno) perche' non abbiamo amici o parenti con bimbi coetanei.
E' spesso dalla nonna paterna che la porta e la va a prendere alla scuola materna.

Nel gioco: le piacciono i puzzle, i lego ma solo per impilarli. Il gioco simbolico c'e' ma sotto nostro incentivo (curare i peluches, dar loro da mangiare, misurare la febbre, far dormire una bambola e coccolarla).

Non riesco ancora a farmi ascoltare quando le leggo una favola perche' la bambina si distrae, vuole la favola, me la chiede, ma nel frattempo lei si rigira nel letto e parla da sola... devo richiamare la sua attenzione perche' lei spontaneamente perde subito il contatto.

Il contatto oculare c'e' ma a volte e' sfuggente e lateralizzato.
Ha uno strabismo divergente intermittente in entrambi gli occhi. E' sotto controllo presso oculistica a.... ma per ora non mi hanno detto di sottoporla ad esercizi ortottici (troppo piccola) ne' a occlusioni dell'occhio, proprio a causa dell'intermittenza.

La bambina e' comunque molto allegra, solare, piena di energia (iperattiva).
Le piace scherzare e prenderci in giro con un scherzetto che la fa ridere a crepapelle quindi e' partecipe, non di certo introversa con noi, anzi.
Mi/ci abbraccia e bacia in continuazione ma non dice spontaneamente: mamma ti voglio bene ne' mamma sei bella o altre cose.

Ogni tanto, quando ripresa/sgridata, gira su se stessa o dice, a sproposito (frase decontestualizzata): "sei una bella bimba" poi si corregge e dice: "sono una bella bimba" (notare l'istintiva comunicazione con inversione pronominale). Io le chiedo: ma cosa c'entra questa frase adesso? Lei non mi risponde. Spesso se ne salta su con frasi che non hanno senso all'interno di quel contesto e non capisco perche'. Sembra che il suo cervellino sia sempre in movimento ed e' come se dicesse a voce tutto cio' che le passa nel cervello.

Fino a due anni e mezzo ha dormito benissimo nel suo lettino, nella sua cameretta da quando ha tre mesi (vicino alla nostra camera). Improvvisamente sono arrivati continui episodi di pavor nocturnus, risolti inizialmente con co-sleeping e poi ritorno al suo letto ma con costante nostra presenza (di uno dei genitori) per la fase dell'addormentamento.
Ancora adesso spesso, quasi sempre, durante la notte si sveglia e viene da sola nel nostro letto. A volte la riportiamo nel suo lettino altre volte, presi dalla stanchezza, la lasciamo dormire con noi.

Fatte due visite a ... presso NPI gli scorsi mesi.
Prima visita neuropsichiatrica generale e una seconda visita presso neuro psico-motricista.

Per ora e' considerata atipica/borderline senza diagnosi precisa.

Attendiamo per ulteriori approfondimenti.

Secondo lei appartiene allo spettro autistico?

Dimenticavo: parto alla 40 settimana + 1 giorno. Parto naturale vaginale senza complicazioni e veloce, malgrado mia eta' (37 anni all'epoca del parto) e primo parto.

Gravidanza splendida a parte forte spavento causa visita dei ladri a casa nostra... all'8^ mese di gravidanza.

Ho vissuto invece con molta ansia il periodo prima della gravidanza perche' mi ci sono voluti 6 mesi prima di rimanere incinta e avevo paura di avere problemi di sterilita'... stavo andando in paranoia per quel motivo per cui ho vissuto male la ricerca di rimanere incinta.

Dopodiche' ho vissuto splendidamente e felicemente la gravidanza, senza alcuna complicazione.

Cosa ne pensa delle atipicita' della nostra bambina?

Mi scuso per la lungaggine e mi dica se le mancano dei dati ulteriori perche' sicuramente ho dimenticato qualcosa. Sono un'attenta osservatrice di mia figlia e, oltre ai miei dubbi sul suo sviluppo si sono andati ad aggiungere i dubbi delle maestre della scuola materna che ci hanno portato a muoverci verso un consulto neuropsichiatrico.

Attendo gentilmente anche un suo consulto perche' i test che hanno fatto alla bambina durante la prova di neuro psico-motricita' (scala di Griffiths) non mi sono molto piaciuti... troppo schematici e con zero flessibilita'.

La ringrazio anticipatamente e le faccio i miei complimenti per il suo blog.

Cordiali saluti
....

Grazie per i

Grazie per i complimenti.
Mi sono permesso di modificare un po' il suo messaggio per salvaguardare la privacy.

Quello che penso dell'"atipicità" della sua bimba è che molti bimbi sono 'atipici', senza essere per questo 'patologici': all'inizio sono diversi dalla media degli altri , fanno strade loro, meno usuali e poi si avvicinano via via a quella più comune. Il problema è che oggi si vuole che tutti siano uguali, quasi soldatini che devono fare le stesse cose. Una volta bambini così erano meglio tollerati e avevano il tempo di crescere e avvicinarsi. Il rischio è che oggi gli si imponga di farlo per forza, ostacolando la loro evoluzione spontanea, e così si rischia anche di danneggiarli.
Come dico spesso, l'autismo è una grave forma di ritardo e di isolamento dagli altri che impedisce lo sviluppo e la convivenza in qualsiasi ambiente. Non sono bambini su una strada diversa: sono bambini fermi, assenti, irraggiungibili, che non sviluppano capacità, se non puramente meccaniche ed inutili.
Non mi sembra che la sua piccola abbia niente di tutto questo. Più che occuparsi di farla rientrare o meno nello 'spettro autistico', che temo sia solo una formalità burocratica che non serve ai bambini e manda in crisi inutilmente i loro genitori, può essere utile vedere se nella situazione può esserci qualcosa che ostacola il loro sviluppo, eventualmente. Cioè si deve vedere se ci sono difficoltà e come eventualmente affrontarle, più che 'sommarle' per estrarci matematicamente una diagnosi inutile, a mio avviso. Bisogna vedere se il percorsi che seguono sono comunque in evoluzione, e non sono chiusi su se stessi, privi di sviluppo e di direzione.
Da quello che scrive, direi che Lei, mamma, è troppo attenta ad esaminare sua figlia e misurarla nei suoi comportamenti e nelle sue prestazioni. Capisco che è effetto del bombardamento che i genitori subiscono da parenti, amici, maestre, giornali, tv, eccetera.
Però l'effetto può essere negativo. Inoltre il suo giudizio sulla 'scarabocchio' è troppo severo. Molti bambini iniziano le prime figure, tondi e linee, dopo i tre anni e mezzo. E anche il linguaggio può essere nella media, con le sue variazioni. Non è tanto importante fare la somma dei punteggi misurati delle sue prestazioni, ma vedere come le varie funzioni evolvono e l'uso che ne viene fatto.
Con questo ovviamente non posso fare diagnosi o escluderla a distanza, ma può esservi utile pensare a queste cose.
Cordialmente
drGBenedetti

Dott. Benedetti la ringrazio

Dott. Benedetti la ringrazio molto per la sua celere risposta.

Si, i progressi ci sono stati e continuano ad esserci. Se penso solo a come si comportava la bimba l'anno scorso, di questi tempi, noto un abisso. A febbraio dello scorso anno ancora non era in grado di costruire una frase con soggetto, verbo e complemento. Usava diverse parole, stava arricchendo il suo vocabolario ma ancora non esisteva la vera frase. Ora costruisce anche frasi complesse, fa domande, pero' ho notato che spesso chiede le stesse cose. Se mi chiede: dove andiamo? e io le rispondo, poco dopo me lo richiede. Inoltre ha difficolta' a rispondere alle domande. E' comunque migliorata. Fino a pochi mesi fa usava sempre la seconda persona singolare per esprimersi o per rispondermi. Se le chiedevo: vuoi un biscotto? lei rispondeva: lo vuoi (e non "lo voglio") e comunque non era in grado di utilizzare il semplice SI alle risposte. Inoltre lei stessa quando iniziava un discorso parlava in seconda persona. Esempio: Ti scappa la pipì! mi diceva anziche' "mi scappa...". Ora, non so se ho utilizzato la tecnica giusta ma da un paio di mesi ho/abbiamo iniziato a correggerla. Innanzitutto le abbiamo fatto notare la differenza tra IO e TU prendendole il dito indice della sua mano e portandoglielo al petto le abbiamo detto: "IO!" Poi il suo indice lo spostavo verso di me, e le dicevo: "TU!" La bimba ora fa spesso da sola questo esercizio. Si porta l'indice al petto e dice IO e poi lo punta verso di me o il papa' e dice TU. Pero' ho anche notato che a volte si confonde e dice TU quando punta su se stessa al posto di IO e viceversa. Questo errore glielo faccio notare ma lei continua a ripeterlo con gli occhietti da furbetta, in pratica mi vuol var vedere che mi fa gli scherzi, che lei sa di sbagliare ma lo fa a posta proprio perche' le piace che io le dica: "no, ti sei sbagliata. Ma... mi fai gli scherzetti? Mi prendi in giro?" e poi magari le faccio il solletico. Lei si diverte molto e questo mi rincuora perche' significa che conosce il concetto di "scherzo". A parte questi "giochini" le ho continuato a far notare seriamente gli errori che faceva. A quel punto la bambina ha capito bene il concetto e, ogni volta che sbaglia, io le dico semplicemente: "Cosa???" e lei ripete la frase corretta. Tipo... se lei mi dice "vuoi andare a giocare" io rispondo: "cosa?" e lei subito dopo mi dice correttamente: "voglio andare a giocare". Spesso le basta un mio sguardo contrariato per capire che ha sbagliato e si corregge. Ultiamente molte frasi le fa corrette fin da subito. Secondo lei questo mio metodo da autodidatta puo' essere corretto o ce ne sono altri, piu' incisivi che possano essere efficaci e duraturi nel tempo?

