Capricci o richiesta d'aiuto?

Egregio Dottore,
Le scrivo perchè sono piuttosto preoccupata per mio figlio, 3 anni martedì.
Ha delle vere e proprie crisi isteriche. E' sempre stato un bambino con un carattere difficile, molto lunatico, ma fondamentalmente sorridente e allegro. Ha sempre richiesto moltissime attenzioni, parla continuamente e non vuole che lo si escluda dalle conversazioni adulte (se ad esempio parlo con suo padre di lavoro o altro dice "mamma basta parlare!" nonostante sia stato sgridato più volte sul non interrompere gli adulti).
Ama essere sempre al centro dell'attenzione. Non gioca e non ha mai giocato da solo: come dico sempre io, non è questione di vizi, lui è nato così! Fin da pochi giorni di vita voleva sempre essere intrattenuto, pena urla disumane (per intenderci: non potevamo star seduti con lui in braccio, dovevamo cullarlo continuamente ed ovviamente di stare tranquillo sveglio in carrozzina o nella culla non se ne parlava MAI, nemmeno pochi minuti).
Ora mio figlio è cresciuto ma sembra che questa sua condizione di irrequietezza e dipendenza evolva con lui. Ed è paradossale perché per il resto è un bambino estremamente precoce, molto intelligente, fa ragionamenti che spesso ci stupiscono e parla molto bene. Il punto ora è questo: da qualche mese, periodicamente ha delle "giornate no" davvero toste da affrontare (più del solito). Si sveglia già di cattivo umore, è prepotente, scontroso, piagnucolone e appena mi allontano da lui mi chiama a squarcia gola. Ai nostri "NO" reagisce con urla isteriche, si butta per terra e lancia oggetti. Si rifiuta di fare cose quali lavarsi le mani prima di mangiare (e se pure riusciamo a lavargliele poi rifiuta di sedersi a tavola), fare pipì, lavarsi i denti... insomma un vero tormento. Dorme benissimo e la fame non gli manca (se anche si rifiuta di venire a tavola a mangiare, subito dopo richiede cibo). Soffre ancora molto per la dentizione, ho notato che in corrispondenza di queste settimane "di passione" sbava molto e mette le dita in bocca. Io e il papà (come i nonni che lo guardano qualche ora mentre io sono al lavoro) cerchiamo di reagire il più delle volte accogliendolo ma di fronte al suo rifiuto totale di mediare e alla sua prepotenza ammetto che abbiamo spesso perso la pazienza. In ogni caso quando "parte per la tangente" è davvero difficile farlo ragionare, quando gli chiedo perchè è sempre arrabbiato mi risponde "io non lo so cosa mi succede". Posso capire il periodo di sfida e dei NO, a per noi è già iniziato da parecchio tempo, ma ultimamente è come se avesse cambiato carattere.
Queste "crisi" sono iniziate in concomitanza con l'ingresso al nido a gennaio: abbiamo optato per fargli fare qualche ora al mattino per cominciare a socializzare, dal momento che si comportava in modo molto aggressivo coi coetanei; d'altronde è figlio unico e primo nipote quindi è sempre stato abituato ad essere circondato da soli adulti. Inoltre la nonna non se la sentiva più di accudirlo da sola date le sue alte esigenze di attenzione.
Non frequenta molto purtroppo: è spesso malato, e fa solo qualche ora al mattino, ma dopo un inserimento durato un mesetto con molto pianti, ci va volentieri ed il suo rapporto coi coetanei è cambiato totalmente. Fa ancora un po' fatica a condividere i giochini ma si intrattiene coi coetanei molto volentieri.
Le crisi sono iniziate in concomitanza con l'inizio del nido e con le sue malattie, e sono rientrate dopo circa un mesetto. E' sempre stato un bambino che patisce molto ogni minimo cambiamento, quindi inizialmente lo avevamo imputato all'inserimento appunto... ma ora non capiamo il perché sia di nuovo così arrabbiato col mondo. Anche i nonni faticano molto a gestirlo ed ogni volta che torno a casa dal lavoro trovo solo musi lunghi ed il lungo racconto di tutto ciò che ha detto e combinato. La mia situazione familiare non è delle migliori, posso contare solo sui miei genitori, i miei suoceri non esistono. I miei sono giovani ma mia madre è cardiopatica e tendente alla depressione, e mio padre soffre di artrite reumatoide ed è appena stato operato di cataratta. io e mio marito abbiamo un'attività in proprio quindi io non conosco ferie, mutua, maternità..nulla.
Se io manco da lavoro, nessuno mi sostituisce.
Mio figlio è molto attaccato ai nonni, soprattutto a mia mamma ma è come se ultimamente lei non lo sopporta granché, e questo rende tutto più difficile. Mi sento sempre ripetere da lei: "voi (io e mio fratello) non eravate così, lui mi spiazza, se continua così te lo guardi tu".
Dal canto mio cosa posso fare? Mi sento quasi in colpa per il carattere di mio figlio, ma Le assicuro che le ho provate tutte, e nulla sembra funzionare. Ed anche se funziona, dopo un po' di tempo non funziona più.
Posso dire che è un bambini educato, che dice grazie e prego, scusa, per favore (quando non è in uno dei suoi momentacci), aspetta il suo turno per giocare e rispetta la proprietà.
Essendo un bambino molto intelligente ha sempre richiesto stimoli in abbondanza e io ho sempre assecondato le sue richieste di fare e imparare cose nuove, per cui non ho mai lasciato che si annoiasse. Ma ora non so più cosa inventarmi.
Non riesco a capire se questi suoi comportamenti possano essere annoverati nella categoria "capricci" oppure se sia il caso di andare a fondo alla questione in altro modo.
Inoltre non riesco a capire come fare per renderlo più emancipato da me nella gestione della giornata senza farlo soffrire.
Di seguito riporto il questionario compilato.

