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Famiglia e individuo. per iniziare

Abbiamo trovato qui una bella recensione di Mauro Mancia, - compianto psicoanalista che qualche anno fa scandalizzò il mondo benpensante politico televisivo diagnosticando al nostro caro lìder un complesso di inferiorità - al lavoro pionieristico di D Meltzer e M Harris, recensione che ci permettiamo di utilizzare, corredato di alcuni commenti in corsivo, come base iniziale alle nostre riflessioni sul lavoro clinico che facciamo con le famiglie, in vista di un più approfondito ripensamento di quel lavoro, a distanza di quasi trent'anni. (in corsivo i nostri commenti)

Donald Meltzer, Martha Harris - Il ruolo educativo della famiglia. Un modello psicoanalitico dei processi di apprendimento.

Recensione di Mancia, M., L'Indice 1986, n. 7
Bella recensione! In cui convivono alcune notazioni aperte, e altre ‘istituzionali', malgrado lui.

"Il modello della mente che D. Meltzer e M. Harris propongono si fonda sulla elaborazione che delle teorie freudiane hanno fatto M. Klein, R. Money-Kyrle e W. Bion. Il modello si basa sul presupposto che le modalità di apprendimento del bambino vengano definite all'interno della famiglia. Questa diventa allora mediatrice tra l'individuo e la comunità e il suo modello di apprendimento ritrova le sue radici nella realtà psichica piuttosto che nella realtà politica e sociale.
(Società famiglia bambino nell’esperienza reale si trasformano in modelli interni di funzionamento appresi dall’esperienza)

Momento centrale della organizzazione della mente e dello sviluppo della personalità dell'individuo è la sofferenza psichica capace di dare origine ad angosce persecutorie, depressive e confusive. Le prime sono collegate alla preoccupazione per la integrità del proprio Sè, le depressive per l'oggetto d'amore e le confusive comporteranno una incapacità a pensare e confusione tra buono e cattivo, interno ed esterno, realtà e sogno, adulto e infantile. (Quelle confusionali sono angosce di frammentazione, derealizzazione, perdita del sè)Il bambino e la famiglia metteranno in opera varie modalità per far fronte alla sofferenza psichica (L’organizzazione familiare corrisponde alle modalità che i genitori hanno trovato per gestire le varie situazioni e che tendono a diventare abitudini e a costituire contenitori più o meno facilmente modificabili): potranno, attraverso la verità ricercata tramite la capacità di pensare, modulare la sofferenza stessa oppure, quando prevarrà la bugia, modificare la sofferenza o evitarla in vario modo, con la negazione, l'uso massiccio della identificazione proiettiva, l'attivazione di meccanismi ossessivi fino alla creazione di un sistema delirante. (abbiamo qui forse la descrizione più chiare e sintetica possibile del crinale fra salute mentale e malattia mentale)

Poiché le fantasie inconsce, definibili come equivalenti mentali delle pulsioni (di vita e di morte) costituiscono il motore del pensiero e dell'azione, è chiaro che la modulazione della sofferenza psichica deve passare attraverso la elaborazione delle esperienze mentali collegate alle fantasie inconsce e alla loro trasformazione. (paragrofo obsoleto e come diremo sotto, fonte di deformazione)

Il pensiero del sogno, ad esempio, rappresenta uno dei risultati di questa trasformazione. Entriamo qui in una dimensione del mondo interno in cui D. Meltzer e M. Harris attribuiscono alla distribuzione geografica della fantasia (geografica nel senso che interessa vari organi del corpo, ad es. seno, pene, vagina ecc.), (no, M.M confonde qui 'geografico' con ‘zonale’:‘geografico’ per DM riguarda sé, esterno, dentro l’oggetto, ecc) quindi alla stessa organizzazione del nostro mondo interno, la possibilità di influenzare la nostra visione del mondo.

Quest'ultima è il risultato di elaborati processi di scissione e identificazione (proiettiva e introiettiva). Se prevalgono le introiezioni, queste operazioni permetteranno di fare delle vere esperienze, apprendere, sviluppare il pensiero a crescere mentalmente. Ma le modalità di apprendimento (influenzate dall’esperienza, dall’ organizzazione familiare, dalle abitudini) possono essere affidate a parti invidiose e perverse della personalità, dominate da fantasie onnipotenti di penetrare nell'altro per impadronirsi dei suoi attribuiti mentali e delle sue capacità (apprendimento per identificazione proiettiva), oppure che usano il furto per non dovere gratitudine (apprendimento raccattato), o che usano una identificazione narcisistica di tipo imitativo (apprendimento per identificazione adesiva) o, infine, che usano una modalità onnipotente di controllo ossessivo (apprendimento attraverso il collezionismo). Ma di tutte, la peggiore è quella modalità che favorisce nel bambino un tipo di apprendimento superficiale affidato a un metodo pedagogico di tipo tirannico e meccanico che genera ribellione e negativismo. Se riflettiamo su quanta parte questa ultima modalità ha nell'economia mentale delle famiglie e comunità della nostra cultura, dobbiamo ammettere che il discorso di D. Meltzer e M. Harris diventa centrale non solo allo sviluppo dell'individuo ma alla crescita di una intera società.