Inoltre quello che mi sconcerta sono le frasi "buttate lì" di mia figlia, quando cioe' mi dice frasi riportate da cartoni animati, o mi risponde a una domanda senza che questa risposta abbia senso con la mia domanda, oppure ancora non riesce a far uscire nessuna risposta, come se non capisse, come se non fosse in grado di formulare la risposta nella sua testolina.

Le faccio un esempio. La bambina a volte se ne salta su' con una frase che le sento dire spesso: "Devo farla un po' riposare la zia Laura" e mi ripete questa frase a sproposito, al di fuori di qualsiasi contesto. Io capisco perche' dice così. Un mese fa circa eravamo usciti a fare una passeggiata e c'era anche sua zia. La bambina voleva sempre andare in braccio alla zia che adora e questo a noi dispiaceva perche' volevamo che la bambina camminasse (a volte sembra un po' pigra e dice che non vuole camminare anche se lo sa fare benissimo) allora le ho raccontato la scusa che la zia era stanca, che aveva mal di schiena e doveva lasciarla un po' riposare. A mia figlia a quanto pare e' rimasto impresso quell'avvenimento e ha memorizzato quella frase al punto che me la ripete spesso, ma la cosa sconcertante e' che me la ripete al di fuori del contesto, quando magari sta giocando, o mangiando, o guardando la TV, insomma la zia in quel momento non c'entra niente, la parola "zia" non e' nemmeno stata menzionata e a lei salta in mente quella frase. Ma perche'???

Poi, al mattino, quando si alza, io la saluto con un bel: "Ciao amore! Ti sei svegliata? Hai dormito bene?" e lei mi risponde: "Toodles ha portato a Topolino lo strumentopolo a forma di triangolo per aggiustare lo skateboard di Pippo" (particolare di un episodio de La Casa di Topolino della Disney Playhouse). Ovviamente io rimango sbigottita. Che c'entra questa frase come risposta al mio caloroso saluto di "buongiorno amore ti sei svegliata?". Mi aspetterei anche un semplice: "ciao mamma" ma lei invece non e' ancora capace di salutare. Lo fa solo sotto nostra insistenza infatti la stiamo incoraggiando a salutare sia alla sera per la buonanotte che al mattino o quando la portiamo dalla nonna insistiamo perche' lei ci saluti quando noi andiamo via. Insomma sembra che certe azioni spontanee sul piano comunicativo / relazionale non le vengano ancora spontanee.

Quando e' alla scuola materna pero' sale sempre su una panchina per vedere fuori dalla finestra e salutare la nonna che se ne va. Sbraccia all'infinito per salutarla quindi conosce il concetto di "saluto" e sa usare le mani per salutare.

Altra cosa. Se le chiedo, ad esempio: "ti piace il biscotto?" lei ci pensa un po' e riponde: "SIIII!!!" e lo dice con tanta enfasi (eccessiva enfasi) e con voce un po' stridula pero' si sente che non e' una risposta spontanea. Alle domande relative ai gusti, alle emozioni personali in generale lei risponde sempre: SIIII, ma e' un "si" forzato, troppo enfatico e probabilmente nemmeno coscentemente meditato. Non so se sono riuscita a spiegarmi ma noto zero spontaneita' nelle sue riposte e poca immediatezza. Deve sempre meditare un po' prima di rispondermi come se ripassasse la lezione. Lei pensa qualcosa del tipo: "la mamma si aspetta che io risponda SI / mi ha insegnato a rispondere SI e quindi io rispondo SIIIII".

Altra info dimenticata nel mail precedente: le abbiamo tolto il pannolino diurno a due anni e mezzo abbondandi, senza problemi ma di notte glielo lasciamo ancora perche' durante l'inverno ha ricominciato a bagnarlo tutte le notti o quasi. Contiamo di toglierglielo tra qualche mese, con l'arrivo dell'estate.

Per quanto riguarda le autonomie: e' piuttosto goffa nei movimenti tipo abbassarsi o soprattutto tirarsi tu le mutandine/pantaloni, a vestirsi in generale. Fa fatica e non riesce bene a infilarsi le calze e le scarpe. Stiamo iniziando adesso ad insistere per abituarla nelle operazioni di svestimento ma notiamo che non ci riesce ancora e si infastidisce molto quando non ha successo in cio' che fa. Ha scarsissima pazienza. Pretende tutto subito e non sa aspettare.
Al contrario adora lavarsi i denti, sa aprire il dentifricio, lo mette sullo spazzolino e lo usa bene. E' davvero buffa quando dice che si deve lavare bene anche il "colletto" dei denti perche' sono "neri"...
Le piace lavarsi le mani e giocare con il sapone. E' ancora un po' goffa nell'operazione di asciugarsele con la salvietta.

Non sa ancora svolgere i giochi di ruolo e rispettare i tempi. Tipo giocare a vendere/comprare. Lei fa sia la domanda che la risposta. Fa la parte del venditore e allo stesso tempo dell'acquirente senza ancora riuscire a capire il concetto di chi deve fare la domanda (quanto costa questo?) e di chi deve rispondere (un euro).

Per concludere: aspettiamo il day hospital ma se non ci convince non escludiamo di passare da Firenze per un consulto privato presso di lei, se possibile, visto il suo ben piu' elastico modo di valutare i bambini, rispetto ai "freddi" test ospedalieri...

La ringrazio ancora per la sua attenzione.

Quindi ci sono stati molti

Quindi ci sono stati molti progressi, spontaneamente - e questo mi sembra una conferma che la bimba segue il suo sviluppo, magari su strade un po' diverse da quelle più abituali, ma lo prosegue. Io ho un po' 'impressione che la bimba, nelle cose che lei mamma mi segnala come un po' strane, risponda a sollecitazioni vostre che forse paiono 'strane' alla bimba. Per cui accontenta la mamma, ma non è molto convinta, fa un po' finta.
Io Le consiglerei di smettere di "studiare" sua figlia e di usare 'tecniche' più o meno autodidatte per modificarne il comportamento. Le consiglio di dedicarci il tempo giusto e di osservarla per conoscerla, per scoprire come è, senza pensare a come 'deve essere'. Non ci sono modi 'corretti' di esprimersi, alla sua età, o comunque non sono importanti. Importante è di riuscire a comunicare in modo spontaneo da entrambe le parti. E' il contenuto che conta, le forme seguiranno. Più che 'correggerla', è utile formulare la sua comunicazione in modo da essere sicuri di avere capito. Le correzioni nell'apprendimento infantile contano poco, non è come con gli adulti che imparano un'altra lingua... Se pensa che un bambino in pratica impara una lingua completamente nel giro di pochi anni, vede bene che è una cosa stupefacente, basata su capacità innate, in cui gli adulti possono fare poco o nulla, se non mettere il bambino in un ambiente in cui si comunica e si parla. Ed è della massima importanza che le comunicazioni siano 'vere', non formali, finte, manierate, come a volte può succedere.
Per fare il paragone col camminare, prima si impara a camminare, e a correre, e poi si imparano le regole e il 'codice della strada', per così dire. Allo stesso modo prima si impara a comunicare, attraverso l'esperienza, e poi si impareranno le regole, linguistiche e formali e educative, ecc.
Quello che passa per la testa di sua figlia, che sembra molto attenta alle cose, è un mondo in espansione: non pretenda di metterle i 'paletti',le forme giuste, le risposte che lei si prefigura.
Le regole importanti sono quelle operative, comportamentali, i limiti necessari per stare con gli altri, ma il mondo simbolico e linguistico si basa su regole che non si possono insegnare , ma che si scoprono nelle esperienze che si fanno.
Non si puo 'insegnare' lo sviluppo simbolico, il gioco, il disegno, il linguaggio, il pensiero. Gli insegnamenti adulti verranno quando questo sviluppo sarà già molto avanzato. Quindi per ora non 'insegni' a sua figlia, ma cerchi di 'conoscerla', perchè ognuno è diverso dall'altro e forse rimarrà molto sorpresa da quello che potrà scoprire.
Cordialmente

drGBenedetti

Grazie dottore!

Dottore la ringrazio per le sue parole. Sono le parole che vorrebbe sentirsi dire ogni genitore di fronte ai dubbi che vengono diffusi da altre fonti, di spettri autistici, ritardi o quant'altro. Ma perche' davvero non tutti la pensano come lei? Perche' all'ospedale psichiatrico mi hanno così spaventata con la fredda sentenza di "bambina borderline", "bambina con atipie da approfondire", "bambina con necessita' di sostegno e che deve essere affiancata da qualcuno che la aiuti a socializzare con i suoi pari"? Ho riportato quanto sopra alle maestre della materna che mi hanno elencato tutta la parte burocratica per ottenere la Legge 104 per i disabili! Disabili? Mia figlia e' disabile??? Mi e' crollato il mondo addosso con queste parole.