QUESTIONARIO SULLO SVILUPPO PSICOMOTORIO SIMBOLICO-LINGUISTICO E RELAZIONALE

composizione familiare: mamma, papà, figlio
mamma 33, papà 49
età del bambino: 3 anni

problemi in gravidanza: nessuno, gravidanza splendida.

NASCITA
39 settimane
Parto naturale, bimbo in posizione sacrale, travaglio molto lungo, e traumatico per me.
alla nascita : 3,740 kg, 52 cm,
Accrescimento: è sempre stato tra il 95 e il 97° percentile
indice di Apgar: 1' 10./ 5'10. durata del ricovero in ospedale: 6 giorni a causa di ittero.

NB. Io ho avuto la depressione post partum: piangevo sempre, mi chiedevo chi me lo avesse fatto fare, mi chiedevo perchè lui piangeva sempre, non dormiva mai e chiedeva sempre braccia.
Pensavo che tutti gli altri erano diversi da noi, che la mia vita era finita e non mi sentivo in grado di fare la mamma. Spesso lo lasciavo a mia madre (mai di notte) per riposare, ma non riuscivo a farlo, continuavo a rimuginare ed a cercare soluzioni ed aiuto sul web. Soffrivo di insonnia.
Le cose sono migliorate verso i 3 mesi del piccolo: ero sempre molto affaticata ma non più triste; ho iniziato ad accettare mio figlio per come era, diverso da come me lo ero immaginato e diverso da me, che sono una persona molto tranquilla e pacifica. Ammetto che i primi mesi sono stati un continuo domandarmi "perchè fa così? perchè non sta un po' tranquillo? perchè non dorme di giorno?" e mille altre ansie.
All'anno di mio figlio ero completamente rinata.

PRIMI MESI
allattamento: artificiale a orario
Piangeva sempre durante il giorno, aveva sempre fame, dovevamo cullarlo in continuazione e passava ore a sfinirsi dalle urla.
inizio svezzamento 5 mesi con la frutta, 6 mesi pranzo con pappine, 8 mesi completamento con la cena.
svezzamento abbastanza semplice, ha sempre avuto i gusti un po' difficili, ma la cosa più complicata ero farlo stare seduto nel seggiolone.
ritmo sonno veglia nei primi mesi: dopo i primi 40 giorni dormiva tutta la notte dalle 21,30 alle 6,30, riposini di soli 20 minuti durante il giorno con pause di circa 3 ore tra uno e l'altro (durante le quali piangeva per la maggior parte del tempo), di giorno praticamente non aveva orari; verso i 4 mesi ha iniziato con i risvegli notturni, inizialmente un paio per poi risvegliarsi ogni ora/mezz'ora (a volte faticando a riaddormentarsi) fino all'anno, quando siamo tornati a 2/3 rapidi risvegli per notte per ciuccio/acqua.
Per "insegnargli" a fare riposini più lunghi (era sempre nervoso quando dormiva poco), a partire dai 3 mesi mi mettevo nel lettone con lui di pomeriggio, tenendolo in braccio da sdraiata, facevo buio e restavo vicino a lui: quando dopo 20 minuti sentivo che cominciava a risvegliarsi lo cullavo dolcemente finché non riprendeva sonno. Siamo andati avanti così fino all'anno dopodiché ha iniziato a fare un pisolino più lungo da solo. Per il pisolino mattutino invece (smesso a 18 mesi) lo portavamo a passeggio nel passeggino ma dopo i primi 30 minuti non dovevamo mai fermarci, pena il suo risveglio.
Persone che lo accudivano: mamma, papà (molto poco) e nonna materna.
eventuale ritorno al lavoro della mamma: a 3 mesi solo per qualche ora, il bimbo non ne ha risentito perchè molto piccolo ed abituato a stare con la nonna.