Alla comunità e ai modelli di identificazione che essa offre al singolo individuo gli autori dedicano un approfondito capitolo. Le comunità vengono catalogate a seconda che prevalgano nei membri che le compongono una identificazione con l'oggetto combinato (padre e madre uniti in un rapporto creativo e rassicurante) o con figure paterne o materne che possono avere funzione di sostegno o parassitarie. L'organizzazione familiare viene sottoposta alla stessa analisi dei gruppi in cui Bion, al quale Meltzer e Harris si riferiscono, riconosce un gruppo di lavoro e gruppi dominati da assunti di base. Mentre il primo permetterà di svolgere una attività utile e proficua per tutti coloro che ad esso afferiscono, gli altri funzioneranno sulla base di un assunto di base inconscio, di dipendenza, di attacco-fuga o di accoppiamento.
La famiglia organizzata secondo un Assunto di Base perderà le proprie caratteristiche di famiglia per assomigliare sempre di più a una tribù primitiva. Secondo gli AA. il ruolo e le funzioni della famiglia (esercitate da genitori o altri adulti…)sono infatti quelle di contenimento e modulazione della sofferenza mentale dei singoli membri. Quando queste funzioni vengono meno si svilupperanno all'interno del gruppo familiare forze disgregatrici (meglio, direi: modalità diverse di gestire le difficoltà sulla base di modalità più ‘primitive’ o patologiche, fra cui quelle sotto illustrate, ma non solo. ) che, attraverso meccanismi reciproci di identificazione proiettiva, creeranno angosce persecutorie e potranno favorire perversioni e comportamenti delinquenziali di vario tipo. La bugia diventerà allora la protagonista di questo tipo di famiglia e ne accentuerà la disgregazione e il fallimento di quelle forze di coesione che in altre circostanze potevano favorire lo sviluppo del pensiero.
Inutile sottolineare che i responsabili principali di queste funzioni familiari sono i genitori uniti in coppia (Importante sottolineatura della coppia genitoriale, come portatrice delle funzioni genitoriali, rese possibili dalla gestione e separazione sufficiente degli aspetti coniugali e degli spazi della famiglia pena le confusioni di cui sopra e i loro effetti): da una parte la madre che dovrà sopportare l'effetto delle proiezioni filiali e dall'altra il padre che avrà sufficiente autorità per porre un limite alla evacuazione dei rifiuti mentali da parte dei figli. Se uno dei due membri della coppia è inadeguato a questa funzione, la famiglia potrà scivolare verso quella organizzazione che D. Meltzer e L. Harris chiamano famiglia-banda: una organizzazione narcisistica dove l'amore autentico sarà sostituito da seduzione e permissività e dove il pensiero sarà sostituito da slogans, dogmi, luoghi comuni, atteggiamenti da arrampicatori sociali, ricerca di status symbols, estrema sensibilità alla stato sociale, varie forme più o meno stupide di snobismo.
Se poi uno o ambedue i membri della coppia dei genitori è psicotico o ha tendenze criminali e perverse (cosa non così rara anche nelle nostre famiglie più in vista) si avrà un tipo di famiglia rovesciata, dove si assiste ad un rovesciamento dei valori e alla comparsa di perversioni sessuali, forme di delirio persecutorio, comportamento bizzarro e varie forme di superstizione.
All'esame di quelle forze che operano all'interno del singolo individuo e rendono possibili diversi rapporti sociali, gli autori dedicano l'intero capitolo V. Tali forze possono essere usate per modulare la sofferenza psichica che accompagna la crescita mentale ma possono essere invece impiegate per modificarla o per fuggire da essa. Gli aspetti analitici più interessanti di questo discorso sono nel fatto che le forze in questione sono collegabili con situazioni dinamiche interne che riguardano gli oggetti interni dell'individuo formatisi attraverso processi di identificazione con i membri della famiglia in cui l'individuo è cresciuto (Come si diceva sopra. Particolare come non ne derivassero indicazioni di lavoro con le famiglie, ancora). Essi costituiscono la organizzazione degli stati della mente dell'individuo. D. Meltzer e M. Harris qui propongono una classificazione degli stati della mente in adulto e infantile, bisessuale, maschile (con la variante di delinquente maschile), femminile (con la variante di delinquente femminile) e pervertito.