E' pur vero pero' che mia figlia ha comportamenti atipici. Non accetta di essere toccata (spesso brutalmente e maldestramente) dai suoi compagni. Pero' va a cercare le coccole degli adulti, li abbraccia lei stessa e va incontro a mamme estranee, viste per la prima volta al parco giochi. Perche' questa atipica confidenza verso le mamme o i papa' estranei, mentre evita i bambini a lei coetanei?

Partecipa alle attivita' di sezione alla materna ma non condivide con gli altri, si isola quando non e' interessata (racconto di favole, visione di cartoni animati) e si mette in disparte a disegnare oppure a mettere in fila i birilii in ordine di colore, cosa che ha fatto accaponare la pelle alla maestra che ha visto in questo "mettere le cose in fila" un tipico comportamento autistico.

Anche al parco giochi si trova bene se ci sono pochi bambini, va sullo scivolo e salta come un grillo ma se ci sono tanti bambini si spaventa, non sa come "chiedere permesso" e si ritira perche' non sa buttarsi in mezzo alla mischia. Se ci sono altri bambini sulla scaletta o sulla passerella dello scivolo o altri giochi del parco lei non vuole proprio salire, come se improvvisamente fosse diventata imbranata. Lei i bambini non li va proprio a cercare. Vede che ci sono, li nota ma non sa che approccio seguire per giocare con loro. Io cerco di sollecitarla e le dico di andare da un bimbo e chiedergli come si chiama. Lei, poverina, lo fa ma i bambini non la sentono neppure perche' in mezzo alla confusione la sua vocina si perde. Per cui tutto finisce lì e il gioco condiviso non ha modo nemmeno di iniziare. Pero' se qualcuno la cerca lei scappa e si infastidisce se la toccano/la abbracciano. Perche'?

Poi, come le dicevo ci sono i comportamenti stereotipati, le ecolalie nel modo di parlare, interessi limitati e sempre gli stessi. Scarsa attenzione anche a casa per quanto riguarda l'ascolto di racconti. Se ci sono io che cerco di rimetterla sulla "retta via" e fare in modo di ripescare la sua attenzione, va bene, con molta difficolta' cerco di non farla distrarre ma a scuola e' ovvio che le maestre non riescono a gestire per bene una classe di 25 bambini. Quindi mia figlia si isola, si dissocia dal gruppo perche' non riesce a seguire il racconto, probabilmente non capisce proprio cio' che la maestra dice in quel momento e la non comprensione della favola la spinge a fare dell'altro che la interessi di piu', da sola.

Questo suo isolamento e' davvero triste da accettare e pure sospettoso per le maestre che dicono che la bambina e' davvero diversa dal resto dei suoi compagni, anche da quelli piu' piccoli di lei.

Sa, dottore, quali sono i miei dubbi? Che la bambina sia un'Aspie, ovvero che abbia la Sindrome di Asperger. Da siti accreditati che ho letto sembra che tale sindrome sia molto difficile da diagnosticare nei bambini piccoli perche' gli Asperger sono sotto molti aspetti "normali" ma sono degli autistici ad alto funzionamento. Interessi limitati, isolamento dal resto del mondo, ma tanta intelligenza e memoria (come mia figlia che sotto molti aspetti e' piu' avanti degli altri bambini, ha tanta memoria e predisposizione per le lingue straniere, sa contare fino a 20, conosce perfettamente l'alfabeto, ha interessi verso argomenti logico-matematici, conta tutto cio' che vede in giro, vorrebbe leggere le parole che vede scritte magari su un giornale, conosce le monete, quei pochi spiccioli di euro che a volte le diamo e che utilizza come gioco simbolico per fare la spesa).

Pero' in certi momenti e' davvero dolce e premurosa. Ha visto una mamma con il pancione e, quando le ho detto che dentro aveva un bimbo lei ha iniziato a dire che nella sua pancia c'era un bimbo piccolo. Appena arrivati a casa si e' messa il suo orsacchiotto sotto la maglia e ha iniziato a dire che lei era la mamma di questo orsetto che doveva nascere ma che prima doveva crescere e che poi la sua pancia si sarebbe "aperta" e il bimbo sarebbe nato. Quindi mi ha dimostrato di avere un senso materno che dimostra emotivita' e non freddezza autistica (ma poi e' vero che gli autistici non hanno sentimenti e non sanno esprimere le loro emotivita'?)

Per diagnosticare un Asperger bisogna aspettare l'eta' scolare quindi non prima dei 6 anni per cui la mia paura aumenta perche' credo che per una diagnosi definitiva devo aspettare ancora tre anni!

Lei dottore puo' escludere, a distanza, anche questa Sindrome di Asperger?

E poi, crede che ci vorra' un sostegno alla materna per insegnare a mia figlia a giocare con gli altri bambini, per non isolarsi dal gruppo e per aumentare il suo livello di attenzione e impari ad ascoltare una favola? Le favole lei le cerca, pero' ha talmente tanta fretta di "girare pagina" che non mi lascia il tempo di finire, come se si spazientisse e volesse andare al dunque.

Per qualsiasi cosa mia figlia non sa "aspettare". Sembra spesso una bambina viziata che vuole ottenere tutto subito e si infuria quando le dico NO! quando la contraddico, quando la sgrido. E' davvero molto oppositiva, vuole fare tutto da sola, ad esempio mi vuole prendere gli occhiali, chiuderli e poi riaprirli per mettermeli sul nao, e sono azioni che fa anche bene! Dice proprio che per metterli alla mamma deve girarli al contrario, rispetto a cio' che vede lei. Fa tutti questi ragionamenti logici a voce alta. E' una puntigliosa, studiosa, attenta ai particolari.

Pero', in compenso, e' molto goffa nei movimenti, non sa ancora mettersi le calze o le scarpe, si spazientisce se non riesce a togliersi una maglia che le rimane "incastrata" sulla testa.

Ecco quindi rispuntare altre caratteristiche degli Asperger... goffa nei movimenti....

Boh, caro dottore... dice davvero che sto sbagliando tutto in questa mia autodiagnosi, avvallata dai sospetti delle maestre della materna, oltre che dalla semi diagnosi di "bambina borderline e atipica" da parte dei neuropsichiatri dell'ospedale?

Nelle sue descrizioni, molte

Nelle sue descrizioni, molte accurate, sembra di vedere due bambine: la prima vista dall'esterno attraverso tutti i comportamenti che oggi sono considerati possibili 'sintomi', la seconda per così dire vista nell'interno, che ha emozioni pensieri e una vita mentale ricettiva e intensa.
Una volta sarebbe stata considerata una bambina un po' particolare, oggi viene considerata una 'candidata' ad avere i 'requisiti' per ottenere la diagnosi di spettro autistico ( il linguaggio psicologico odierno è a mio parere deformante), magari di sindrome di Asperger. E' purtroppo la moda di oggi, che vuol incasellare tutte le persone in scatole con un nome... Siamo già in fase avanzata nel trasformarci tutti in pacchi postali da smistare...
Non posso prevedere come sarà la sua bimba fra qualche anno. A me sembra che abbia una sua personalità particolare e gusti e preferenze ben stabilite. Credo che sia da rispettarla e non considerarla un 'caso clinico', esattamente come nessuno di noi lo è, qualunque particolarità o sintomo possiamo avere. Ma nella trasformazione burocratica e disumanizzante in atto è difficile opporsi a questi processi.
A me sembra che se non verrà ostacolata potrà fare esperienze molto interessanti di conoscenza del mondo e delle persone
A me sembra anche che sua figlia sarebbe una persona molto interessante da conoscere e probabilmente il rapporto con lei è interessante e arricchente, così come lo è e lo sarà per la bimba stessa se non verrà costretta e irregimentata e trasformata in un piccolo robot he deve imparare certe prestazioni.
Consiglierei di non 'bollare' una bimba così piccola con un marchio.
Credo che vi sarebbe molto utile un aiuto ad affrontare questa fase: più che test e diagnosi lo vedrei come un processo di conoscenza della bimba nella sua famiglia per mettere a fuoco eventuali ostacoli e impedimenti e possibili strade percorribili nello sviluppo. Con un'ottica di psicologia dello sviluppo del bambino nel suo ambiente, più che con un'ottica psichiatrica diaglostica e classificatoria.
Quanto all'insegnante di sostegno, che richiede un riconoscimento di Handicap in base alla Legge 104/92, è a mio parere un'arma a doppio taglio, con effetti collaterali negativi sicuri. Quando è necessario si affrontano gli aspetti negativi perchè quelli positivi sono molto superiori. In questo caso non saprei: i rischi che il rimedio sia peggiore del male ci sono, e devono essere valutati. Dipende anche da chi e come sono le insegnanti, l'insegnante di sostegno, ecc...
A mio avviso ci potrebbe essere il tempo di aspettare. Se i comportamenti della bimba non sono scompiglianti per le maestre e non richiedono un adulto in più per gestirli (che non mi sembra, dalle descrizioni), si potrebbe aspettare e vedere l'evoluzione. Si fa sempre in tempo, se sarà il caso a richiederlo per i prossimi anni, forse, e in ogni caso il sostegno non è un intervento 'terapeutico', ma è volto solo a garantire la possibilità di inserimento in scuola normale, non a mdificare i comportamenti individuali se non rendono impossibile l'inserimento.