EPOCA SUCCESSIVA
alimentazione: normale, gusti difficili ma senza troppe difficoltà.
Sonno: sonno notturno dalle 21,30 alle 7/7,30 circa. Riposino al mattino di circa 1,5 ore, lo stesso nel pomeriggio.
abitudini: ciuccio e dudù.
Tempo video: no tablet, no smartphone, tv dai 12 mesi, circa 40 minuti al giorno.

SVILUPPO PSICO-MOTORIO:
dove veniva tenuto preferenzialmente dopo i primi mesi: in braccio o sul tappetone ma dovevo stare sempre vicino a lui ed intrattenerlo altrimenti erano pianti.
seduto da solo a che età: 6 mesi
primi spostamenti a che età e come: rotola a 4 mesi, gattona a 5, si alza in piedi a 7 mesi.
primi passi da solo a 11 mesi esatti.
capacità motorie attuali: molto avanzate: corre, salta, sale e scende le scale senza tenersi
controllo sfinterico: abbiamo tolto il pannolino a 2 anni e 9 mesi (a marzo), ho provato diverse volte dai 2 anni ma non era assolutamente pronto (non si accorgeva neppure di essere bagnato), per la pipì nessun problema, anzi, al momento la tiene anche troppo, a volte si rifiuta di farla e qualche goccina scappa negli slip; per la cacca invece il discorso è diverso: l'ha fatta ne wc (il vasino non lo ha mai amato) solo per 3 giorni poi si è rifiutato categoricamente e vuole solo il pannolino per la cacca. Ho provato anche ad insistere ma è stato decisamente controproducente.

RELAZIONE e COMUNICAZIONE nel primo anno di vita
primi sorrisi a 2 mesi
curiosità verso oggetti e persone, attenzione, capacità di seguire con lo sguardo
cerca di comunicare e richiamare l'attenzione: praticamente da subito!
facilità a capirlo e interagire: è sempre stato molto semplice, anche in fase pre-verbale non ha mai avuto difficoltà a capire e farsi capire.
facilità al pianto e facilità a consolarlo, coccolarlo: pianto facile, più difficile consolarlo.
reazione di fronte a persone e ambienti nuovi: aveva timore solo in mancanza delle figure di riferimento, per il resto è sempre stato desideroso di esplorare ambienti nuovi; più diffidente nei confronti degli estranei.
modalità di accudimento: tranquillo, l'ho sempre lasciato esplorare, sporcarsi, fare esperienza ovviamente sempre sotto il mio occhio vigile.

CONDIVISIONE cerca di condividere interessi, attività, stati d'animo cercando l'attenzione delle altre persone, magari per farsi battere le mani, o dire bravo, ecc? Assolutamente si, desidera essere guardato continuamente, ammirato, desidera sentirsi dire "bravo", fare le cose da solo.. racconta semplici barzellette e canta canzoncine per farsi applaudire.

SVILUPPO SIMBOLICO
LINGUAGGIO (età di inizio dei vari punti indicati):
lallazione, gorgheggi 4 mesi
prime parole 9 mesi
due parole insieme 20 mesi
uso del no e del sì 15 mesi circa
frase minima (verbo e sostantivo )2 anni
capacità di dialogo: attualmente ottima
INTERESSE E CURIOSITÀ PER GLI OGGETTI
USO DEI GIOCHI e degli oggetti : gioca molto con la fantasia, inventa storie e altro, gli piace molto anche giocare con oggetti si uso comune, ama aiutarmi a cucinare, pulire o passare l'aspirapolvere
DISEGNO SPONTANEO: da questo punto di vista è molto disinteressato, non ama disegnare e per ora fa solo scarabocchi, per lo più concentrici, il disegno coi pennarelli dura pochi minuti. Ama molto invece dipingere con gli acquerelli, ma crea solo grandi macchie di colore, e spesso ricopre tutto con il colore nero, poi dice che è il mostro dei colori oppure un lago puzzolente.

