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cosa è o non è l'autismo? Critica delle teorie dell'autismo come disturbo neurobiologico

Ogni tanto sono preso dal dubbio e dall’incertezza riguardo alla mia posizione notoriamente critica sulle diagnosi di autismo e –oggi- di spettro autistico, che vanno per la maggiore. Non mi capacito di trovarmi isolato o quasi – almeno a livello di internet – nella mia opposizione.

Sono capitato recentemente, quasi per caso, sulle pagine internet dell’America Psychiatric Association e nel settore infanzia e adolescenza sono stato attratto dalla pagina sui Disturbi dello spettro autistico, evidenziato insieme ad altri cinque argomenti considerati di importanza primaria, almeno in America, che sono: l’ADHD, il suicidio nei ‘teen-ager’, i disturbi alimentari, gli studenti di college e l’abuso di alcool, l’abuso di sostanze e l’addiction. Già l’elenco mostra come le diagnosi psichiatriche e la loro prevalenza sono spesso tipiche di un dato ambiente e non di altri, per cui la componente ambientale , cacciata dalla porta dalla ricerca scientifica ufficiale, torna dalla finestra delle differenze fra i vari stati e continenti.

Ma poi scorrendo la pagina del DSA, alcune cose mi saltano all’occhio e non posso fare a meno di segnalarle: ‘Cos’è l’autismo?' intitola il primo paragrafo. Nel testo si legge che i disturbi dello spettro autistico “sono disturbi neurologici, cioè colpiscono (affect) il funzionamento del cervello…”. Già questa frase ha un effetto sconcertante: le malattie neurologiche (Epilessia, Parkinson, SLA, Sclerosi multipla, e tante altre) hanno chiari sintomi e segni obiettivabili all’esame neurologico, e svariati esami mostrano anomalie patologiche cerebrali, anche se molto resta da conoscere ancora su cause e terapie. Ma l’autismo non ha sintomi neurologici come le malattie suddette, né tanto meno esami che documentino anomalie cerebrali significative, ma solo disturbi comportamentali, semmai si dovrebbe parlare quindi di un disturbo psichiatrico, non ‘neurologico’…, visto che condivide queste caratteristiche con i disturbi psichiatrici.
Che poi una parte della psichiatria sostenga che i disturbi mentali sono solo disturbi del cervello è un'altra cosa, ma almeno abbiamo chiarito un sofisma linguistico
Si parla poi di sintomi, di diagnosi, di trattamenti, di consigli ai genitori, e ovviamente di cause. E qui si legge: “Le cause esatte dei disordini dello spettro autistico non sono chiare. Probabilmente (sottolineatura mia) molti fattori contribuiscono all’autismo, compresi i geni con cui un bimbo nasce e fattori ambientali…. Specifica poi: “la ricerca ha mostrato che non è causato da un bad parenting (cattivo genitoraggio, si potrebbe tradurre) né da vaccini…”
Ecco, di fronte a comunicazioni di questo tipo io vengo rinforzato nella mia diffidenza verso la psichiatria ufficiale oggi dominante perché in poche righe vengono accumulate informazioni così imprecise e di parte, e la terminologia e la ricerca scientifica vengono usate per distorcere e influenzare, che il testo assomiglia più a un messaggio politico o pubblicitario ( o una giaculatoria stereotipata verso qualche lobby divinizzata…) che a un’informazione scientifica, e qui l’onestà intellettuale e la logica urlano vendetta.

Vediamo dunque le mie critiche: innanzitutto parlano di ‘disturbi neurologici’ (cioè, come nelle varie malattie neurologiche, da cause che riguardano il cervello e le sue cellule nervose) ma poi dicono che le cause non sono chiare. E’ vero che sono molte le malattie, neurologiche e altre, le cui cause sono sconosciute, ma come dicevo sono conosciuti i reperti anatomici e istologici e strumentali che stabiliscono che è coinvolto il sistema nervoso. Quando poi si dice ‘probabilmente’, si può dire di tutto di più ed è evidente che l’affermazione non può aver valore di sicurezza, come quella con cui si dice che sono disturbi neurologici…
In mezzo a questo mare di probabilità, l’aggiunta sul bad parenting e sui vaccini, di cui si dice che la ricerca ha mostrato che non sono in causa, è evidentemente ‘politica’, è la ciliegina sulla torta. Non c’è ricerca che tenga: come si sa nelle scienze esatte, una prova contraria toglie di mezzo tutte le prove a favore di una data ipotesi. Ma in questo caso non ci sono in realtà prove contrarie specifiche: se, come dicono loro, i fattori in gioco sono ‘probabilmente’ diversi, come si fa a escluderne con sicurezza alcuni, si rischia di discutere del sesso degli angeli. Quello che si può dire è che finora non ci sono prove certe che meccanismi immunitari siano in gioco, né fattori ambientali ‘umani’, relazionali: ma non possiamo nemmeno escluderli, visto che meccanismi immunitari sono in gioco in molte malattie conosciute e fattori ambientali umani sono in gioco in molti comportamenti e fenomeni umani e sociali ben conosciuti. E’ più onesto a mio avviso dire che per ora non abbiamo conoscenze sufficienti per esprimerci.

Lo stesso vale per i rimedi e le terapie possibili. Non avendo certezze sulle cause e i fattori in gioco, gli interventi possono essere solo sintomatici, dettati dalle situazioni, e se possibili basati sul buon senso: come una barca che fa acqua non si sa perché, possiamo cercare di buttar fuori l’acqua e tappare i buchi visibili, e magari guidarla verso mari calmi, ma poco di più. Ma è il caso di diffidare di santoni e guidatori miracolistici che promettono la salvezza, o almeno di contare fino a cento prima di affidarcisi.
(agosto 2015)

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