Comunque non potrete scontrarvi con il mondo, se tutti intorno a voi sono di diverso avviso, però avere presente i possibili punti di vista alternativi mi sembra utile.
In bocca al lupo

drGBenedetti

La disturbo ancora una volta dottore

Dottore vorrei ancora approfittare della sua pazienza e disponibilita' per chiarirmi alcuni concetti. Secondo lei, se ho capito bene, non dovremmo andare avanti e portare la bambina al Day Hospital (quando ci chiameranno dall'ospedale perche' non l'hanno ancora fatto e non sappiamo nemmeno che tipo di test le faranno durante questa giornata ospedaliera) e dovremmo soltanto aspettare l'evolversi del comportamento di nostra figlia? Io sono un po' impaurita da questo suo consiglio di "attendere" e le spiego perche'. D'appertutto leggo che intervenire precocemente sui bambini con tratti autistici sia il modo migliore per limitare i danni, se così vogliamo chiamarli.
Il suggermiento di richiedere un sostegno alla scuola anche a partire dalla materna deriva dal fatto che, anche io mi sono resa conto che la bambina non migliora se messa in mezzo a tanti bambini, se buttata allo sbaraglio e lasciare che si comporti come lei meglio preferisce. E' come buttare un italiano in mezzo a un gruppo di finlandesi. Non ne capirebbe il linguaggio e si isolerebbe. Se invece lo stesso italiano avesse al suo fianco un interprete che gli da' i primi rudimenti d'insegnamento di quella lingua straniera magari l'italiano si ritroverebbe ad avere un aiuto per imparare le prime frasi per comunicare. Mia figlia, quando e' alla scuola materna sa come giocare, come divertirsi ma lo fa esclusivamente da sola. Non cerca gli altri bambini perche' non ne sente il bisogno probabilmente o forse perche' si sente a disagio, non so esattamente il perche' visto che io non sono con lei all'asilo ma anche quando siamo insieme io e lei al parco giochi e io cerco di stimolarla (magari non con il metodo giusto perche' non sono un'esperta di bambini con questo tipo di problematiche) vedo che la bambina non si butta alla ricerca del gioco con gli altri. Al contrario pero' corre ad abbracciare con una spontaneita' impressionante le gambe delle altre mamme!
E' per questo che ho l'impressione che una persona davvero preparata sulle terapie comportamentali che pero', purtroppo, dovra' essere solo una persona altamente qualificata e non di certo una semplicissima maestra di sostegno.... non me ne vogliano le maestre di sostegno per carita'... beh, credo che se mia figlia avesse la possibilita' di essere affiancata da una persona davvero preparata su questo metodo di miglioramento comportamentale (terapia con metodo ABA, forse?) allora potrebbe, spero, migliorare.

Aggiungo ancora un particolare: ieri ho parlato con mio fratello la cui fidanzata ha lavorato per alcuni anni in un centro estivo dove c'erano anche bambini/ragazzini con diversi livelli di autismo. Ha notato che questi bambini hanno un modo particolare di dimostrare affetto. Forse perche' non sanno dosare bene la loro forza hanno il "vizio" di stritolare le persone che abbracciano. Infatti non tutti gli autistici non amano il contatto fisico. Ce ne sono alcuni, probabilmente non gravemente autistici, che al contrario amano il contatto fisico ma lo fanno in modo un po' particolare.

Beh, anche mia figlia, quando abbraccia qualcuno della famiglia o anche gli estranei, come le dicevo, visti per la prima volta, lo fa in questo modo cioe' abbraccia con una forza esagerata, quasi ci stritola e lo fa in modo spasmodico, come se fosse una specie di bisogno primordiale, una "droga" da cui non riuscire a fare a meno. Ci abbraccia, che sia il corpo oppure le gambe, con una forza a mio avviso troppo esagerata. Poi magari si allontana e dopo poco ritorna ad abbracciarci sempre allo stesso modo. Per quanto mi faccia piacere perche' e' ovvio che si tratta sicuramente di una bella dimostrazione di affetto che fa gioire qualsiasi madre, mi rendo anche conto che e' strano che ogni volta senta il bisogno di stritolarmi in quel modo. Non dico che mi faccia male pero' noto che e' un comportamento strano.
Beh, la fidanzata di mio fratello quando mi ha detto che anche quei bambini che seguiva al centro estivo facevano così perche' non sanno dosare la loro forza... beh, mi e' nuovamente venuto un colpo!

Se mia figlia avra' da stupirmi con effetti speciali, beh, non lo so perche' non posso prevedere il futuro ma e' quello che desidero con tutto il cuore. Pero' vorrei che fosse una bambina come tutte le altre, nel senso che e' ovvio che tutti gli esseri umani sono diversi uno dall'altro, ognuno ha le sue particolarita', ci mancherebbe, pero' vorrei che fosse in grado di divertirsi e condividere le sue esperienze con i coetanei, avere degli amici, vorrei che imparasse a porre domande e rispondere senza sembrare "strana" perche' ci mette tanto ad elaborare la risposta (come fa adesso, che spesso non sa nemmeno cosa rispondere e si fa gli affari suoi come se fosse "sorda" alle nostre domande). Vorrei che potesse frequentare la scuola e, senza aspettarmi che diventi un genio, non abbia limiti mentali da richiedere sostegni da legge 104, per capirci. Magari dovro' mandarla a "ripetizione" perche' avra' qualche lacuna che so, di matematica o in italiano o altra materia come tanti studenti ma lungi dal dover ricevere un sostegno da bambina con ritardi mentali da disabile. Vorrei che potesse provare dei sentimenti e saperli esprimere, capire le battute e ridere a crepapelle di fronte ad un film comico e non rimanere impassibile come generalmente sono gli Asperger, perche', a quanto ho letto, non sono in grado di capire le metafore. Capisce cosa intendo? Non pretendo la laurea con lode all'universita' nel senso che non sono quelli gli obiettivi principali, se ci saranno ben venga ma non e' quello a cui un genitore con un sano livello di buon senso puo' sperare per suo figlio. Mi auguro che sia felice, che possa innamorarsi ed essere ricambiata, che non rischi di essere ingannata in amore solo a causa di problemi mentali. Uomini e donne che vengono delusi in amore ce ne sono e sempre ce ne saranno, al di fuori di qualsiasi spettro autistico, e' ovvio, ma quello che intendo io e' che se ci fossero problemi mentali gravi o legati a questo tipo di spettro allora anche il piano delle emozioni verrebbe enormemente compromesso ed e' quello che non vorrei succedesse a mia figlia. Non vorrei che fosse evitata e non corteggiata perche' magari sara' considerata una ragazza "strana", "non normale", con problemi mentali e quindi condannata a rimanere sola. Vorrei che, se lo vorra' ovviamente, un giorno possa diventare madre lei stessa, che sia in grado di accudire un figlio oltre che saper accudire se stessa, autonomamente, senza nessun aiuto esterno.

E' quello che qualsiasi genitore si augura per un figlio, in pratica, nulla di piu' se non la banalissima NORMALITA'.

Lo so che lei non ha la sfera di cristallo e non sa come sara' nostra figlia tra qualche anno ma ora cosa ci consiglia di fare? Ci dobbiamo presentare, quando saremo chiamati, al Day Hospital? Sentiamo cos'altro avranno da dirci i medici ospedalizzati, prendendo tutto con le dovute cautele e non come oro colato, e poi magari ci risentiamo per una visita privata presso di lei e fare il punto della situazione? Cosa ne pensa? Sarebbe disponibile ad incontrare noi e sopratutto nostra figlia? Che tipo di "test" fa lei, ai bambini che visita?

Io non faccio nessun tipo di

Io non faccio nessun tipo di test, mi limito a guardare cosa fa la bimba, con gli oggetti, con i genitori, con me, nell'ambiente nuovo... come fa conoscenza, come esplora l'ambiente, che evoluzione ha nell'ora della visita (insiema ai genitori). L'osservazione può rivelare una quantità di cose, ovviamente è una 'tecnica' non così facile e banale come sembra....
Sono a vostra disposizione per quanto ritenete opportuno.
In generale temo che dedicarsi troppo alle aspettative e all'immaginazione del futuro rende più difficile vedere bene il presente.
Non so se vostra figlia è in condizione di avere necessità di un intervento immediato o comunque presto, come dice Lei, la mia impressione, come dicevo, è di no, e quanto viene detto in internet e sui giornali e pubblicizzato in varie maniere non incontra l'opinione favorevole di tutti. Io ho l'impressione che sia quasi un battage pubblicitario che mira a attirare una quantità di 'clienti', terrorizzandoli con paure spesso seminate ad arte, quali quella che sia in atto una 'epidemia di autismo', e che solo con i loro interventi, più precoci possibili, sia possibile cambiare il futuro di questi bambini. Come può capire sono molto dubbioso di questi approcci.
Lei signora mi sembra sia stata ormai ben 'conquistata' da questi approcci...