ATTENZIONE nelle varie attività e interessi: solitamente molto breve, cambia spesso gioco, si concentra di più se qualciuno gioca con lui, se invece è da solo si concentra per pochi minuti poi inizia a ripetere che si annoia e a chiamarmi.

INTERESSE E CURIOSITÀ VERSO LE PERSONE: ultimamente i comportamento è ambivalente, si nasconde dietro le mie gambe ma poi si scioglie quasi subito e inizia a parlare, raccontare, cantare ecc.

figure principali cui è attaccato: principalmente me, la mamma, la nonna materna, il papà, il nonno materno (in questo ordine).

REAZIONI AL DISTACCO dai genitori: patisce il distacco da me ma la cosa attualmente è gestibile. Non ci sono grandi crisi. Anche all'asilo, dopo un primo momento di "timidezza" mi saluta e va volentieri. Spesso quando i nonni vanno a prenderlo non vuole andare a casa.
Invece è molto impaurito all'idea che lo si lasci con qualcuno che non conosce o in un posto nuovo. Esempio di conversazione:
"oggi andiamo allo zoo"
"ma tu resti lì con me o vai via?"

RAPPORTO CON LE PERSONE Adulti: richiede continua attenzione e compagnia
bambini: preferisce i bimbi più grandi o comunque in grado di relazionarsi con lui

COMPRENSIONE DELLE COSE E DELLE RICHIESTE: ottima

COMUNICAZIONE DEI SUOI BISOGNI E DESIDERI: molto chiaro direi!

COMPORTAMENTO
capriccioso, poco attento, tende sempre alla noia, quasi sempre risponde "NO"
adesione a regole, orari, limiti,: le regole a casa non gli piacciono, a volte spegne da solo la tv e a volte strilla perchè non vuole spegnerla, lo stesso vale per lavarsi le mani, i denti, la pipì.. dipende dall'umore del momento. Gli orari vengono fatti rispettare da me e dal papà in gni caso, lo stesso vale per i limiti, anche se a volte è più difficile, a casa nostra se una cosa non si può fare, non si fa
obbedienza agli adulti: al momento, scarsa
reazione a divieti, frustrazioni: spesso violenta, certe volte più accondiscendente
capricci, bizze: ultimamente molte
paure: paura del buio (contenibile) e paura di restare solo in una stanza, paura di restare solo con estranei.

SCOLARIZZAZIONE
asilo nido dai 30 mesi. Reazioni eventuali: inserimento come descritto.

RAPPORTI SOCIALI: familiarizza con altri bimbi, li imita, accetta il gioco ma non sempre va lui a cercarli; sembra continuare a prediligere il rapporto con l'adulto di riferimento.

SITUAZIONE FAMILIARE
altri conviventi: no, i nonni abitano accanto a noi (casa bifamiliare)
Organizzazione familiare per l'accudimento: al mattino asilo dalle 9 alle 12, accompagnato da me, poi i nonni lo vanno a prendere e verso le 14 rientro da lavoro e resto con lui per il resto della giornata; il papà passa con noi il lunedì e qualche pomeriggio in settimana (variabile).
modalità educative: chiaramente chi comanda i casa nostra è l'adulto ma nostro figlio si oppue fermamente a questa situazione. Gli orari vengono rispettati il più possibile (col giusto grado di flessibilità data dalle variabili quotidiane). Dorme nel suo lettino che è in camera nostra. In passato abbiamo provato a spostarlo nella sua camera che però è lontana dalla nostra e lui aveva ripreso a svegliarsi di frequente, era molto nervoso di giorno, quindi siamo tornati sui nostri passi (anche per una questione di serenità mia, che mal sopporto la deprivazione del sonno).
Sonno notturno, dalle 22 circa alle 7,30/8 quando va all'asilo. Nel weekend anche 8,30.
riposino pomeridiano dalle 14,30 circa fino alle 17 (si sveglia con molta difficoltà). Di pomeriggio sia addormenta accanto a me nel lettone e poi dorme nel suo lettino, la sera si addormenta da solo nel lettino, dopo il bagnetto leggiamo una favola e mettiamo la musica di un carillon. Usa ancora il ciuccio, solo per la nanna, e il dudu a cui è molto attaccato anche durante il giorno.
Tempo video: non usa tablet, tv: 20 minuti al mattino, dopo pranzo, dopo il riposino pomeridiano e prima del bagnetto serale (in totale un'ora e mezza al giorno circa: so che è tanto ma sono gli unici momenti in cui riesco a combinare qualcosa, diversamente richiede SEMPRE costante attenzione, vuole che si giochi con lui, dove vuole lui... guarda solo cartoni registrati, in modo da evitare la pubblicità). Smartphone: guarda la canzoncina per lavarsi i dentini e per vestirsi la mattina (altre 2 tragedie quotidiane altrimenti), il cellulare lo tengo io in mano.