Questa è una descrizione che potrà apparire un po' complessa al lettore non abituato a questo linguaggio ma che dà al libro una dimensione profondamente analitica ed estremamente attuale: lo stato adulto della mente deve essere dominato da una bisessualità ben integrata che sarà la risultante di una identificazione con l'oggetto interno combinato (madre e padre uniti in un buon rapporto creativo). Il richiamo al pensiero di Money-Kyrle qui mi sembra molto evidente e va a Meltzer ed Harris il merito di averlo integrato con quello di Bion e con il loro stesso pensiero.
In questa prospettiva l'individuo mentalmente adulto seguirà delle finalità e sarà teso a rendersi degno dei propri oggetti interni. Questi ultimi costituiranno la solidità del suo mondo interno; cioè, della sua casa (Money Kirle parla come Bowlby in quegli anni, della base sicura…) che non potrà subire attacchi pericolosi dall'esterno. I rapporti amorosi saranno possibili con partners con cui si condivide la visione del mondo. Egli partecipa quindi in modo costruttivo a un gruppo di lavoro e non accetterà l'emergere nel gruppo di assunti di base. La sua bisessualità gli permetterà quel tanto di identificazione con il partner dell'altro sesso da capirne profondamente le esigenze e le qualità. Infatti, la mancanza di questa bisessualità farà sì che la mentalità dell'altro sesso possa apparire come qualcosa di incomprensibile, misterioso e inaccettabile.

Viene ribadita nel libro l'idea che la struttura mentale adulta appena definita incomincia a formarsi precocemente nell'ambito del gruppo familiare.( Ancora non indicazioni di lavoro col gruppo familiare, ad esempio nei casi di disturbo dello sviluppo ecc…) La sua piena realizzazione sembra però attuarsi solo in seguito a una esperienza di lutto come la morte di un genitore. A quel momento il mondo apparterrà all'individuo che dovrà responsabilmente farsene carico.

Purtroppo, nella famiglia come nel gruppo, operano spesso parti distruttive e psicotiche (parti presenti nei genitori, forse trasmesse attraverso le generazioni… Bion memorie del futuro)della personalità che assumono un ruolo di primo piano nelle relazioni intrafamiliari (direi che c’è l’influenza del modello pulsionale, che diceva prima, che vede quindi come dati biologici immodificabili in gioco, di qui il pessimismo, invece che modelli di organizzazione, funzionamento e apprendimento che sono più culturali, influenzati da dinamiche ‘sociali’ in senso lato, cioè di organizzazione controllo e potere, che si ammantano di miti religioni e ideologie, schermo contro l’esplorazione libera della verità., cosa cui si oppongono tutte le organizzazioni istituzionali. Ovviamente il pessimismo resta comunque prevalente, di fronte alla forza delle organizzazioni istituzionali, che però ogni tanto improvvisamente crollano…). Qui diventa attuale il pensiero di Money-Kyrle che gli autori puntualmente riprendono, secondo il quale il compito che l'umanità si trova oggi ad affrontare è quello di far progredire il livello di maturità e di salute mentale dell'intera popolazione. Questo, aggiungo io, per diminuire sempre di più quel pericoloso divario tra sviluppo tecnologico e sviluppo della mente, divario che può scatenare un mostro che non siamo più in grado di controllare con la nostra mente."

Ci sembra ben descritto il contenuto del libro di Meltzer-Harris, cui vorrenno tornare più estesamente in futuro.
Si nota nella recensione la prevalenza dell'ottica individuale e del modello teorico della seconda topica freudiana, in cui l'ipotesi biologica pulsionale dei fattori in gioco - che la Klein prenderà pari pari- offusca la vista di fenomeni che sono purtuttavia messi a fuoco. Sarà Bion, direi, a togliere alla psicoanalisi il velo di Maya del modello biologico pulsionale per liberare l'osservazione dei fenomeni che coinvolgono individuo famiglia società e influenzano i processi di apprendimento, che Meltzer e Harris hanno guardato pionieristicamente con un'occhiata tanto profonda quanto isolata, non seguita da altri spunti.
Oggi è in via di sviluppo un'attività di terapia psicoanalitica della famiglia - che trova anche un riconoscimento e uno spazio nella EFPP - la cui applicazione è però ancora sporadica e quasi pionieristica, ma sarebbe probabilmente uno strumento essenziale specialmente nei servizi pubblici.

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