Dottore lei ha ragione

Dottore lei ha ragione, sono stata ben conquistata da questi approcci pero', in base a come osservo mia figlia, vedo tanti, troppi aspetti della sindrome di Asperger. Ho letto le linee guida del servizio sanitario nazionale, non ho preso notizie in maniera superficiale, mi sono documentata molto e, per carita', non ne voglio assolutamente sapere piu' di lei che e' un medico neuropsichiatra e che ha lavorato tanti anni con bambini autistici, immagino.
Sono solo una mamma che ha tanta paura perche' vedo nella mia bambina le stesse caratteristiche dell'autismo ad alto funzionamento. Scarsa se non nulla relazione con i coetanei, interessi limitati e ripetitivi, ecolalie e frasi stereotipate al di fuori del contesto, scarsissima concentrazione all'ascolto, disinteresse a rispondere alle domande, movimenti un po' goffi e incapacita' di attivita' quali infilarsi un semplice calzino, movimenti continui, corse e saltelli da una parte all'altra della stanza. Alimentazione molto limitata ed estremamente selettiva. Tendenza all'opposizione e alla totale non ubbidienza, incapacita' di rispettare i ruoli. E' vero che ha solo poco piu' di tre anni ma ho tanta voglia di sentirmi dire: ne uscira', sicuramente, ne uscira' completamente da questi disturbi. Invece ho tanta paura che non sara' così... A volte mi sento piu' coraggiosa, altre volte mi sento disperata e condannata a vita.
Mi scuso per il mio senso di depressione che leggera' nelle mie parole. Non so piu' come trovare conforto. Oggi e' proprio una giornata "no"...

Gentile signora, non ha

Gentile signora, non ha ovviamente da scusarsi per le sue preoccupazioni. Mi domando se le sue descrizioni della piccola non risentano un po' di quello che ha letto, venendo quindi un po' deformate. E' importante 'vedere' la bimba in carne e ossa, e non travisarla con le proprie paure.
Quando studiavo medicina, le prime malattie me le sentivo tutte, specie le più brutte... come è tipico degli studenti. Anche facendo psichiatria e psicologia spesso si riconosce sè stessi nelle descrizioni di vari disturbi, ma anche questo è per lo più una suggestione. Tutto ciò per dirle quanto sia facile , dopo aver letto internet o altre informazioni mediche, riconoscere certe malattie o disturbi in se stessi o nei propri cari...
La possibilità c'è. Spero che sia così.
Cordialmente

drGBenedetti

Vede dottore

Vede dottore, io queste "idee" che mi sono fatta le ho lette su siti come "SpazioAsperger.it" oppure "GruppoAsperger.it". Ho letto le Linee Guida dell'ONLUS, ho parlato anche al telefono con una mamma di bambino Asperger. In certi momenti mi sembra di vedere uno spiraglio positivo nei comportamenti di mia figlia ma spesso, troppo spesso, noto in lei comportamenti autistici. Ancora ieri sera ho provato a raccontarle un racconto senza leggerlo dal libro (intanto vuole sempre la stessa storia, si oppone se provo a proporle altri generi di favole) e mia figlia era in letto, ho spento la luce in modo che la bambina non si potesse distrarre da altre visioni intorno alla stanza. Parlavo a voce bassa, tranquilla, ma cercando di mettere envasi in certe frasi proprio per attirare la sua attenzione, utilizzare anche parole onomatopeiche per favorire la sua curiosita'. Il punto e' che mentre io parlavo la bimba parlava per i fatti suoi, di altri argomenti. Io la riprendevo, le dicevo con dolcezza che doveva starmi ad ascoltare perche' altrimenti non avrei continuato a raccontarle la storia. Lei mi diceva che voleva la storia del treno, io proseguivo a raccontarla ma poi lei si distraeva in continuazione, parlava dei fatti suoi. E' come se volesse la favola ma il suo cervellino non fosse ancora pronto ad ascoltare con pazienza e dedizione. Eppure le piace! Mi chiede lei stessa quel tipo di storia. Perche' si comporta così? Si arrabbia se mi interrompo ma non e' capace a seguire il filo del discorso. Cos'e' questa? Iperattivista' celebrale oltre che fisico-comportamentale?

Lo stesso per i cartoni animati. Vuole sempre gli stessi e magari mi chiede l'episodio che parla "del carburante" che in realta' e' un episodio dove compare il particolare di un aereo dove c'e' Topolino che dice che sono rimasti improvvisamente senza carburante e devono atterrare. La bambina si fissa su questo dettaglio del cartone animato e mi dice: "ha detto !!" ed e' tutta gioiosa quando sente questa parola come se fosse chissa' che cosa! Va in estasi quando sente la parola "carburante"! Eppure il cartone animato parla di tutt'altro argomento. Parla del Natale! Topolino e Paperino devono andare a salvare Babbo Natale che ha la slitta rotta. Prendono l'aereo e poi devono atterrare e proseguire a piedi perche' sono rimasti senza carburante. Ma perche' mia figlia si fissa su certi dettagli??? Poi, se le chiedo di raccontarmi la storia del cartone, che ha visto milioni di volte, lei non sa raccontarmela. Non mi sa dire che quel cartone parla di Topolino che salva Babbo Natale. Non dico che mi debba raccontare i particolari ma almeno un minimo di essenzialita' di riassunto, che conosca l'argomento. Invece lei mi dice :"Voglio vedere Topolino che parla del carburante". Non lo trova strano?

Lo so, la deve vedere personalmente in carne e ossa lei. Non so pero' ancora se prima aspettare la visita in Day Hospital (chissa' poi che esami le faranno... magari pure un EEG e magari pure una risonanza magnetica al cervello... poverina... e la dovranno pure sedare...) e quindi aspettare la diagnosi ospedaliera oppure prima passare a trovarla.
E' ancora un periodo di "malanni" tra tosse e raffreddore. Vorrei quindi aspettare che la bambina guarisca perfettamente prima di portargliela. E poi, sinceramente, ho anche il desiderio, la speranza, o forse l'utopia che, col passare del tempo, la bimba possa un tantino migliorare. Fargliela visitare con un livello di maturazione piu' alto e' sicuramente confortante per me che potrei sentirmi anche piu' serena (o piu' triste se nel frattempo dovesse peggiorare...)
Intanto, dall'ospedale non ci hanno ancora chiamato. Chissa' quanto passera', le liste d'attesa sono lunghe generalmente. Sono anche a corto di personale, come un po' in tutti gli ospedali ultimamente... Da una parte vorrei fare subito la visita in DH ma dall'altra invece ho la speranza che piu' avanti nel tempo possano esserci maggiori dettagli da raccontare e, anche in quel caso, presentare una bambina piu' "matura" e quindi "migliore", con meno tratti dello spettro che magari, forse, chissa', potrebbero diminuire (o anche aumentare).

Insomma questa lunga attesa mi logora tantissimo.

In linea di massima, in base

In linea di massima, in base a quello che scrive, se mi posso permettere, mi sembra che Lei dovrebbe ascoltare la bambina, invece che chiederle di essere ascoltata. Dovrebbe essere disponibile alle sue richieste (entro certi limiti, ovviamente), invece che fare Lei richieste di attenzione alla bambina. Mi sembra che molto di quello che fa è per 'verificare' i suoi timori, come un 'test' continuo, o quasi con una 'terapia' prima ancora di una diagnosi. Questo aumenta l'ansia a Lei stessa e può disturbare il suo rapporto con la bambina. Mi sembra che sia urgente che Lei verifichi le sue ansie , se i suoi dubbi sono realistici o no, per non correre il rischio di complicare la situazione invece che affrontarla bene. Suo marito che dice? Com'è la situazione familiare?

La situazione familiare

La situazione familiare e' tranquilla ma anche un po' tesa. Io racconto i miei timori a mio marito ma lui per il momento non vuole andare nel dettaglio. Non si e' di certo documentato quanto me e mi dice che finche' non avra' una diagnosi sicura non vuole fasciarsi la testa e preferisce pensare positivo. Per lui si tratta di normale ritardo dello sviluppo perche' i bambini non sono tutti uguali e ognuno ha i suoi tempi. Ok, sante parole, le pensavo anche io, una volta, ma di fronte a certi comportamenti atipici, di fronte a quello che mi hanno comunicato le maestre con i loro sospetti (una delle maestre e' laureata con tesi sull'autismo; non significa essere medici, ovviamente, pero' sa cosa significa quella parola... e vede nella bimba dei tratti autistici). In pratica i dubbi delle maestre hanno ulteriormente incrementato i miei timori. Le ricerche da parte mia sono a quel punto aumentate a dismisura e mi si e' aperto un mondo nuovo, fatto di problemi, ansie e tutto cio' che le ho gia' detto.

Per quanto riguarda la scarsa se non nulla soglia dell'attenzione, come posso raccontare una favola alla bambina (su sua esplicita richiesta tra l'altro e non su scelta o mia imposizion) se subito dopo vengo interrotta da lei stessa perche', mentre parlo di un argomento lei se ne salta su con "i capellini dell'amicizia sono finiti sull'albero" frase che ripete in continuaizone perche' riporta un episodio sempre della famosa serie La Casa di Topolino. Che c'entrano i cappellini dell'amicizia con la storia del treno che lei mi richiede? La bambina non e' proprio capace di ascoltarmi, non sa attendere, non ha pazienza, non riesce, forse, nemmeno a capire cio' che le dico perche' lei non mi sta a sentire quando le racconto la favola. Eppure, se mi interrompo mi dice che vuole che io vada avanti a leggere la favola. Ma come posso fare a leggere una favola se lei, nel frattempo, parla da sola e quindi non mi sta a sentire? Devo parlare al vento io? Non e' affatto piacevole e nemmeno produttivo nei confronti della bambina. Come posso fare per farmi ascoltare? Come posso fare per rendere la lettura di una famola un momento intimo, piacevole, utile alla formazione delle sue competenze cognitive? Il sito "natiperleggere" propone letture a partire dai 6 mesi ma con mia figlia non funziona nemmeno a tre anni!!! Cos'ha di così diverso mia figlia?