EVENTI PARTICOLARI,
IMPORTANTE: ad un mese di vita gli è stata diagnosticata TPSV, è in cura presso cardiologia pediatrica dell'ospedale della nostra città. Siamo stati ricoverati una settimana quando aveva un mese, credo sia stato molto traumatico per lui. Hanno praticato il diving reflex molte volte siamo tornati a casa dopo 7 giorni con 5 medicine al giorno dal prendere (tra le 8 del mattino e mezzanotte). A sei mesi ci è stato tolto un medicinale (per fortuna) ed è stato in cura col solo flecainide acetato,assunto mattino e sera in dosi crescenti (a seconda del peso) e poi scalato molto lentamente e dismesso l'8 marzo di quest'anno in vista di uno studio elettrofisiologico transesofageo eseguito lo scorso 26 aprile in DH, ma che comunque è stato per lui un altro piccolo trauma, superato però in fretta al contrario delle aspettative.
Lo studio ha evidenziato che la TPSV purtroppo non è scomparsa con la crescita ma ricompare sotto sforzo. Per questo dal primo maggio assume nadololo 20 mg 1 v/die.

cambiamenti: l'anno scorso a maggio la nonna materna è stata male, le hanno impiantato un pace maker ed è stato un piccolo trauma per tutti; da allora la nonna si sente spesso depressa e dice che non è in grado di accudire da sola mio figlio, che è un bimbo molto esigente, per cui inizialmente avevamo assunto una baby sitter (che lui ha inizialmente accolto con difficoltà, come tutti i cambiamenti, ma a cui poi si è affezionato) che dopo 4 mesi ha trovato un altro lavoro, quindi abbiamo optato per il nido, anche per far sì che socializzasse.
In generale l'ultimo anno è stato un po' pesante per tutta le famiglia, abbiamo avuto vari problemi lavorativi e di salute sia dei miei genitori che dei miei anziani nonni: ritengo però che siano le normali "peripezie" che ogni famiglia affronta, per quanto stancanti e fastidiose.

Forse però le varie

Forse però le varie peripezie, interne ed esterne, iniziate fin dalla nascita, hanno un po' pesato sul bambino che in qualche modo ha reagito diventando un piccolo tiranno, mi pare, che non sopporta contraddizioni e frustrazioni e normali regole di vita quotidiana. Penso che probabilmente anche nella situazione attuale ci sono tanti legami invisibili, un po' come i raggi fotoelettrici degli allarmi antifurto, che scattano più o meno regolarmente o imprevedibilmente e scatenano gli 'allarmi', appunto, che hanno l'aspetto di crisi isteriche, rifiuti ecc. L'insieme della situazione mi sembra piuttosto 'stressata'. Bisognerebbe poter ridurre lo stress, diminuire gli allarmi invisibili per dare un po' di riposo a tutti, ma ho l'impressione che dall'interno della famiglia sia un po' difficile mettere a fuoco i possibili aspetti dello stress, che probabilmente coinvolgono le varie persone, le relazioni, le comunicazioni. Non è un problema specifico del bambino, al di là del fatto che ripetute visite e cure mediche non diminuiscono certo lo stress. Probabilmente c'è qualcosa un po' 'disfunzionale' nell'organizzazione e nel funzionamento della vostra famiglia, messa in crisi forse dall'arrivo del bambino. Bisognerebbe poter mettere un po' a fuoco le cose per vedere possibili vie d'uscita e cambiamenti utili. A volte piccoli cambiamenti possono determinare effetti marcati. Forse con la crescita il bambino diventerà più maturo e sicuro e diminuiranno le difficoltà, altrimenti suggerirei un lavoro psicologico a livello familiare per poter districare un po' la matassa che rischia di ingarbugliarsi.