Gentile signora.

Gentile signora. Indipendentemente da quella che può essere la situazione della bimba, su cui ho già detto la mia impressione - non posso ovviamente fare diagnosi a distanza - ho l'impressione, dalle cose che scrive, che Lei mamma dovrebbe cercare di conoscere com'è sua figlia e non cercare di renderla come vorrebbe Lei, in base alle norme e alle caratteristiche che legge in giro. Temo che la sua ricerca di informazioni e la quantità di nozioni che ha incamerato possano fare confusione e non aiutarla a stabilire quel rapporto che vorrebbe con sua figlia.
Comprendo l'ansia per una madre ( e anche per un padre) che la propria figlia abbia dei disturbi, ma in questi casi è necessario riuscire a controllare l'ansia e distinguere fra le paure e la realtà, per poter eventualmente aiutare opportunamente la bambina. Non posso sapere se la maestra ha ragione o torto, indubbiamente vedrà la bimba comportarsi diversamente dagli altri bambini, come mi ha descritto anche lei. Ma questo non basta: ci possono essere diversi motivi per cui un bambino si comporta così o ha uno sviluppo un po' diverso. E occorre valutare bene le cose, per non perdersi in meandri complicati che a volte peggiorano le cose.
Cordialmente

La ringrazio dottore

La ringrazio dottore. Ho riflettuto molto in questo weekend e devo dire che mi sono rasserenata. Forse perche' ho finalmente saputo vedere e apprezzare anche i comportamenti positivi di mia figlia e rincuorarmi perche' almeno ci sono "quelli" che penso possano veramente allontanare lo spettro autistico. Sicuramente la bambina ha dei comportamenti particolari e un po' strani, che possono sembrare autistici ma, leggendo anche i vari consulti che ha dato ad altri genitori mi rendo conto che un comportamento autistico non significa anche avere quella patologia. Forse la bambina ha bisogno solo di crescere in un ambiente sereno e senza nessun aiuto o invece ha proprio bisogno di un aiuto perche' noi, genitori, non sappiamo comportarci nel modo migliore per lo sviluppo del suo carattere. Consideri che tutti i giorni ci rechiamo al lavoro, ci alziamo intorno alle 06.00 e la bambina, che potrebbe dormire fino alle 07.00, ora della sua sveglia, spesso e volentieri si alza poco dopo di noi perche' ultimamente ha il sonno molto leggero. Si addormenta intorno alle 22.00 quindi dorme circa 8 ore ma non di filata. Ci sono spesso risvegli notturni. La bambina prova a venire nel nostro letto ma noi generalmente la riportiamo nel suo lettino. A volte invece la lasciamo da noi perche' siamo troppo stanchi per scendere dal letto...
Alle 07.30 la portiamo dalla nonna che dopo un'oretta la accompagna alla scuola materna. Ci rimane fino alle 16.00 oppure a volte fino alle 14.00 perche' se e' stanca le maestre chiamano mia suocere affinche' la vada a prendere prima. Sta dalla nonna nel pomeriggio ma non vede quasi mai nessun bambino. Ora sto spingendo mia suocera affinche' porti la bimba da una vicina di casa che ha una figlia coetanea alla mia. Non sanno ancora giocare insieme, si ignorano un po' pero' spero che col tempo qualcosa cambi e migliori. Alla materna la bambina gioca per i fatti suoi ma forse perche' non sopporta l'irruenza un po' manesca dei bambini e preferisce la compagnia degli adulti, delle maestre stesse o anche delle mamme che magari vanno a prendere i loro figli prima della mia e lei si aggrappa alle loro gambe. Quindi, non dimostra "autismo" nel senso che non vive fuori dal suo mondo, non rifiuta gli altri, anzi, ma forse vive "fuori" dal mondo dei suoi pari, pur frequentando un luogo pieno di bambini. Preferisce invece la compagnia degli adulti, anche estranei. E' l'unica che si comporta così in tutta la scuola e in tutta la mia poca esperienza di "osservatrice di bambini". Puo' non essere pronta a frequentare la scuola materna pur non avendo mai dato segno di totale rifiuto? Al nido (un anno solo a partire dai 24 mesi) era la stessa cosa. Partecipa oomunque alle attivita', colora, magari non bene come gli altri, fa spesso scarabocchi a modo suo pero' ama farlo, non si rifugia in un angolo a non combinare niente in totale isolamento. Non alza vere e proprie barriere attorno a se' ma proprio non entra in contatto con i bambini perche' non sa come fare per farlo, non riesce a comunicare per giocare con loro o forse non e' del tutto interessata perche' "si basta" da sola.
Eppure... ultimamente mi sembra di vedere che ci prova, al parco giochi, ad avvicinarsi a "loro", si incuriosisce, soprattutto se un bambino ha un gioco di suo interesse. Non sa ancora entrare nel loro mondo ma va a vedere che cosa fanno. Se puo' va a "rubare" la loro palla.
Nel weekend siamo stati a una festa di Carnevale e la bambina tirava i coriandoli ai bambini, magari dovevamo un po' spronarla a farlo ma lo faceva, divertita. Ogni tanto pero' prendeva i coriandoli e li buttava nei tombini o sulle macchine o su un cagnolino o su se stessa... insomma fa ancora confusione su come si deve giocare con i coriandoli... Quello che mi ha un po' rattristato e' che, durante questa festa organizzata proprio per i bambini, c'erano due ragazze che facevano un po' di animazione con Baby Dance. Tutti i bimbi in prima fila a ballare e c'era anche mia figlia che pero' guardava con lo sguardo perso nel vuoto, fissava un punto fisso, non verso gli animatori ma magari guardava una cassa dello stereo da cui usciva la musica e non faceva niente. Noi la sollecitavamo a ballare o almeno provarci ma lei faceva due passi e poi si fermava subito. La maggior parte dei bambini erano piu' grandi di lei ma anche qualcuno piu' piccolo provava a fare due giri, a sbattere le braccia e fare un accenno di "ballo" e comunque avevano tutti lo sguardo puntato a vedere cosa facevano gli animatori. Mia figlia, pur amando la musica, era frastornata, non guardava gli animatori, rimaneva impalata con lo sugardo fisso nel vuoto. Probabilmente il volume era troppo alto. Anch'io, come carattere, non amo la confusione e in mezzo a una situazione simile vado in tilt. Mi rimbomba il cervello e mi sento una persona diversa, che non riesce a ragionare, devo proprio scappare dal troppo caos. Forse mia figlia e' uguale a me. Non gliene faccio una colpa. Mi mette solo un po' di tristezza perche' vorrei che la bimba non avesse il mio "difetto", vorrei che sapesse divertirsi e sentirsi bene in mezzo alla gente, ai suoi coetanei. Nemmeno i burattini l'hanno interessata. Non guardava proprio il teatrino ma guardava da un'altra parte, pur essendo in prima fila. Lei si morsicava le pellicine delle dita, guardava in basso o verso altre cose ma non era attirata dai burattini. Pero' devo ammettere che era anche la prima volta che assisteva a uno spettacolo del genere. Vabbe'... magari un giorno migliorera', spero.

Per quanto riguarda le favole ho smesso di raccontargliele. Se non mi sta ad ascoltare forse non e' ancora matura per l'ascolto. A volte penso a come sono cambiati i tempi... e forse, sono peggiorati davvero. Questa propaganda pedagogista di voler far bruciare le tappe a questi poveri bambini del Duemila. Non si parla altro che di anticipare tutto. Addirittura certe associazioni incoraggiano le future madri a leggere una fiaba al bimbo ancora nel ventre materno. Io non l'ho mai fatto perche' mi sentivo stupida. I primi libretti cartonati che ho preso a mia figlia quando aveva quasi un anno sono finiti tutti mangiucchiati o strappati. Ho rimandato il tutto e ancora adesso noto che la bambina, come le dicevo, non sa ascoltare un racconto, non riesce a seguire la sequenza di una storia. Pero', ripensandoci, anche io (e tutti quelli che sono nati alla mia epoca... negli anni '70...) non ho mai avuto tra le mani un libro se non all'eta' di 5-6 anni. Credo che il mio primo libro risalga proprio al primo anno di scuola elementare o forse pochi mesi prima! Ora si tende ad anticipare tutto! Mi chiedo se davvero sia positivo questo voler stressare il cervello dei bambini. Magari funziona per molti, ma non per tutti.

Credo che la bambina sia molto stressata ultimamente. Ha bisogno di vivere con piu' "lentezza" anche se di carattere sembra tutto tranne che "lenta". Salta come un grillo, e' super agitata, non si sofferma che per pochi minuti su un gioco quindi da' l'impressione di essere "iperattiva", le piacciono i giochi fisici, le piace fare i salti sul lettone, fare la lotta con il papa', le piace usare le mani e "trafficare" sempre, le piacciono i giochi in cui deve "smanettare". Tipo ieri sera smbrava annoiata, girovagava a vuoto nella stanza senza prendere nessun gioco. Allora mio marito l'ha portata con lui in camera, ha preso il suo avvitatore elettrico (a pile e non a corrente) che mia figlia adora e che, essendo piccolino sta nelle mani della bambina e le ha fatto avvitare le viti di un mobile. La bimba si e' divertita e si vedeva proprio come le piaceva giocare con gli atrezzi del Fai-Da-Te del papa'. Le piacciono i lavori manuali, e' un po' una "truscona", come si dice dalle nostre parti, proprio come mio marito. Era molto interessata e non avrebbe piu' smesso a giocare in quel modo. Il gioco delle "bambole" (che poi non le piacciono proprio le bambole ma preferisce i peluche) non e' il suo forte. Puo' cullare un po' un orsacchiotto, se lo mette sotto la pancia come se fosse "incinta" e lo accarezza pero' poi non e' che vada molto avanti con quel gioco strutturato da "bambina". Preferisce i giochi fisici, di movimento.
Insomma non e' o non mi sembra una bambina che viva davvero fuori dal mondo come gli autistici. Ha ragione lei. Forse non c'e' davvero niente di patologico e dico "forse" perche' non sono un medico. Pero' magari ha bisogno di un aiutino, c'e' qualcosa che la turba a livello piu' psicologico, chissa', e potrebbe avere la necessita' di essere visitata da un buon psicoterapeuta che la aiuti a sbloccarsi o che aiuti noi genitori ad agire diversamente.
Ora, noi aspettiamo ancora un po' ma mi farebbe davvero piacere poterle fare visita per sentire un suo parere. Magari, quando si aggiusteranno le giorante a livello metereologico (in liguria e' tornata la neve!) ci faremo un giretto nella bella Toscana che amiamo molto e le porteremo la bambina nel suo studio. Ci piacerebbe davvero che vedesse la nostra bambina. Farebbe bene anche a noi, genitori.

Dottore sono ancora qui

Dottore sono di nuovo qui, a distanza di circa un mese per aggiornarla sui progressi di nostra figlia. In effetti si puo' parlare proprio di progressi perche' in quest'ultimo mese la bambina e' migliorata sotto diversi aspetti. Il linguaggio e' cresciuto moltissimo, non sta un attimo zitta, canta, ride e gioca, e' sparito l'uso della seconda persona al posto della prima anche se continua spesso ad utilizzare la terza persona per parlare di noi. Tipo dice: "cosa fa la mamma?" invece di "mamma cosa fai?" Secondo lei e' normale e devo o non devo correggerla? Infatti se le chiedo: Cosa hai detto che non ho capito? Lei si corregge e mi pone la domanda rivolgendosi a me direttamente e non alla "mamma" in terza persona... Mi chiedo perche' non le venga spontaneo, dopo tante correzioni da parte nostra e se sia giusto o meno correggerla.

La bambina e' migliorata molto sul "botta e risposta" e risponde di piu' alle nostre domande. Se richiesto ci racconta anche qualcosa della giornata che trascorre alla scuola materna anche se spesso mi dice: "non voglio parlare dell'asilo!" e non capisco perche' sia così oppositiva, come se non le piacesse andarci o magari succedesse qualcosa che non le piace, chissa'... spero di no.

La maestra dice che la bambina e' molto intelligente e furba, molto interessata all'ambiente e curiosissima, chiede tutto cio' che vede e non le scappa niente. Partecipa alle attivita' ed e' sempre molto precisa e determinata in cio' che fa pero' non sa ancora partecipare alla collettivita', non socializza con i suoi pari e li evita, quasi le desse fastidio pure il loro avvicinarsi, il loro volerla aiutare magari a togliersi la giacca appena arriva a scuola al mattino (si infastidisce e rifiuta l'aiuto), o in classe se vogliono aiutarla in qualche attivita'. Comunque anche a casa e' una bambina determinata e vuole sempre fare tutto da sola senza il mio aiuto perche' le piace proprio fare tutto cio' che richieda impegno e attivita' manuale e vuole riuscire. Pero' noto che si arrabbia molto quando non riesce alla prima a svolgere un lavoro e perde subito la pazienza. Credo sia un difetto caratteriale e che assomigli a me, purtroppo... anch'io molto impaziente e pure un po' nevrastenica....

La bambina ha ancora certe fissazioni, che noto vanno a periodi nel senso che durano magari un mese e poi passano per lasciare il posto da altre fissazioni. Ultimamente le piace tantissimo disinserire l'allarme / antifurto di casa e vuole premere sulla pulsantiera (a casaccio ovviamente) e noi le facciamo credere che ha inserito o disinserito l'allarme. Se non glielo facciamo fare va su tutte le furie. Insomma, non sa essere paziente, non sa aspettare.
Anche questo e' un problema caratteriale / comportamentale da correggere? La sua impazienza la porta spesso ad arrabbiarsi, ad essere nervosa e ad assumere un comportamento davvero irrequieto e brutto a vedersi ma non sappiamo come fare per farla calmare e farle capire che deve saper aspettare e che deve avere pazienza!

Anche sul piano dell'attenzione e' sempre piuttosto scarso. Le maestre dicono che la bambina non sa ancora ascoltare molto con attenzione, soprattutto le favole/i racconti in classe, si distrae, perde la concentrazione, passa da un gioco all'altro e si muove in continuazione. In compenso e' migliorata durante il pranzo nella mensa scolastica, perche' sta piu' seduta a tavola senza gironzolare sempre come faceva fino a poco tempo fa.

Per quanto riguarda l'alimentazione e' migliorata, mangia qualcosa in piu', e' un po' meno selettiva... di poco ma almeno riesco a farle mangiare la carne e, a periodi, e' anche piu' affamata, cosa assai rara un tempo (alimentarsi per lei era un optional...)

Un'altra cosa che mi fa davvero arrabbiare e' che la bambina non vuole dare la mano quando siamo fuori. E' vero che noi l'abbiamo sempre lasciata molto libera, soprattutto quando ci troviamo in zone pedonali, per fortuna molte dalle nostre parti, sulla passeggiata mare, o nel centro storico della citta' che e' totalmente pedonale pero' quando dobbiamo attraversare la strada o siamo in zone piu' pericolose non riusciamo a farci ubbidire. La conclusione e' che le prendiamo la mano con forza e non la lasciamo andar via malgrado le sue continue urla e tentativi di divincolarsi. Perche' fa così secondo lei? Questa sua totale voglia di autonomia ci sconforta molto. La nonna, che la va a prendere tutti i giorni alla scuola materna (e poi la porta al parco giochi) deve sempre utilizzare il passeggino in modo da legarla ed essere sicura che la bambina non scappi perche' non puo' permettersi, alla sua eta', di correre dietro a una bambina che non vuole dare la mano per camminare... Noi invece non usiamo mai il passeggino (ormai la bambina ha quasi tre anni e mezzo) ma dobbiamo lottare per farci dare la mano oppure rincorrerla se cammina da sola in zone pedonali. Cosa abbiamo sbagliato? Dovevamo abituarla all'ordine fin da subito oppure c'e' qualcosa di anomalo nel suo totale rifiuto al dare la mano?

Ai giardinetti la bambina poi non vuole andare sugli scivoli quando ci sono altri bambini. Se non c'e' l'altalena ma solo lo scivolo si siede vicino a me e mi dice: "non voglio fare niente!" malgrado i miei tentativi a farla giocare, ad offrirmi per aiutarla a salire sullo scivolo (anche se so che e' capace). In pratica la bambina non vuole partecipare ai giochi di gruppo, si spaventa se c'e' troppa confusione e quindi non sale sullo scivolo perche' ci sono altri bambini e ha paura che la travolgano e che le facciano del male. Non vuole buttarsi nella mischia. Preferisce frequentare un parco giochi con pochi bambini, soprattutto dove non ci sono i grandi che giocano a palla o che, anche senza la palla, fanno troppo chiasso e confusione su e giu' dagli scivoli con passerelle, tubi al chiuso, ecc. Eppure io so che le piacciono e che, se non c'e' nessuno, magari in orari diversi della giornata, sale agevolmente su questi scivoli anche un po' diversi dai soliti e vecchi scivoli di una volta. Le piace andare anche nel tubo/scivolo/tunnel, o come vuole chiamarlo, quindi non e' che soffra di claustrofobia ma probabilmente solo di una paura della confusione, malgrado frequenti regolarmene la scuola materna. Anche questo comportamento la fa isolare dal resto del gruppo e sembra asociale. In realta', credo, la sua sia paura del gruppo per timore che le facciano del male, che la spingono, non sa quindi difendersi e farsi le proprie ragioni quando al contrario vedo un sacco di bambini allegri che si buttano nel caos e saltano, corrono, giocano insieme pur non conoscendosi. Lei e' piu' schiva. Questione caratteriale crede? A me dispiace per lei perche' si preclude la possibilita' di divertirsi e farsi delle amicizie.

Le maestre notano questo suo "isolarsi dal resto del gruppo" e me lo fanno notare. Io pero' non credo che possa definirsi autismo perche' in fondo la bambina rifiuta solo i suoi coetaenei e la confusione mentre con gli adulti ci va a nozze, anche se sono estranei.