Grazie Dottore. Sono

Grazie Dottore.
Sono sollevata nell'apprendere che secondo il suo parere il bimbo non ha problemi comportamentali.
Io sono disponibile ad apportare qualsiasi cambiamento ma sembra che ogni mio sforzo sia inutile.
Detto sinceramente vorrei sollevare i miei genitori dal peso per loro evidentemente opprimente di questo nipote così esigente, ed inoltre ho timore che la convivenza coi nonni, seppur per poche ore, non giovi neppure al bambino, ma ho l'esigenza (e la volonta) di lavorare e non so come muovermi.
Aumentare la permanenza all'asilo potrebbe essere un'idea o finirebbe per essere controproducente?
Inoltre come devo comportarmi nei confronti di mio figlio quando tiene atteggiamenti prepotenti? Arrabbiarsi serve a poco.. Accogliere e distrarre è la strada giusta? Premiare i comportamenti corretti?
Ha consigli specifici per noi?

Forse per 'problemi

Forse per 'problemi comportamentali' Lei intende una malattia, o 'disturbo'. Ma in realtà sono solo la manifestazione di un disagio che solitamente è di origine ambientale. O per lo meno non c'è nessuna dimostrazione che c'entrino alterazioni cerebrali di qualche tipo.
Forse non sono stato molto chiaro, con i miei esempi. Ripeto: mi sembra ci sia un problema di organizzazione e funzionamento a livello ambientale, familiare che bisognerebbe che voi cercaste di mettere a fuoco, con l'aiuto di qualcuno, esperto di bambini e famiglie, perchè da soli è difficile. Un aspetto mi sembra la scarsa presenza paterna, che forse ha fatto mancare uno dei pilastri su cui si regge la famiglia, creando un qualche squilibrio. Insomma, non mi sembra questione di qualche dritta su come gestire il bambino, mi sembra sia il caso di ricreare un miglior equilibrio, forse, perchè se continua così c'è il rischio di problemi comportamentali più marcati, crescendo, anche a scuola.

Gentile Dottore. Grazie per

Gentile Dottore.

Grazie per il Suo consiglio.

Ho pensato molto alle Sue parole. Effettivamente è come se il bambino avesse messo in crisi l'intera famiglia e questo è sbagliato.
Ci tiene in pugno perché glielo permettiamo e perché tutto gira intorno a lui.
Abbiamo fatto una specie di riunione di famiglia in cui mi sono confrontata insieme al papà anche coi nonni ed abbiamo concordato che evidentemente diamo tutti troppo peso ai capricci del bambino. Questo è sicuramente dovuto anche al fatto che avendo problemi di cuore abbiamo sempre cercato di farlo "agitare" il meno possibile, ma attualmente il bambino è sotto terapie quindi non c'è ragione di assecondarlo a tutti i costi. L'ho lasciato di più solo con il papà, e in altri momenti abbiamo cercato di passare del tempo tutti insieme coi nonni (invece prima ci "passavamo" quasi il bimbo come una consegna).
Di fronte alle sue "crisi" siamo rimasti impassibili o comunque non ci siamo fatti vedere sconvolti o preoccupati come prima (in questo modo lo "show" si esaurisce quasi subito).

Abbiamo capito che evidentemente gli stavamo troppo addosso: non lo abbiamo più obbligato ad andare a fare pipì, ed ha iniziato ad andarci da solo (ci dice che non vuole essere accompagnato in bagno e poi arriva festante e soddisfatto a dirci che ha fatto la pipì da solo), stessa cosa per il lavaggio denti, abbiamo preparato lo spazzolino e coi suoi tempi è andato a lavarsi i denti da solo. Se non vuole lavarsi le mani gli diciamo con calma che non potrà mangiare fin quando non se le sarà lavate e dopo qualche storia va a lavarle da solo.

Ovviamente continuiamo a rimproverarlo se fa il prepotente o se fa qualcosa che potrebbe metterlo in pericolo.

Già in qualche giorno i risultati sono notevoli.

A settembre inizierà la scuola materna e se il problema si dovesse ripresentare mi farò indirizzare da qualche consulente familiare in modo da poter ulteriormente "districare la matassa". Grazie ancora.

Bene. Resto a disposizione.

Bene. Resto a disposizione.

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