Domenica scorsa l'abbiamo portata all'Acquario di Genova. Il fatto che i bambini sotto i 4 anni potessero entrare gratis mi ha fatto capire fin da subito che mia figlia di tre anni e mezzo non avrebbe potuto godere appieno di questo tipo di visita pero' io ho voluto portarcela ugualmente per farle fare questo tipo di esperienza. Beh, a parte i primi momenti in cui la bambina voleva scappare da una stanza all'altra, non voleva dare la mano e voleva un po' fare a modo suo... come sempre... sembra che la visita sia stata abbastanza positiva. Le sono rimasti impressi i pinguini che si tuffano nell'acqua e camminano in maniera buffa e rideva da matti mentre li vedeva sguazzare in acqua. Gli altri pesci li ha considerati poco. Forse la troppa confusione (c'era pareccha gente) le ha dato fastidio anche in quel caso, o forse non e' ancora pronta o capace di notare le varie sfumature di pesci. I delfini o gli squali non se li e' filati molto ma probabilmente perche' non li conosce ancora all'interno di storie, favole o cartoni animati (sempre fissata su Topolino e dintorni ma non conosce ancora il pesciolino Nemo, ad esempio...). Le sono piaciute un po' le foche, le meduse, ha toccato l'acqua dove c'erano le piccole razze ma sicuramente dovremo ritornarci quando la bambina sara' molto piu' grande. Pero' ho notato che altri bambini suoi coetanei o anche piu' piccoli hanno aprezzato di piu'. Tutto sta nella maturita' iniziale del bambino e nostra figlia e' ancora un po' immatura sul piano comportamentale/cognitivo.
Pero', come dicevo prima, quando in un parco i bambini sotto una certa eta' non pagano significa che tale parco/museo contiene delle attrazioni che non possono essere apprezzate appieno da bambini piccoli per cui anche per mia figlia era troppo presto per visitare l'Acquario...

Cio' che mi ha dato fastidio e' che anche all'acquario la bambina ogni tanto si avvinghiava alle gambe di qualche sconosciuto, senza mostrare nessun timore!

In questo periodo siamo stati anche a una festa di compleanno di un suo compagno di asilo (per la prima volta) e ho notato che la bambina preferiva la compagnia degli adulti, genitori, nonni e zii del festeggiato mentre quando entrava nella stanza dei giochi dove c'erano gli altri bambini giocava in maniera autonoma senza considerare minimamente i suoi coetanei: era come se i suoi pari fossero trasparenti e non li guardava neppure. Al contrario, andava in salotto e saliva sulle gambe degli aduli, parlava con loro, giocava con gli occhiali e voleva provarseli (ha una passione per gli occhiali da sole e li nota sempre quando siamo fuori e vuole provare anche quelli dei passanti!!)

Insomma, i problemi di socializzazione con i pari sono sempre tali e quali ma di certo non e' una bambina che rifiuta il contatto con il mondo esterno perche' con gli adulti ha fin troppo confidenza, li tratta come se fossero suoi pari e vorrebbe giocare soltanto con loro.

Come me lo spiega questo strano comportamento e come posso fare per farle cambiare atteggiamento? Mi irrita che si metta ad abbracciare gli estranei che incontriamo per strada come mi dispiace che non voglia giocare con i suoi pari. Cosa dobbiamo fare?

Per le altre cose e' una bambina fin troppo sveglia e curiosa. Pensi che mi ha quasi sequestrato il mio cellulare e sa andare sul menu delle fotografie, se le sceglie e le scorre (e' uno smartphone) le apre, le ingrandisce e le rimpicciolisce, trona indietro al menu' principale, sa far partire un videoclip, insomma.... e' la classica figlia dell'era informatica...

In pratica tutta le gente che la vede nota che e' una bambina sveglia, curiosa, intelligente ma i problemi di socializzaizone con i suoi pari persistono, oltre che una sua costante disubbidienza e intolleranza al rispetto di certe regole.

Dottore, e' troppo presto, a tre anni e mezzo, poter dire che la bambina soffra di iperattivita' con mancanza di attenzione (quella famosa sigla ADHD per parlare in stile americano?) Per ora i sintomi sono proprio quelli e ci sono proprio tutti...

Dimenticavo: L'ASL dove dovremmo fare accertamenti in Day Hospital non ci ha ancora chiamato... hanno problemi di personale mancante. Beh, siamo in Italia...

Comunque, di fronte ai miglioramenti, direi di escludere l'autismo vero e proprio. Rimane il dubbio dell'ADHD e questo rifiuto di socializzazione con i suoi pari.

Che dobbiamo fare secondo lei?

Vorrei farle fare altre espereienze in questa primavera/estate (la bella stagione fa venir voglia di vacanze e weekend fuori porta). Vorremmo portarla al Parco di Pinocchio a Collodi ma come facciamo se non conosce nemmeno la favola di Pinocchio?

Anche questa volta ho scritto un papiro... la ringrazio per la sua pazienza :-)

Più che altro gli spazi si

Più che altro gli spazi si 'restringono troppo', per cui magari, aggiunga i prossimi aggiornamenti ripartendo dal consulto iniziale, a 'commento', oppure apra un nuovo consulto di aggiornamento.
Capisco la sua preoccupazione e il suo dispiacere per una bimba molto vispa e intelligente ma un po' poco a suo agio nei rapporti sociali. Non credo che ci sia da 'correggerla' - e nemmeno che sia possibile. Nel senso che non si può far andare dovo uno vorrebbe. Invece è possibile e necessario mettere dei limiti e regole. Non si può cioè pretendere certi conportamenti, ma si può dire no a quello che non deve fare. Per il resto direi di lasciarla fare e seguirla nei suoi interessi, finchè ovviamente non diturbano gli spazi e la libertà degli altri. Non mi sembra sia di alcuna utilità pensare a possibili diagnosi... servono poco: serve molto di più vedere se ci sono ostacoli e vie più utili di altre, per poter orientarsi e facilitare lo sviluppo.
Speriamo che venga attirata d qualche coetanea/o e che cominci a fare amicizia e imparare di più a stare nel gruppo. Piccoli gruppi è meglio.
Eviterei di stare continuamente a criticarla, molto meglio poche regole, ma ben salde. Mi sembra una bambina curiosa interessata, attenta alle cose che la interessano, allegra, contenta: non le rovinerei l'umore, a lei e alla famiglia, cercando di 'raddrizzarla'. Fermo restando certi limiti, può essere più utile lasciarle maggior libertà, anche se questo in futuro non sarà facile di fronte a richieste scolastiche standardizzate e non individualizzate... Ma c'è tempo. Godetevi gli aspetti positivi della bimba, invece che vedere solo quelli 'atipici'...
Cordialmente

drGBenedetti

La ringrazio dottore

La ringrazio dottore per la sua risposta. Vedremo come procede il suo sviluppo, insistendo di piu' sulle regole (e facendole far rispettare anche dalla nonna che la segue maggiormente da cui provengono i maggiori "vizi"... purtroppo...) e asseconderemo i suoi interessi, proponendole nuovi stimoli che potra' accettare e seguire solo se sono di suo gradimento. E' una bambina molto caparbia e sicura di cio' che vuole, non sembra si faccia manipolare facilmente ne' accettare qualche gioco nuovo se in quel momento non le piace. I suoi "no" sono NO! Essere sicuri di se potrebbe essere un buon segno, soprattutto per l'eta' adulta. Spero che dimostri sicurezza anche da grande ma che non ci faccia passare un troppo brutto periodo adolescenziale...

Comunque volevo solo aggiungere una cosa. La bambina sembra aver iniziato la fase dei "perché?" a tre anni e mezzo circa pero' anche in questo lo fa un po' a modo suo. Lei non pone dei veri e propri "perché?" ma spesso dice questa parola senza quel tono classico da domanda ma come se fosse la continuazione di un mio discorso. La bambina dice "... perche'..." con i puntini di sospensione, come se si aspettasse che io continuassi la mia frase giustificando il motivo di cio' che ho appena detto con una spiegazione, quindi con un "perché". Non so se mi sono spiegata, non e' facile da mettere per iscritto. Se io ad esempio le dico: "vai a lavarti le mani." la bambina aggiunge (e non domanda) "...perche'..." come se volesse che io aggiungessi alla mia frase qualcosa, ovvero la motivazione per cui <>.

Pero', questi "perché" con i puntini di sospensione e senza punto interrogativo sono molto rari. In realta' i suoi "perché" sono sostituiti maggiormente dalla parola "altrimenti???" e quella la pronuncia in tono di interrogazione. Quindi spesso se le dico di fare una determinata cosa lei aggiunge: "altrimenti???" e questo e' davvero strano e buffo perche' spesso usa in maniera impropria questa parola "altrimenti?" ma io capisco che la utilizza al posto del classico "perché?"

Insomma e' una bambina "atipica" e "strana" su tutto. Anche la fase dei "perché?" per mia figlia e' diventata la fase degli "altrimenti?"

E te pareva che non si omologasse agli altri bambini, figuriamoci! ;-) In tutto e per tutto lei deve distinguersi... non sia mai che possa comportarsi come "la massa"... Lei deve essere quella "alternativa"....

Vabbe', lo dico con allegria, visto che non e' niente di grave, solo per farle capire che razza di caratterino ha mia figlia, determinata e "diversa" in tutto.

Un caro saluto e ai prossimi aggiornamenti che pero' partiranno da un nuovo consulto per evitare un lungo lenzuolo di parole...

Grazie ancora dottore!

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